LA VIA CRUCIS – VENERDI’ 19 APRILE 2019 –

Parrocchia in San Miniato alle Scotte – Siena
Chiesa del Corpus Domini

Commento
La più grande lezione che Gesù ci dà nella passione, consiste nell’insegnarci che ci possono essere sofferenze, vissute nell’amore, che glorificano il Padre.
Spesso, è la “tentazione” di fronte alla sofferenza che ci impedisce di fare progressi nella nostra vita cristiana. Tendiamo infatti a credere che la sofferenza è sempre da evitare, che non può esserci una sofferenza “santa”. Questo perché non abbiamo ancora sufficientemente fatto prova dell’amore infinito di Dio, perché lo Spirito Santo non ci ha ancora fatto entrare nel cuore di Gesù. Non possiamo immaginarci, senza lo Spirito Santo, come possa esistere un amore più forte della morte, non un amore che impedisca la morte, ma un amore in grado di santificare la morte, di pervaderla, di fare in modo che esista una morte “santa”: la morte di Gesù e tutte le morti che sono unite alla sua.
Gesù può, a volte, farci conoscere le sofferenze della sua agonia per farci capire che dobbiamo accettarle, non fuggirle. Egli ci chiede di avere il coraggio di rimanere con lui: finché non avremo questo coraggio, non potremo trovare la pace del suo amore.
Nel cuore di Gesù c’è un’unione perfetta fra amore e sofferenza: l’hanno capito i santi che hanno provato gioia nella sofferenza che li avvicinava a Gesù.
Chiediamo umilmente a Gesù di concederci di essere pronti, quando egli lo vorrà, a condividere le sue sofferenze. Non cerchiamo di immaginarle prima, ma, se non ci sentiamo pronti a viverle ora, preghiamo per coloro ai quali Gesù chiede di viverle, coloro che continuano la missione di Maria: sono più deboli e hanno soprattutto bisogno di essere sostenuti.

19 Aprile 2019 (ore 18)

 “ VIA CRUCIS VENERDI’ SANTO 2019”

 Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

  1. Amen
  2. Gesù ci chiama a seguirlo sulla via dolorosa, luogo della sua passione, grande palcoscenico dove ci mostra lo spettacolo più grande che ci possa essere: amare l’altro fino a dare la propria vita, fino a subire la sofferenza e il dolore, perché l’altro possa vivere.

Aiutaci Signore a seguirti in questo tuo cammino, manda il tuo Spirito perché il nostro cuore faccia silenzio, apri le nostre menti, rischiara i nostri occhi perché oggi Tu ci inviti ad affacciarci sulle tue piaghe e a gettare i nostri sguardi dentro la tua carne.

Oggi, Tu ci chiami a scorgere l’abisso del tuo amore. Da questa visone nasca in noi la forza, il desiderio, la volontà di diventare sempre più come Te, sempre più capaci di donare piuttosto che ostinarci a voler sempre ricevere. Aiutaci a trasformare il nostro cuore, così potremo trasformare le nostre famiglie, le nostre Parrocchie, i nostri quartieri, la nostra città.

Signore, abbiamo bisogno di altri Cristi per cambiare le cose che nel nostro mondo vanno cambiate. È stato sempre così, abbiamo bisogno di cristiani, di gente che ama; la tua passione, Signore, ci aiuti ad essere tuoi veri discepoli: cristiani, semplicemente.

Pausa di silenzio

  1. Preghiamo.

O Padre, che hai risanato l’uomo con il sangue prezioso del tuo amatissimo Figlio, concedi anche a noi che riponiamo in te la nostra fiducia, di essere liberati dal male che ci assedia e di veder sanate le nostre ferite dal balsamo dello spirito consolatore. Per Cristo nostro Signore. Amen

Canto Il tuo popolo in cammino

Il Tuo popolo in cammino cerca in Te la guida. Sulla strada verso il Regno sei sostegno col Tuo corpo:resta sempre con noi, o Signore!

E’ il Tuo pane, Gesù, che ci dà forza e rende più sicuro il nostro passo. Se il vigore nel cammino si svilisce,la Tua mano dona lieta la speranza.

E’ il Tuo vino, Gesù, che ci disseta e sveglia in noi l’ardore di seguirti. Se la gioia cede il passo alla stanchezza,la Tua voce fa rinascere freschezza.

E’ il Tuo corpo, Gesù, che  ci fa Chiesa, fratelli sulla strada della vita. Se il rancore toglie luce all’amicizia,dal Tuo cuore nasce giovane il perdono.

I STAZIONE:

Gesù condannato a morte

Cel.: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.

Ass.: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

  1. Dal vangelo secondo Matteo

22Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». 23Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».
24Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». 25E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». 26Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

L.Polvere e terra erano cadute sugli occhi dell’uomo accecandolo, cosicché l’uomo non poteva guardare la luce. Sei stato accecato dalla polvere, dalla polvere sarai guarito: in altre parole, la debolezza della condizione umana ti aveva accecato, la medesima debolezza ti sana. Il Verbo si è fatto carne: è venuto per estinguere con la fragilità della sua umanità le colpe dovute alla nostra fragilità, e distruggere la morte con la sua morte. Tu che sei ammalato, bevi il calice amaro, se vuoi essere sano…; non tremare, perché, affinché tu non tremi, per primo lo ha bevuto il medico; cioè per primo il Signore ha bevuto l’amarezza della passione. Lo ha bevuto colui che non aveva peccato, che non aveva bisogno di essere risanato.

Bevi dunque finché non passerà l’amarezza di questo secolo, finché non verrà il secolo ove non ci sarà nessuno scandalo, alcuna ira, alcuna malattia, alcuna inimicizia, alcuna vecchiaia, alcuna morte, alcuna lite.

Orazione

Signore Gesù, fa’ che alla luce della Croce, simbolo della nostra fede, possiamo accettare le nostre sofferenzee, illuminati dal tuo amore, abbracciare le nostre croci, rese gloriose
dalla tua morte e risurrezione.
Donaci la grazia di guardare alle nostre storie e di riscoprire in esse il tuo amore per noi.

Padre nostro……

Stabat Mater dolorósa iuxta crucem lacrimósa, dum pendébat Fílius.

La Madre addolorata stava in lacrime presso la Croce su cui pendeva il Figlio.

 CANTO

È giunta l’ora, Padre, per me,
ai miei amici ho detto che
questa è la vita, conoscere Te
e il Figlio Tuo, Cristo Gesù.
Erano tuoi, li hai dati a me
e ora sanno che torno a Te,
hanno creduto, conservali Tu
nel Tuo amore, nell’unità

II STAZIONE:

Gesù è caricato della  Croce

  Cel.: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.

 Ass.: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Marco 8, 34-35

Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, [Gesù] disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

L Ti vedo, Gesù, coronato di spine, mentre accogli la tua croce. La accogli, come sempre hai accolto tutto e tutti. Ti caricano del legno, pesante, ruvido, ma tu non ti ri- belli, non butti via quello strumento di tortura ingiusto e ignobile. Lo prendi su di te e cominci a camminare portandolo sulle spalle. Quante volte mi sono ribellata e arrabbiata contro gli incarichi che ho ricevuto, che ho avvertito come pesanti o ingiusti. Tu non fai così. Sei solo di qualche anno più grande di me, oggi si direbbe che sei ancora giovane, ma sei docile, e prendi sul serio quello che la vita ti offre, ogni occasione che ti si presenta come se volessi andare fino in fondo alle cose e scoprire che c’è sempre qualcosa di più di quello che appare, un significato nascosto e sorprendente. Grazie a te com- prendo che questa è croce di salvezza e di liberazione, croce di sostegno nell’inciampo, giogo leggero, fardello che non grava.

Dallo scandalo della morte del Figlio di Dio, morte da peccatore, morte da malfattore, nasce la grazia di riscoprire nel dolore la resurrezione, nella sofferenza la tua gloria, nell’angoscia la tua salvezza. La stessa croce, simbolo per l’uomo di umiliazione e dolore, si rivela ora, per grazia del tuo sacrificio, come una promessa: da ogni morte risorgerà la vita e in ogni buio risplenderà la luce. E possiamo esclamare: “Ave o croce, unica speranza!”.

Orazione

Signore, non distogliere il tuo volto da colui che hai creato, che i miei peccati non allontanino il tuo volto. Davanti a te confesso le mie colpe, mio Signore e  mio Dio.

Padre nostro……

Cuius ánimam geméntem, contristátam et doléntem pertransívit gládius.

E il suo animo gemente, contristato e dolente una spada trafiggeva

CANTO

Signore, ascolta: Padre, perdona!

Fà che vediamo il tuo amore.

 Ti confessiamo ogni nostra colpa, riconosciamo ogni nostro errore e ti preghiamo: dona il tuo perdono

Padre nostro……

 III STAZIONE:

Gesù cade sotto la croce

Cel.: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.

Ass.: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

  1. Dal libro del profeta Isaia

4Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,percosso da Dio e umiliato.
5Egli è stato trafitto per le nostre colpe,schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
6Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.

  1. Gesù cade per la prima volta, cade fra la gente che osserva, curiosa o distratta, un evento che pensa non riguardarla affatto; Gesù “se l’è cercata”, ha puntato troppo in alto, ha esagerato “Figlio di Dio e Figlio dell’Uomo”, Salvatore sui generis, che toglie i peccati e toglie pure la loro condanna.

Ma ci sono altri sguardi, oltre a questi. Sguardi che fremono per quello che sta succedendo, coinvolti dalla persona di Gesù, trasformati dall’incontro con Lui.

Così oggi assistiamo ad una umanità che cade, donne e uomini per i quali la dignità è un lusso, i diritti una pretesa, avere una speranza di vita un eccesso imperdonabile.

E si rinnova la differenza di sguardi , tra chi prende le distanze da colui che cade e chi si avvicina, lo raccoglie o semplicemente piange.

Mai come oggi l’umanità soffre e cade sotto lo sguardo di tutti noi, donne e uomini vendono se stessi per strada, nel lavoro gravemente sfruttato, nell’accattonaggio e in tutte le economie illegali che sostengono i nostri consumi.

Nessuno può dire che non sapeva…L’informazione globale ci condanna ad una scelta: allontanarsi da questo spettacolo insopportabile o rischiare la prossimità, che trasformerà la nostra vita.

Orazione

Signor, donaci il coraggio di seguire la strada ripida tracciata da tuo Figlio, che ci  conduce al tuo regno d’eternità.

Padre nostro……

O quam tristis et afflícta fuit illa benedícta Mater Unigéniti!

Oh, quanto triste e afflitta fu la benedetta Madre dell’Unigenito

CANTO

Ti saluto, o Croce santa,
che portasti il Redentor;
gloria, lode, onor ti canta
ogni lingua ed ogni cuor.

Sei vessillo glorioso di Cristo,
sei salvezza del popol fedel.
Grondi sangue innocente sul tristo
che ti volle martirio crudel.

IV STAZIONE:

 Gesù incontra sua Madre

Cel.: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.

Ass.: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

  1. Dal Vangelo secondo Luca

Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35– e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». 51Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Let. Maria incontra Gesù che porta la sua croce al Calvario. Quale dolore deve aver trafitto il suo cuore di madre, una madre che sa chi è quel Figlio…

Nel buio del dolore più profondo, noi non siamo mai soli, la nostra sofferenza è nel cuore di Maria, è in quella croce ingiusta che pure Gesù prende su di sé fino in fondo.

Nel dolore di tante donne e madri di ogni tempo, di tante donne e madri che portano la croce della sofferenza psichica, delle violenze subite, della mancanza di accoglienza e di amore, ritroviamo quella spada che ha trafitto l’anima di Maria. Non possiamo restare inerti davanti a tali sofferenze, ciascuno può dare il suo contributo per alleviarle, con l’ascolto, l’affetto, la vicinanza. Possiamo contribuire a restituire dignità e un orizzonte di senso. Ma sappiamo che, comunque, la croce ci fa intravedere la Pasqua. L’abbraccio tra Gesù e sua madre ci ricorda che non c’è croce capace di annientare l’amore. Ci ricorda che l’amore è “più forte della morte”.

Orazione

Maria, Madre del Signore, Tu fosti per il tuo Figlio divino il primo riflesso della misericordia del Padre suo, quella misericordia che a Cana gli chiedesti di manifestare.
Ora che tuo Figlio ci rivela il Volto del Padre
fino alle estreme conseguenze dell’amore,
ti metti, in silenzio, sulle sue orme,
prima discepola della croce.

Padre nostro……

Quae moerébat et dolébat, Pia Mater dum videbat nati poenas ínclyti

Come si rattristava, si doleva e tremava vedendo le pene del celebre Figlio

 CANTO

 Ti saluto, o Croce santa,
che portasti il Redentor;
gloria, lode, onor ti canta
ogni lingua ed ogni cuor.

Tu nascesti fra le braccia amorose
d’una Vergine Madre, o Gesù.
Tu moristi fra braccia pietose
d’una croce che data ti fu.

V STAZIONE:

Gesù aiutato dal Cireneo

Cel.: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.

Ass.: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Luca 23, 26

Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù.

 

  1. Gesù è stanco, la salita al Calvario è impervia ed il peso della croce lo opprime, ha bisogno che qualcuno lo aiuti a portare la croce, ma, nessuno pare accorgersi della sua dolorante fatica. Ad aiutarlo viene chiamato Simone di Cirene, un uomo di campagna.

Anche oggi ci sono tante persone che faticano a portare la croce da sole e, non solo nessuno le aiuta, ma l’indifferenza e talvolta la derisione la rendono ancora più pesante. Tra le tante vogliamo qui ricordare le mamme che si trovano sole a portare avanti una gravidanza, a portare nel grembo quello che dovrebbe essere sorgente di felicità perché chiamate ad essere uno strumento di Dio per donare al mondo una nuova vita, ed invece, a causa di abbandoni, di preoccupazioni, di paure, di commenti altrui, diventa una croce.

Orazione

Signore, dacci la grazia di portare con dignità la nostra croce e di aiutare i nostri fratelli ad affrontare il dolore con fede ed aiutaci a diventare Cirenei della gioia.

Padre nostro……

Quis est homo, qui non fleret, Matrem Christi si vidéretin tanto supplício?

Chi non piangerebbe al vedere la Madre di Cristo in tanto supplizio?

CANTO

Sei tu, Signore, il pane,
tu cibo sei per noi.
Risorto a vita nuova,
sei vivo in mezzo a noi.

Se porti la sua Croce,
in lui tu regnerai.
Se muori unito a Cristo,
con lui rinascerai.

VI  STAZIONE:

Gesù asciugato dalla Veronica

Cel.: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.

Ass.: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 Dal Vangelo secondo Matteo

31Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 32Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi». 37Allora i giusti gli risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?». 40E il re risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me»

  1. Forse non interessò a Veronica l’identità del condannato. Forse non sapeva che egli era il figlio di Dio. Ha visto un uomo bisognoso di aiuto. E questo bastò per farsi strada tra la folla curiosa ostile, indifferente, e asciugare il volto di Cristo. Quanti volti ancora umidi di pianto e rigati dal sudore della morte! Quanti esseri umani stanno aspettando uno sguardo, un’attenzione, una carezza,un abbraccio!Basta poco per farli rivivere. Una stretta di mano ed un sorriso possono ridare speranza e un soffio di vita. E il gesto d’amore fatto al povero diventa l’atto della perfetta religione: “ avevo fame, ero nudo ed ero in carcere… e tu?”

Orazione

O Dio, la vita è qualcos’altro della tua promessa: Io sono la via, la verità, la vita? Donaci la luce della fede, la luce del volto, in questa vita e nel regno che ci prometti.

Padre nostro……

Quis non posset contristári, Christi Matrem contemplári doléntem cum Filio?

Chi non si rattristerebbe al contemplare la pia Madre dolente accanto al Figlio

Dov’è carità e amore,
qui c’è Dio

Fa’ che un giorno contempliamo il tuo volto
nella gloria dei beati, Cristo, Dio,
e sarà gioia immensa, gioia vera,
durerà per tutti i secoli senza fine.

VII STAZIONE:

Gesù cade la seconda volta

Cel.: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.

Ass.: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 Dalla Prima Lettera di San Pietro Apostolo (2,23‑24)

Insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia.

  1. La tua capacità umana di sopportazione è al limite. Nella prima caduta ci hai rivelato quanto sei capace di soffrire fisicamente fino all’estremo. Ma non basta. In questo procedere lungo la Via Crucis vuoi anche che conosciamo una seconda caduta che ci possa introdurre dentro la tua anima. Che ci riveli il tuo mondo spirituale. Sì perché, se è grande la sofferenza fisica, quella spirituale è immensa. Lo scontro formidabile tra la tua umanità e la tua divinità non si può esprimere solo con un corpo martoriato. La solitudine esteriore è insignificante nei confronti della solitudine della tua anima. Il dolore delle ferite è insignificante nei confronti della solitudine della tua anima. Il dolore delle ferite è un’espressione sanguinante di come sanguinava la tua anima. L’apparenza esteriore non riesce a rivelare la profondità, l’ampiezza e la varietà dei tuoi sentimenti.

Orazione

Signore, caduto sotto il peso dell’amore mancato e della tenerezza negata, donaci un cuore capace di consolare, nutrire, accogliere, liberare.

Padre nostro……

Pro peccátis suae gentis vidit Jesum in torméntis et flagéllis subditum.

A causa dei peccati del suo popolo Ella vide Gesù nei tormenti, sottoposto ai flagelli.

CANTO

 Signore, ascolta: Padre, perdona!

Fà che vediamo il tuo amore.

A te guardiamo, Redentore nostro, da te speriamo gioia di salvezza, fà che troviamo grazia di perdono.

VIII STAZIONE:

 Gesù incontra le donne di Gerusalemme

 Cel.: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.

Ass.: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

  1. Dal Vangelo secondo Luca

27Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. 28Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.29Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: «Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato». ….. 31Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?». 

  1. Le uniche parole che Gesù pronuncia sulla via del Calvario sono rivolte alle donne dimostrando ancora una volta l’importanza che le donne hanno avuto nella vita di Gesù e nella nostra vita, donne maltrattate, violentate, che devono subire ancora oggi abusi di ogni genere ma sempre pronte, anche nella loro sofferenza, a dare una parola di conforto a chi in quel momento soffre più di loro. Quante volte anche noi abbiamo avuto e abbiamo bisogno dell’aiuto di una madre, di una moglie, di un’amica e così come Gesù troviamo il modo di dire a loro un grazie

Orazione

Signore aiutaci a non chiuderci in noi stessi nei momenti di sofferenza, ma di aprirci verso gli altri e di accettare l’aiuto di chi, chiunque esso sia, vuole dare un conforto alla nostra sofferenza.

Padre nostro……

Vidit suum dulcem natum moriéndum desolátum,dum emísit spíritum.

Vide il suo dolce Figlio che moriva, abbandonato da tutti, mentre esalava lo spirito.

CANTO

Dov’è carità e amore,
qui c’è Dio.

1. Ci ha riuniti tutti insieme, Cristo amore:
godiamo esultanti nel Signore!
Temiamo e amiamo il Dio vivente,
e amiamoci tra noi con cuore sincero

 IX STAZIONE:

 Gesù cade la terza volta

Cel.: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.

Ass.: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 Dal libro del Profeta Isaia (53, 5‑6.10)

 Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.

 Ti vedo, Gesù, mentre cadi per la terza volta. Due volte già sei caduto e due volte ti sei rialzato. Non ci sono più limiti alla fatica e al dolore, ormai sembri definitiva- mente sconfitto, in questa terza e ultima caduta. Quante volte, nella vita di tutti i giorni, ci capita di cadere! Ca- diamo così tante volte che perdiamo il conto, ma speriamo sempre che ogni caduta sia l’ultima, perché ci vuole il coraggio della speranza per affrontare la sofferenza. Quando uno cade tante volte, alla fine le forze crollano e le speranze svaniscono definitivamente.

Mi immagino accanto a te, Gesù, nel percorso che ti sta conducendo alla morte. È difficile pensare che proprio tu sia il Figlio di Dio. Qualcuno ha già provato ad aiutarti ma ormai sei sfinito, sei fermo, paralizzato e sembra che non riuscirai più ad andare avanti. Ma ecco che improvvisamente vedo che ti rialzi, raddrizzi le gambe e la schiena, per quanto sia possibile con una croce sulle spalle, e riprendi a camminare, di nuovo. Sì, stai andando a morire, ma vuoi farlo fino in fondo. Forse questo è l’amore. Ciò che capisco è che non importa quante volte cadremo, ci sarà sempre l’ultima, forse la peggiore, la prova più terribile in cui siamo chiamati a trovare la for- za per arrivare alla fine del percorso. Per Gesù la fine è la crocifissione, l’assurdo della morte, ma che rivela un significato più profondo, uno scopo più alto, quello di salvarci tutti.

Orazione

Signore, donaci ogni giorno
il coraggio per andare avanti nel nostro cammino. Fa’ che accogliamo fino in fondo
la speranza e l’amore che ci hai donato.
Tutti possano affrontare le sfide della vita
con la forza e la fede con cui tu hai vissuto
gli ultimi momenti nel tuo cammino
verso la morte in croce.

Padre nostro……

Eia, mater, fons amóris, me sentíre vim dolóris fac, ut tecum lúgeam.

Oh, Madre, fonte d’amore, fammi provare lo stesso dolore perché possa piangere con te.

CANTO

Tu mi hai mandato ai figli tuoi,
la Tua parola è verità.
E il loro cuore sia pieno di gioia,
la gioia vera viene da Te.
Io sono in loro e Tu in me
e siam perfetti nell’unità
e il mondo credo che Tu mi hai mandato,
li hai amati come ami me.

 X STAZIONE:

Gesù spogliato delle vesti

Cel.: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.

Ass.: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 Dal Vangelo secondo Giovanni. 19, 23 – 24

I soldati poi… presero le vesti di Gesù, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato – e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamola a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: “Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte”… E i soldati fecero così.

 Si fecero beffe di Cristo, denudandolo. Era questo il trattamento riservato al pazzo: vestirlo prima di bianco, poi mostrarlo nudo alla gente e così appenderlo alla croce. Alla sua vista il passante distorceva il volto, imprecando. Quella tunica che Maria aveva tessuto, senza cuciture, voleva caratterizzare l’uomo della Galilea, il più bello dei figli dell’uomo, il figlio del falegname di Nazaret…. il figlio di Dio. Ora, denudato, non ha qualifica. E’ di tutti. Appartiene ad ogni età. E’ il simbolo di coloro che continuano pure oggi ad essere privati dei loro diritti, della loro dignità.

Orazione

 Signore, fa’ che tutti noi possiamo riconoscere la dignità propria della nostra natura, anche quando ci ritroviamo nudi e soli davanti agli altri.
Fa’ che possiamo sempre vedere la dignità degli altri, e stimarla, e custodirla.
Ti preghiamo di concederci il coraggio necessario per capire noi stessi oltre ciò che ci riveste; e di accettare la nudità che ci appartiene e ci ricorda la nostra povertà,
di cui tu ti sei innamorato fino a dare la vita per noi.

Padre nostro……

Fac, ut árdeat cor meum in amándo Christum Deum, ut sibi compláceam.

Fa’ che il mio cuore arda nell’amare Cristo Dio per fare cosa a lui gradita

CANTO

Signore ascolta Padre perdona, fa che vediamo il tuo amore

O buon Pastore, tu che dai la vita,

Parola certa, Roccia che non muta,

perdona ancora con pietà infinita

 XI STAZIONE:

 Gesù inchiodato alla croce

Cel.: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.

Ass.: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 Dal Vangelo secondo Luca 23, 33-34

Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno».

  1. È la legge dell’amore che porta a donare la propria vita per il bene dell’altro. Gesù, sulla croce ci hai insegnato ad amare. Hai dovuto scendere dal Cielo, farti bambino, poi adulto e quindi patire sul Calvario per dirci con la Tua vita che cos’è il vero Amore.

Orazione

Signore il tuo amore per noi non conosce interruzione, è eterno e non finisce mai, anche se ti rinneghiamo. Anche ora sulla croce ferito e maltrattato, hai la forza di perdonarci. Quei poveri soldati che ti hanno posto sul capo la corona di spine e quella scritta sulla croce, non potevano certo sapere che quel cartello parlava di un amore per tutti e senza esclusione di nessuno.

Padre nostro……

Sancta Mater, istud agas, crucifíxi fige plagas cordi meo válide

Santa Madre, fai questo: imprimi le piaghe del tuo Figlio crocifisso fortemente nel mio cuore.

CANTO

Se Tu mi accogli, Padre Buono, prima che venga sera,

se Tu mi doni il Tuo perdono, avrò la pace vera:

Ti chiamerò, mio Salvatore, e tornerò, Gesù, con Te.

 XII STAZIONE:

 Gesù muore in croce

Cel.: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.

Ass.: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 Dal Vangelo secondo Luca 23, 44-47

 Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spiri- to». Detto questo, spirò. Visto ciò che era accaduto, il cen- turione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto».

  1. Adesso, tutto è compiuto. L’incarico di Gesù è portato a termine. Era uscito dal Padre per la missione della misericordia. Questa è stata adempiuta con una fedeltà che è andata fino all’estremo dell’amore. Tutto è compiuto. Gesù consegna il suo spirito nelle mani del Padre.

Apparentemente, è vero, tutto sembra piombare nel silenzio della morte che scende sul Golgota e sulle tre croci innalzate. In questo giorno della Passione che volge al termine, chi passa per quella via che cosa può capire se non la sconfitta di Gesù, il crollo di una speranza che aveva rincuorato molti, consolato i poveri, risollevato gli umiliati, lasciato intravedere ai discepoli che era arrivato il tempo in cui Dio avrebbe realizzato le promesse annunciate dai profeti. Tutto ciò sembrava perduto, distrutto, crollato.

Tuttavia, in mezzo a tanta delusione, ecco che l’evangelista Giovanni ci fa fissare gli occhi su un dettaglio minuscolo e si sofferma su di esso con solennità. Acqua e sangue colano dal fianco del Crocifisso. O stupore! La ferita aperta dalla lancia del soldato lascia passare dell’acqua e del sangue che ci parlano di vita e di nascita.

Il messaggio è estremamente discreto, ma tanto eloquente per i cuori che hanno un po’ di memoria. Dal corpo di Gesù sgorga la sorgente che il profeta ha visto uscire dal Tempio. La sorgente che cresce e diventa un fiume possente, le cui acque risanano e fecondano tutto ciò che toccano nel loro passaggio. Gesù un giorno non aveva definito il suo corpo come il nuovo tempio? E il «sangue dell’alleanza» accompagna l’acqua. Gesù non aveva parlato della sua carne e del suo sangue come cibo per la vita eterna?

Orazione

 Signore Gesù, in questi giorni santi del mistero pasquale rinnova in noi la gioia del nostro battesimo.

Quando contempliamo l’acqua e il sangue che colano dal tuo fianco, insegnaci a riconoscere da quale fonte la nostra vita è generata, da quale amore la tua Chiesa è edificata, per quale speranza da condividere nel mondo tu ci hai scelti e ci hai inviati.

Qui è la fonte di vita che lava tutto l’universo, sgorgando dalla piaga di Cristo. Il nostro battesimo sia per noi la sola gloria, in un rendimento di grazie pieno di meraviglia.

Padre nostro……

Tui Nati vulneráti,tam dignáti pro me pati, poenas mecum dívide

Del tuo figlio ferito che si è degnato di patire per me, dividi con me le pene.

CANTO

Se nell’angoscia più profonda, quando il nemico assale,

se la Tua grazia mi circonda, non temerò alcun male:

T’invocherò, mio Redentore, e resterò sempre con Te.

XIII STAZIONE:  

 Gesù è deposto dalla croce

Cel.: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.

Ass.: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 Dal Vangelo di Matteo (27, 57‑58)

 Venuta la sera giunse, un uomo ricco, di Arimatea, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato.

 Gesti di premura e di onore per il corpo profanato e umiliato di Gesù. Alcuni uomini e donne si ritrovano ai piedi della croce. Giuseppe, originario di Arimatea, uomo «buono e giusto» (Lc 23, 50), che chiede il corpo a Pilato, riferisce san Luca; Nicodemo, colui che era andato da Gesù di notte, aggiunge san Giovanni; e alcune donne che, ostinatamente fedeli, osservano.

La meditazione della Chiesa ha voluto aggiungere ad essi la Vergine Maria, lei pure così verosimilmente presente a questo momento.

Maria, Madre di pietà, che riceve tra le sue braccia il corpo nato dalla sua carne e teneramente, discretamente accompagnato lungo gli anni, come madre sempre si prende cura di suo figlio.

Ormai, è un corpo immenso che ella raccoglie, a misura del suo dolore, a misura della nuova creazione che origina dalla passione d’amore che ha attraversato il cuore del figlio e della madre.

Nel grande silenzio che è sceso dopo le urla dei soldati, gli scherni dei passanti e i rumori della crocifissione, i gesti ora non sono che dolcezza, carezza di rispetto. Giuseppe cala il corpo che si abbandona tra le sue braccia. Lo avvolge in un lenzuolo, lo depone all’interno del sepolcro tutto nuovo, che attende il suo ospite nel giardino proprio accanto.

Gesù è strappato dalle mani dei suoi uccisori. Ormai, nella morte, si ritrova tra quelle della tenerezza e della compassione.

La violenza degli uomini omicidi è rifluita molto lontano. La dolcezza è ritornata nel luogo del supplizio.

Dolcezza di Dio e di coloro che gli appartengono, quei cuori miti ai quali Gesù promise un giorno che avrebbero posseduto la terra. Dolcezza originaria della creazione e dell’uomo ad immagine di Dio. Dolcezza della fine, quando ogni lacrima sarà asciugata, quando il lupo abiterà con l’agnello, perché la conoscenza di Dio avrà raggiunto ogni carne (cfr Is 11, 6. 9).

Orazione

 Signore, calato dalla croce, senza più vita né parole, come i miseri della terra. A noi lasci le mani e le parole per essere segno della tua presenza, e la tua infinita misericordia. Rendici pieni di gratitudine verso di te per l’Amore ricevuto, e verso i nostri fratelli per il bene condiviso, e capaci con uguale coraggio di esporre noi stessi nel prenderci cura amorevole delle membra sofferenti del tuo corpo che è l’umanità intera. 

Padre nostro……

Fac me tecum piae flere,Crucifíxo condolére donec ego víxero

Fammi piangere intensamente con te,condividendo il dolore del Crocifisso,finché io vivrò.

 CANTO

Tu sei la mia vita, altro io non ho;
Tu sei la mia strada, la mia verità.
Nella Tua parola io camminerò
finché avrò respiro, fino a quando Tu vorrai.
Non avrò paura, sai, se Tu sei con me;
io Ti prego resta con me.

Credo in Te Signore, nato da Maria,
Figlio eterno e Santo, Uomo come noi,
morto per Amore, vivo in mezzo a noi,
una cosa sola con il Padre e con i tuoi;
fino a quando, io lo so, Tu ritornerai
per aprirci il Regno di Dio.

 XIV STAZIONE:

Gesù è posto nel sepolcro

Cel.: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.

Ass.: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

Dal Vangelo secondo Giovanni 19, 38-40

Dopo questi fatti, Giuseppe di Arimatea … chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodemo … e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di àloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura.

Dopo il terribile tuono al momento della morte,il grande silenzio.
I discepoli della notte, che per timore seguivano il Maestro di nascosto,
adesso non temono più.
Alla luce del giorno, chiedono a Pilato il corpo di Gesù per la sepoltura.
La Vergine del grande silenzio,
che ha portato nel suo ventre il Frutto benedetto— Colui che l’universo non può contenere —accoglie di nuovo sul grembo
il corpo di Gesù calato dalla Croce:
lo contempla adorante, lo venera nel suo immenso dolore.
Il Re dorme, ma la sua Sposa veglia:
è il giorno del riposo di Dio.
Insieme con il Re anche la creazione dorme nell’attesa del risveglio.
Il Figlio di Dio discende negli inferi
per riscattare quelli che la morte trattiene.
La sua luce sconvolge le tenebre dell’Ade.
La terra trema e i sepolcri si aprono.
Gesù viene per liberare i giusti
e riportarli alla luce della risurrezione.
Egli è stato inghiottito dal buio della morte,
ma per essere restituito alla pienezza della luce e della vita:
come la balena trattenne nel suo ventre Giona,
per ridarlo, dopo tre giorni,
così la terra aprirà le sue fauci,
per liberare il corpo luminoso del Vivente.

Orazione

Gesù, tu ti sei fatto il più piccolo fra gli uomini,ti sei lasciato cadere nella terra come un chicco di grano.
Ora, da questo chicco è germogliato
l’albero della Vita, che abbraccia l’universo.
Signore fa’ che, come le pie donne si recarono di buon mattino alla tua tomba con balsamo ed unguenti, anche noi veniamo incontro a te
con gli aromi e i profumi del nostro povero amore.
Gesù, nelle nostre chiese tu sei in attesa:
aspetti trepido qualcuno che sappia farsi piccolo e umile come te nell’Eucaristia,
adorarti e testimoniare il tuo amore davanti agli uomini, riconoscerti nel povero e nel sofferente.
Fa’ che ognuno di noi diventi tuo adoratore e tuo testimone nel mistero del tabernacolo eucaristico e nel sacramento dell’uomo affamato, assetato, infermo.
A te, Gesù, dal volto sereno nella rigida solennità della morte, il nostro amore e la nostra adorazione, in quest’ora serale e nel giorno che non conosce tramonto.

Quando corpus moriétur, fac, ut ánimae donétur paradísi glória.
Amen.

E quando il mio corpo morirà fa’ che all’anima sia data la gloria del Paradiso.
Amen.

 CANTO

Tu sei la mia forza altro io non ho.
Tu sei la mia pace, la mia libertà.
Niente nella vita ci separerà.
So che la tua mano forte non i lascerà,
so che da ogni male tu mi libererai:
e nel tuo perdono vivrò.

Padre della vita noi crediamo in te.
Figlio salvatore noi speriamo in te.
Spirito d’amore vieni in mezzo a noi:
Tu da mille strade ci raduni in unità
e per mille strade poi dove tu vorrai
noi saremo il seme di Dio.

Riflessione di Papa Francesco

“Dio ha messo sulla Croce di Gesù tutto il peso dei nostri peccati, tutte le ingiustizie perpetrate da ogni Caino contro suo fratello, tutta l’amarezza del tradimento di Giuda e di Pietro, tutta la vanità dei prepotenti, tutta l’arroganza dei falsi amici. Era una Croce pesante, come la notte delle persone abbandonate, pesante come la morte delle persone care, pesante perché riassume tutta la bruttura del male.

Tuttavia  è anche una Croce gloriosa come l’alba di una notte lunga, perché raffigura in tutto l’amore di Dio che è più grande delle nostre iniquità e dei nostri tradimenti. Nella Croce vediamo la mostruosità dell’uomo, quando si lascia guidare dal male; ma vediamo anche l’immensità della misericordia di Dio che non ci tratta secondo i nostri peccati, ma secondo la sua misericordia. Di fronte alla Croce di Gesù, vediamo quasi fino a toccare con le mani quanto siamo amati eternamente; di fronte alla Croce ci sentiamo ‘figli’ e non ‘cose’ o oggetti…

O nostro Gesù guidaci dalla Croce alla Resurrezione e insegnaci che il male non avrà l’ultima parola, ma l’amore, la misericordia e il perdono. O Cristo, aiutaci a esclamare nuovamente: ‘Ieri ero crocifisso con Cristo; oggi sono glorificato con Lui. Ieri ero morto con Lui, oggi sono vivo con Lui. Ieri ero sepolto con Lui, oggi sono risuscitato con Lui. Infine, tutti insieme ricordiamo i malati, ricordiamo tutte le persone abbandonate sotto il peso della Croce, affinché trovino nella prova della Croce la forza della Speranza, della Speranza della Resurrezione e dell’Amore di Dio”.

Breve riflessione del Celebrante

Cel.: Il Signore ci benedica ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

Ass.: Amen.

Salve Regina

(Via Crucis predisposta da Maestro Chini e Don Sergio)

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