LA LITURGIA DI DOMENICA 30 AGOSTO 2020

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI


La Liturgia di Domenica 30 Agosto 2020
XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

“Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”. Pietro scopre così la vera identità di Gesù. Egli fa l’incredibile scoperta che questo carpentiere di Nazaret non è altro che il Cristo, l’unto di Israele, la realizzazione dell’attesa, lunga duemila anni, del suo popolo. Ma Pietro interpreta la missione di Gesù in termini politici. Gesù ben se ne rende conto e spiega che tipo di Messia sarà: andrà a Gerusalemme per soffrire, essere messo a morte e risorgere il terzo giorno. Ciò è troppo per Pietro: nel suo spirito, l’idea di sofferenza e l’idea di Messia sono semplicemente incompatibili fra loro.
“Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”. Se Pietro potesse solo rendersene conto, sarebbe pervaso dalla gioia! Il Messia, che si sarebbe immerso nella sofferenza, che avrebbe incontrato l’ostilità degli uomini e che avrebbe subito tutte le conseguenze dell’ingratitudine secolare di Israele verso il Dio dell’Alleanza, era proprio lì! Davanti a lui c’era finalmente colui che avrebbe sconfitto Satana in uno scontro decisivo e che avrebbe, in questo modo, portato a compimento il piano divino di salvezza per l’umanità.
Poiché Pietro “cominciò a protestare dicendo: Dio te ne scampi, Signore, questo non ti accadrà mai”, Gesù gli disse: “Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”. Voltaire scrisse argutamente: “Dio fece l’uomo a sua immagine e somiglianza e l’uomo gliela rese proprio bene!”.
Nella nostra tendenza innata a resistere a Dio, noi deformiamo la sua immagine, ci rifiutiamo di lasciare che Dio sia come vuole essere. Il nostro Dio è troppo piccolo, troppo fragile e troppo limitato, mentre il Dio di Gesù Cristo è letteralmente troppo bello per essere vero. Gesù si affretta a percorrere la via che porta a Gerusalemme per svelarcelo sulla croce.
Sulla croce, infatti, Gesù rivelerà l’ultimo ritratto di Dio nel dramma della misericordia che vince il peccato, dell’amore che supera la morte e della fedeltà divina che cancella il tradimento.
Chi avrebbe mai immaginato, sia pure in sogno, che Dio sarebbe intervenuto nella nostra storia in questo modo?
Sfortunatamente, per molti, Gesù è davvero troppo bello per essere vero. “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!” (Gv 4,10).

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L’UNIVERSITA’ A SAN MINIATO – IL SALONE “A NORMA”PER LE LEZIONI IN AULA

Sensibile alle richieste di nuovi locali da utilizzare per le aule scolastiche, don Sergio, avendone condiviso l’obiettivo con l’Arcivescovo Mons. Augusto Paolo Lojudice, si é reso disponibile con l’università agli studi di Siena, affinché possano valutare l’impiego, ad uso didattico del salone posto sotto la Chiesa parrocchiale.

Le opere di messa a norma dell’ambiente sono in corso da tempo e potranno essere completate entro i primi giorni di Settembre; rimangono da installare le pannellature fonoassorbenti (programmate per i giorni successivi al 31 di Agosto) e l’apertura di due finestre nell’adiacente volume adibito a magazzino (queste in ottemprenza alle prescrizioni dei Vigili del Fuoco).

Seguendo la progettazione presentata al Comando dei Vigili del Fuoco, necessaria per ottenerne la certificazione, é stato già realizzato il nuovo impianto elettrico, munite le uscite di nuovi maniglioni antipanico, poste le porte antincendio nelle aperture di collegamento con altri locali parrocchiali, posizionati tutti gli impianti di prevenzione (estintori, idranti) collocate le pannellature antincendio a protezione dei bagni e dei locali caritas, eseguita la tinteggiatura delle pareti e dei soffitti.

La Onlus , utilizzando solo i proventi della cessione degli abiti dismessi, (cui sono interamente destinati), per rendere disponibile il salone senza interrompere alcuna attività ed in particolare l’accoglienza degli abiti usati e la cernita dei migliori da distribuire, acquisterà un tendone di ml. 5,30 x 6,00, (tipo quelli impiegati dalla protezione civile) da collocare nello spazio antistante i nuovi locali della Caritas.

Probabilmente a partire dal prossimo mese di Ottobre, l’Università dovrebbe iniziare le lezioni (mattina e pomeriggio) presso tali locali parrocchiali.
Questo non sarà di ostacolo al corretto proseguimento delle attività parrocchiali.

LA LITURGIA DI DOMENICA 23 AGOSTO 2020

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI

LA MESSA DELLE 8,30 SARA’ CELEBRATA ALLE ORE 8,45


LA LITURGIA DI DOMENICA 23 AGOSTO
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Commento
Quando Gesù chiese ai suoi discepoli: “La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”, le loro risposte rispecchiarono le diverse teorie e speculazioni riguardo Gesù diffuse nella loro cultura.
Se la stessa domanda fosse posta da Gesù oggi, le risposte sembrerebbero forse più colte, ma sarebbero molto simili. Invece di evocare Elia, Giovanni Battista o Geremia, si evocherebbero forse le speculazioni dell’ultimo convegno sulla cristologia, oppure ancora i risultati di un recente sondaggio. Possiamo immaginare che Gesù ascolterebbe gentilmente, forse sorridendo. Poi però giunge la vera e propria domanda: “Voi chi dite che io sia?”. Non possiamo più rifugiarci dietro ad opinioni di altri, siano essi teologi o conduttori di dibattiti televisivi. Gesù vuole la nostra risposta personale. Dobbiamo prendere posizione personalmente nei suoi confronti.
È quello che succede con l’atto di fede. Gesù lancia una sfida a ogni uomo e a ogni donna direttamente e personalmente: “Tu, chi dici che io sia?”.
La nostra risposta possa essere quella di Pietro: “Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente”. La nostra risposta possa essere quella della Chiesa, che fu fondata da Cristo su Pietro come su una pietra, affinché il “credo” diventasse un “crediamo”: Crediamo in Dio, Padre onnipotente..., in un solo Signore Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio..., per opera dello Spirito Santo... incarnato nel seno della Vergine Maria.
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LA LITURGIA DI DOMENICA 16 AGOSTO 2020 – ORARI DELLE LITURGIE NEL PERIODO DI FERRAGOSTO

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI

LE LITURGIE NEL PERIODO DAL 14 AL 16 DI AGOSTO AVRANNO I SEGUENTI ORARI:
VENERDI’ 14 AGOSTO: NON CI SARA’ LA MESSA FERIALE;
SABATO 15 AGOSTO: ORARIO MESSE – ORE 8,30 ED ORE 11,15 ;
DOMENICA 16 AGOSTO: ORARIO MESSE – ORE 8,30 ED ORE 11,15

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Dio viene a noi, ma noi non sempre gli andiamo incontro. Si manifesta in molti modi diversi, ma non sempre viene riconosciuto e accolto dal suo popolo. A volte, tuttavia, viene accolto in luoghi e modi sorprendenti. Nel Vangelo di oggi, vediamo Gesù partire verso un luogo inatteso: la regione fra Tiro e Sidone, abitata da pagani. Il suo arrivo non passa inosservato: gli va incontro una donna cananea, qualcuno, dunque, che non apparteneva ad Israele.
La donna è spinta verso Gesù dai suoi bisogni, non dalla fede. Quali siano i suoi bisogni e quali quelli della figlia è chiaro, tanto più che la donna li esprime a gran voce, con una violenta insistenza: implora la pietà di Gesù, grida perché egli la aiuti e, soprattutto, non desiste. La donna, tuttavia, non esprime solo e soprattutto i propri bisogni: riconosce, infatti, Gesù come Signore, come figlio di Davide. Il suo grido di disperazione si purifica così diventando preghiera. Del resto, quando a Messa diciamo o cantiamo: “Signore, abbi pietà”, non ripetiamo, in un certo senso, le parole e la venerazione della donna cananea?
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LA LITURGIA DI SABATO 15 AGOSTO 2020 – ORARI DELLE LITURGIE NEL PERIODO DI FERRAGOSTO

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI

LE LITURGIE NEL PERIODO DAL 14 AL 16 DI AGOSTO AVRANNO I SEGUENTI ORARI:
VENERDI’ 14 AGOSTO: NON CI SARA’ LA MESSA FERIALE;
SABATO 15 AGOSTO: ORARIO MESSE – ORE 8,30 ED ORE 11,15 ;
DOMENICA 16 AGOSTO: ORARIO MESSE – ORE 8,30 ED ORE 11,30


Grado della Celebrazione: SOLENNITA'

Colore liturgico: Bianco

Scheda Agiografica: ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA 

Dopo l’annuncio, Maria è partita verso la montagna di Giudea per andare a trovare Elisabetta. Colma dello Spirito Santo, Elisabetta l’ha benedetta. L’ha proclamata “Madre del mio Signore”. Fonte di gioia. Beatitudine vivente della fede. Maria ha risposto con il cantico del Magnificat . Parole ispirate, che lasciano intravedere il suo cuore. Esse sono per noi il suo “testamento spirituale”. Identificandosi con Maria, la Chiesa di tutti i tempi continua a cantare tutti i giorni il Magnificat come suo proprio cantico.
Celebriamo oggi il mistero dell’Assunzione. Alla fine del suo passaggio sulla terra, la Madre del Redentore, preservata dal peccato e dalla corruzione, è stata elevata nella gloria in corpo e anima vicino a suo Figlio, nel cielo. La tomba vuota di Maria, immagine della tomba vuota di Gesù, significa e prelude alla vittoria totale del Dio della vita sulla morte, quando alla fine del mondo farà sorgere in vita eterna la morte corporale di ognuno di noi unita a quella di Cristo. L’Apocalisse ci mostra “un segno grandioso del cielo”: la Donna che ha il sole per mantello, e una corona di stelle. Invincibile con la grazia di Dio di fronte al nemico primordiale. “Figura e primizia della Chiesa”. Primizia nel dolore della maternità al servizio della Redenzione. Primizia nel destino della gloria. Da lì, nel focolare della Trinità, Maria ci aspetta tutti per vivere e cantare con lei la nostra riconoscenza alla Grazia di Dio. La beatitudine divina e umana della Salvezza. Il suo eterno Magnificat.
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COMMENTO POETICO ALLE LETTURE DI DOMENICA 9 AGOSTO – RIFLESSIONI DI FERRAGOSTO

Immergersi e camminare sull’acqua: l’esperienza di Ungaretti

«Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!”» (Mt 14, 30).

Pietro, che è un pescatore e pertanto conosce le insidie delle onde, a un tratto perde la fiducia nel prodigio di cui lui stesso è protagonista mentre cammina sulle acque verso il Cristo, e comincia ad affondare tra le onde del lago sferzato dal vento. «Signore, salvami!»: com’è umana la sua paura!
Dei quattro elementi che la fisica antica considerava i componenti del cosmo – acqua, aria, terra e fuoco – solo uno appartiene all’uomo: la terra.
Affidarsi alle onde, infatti, a partire dall’Odissea, è stato sempre considerato come un azzardo pericoloso, se pur affascinante. Lo sa bene l’Ulisse di Dante, che, spinto dalla sete della conoscenza ma senza il sostegno della fede, viene inghiottito con tutta la sua nave da un turbine sorto dal mare, poco dopo avere avvistato una montagna che non sa (né saprà mai) essere la montagna del Purgatorio.
Anche quando il viaggio per mare diviene allegoria della vita umana, come in Petrarca, esso è costellato di rischi, e la nave del poeta è in costante balia dei marosi.
È solo a partire dall’Ottocento che il «naufragare» può esprimere una sensazione di sovrumana dolcezza: tutti abbiamo in mente la conclusione dell’Infinito di Leopardi: «e il naufragar m’è dolce in questo mare». Ma è soprattutto nel Novecento che il “naufragio” assume una connotazione salvifica.
È ciò che esprime Ungaretti in questa poesia formulata nei toni di una «Preghiera»:

G. Ungaretti

PREGHIERA
Quando mi desterò dal barbaglio della promiscuità
in una limpida e attonita sfera
Quando il mio peso mi sarà leggero
Il naufragio concedimi Signore
di quel giovane giorno al primo grido
(da Allegria di naufragi, 1919)

Dopo l’esperienza della guerra del 15-18, vissuta di propria volontà da soldato in trincea, perennemente a contatto con la morte, di continuo in viaggio attraverso gli inganni e la «promiscuità» della Storia, il poeta invoca il Signore perché gli conceda di risvegliarsi innocente in un nuovo giorno, libero dal proprio peso, in «una limpida e attonita sfera».
La poesia rappresenta pertanto non più la realtà immediata della trincea, ma la speranza in un rinnovamento che appare come il recupero di un tempo originario, «giovane», non intaccato dall’orrore del male.
Il rinnovamento si attua per il poeta appunto nel «naufragio» che permette di riapprodare all’innocenza, abbandonando la propria individualità e la dimensione angosciante dell’attimo presente. In uno scritto di stampo filosofico dal titolo Innocenza e memoria, Ungaretti aveva scritto:
«Il nostro attimo di tempo non è perduto nell’eternità, è una goccia nel gran fiume».
Il poeta, che era nato ad Alessandria d’Egitto, aveva dimestichezza con l’acqua, coi porti, coi fiumi.
E l’esperienza dell’immersione, così come quella del “camminare sull’acqua”, non gli era insolita: nella poesia I fiumi, ripensando a un bagno mattutino nell’Isonzo, in un momento di riposo dalla guerra, si rappresenta nell’atto di camminare «come un acrobata / sull’acqua». Sono evocazioni che rimandano al senso di sacralità cui il poeta aspira in nome di una generale condizione di armonia.

La poesia Preghiera, scritta nel 1919, chiude la raccolta Allegria di naufragi, ma fu rivista dal poeta per l’ultima edizione del libro, uscito nel 1931 col titolo cambiato in L’Allegria a sottolineare il tema dell’energia vitale.  Preghiera segna quindi il congedo dai “versicoli” spezzati che avevano contraddistinto la prima stagione poetica ungarettiana: i versi adesso si ricompongono in modo regolare, preannunciando il “secondo tempo” della poesia di Ungaretti. In questa prospettiva “a posteriori”, la lirica suona anche come una sorta di anticipazione della conversione – o, meglio, del recupero – di Ungaretti alla dimensione religiosa: il «naufragio» permette all’individuo di sentirsi «goccia nel gran fiume», in cui può rigenerarsi per riprendere il cammino, ma, questa volta, sorretto dalla fede.

Maria Rosa Tabellini

LE ATTIVITA’ DELLA CARITAS DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE – DOCUMENTO

Nonostante il Coronavirus, proseguono le attività settimanali della Caritas di San Miniato alle Scotte.
Grazie alla disponibilità di molti volontari e la sensibilità di tanti amici, per il lavoro che quotidianamente svolge don Sergio.

NELLA PARROCCHIA: “…a riveder le stelle – Onlus per l’Africa
Donaci (nella denuncia dei redditi ) il 5×1000.
BASTA INDICARE IL C.F. DELLA ONLUS: 920069790522
PUOI ANDARE NEL SITO:
https://arivederlestelle.blog/,

LA LITURGIA DI DOMENICA 9 AGOSTO 2020 – ORARI DELLE LITURGIE DI FERRAGOSTO

Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del Corpus Domini

LE LITURGIE NEL PERIODO DAL 14 AL 16 DI AGOSTO AVRANNO I SEGUENTI ORARI:
VENERDI’ 14 AGOSTO: NON CI SARA’ LA MESSA FERIALE;
SABATO 15 AGOSTO: ORARIO MESSE – ORE 8,30 ED ORE 11,15;
DOMENICA 16 AGOSTO: ORARIO MESSE – ORE 8,30 ED ORE 11,30


La Liturgia di domenica 9 Agosto
XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

La paura e la mancanza di coraggio rappresentano un notevole ostacolo ad una vita di fede e d’amore.
Anche noi, proprio come gli apostoli sulla barca, possiamo lasciarci paralizzare dalla paura, che ci impedisce di vedere quanto Cristo ci sia vicino.
Egli è l’Emmanuele, il Dio-con-noi, ed è anche il Dio della natura, che comanda alle tempeste e a tutte le forze distruttrici: “Egli annunzia la pace... La sua salvezza è vicina a chi lo teme” (Sal 85,9-10); anche quando ci sembra di essere su una barca a “qualche miglio da terra e... agitata dalle onde, a causa del vento contrario”, egli non è mai lontano da ognuno di noi.
Come san Pietro, dobbiamo essere pronti a rischiare la nostra sicurezza e l’eccessiva preoccupazione per noi stessi, se vogliamo che la nostra fede si rafforzi. Cristo dice ad ognuno di noi: “Vieni”. Per rispondere e per andare a lui, a volte, dobbiamo attraversare le acque della sofferenza.
Che cosa succede, allora, quando, sentendo la forza del vento, cominciamo ad avere paura e ad affondare? Per superare la paura si deve seguire l’esempio di Gesù: “Salì sul monte, solo, a pregare”. La fede si rafforza solo con una pratica regolare della preghiera.
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