Vernacoliere del Curato – Maggio

MAGGIO 2018

Il Curato ed i suoi mezzadri

Alla fine della stagione estiva, il Curato di una piccola parrocchia di montagna, invita il mezzadro e suo figlio, lavoranti nei possedimenti della parrocchia, per poter discutere e prendere accordi nella gestione delle semine, la raccolta del vino e dell’olio.
Il Curato prepara qualcosa da mangiare, il prosciutto, il pane, delle buone cipolle fresche oltre al buon vino.
I due coltivatori ringraziano il Curato e fanno molto onore alla tavola imbandita.
Il Curato é molto affabile nell’affettare il prosciutto, rifornire i due di pane, ma insiste nell’elogiare le cipolline fresche.
Il curato: ma quanto sono buone queste cipolline, senti come profumano, ma che aroma.
Il figlio suggerisce al babbo di assaggiare le cipolle, ma il babbo risponde al figlio:
“é meglio arrangiarci con il prosciutto, le cipolle sono così buone che mi sembra giusto lasciarle al Curato”.

Pierino in classe – ora di religione

All’ora di religione, alcuni bambini chiedono spiegazioni poiché non capiscono cosa sia lo Spirito Santo.
L’insegnante cerca di spiegare che lo Spirito Santo é come un angelo custode che ti segue ti assiste e ti protegge dalle cattiverie del mondo.
Pierino: ma io non l’ho mai visto !
L’insegnante: ma Pierino, lo Spirito Santo é come un soffio che ti accompagna, non ha corpo.
Pierino intanto sotto il banco sbuffa e se la ride.
L’insegnante: Pierino cosa c’é, perché sbuffi.
Pierino: chissà bello vedere uno che ha la testa attaccata al sedere!

Pierino e la bici

Pierino va in chiesa in bici ma si dimentica il lucchetto e il prete gli dice: “tranquillo, te la controlla lo Spirito Santo”, così Pierino entra in Chiesa e dice: “nel nome del Padre, del Figlio, Amen” e il prete: “e lo Spirito Santo?” e Pierino: “no, è fuori che mi guarda la bici”.

Don Giglioli al Seminario

Don Giglioli, già vescovo, al I° anno di teologia, parlava della Bibbia, testo ispirato da Dio.
((2 Timoteto 3:16) Paolo, che scrisse in greco, usò una parola che significa letteralmente “alitata da Dio”.
In quella fede, ricorda ancora l’apostolo, Timoteo era stato istruito dalle donne della sua famiglia, la madre e la nonna: «mi ricordo, infatti, della tua fede schietta, fede che fu prima nella tua nonna Lòide, poi in tua madre Eunìce e ora, ne sono certo, anche in te» (2 Timoteo 1,5).
(don Stefano Tarocchi, preside della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale): Se questo pensiero è centrale alla fede cristiana, nessuno può pensare a libri che arrivano all’uomo direttamente dal cielo, oppure ad una ispirazione che sorprenda lo scrittore sacro in uno stato di coscienza modificato o alterato, rispetto a quello suo solito.
Don Giglioli: l’uomo sente e scrive, ma a volte l’ispirazione può essere pericolosa.

 

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...