Voci parrocchiali – I commenti della settimana

17 Giugno 2018
maria rosa tabellini partini
 

Un’idea folgorante, quella di don Sergio, di accompagnare l’estate con la lettura della Bibbia. Si inizia col Cantico dei Cantici, ovvero “il più sublime dei cantici”, come indica il superlativo espresso dal titolo. Vorrei accompagnare quest’avvio solenne con i versi di un poeta che viene “dall’altro mondo” (come anche papa Francesco), Ernesto Cardenal. Traggo il testo e parte del commento da una antologia che ho pubblicato qualche anno fa (“Le opere e il tempo”, vol. 3, Epica, Palumbo, Palermo 2010).

La poesia è tratta dal “Canto cosmico”, un imponente poema pubblicato nel 1989, dove Ernesto Cardenal ricostruisce il cammino della creazione del cosmo e della storia del Nicaragua. Nel poema gli scenari sconfinati dello spazio e del tempo vengono attraversati con una profonda fede nel divino. Qui ne vediamo una parte iniziale, quella che racconta l’origine dell’universo unendo il linguaggio della Bibbia con quello della scienza: senza contrasto, perché per il poeta tutto fa parte del progetto divino della creazione. Verso la fine del brano, troviamo anche citato il grande poeta cileno Pablo Neruda, con una delle sue più celebri e struggenti poesie d’amore: una citazione laica, ma anch’essa in linea con i passi biblici che don Sergio ha scelto per quest’ingresso nell’estate.

[…]
Nascevano, crescevano e morivano le stelle.
E la galassia andava acquistando forma di fiore
come oggi la vediamo nella notte stellata.
La nostra carne e le nostre ossa vengono da altre stelle
e anche forse da altre galassie,
siamo universali,
e dopo la morte contribuiremo a formare altre stelle
e altre galassie.
Di stelle siamo fatti e alle stelle torneremo.

Treno più acuto man mano che si avvicina.
E gli oggetti celesti più azzurri nell’avvicinarsi
e più rossi nell’allontanarsi.
Perché è nera la notte…
È nera a causa dell’espansione dell’universo.
Altrimenti tutto il cielo brillerebbe come il sole.
E non ci sarebbe nessuno per vedere quella notte.
E le galassie verso dove muovono?
In espansione come il fumo che il vento disperde.
La seconda legge della termodinamica:
Questo costante fluire della luce verso le tenebre.
Dell’amore verso l’oblio.
Lui aveva 20 anni, lei 15 o circa 16.
Illuminazione nelle strade e nel cielo. Il cielo
quello di Granada.
Fu l’ultimo addio,
e fu allora che lui declamò Neruda per lei:
«… i versi più tristi questa notte».
«La notte è stellata
e tremano azzurri gli astri in lontananza».
Due esseri si separarono per sempre.
Non ci fu nessun testimone di quell’addio.
Le due direzioni sempre più divaricate
come stelle che si muovono verso il rosso .
Ho pensato a te, di nuovo, perché la notte è stellata
e vedo tremare gli astri lassù in quella luce azzurra.

(Cantica 4 – “Espansione”, traduzione dallo spagnolo di Martha Canfield, in E. Cardenal, “Nicaragua mondo universo. Antologia poetica”, a cura di Canfield e Ciabatti, Le Lettere, Firenze 2009)

L’autore. Ernesto Cardenal è una straordinaria figura di poeta, sacerdote, teologo, artista e uomo politico del Nicaragua. Nella sua esistenza coesistono arte e fede, preghiera e battaglia. Nato nel 1925 in una ricca famiglia di Granada, grande città portuale nicaraguense, seguì studi umanistici in Messico e Stati Uniti, e fino al 1950 viaggiò per vari paesi d’Europa. Tornato in patria e ordinato sacerdote nel 1965, fondò assieme ad altri confratelli la comunità di contemplazione e lavoro di Solentiname, poi spazzata via dalle rappresaglie ordinate dal dittatore Somoza in risposta all’opposizione al suo regime. Anche Cardenal partecipò alla guerriglia, quindi, nel nuovo governo di ispirazione marxista guidato da Daniel Ortega, ricoprì l’incarico di ministro della cultura. A seguito della sua permanenza in politica, e per una generale preoccupazione del Vaticano per la diffusione della cosiddetta Teologia della Liberazione, Cardenal nel 1985 fu sospeso dal sacerdozio. Una vita contrastata dalla storia, quella di Cardenal, ma sempre accompagnata dalla poesia, in cui lo scrittore raccoglie materiali eterogenei, che vanno dalle sacre scritture alla scienza, fino ai linguaggi della pubblicità.

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