29 Novembe 2020 – IL CARDINALE AUGUSTO PAOLO LOJUDICE – LE CAMPANE DI SAN MINIATO

” Non sono un principe, resto don Paolo ”
” All’inizio la nomina mi ha creato turbamento, ora provo grande tranquillità “

Domenica 29 Novembre 2020
Carissimo popolo di Dio della Diocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa, Montalcino

In occasione del concistoro indetto da papa Francesco e celebrato ieri ho avuto, come tutti sapete, l’onere e l’onore di essere tra i cardinali da lui nominati a servizio della Chiesa universale.
Papa Francesco, lo sappiamo, è imprevedibile, ma ho accolto l’annuncio con grande serenità.
Si uniscono in questo momento sentimenti di preoccupazione, di stupore, di meraviglia ma anche di profonda gratitudine.
Mi colpisce e in un certo senso mi commuovi, la fiducia del papa, che ritrovo ancora una volta dopo la nomina a vescovo, 5 anni fa.
All’epoca gli avevo chiesto: “E’ sicuro Papa Francesco, di farmi vescovo? Io sono solo un prete e mi piace farlo”. “Tu non ti preoccupare …..sono io che voglio questo: vai avanti…..e non ti dimenticare dell’umiltà e dei poveri……”

POESIA SU LITURGIA DI DOMENICA 29 NOVEMBRE – da Maria Rosa Tabellini

VEGLIATE DUNQUE: VOI NON SAPETE QUANDO IL PADRONE DI CASA RITORNERÀ (MC 13, 33)

Sono numerose le esortazioni a vegliare che Gesù rivolge ai suoi discepoli, e lo fa con forza in particolare nel passo del Vangelo di Marco, 13, 33-37, parlando nella prospettiva del fine ultimo: State all’erta – dice – perché il ritorno del Figlio dell’uomo è imprevedibile.
Vegliare, rinunciare al sonno, stare in guardia sono espressioni che assumono un valore metaforico ben definito anche al di fuori del contesto propriamente neotestamentario, laddove alludono all’importanza di vivere la vita con la consapevolezza che sia un dono prezioso. Questa poesia di Angelo Maria Ripellino esprime limpidamente il significato della “vigilanza” da un punto di vista laico e profondamente umano: «Vivere è stare svegli», dice.
Angelo Maria Ripellino

VIVERE È STARE SVEGLI

Vivere è stare svegli
e concedersi agli altri,
dare di sé sempre il meglio,
e non essere scaltri.
Vivere è amare la vita
con i suoi funerali e i suoi balli,
trovare favole e miti
nelle vicende più squallide.
Vivere è attendere il sole
nei giorni di nera tempesta,
schivare le gonfie parole,
vestite con frange di festa.
Vivere è scegliere le umili
melodie senza strepiti e spari,
scendere verso l’autunno
e non stancarsi d’amare.

(da “Non un giorno ma adesso”, in “Poesie. 1952-1978”, Einaudi, Torino 1990)

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LA LITURGIA DI DOMENICA 22 NOVEMBRE 2020

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI

(Capienza massima partecipanti n.118)

Orario delle Messe: Festivi ore 8,30 ed ore 11,15
Prefestivi ore 18,30 – Feriale ore 17,30

L’accesso alla Chiesa é consentito con anteposta misurazione della temperatura corporea, acquisizione del gel mani ed indosso di mascherina.
Nell’apprestarsi all’ingresso della chiesa, mantenere la distanza di ml.1,50.
La distanza di ml. 1,50 deve essere mantenuta quando ci si appresta a ricevere la comunione in prossimità dell’altare.
Nelle celebrazioni festive e prefestive, i fedeli rimangono al loro posto, ove sarà distribuita la comunione.
“l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”.
Dunque è possibile recarsi in Chiesa e la Messa non è stata sospesa.
All’ingresso della Chiesa potete ritirare gli appositi modelli.


Accoglienza famiglie numerose.
Nel settore destro delle sedute, una fila é riservata prioritariamente a nuclei familiari costituita da almeno tre persone. Gli addetti al servizio provvederanno, affinché queste possano impegnare le panche indicate con appositi cartellini verdi, posti nella seduta.
Le due panche, precedente e successiva, (prive anche del cartellino segnaposto), in tal caso rimarranno vuote
Tutti i posti disponibili sono contrassegnati da un cartellino verde.


La Liturgia di Domenica 22 Novembre
XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo


Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Bianco

Commento
Conosciamo questo testo che, ai giorni nostri, è uno dei più citati e discussi. Per alcuni esso riassume quasi tutto il Vangelo. Questa tendenza non dipende da una moda o da una certa ideologia, ma corrisponde a qualcosa di assai più profondo che già esiste in noi. Quando siamo colpiti e sorpresi da un’idea, da un avvenimento o da una persona, sembriamo dimenticare tutto il resto per non vedere più che ciò che ci ha colpiti. Cerchiamo una chiave in grado di aprire tutte le porte, una risposta semplice a domande difficili.
Se leggiamo questo passo del Vangelo con questo spirito, il solo criterio di giudizio, e di conseguenza di salvezza o di condanna, è la nostra risposta ai bisogni più concreti del nostro prossimo. Poco importa ciò che si crede e come si crede, poco importa la nostra appartenenza o meno a una comunità istituzionale, poco importano le intenzioni e la coscienza, ciò che conta è agire ed essere dalla parte dei poveri e dei marginali.
Eppure, questa pagina del Vangelo di san Matteo è inscindibile dal resto del suo Vangelo e del Vangelo intero. In Matteo troviamo molti “discorsi” che si riferiscono al giudizio finale. Colui che non si limita a fare la volontà di Dio attraverso le parole non sarà condannato (Mt 7,21-27). Colui che non perdona non sarà perdonato (Mt 6,12-15; 1-35). Il Signore riconoscerà davanti a suo Padre nei cieli colui che si è dichiarato per lui davanti agli uomini (Mt 10,31-33). La via della salvezza è la porta stretta (Mt 7,13). Per seguire Cristo bisogna portare la propria croce e rinnegare se stessi. Colui che vuole salvare la propria vita la perderà (Mt 16,24-26). San Marco ci dice anche: Colui che crederà e sarà battezzato, sarà salvato. Colui che non crederà sarà condannato (Mc 16,15-16). Queste parole ci avvertono di non escludere dal resoconto finale la nostra risposta ai doni soprannaturali e alla rivelazione. Guarire le piaghe del mondo, eliminare le miserie e le ingiustizie, tutto questo fa parte integrante della nostra vita cristiana, ma noi non rendiamo un servizio all’umanità che nella misura in cui, seguendo il Cristo, liberiamo noi stessi e liberiamo gli altri dalla schiavitù del peccato. Allora solamente il suo regno comincerà a diventare realtà.
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PARROCCHIA DI SAN MINIATO -ALLE LITURGIE, IN ZONA ROSSA CON AUTOCERTIFICAZIONE

A partire da oggi, venerdì 6 novembre, entra ufficialmente in vigore il nuovo Dpcm firmato dal premier Conte con una serie di ulteriori limitazioni soprattutto in alcune zone d’Italia, suddivise in base al colore. In particolare, le Regioni in zona rossa da oggi si ritrovano ufficialmente in lockdown con una serie di restrizioni mirate ovviamente a contrastare l’ulteriore diffusione del Coronavirus. Cosa cambia invece in merito alla celebrazione delle liturgie? In realtà, come spiega il direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana, Vincenzo Corrado, non sono previste dal decreto particolari novità. Viene dunque ribadito, come riporta VaticanNews che, esattamente come stabilito in precedenza in tutto il Paese indipendentemente dal colore della zona “l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”.
Dunque è possibile recarsi in Chiesa e la Messa non è stata sospesa.

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POESIA SU LITURGIA DI DOMENICA 15 NOVEMBRE – da Maria Rosa Tabellini

«Il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre: là sarà pianto e stridore di denti» (VANGELO (Mt 25,14-30)): la Bibbia secondo Borges

Infelice è la sorte del servo inutile narrato nel vangelo di Matteo, destinato all’esclusione dal Regno perché ha sotterrato il talento ricevuto, senza curarsi di ricavarne profitto. Ma tormentosa può rivelarsi anche la vita di colui che teme di non essere in grado di far fruttare i talenti ricevuti, e intanto vede accorciarsi il tempo davanti a sé. Il grande poeta argentino Jorge Luis Borges (1899 – 1989) legge la ben nota parabola dei talenti da tale angolazione inconsueta: del resto, è competenza della poesia scoprire il particolare che sfugge, cogliere la parola non scontata, svelare, insomma, il montaliano «anello che non tiene».

Nella poesia che porta il titolo esplicito “Matteo XXV, 30”, Borges allude appunto al versetto con cui Matteo chiude la parabola dei talenti: «Il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre: là sarà pianto e stridore di denti». Non è una poesia confessionale, questa di Borges, essendo il poeta argentino rimasto – per così dire – sempre sulla soglia di un incontro atteso ma mai avvenuto con la divinità: Borges non era credente, eppure non aveva l’asprezza di certi atei, e la sua lettura della Bibbia era di sicuro assai più intensa di quella di molti fedeli, tanto che la sua opera è costellata di allusioni al Vecchio e al Nuovo Testamento, e non sono pochi i testi che hanno come titolo un preciso riferimento al testo sacro.
Il poeta riflette sulla condizione umana in generale, e su quella sua personale, impotente ad assolvere a pieno il compito di rendere giustizia ai doni ricevuti dalla divinità. Si tratta quindi di una poesia segretamente complessa, composta in gran parte da un elenco, che per ammissione del poeta è inesauribile, scaturito da una misteriosa e intima «voce infinita»: cose, non parole, che ciascuno di noi può variare e comporre secondo le proprie vicende, sensibilità, passioni. Il catalogo di Borges inizia con il «primo ponte di Constitución», ovvero il ponte di ferro dell’omonima stazione ferroviaria di Buenos Aires, sul quale transitavano i tram (da poco denominato, non a caso, “Ponte Jorge L. Borges”), e passa in rassegna paesaggi, saghe medievali (l’islandese “Saga di Grettir”), episodi storici dell’America Latina (la battaglia di Junín, combattuta all’inizio dell’Ottocento e decisiva per l’indipendenza del Perù),

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LITURGIA DI DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI

Orario delle Messe: Festivi ore 8,30 ed ore 11,15
Prefestivi ore 18,30 – Feriale ore 17,30

L’accesso alla Chiesa é consentito con anteposta misurazione della temperatura corporea, acquisizione del gel mani ed indosso di mascherina.


La Liturgia di Domenica 15 Novembre 2020
XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Commento:La parabola dei talenti parla della venuta di Gesù per il giudizio  universale. Quando ritornerà, egli esigerà di sapere da noi come abbiamo  usato il nostro tempo, cosa abbiamo fatto della nostra vita e dei  talenti che abbiamo ricevuto, cioè delle nostre capacità. Il premio per  il buon uso sarà la partecipazione alla gioia del Signore, cioè al  banchetto eterno. La parabola racchiude un insegnamento fondamentale:  Dio non misurerà né conterà i nostri acquisti, le nostre realizzazioni.  Non ci chiederà se abbiamo compiuto delle prodezze ammirate dal mondo,  perché ciò non dipende da noi, ma è in parte condizionato dai talenti  che abbiamo ricevuto. Vengono tenute in conto soltanto la fedeltà,  l’assiduità e la carità con le quali noi avremo fatto fronte ai nostri  doveri, anche se i più umili e i più ordinari. Il terzo servitore,  “malvagio e infingardo” ha una falsa immagine del padrone (di Dio). Il  peggio è che non lo ama. La paura nei confronti del padrone l’ha  paralizzato ed ha agito in modo maldestro, senza assumersi nessun  rischio. Così ha sotterrato il suo talento. Dio si aspetta da noi una  risposta gioiosa, un impegno che proviene dall’amore e dalla nostra  prontezza ad assumere rischi e ad affrontare difficoltà. I talenti  possono significare le capacità naturali, i doni e i carismi ricevuti  dallo Spirito Santo, ma anche il Vangelo, la rivelazione, e la salvezza  che Cristo ha trasmesso alla Chiesa. Tutti i credenti hanno il dovere di  ritrasmettere questi doni, a parole e a fatti.


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LA LITURGIA DI DOMENICA 8 NOVEMBRE 2020 –


PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI


Orario delle Messe: Festivi ore 8,30 ed ore 11,15
Prefestivi ore 18,30 – Feriale ore 17,30


Lunedì 2 Novembre: Commemorazione di tutti i fedeli defunti
Grado della Celebrazione: COMMEMORAZIONE
Colore liturgico: Viola o Nero
Alle 17 saranno cantati i Vespri dei Defunti e alle 17,30 sarà celebrata in canto la Messa di Requiem

Le Famiglie numerose (=> 3 persone) che vogliono partecipare unite alle celebrazioni, debbono arrivare almeno 5 minuti prima dell’inizio, per poter avere disponibile una delle attuali 4 panche a loro prioritariamente destinate. Obbligo mascherina e prelievo gel mani dal dispencer.

La Liturgia di Domenica 8 Novembre 2020
XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Antifona d’ingresso
La mia preghiera giunga fino a te;
tendi, o Signore, l’orecchio alla mia preghiera. (Sal 88,3)

Colletta
Dio grande e misericordioso,
allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te,
perché, nella serenità del corpo e dello spirito,
possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:
O Dio, la tua sapienza
va in cerca di quanti ne ascoltano la voce,
rendici degni di partecipare al tuo banchetto
e fa’ che alimentiamo l’olio delle nostre lampade,
perché non si estinguano nell’attesa,
ma quando tu verrai
siamo pronti a correrti incontro,
per entrare con te alla festa nuziale.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Sap 6,12-16)
La sapienza si lascia trovare da quelli che la cercano.
Dal libro della Sapienza

La sapienza è splendida e non sfiorisce,
facilmente si lascia vedere da coloro che la amano
e si lascia trovare da quelli che la cercano.
Nel farsi conoscere previene coloro che la desiderano.
Chi si alza di buon mattino per cercarla non si affaticherà,
la troverà seduta alla sua porta.
Riflettere su di lei, infatti, è intelligenza perfetta,
chi veglia a causa sua sarà presto senza affanni;
poiché lei stessa va in cerca di quelli che sono degni di lei,
appare loro benevola per le strade
e in ogni progetto va loro incontro.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 62)
Rit: Ha sete di te, Signore, l’anima mia.

O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.

Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.

Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.

Quando nel mio letto di te mi ricordo
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.

SECONDA LETTURA (1Ts 4,13-18)
Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell’ignoranza a proposito di quelli che sono morti, perché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti.
Sulla parola del Signore infatti vi diciamo questo: noi, che viviamo e che saremo ancora in vita alla venuta del Signore, non avremo alcuna precedenza su quelli che sono morti. Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, che viviamo e che saremo ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nubi, per andare incontro al Signore in alto, e così per sempre saremo con il Signore.
Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.

Parola di Dio.

Forma breve:

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (4, 13-14)

Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell’ignoranza a proposito di quelli che sono morti, perché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 24,42.44)
Alleluia, alleluia.
Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo.
Alleluia.

VANGELO (Mt 25,1-13)
Ecco lo sposo! Andategli incontro!
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Parola del Signore

Credo o simbolo apostolico
Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen,
*(Il Credo o Simbolo degli apostoli (Symbolum apostolorum) è un’antichissima formula di fede della religione cristiana.

Preghiera dei fedeli
Anche in questa nostra liturgia attendiamo la venuta dello Sposo, il Signore Gesù che ci ama e ci salva.
A Lui affidiamo le nostre invocazioni dicendo: Ascoltaci o Signore.

1. Donaci o Signore la lampada viva della fede, per attendere e riconoscere la tua venuta in tutte le circostanze della vita, anche quelle difficili e dolorose. Noi ti preghiamo.
2. Per quanti portano nel mondo la luce della fede e annunciano la speranza cristiana; per il Papa, i vescovi, i sacerdoti e tutti i missionari del Vangelo. Noi ti preghiamo.
3. Dona al nostro mondo la tua sapienza, o Signore, perché gli uomini possano prendere decisioni sagge per promuovere il bene comune, distinguendo il bene dal male e producendo opere di pace e di fraternità. Noi ti preghiamo.
4. Preghiamo per tutti i nostri fratelli che sono stati chiamati da questa vita: perché vadano incontro al Signore e vivano sempre con Lui. Noi ti preghiamo.

Tu sei la nostra vita e la nostra speranza o Signore. Sostieni la nostra preghiera e conducila secondo la tua volontà. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Volgi il tuo sguardo, o Padre,
alle offerte della tua Chiesa,
e fa’ che partecipiamo con fede
alla passione gloriosa del tuo Figlio,
che ora celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Il Signore è mio pastore, non manco di nulla;
in pascoli di erbe fresche mi fa riposare,
d acque tranquille mi conduce. (Sal 23,1-2)

Oppure:
I discepoli riconobbero Gesù, il Signore,
nello spezzare il pane. (Lc 24,35)

Oppure:
“Vegliate, perché non sapete né il giorno
né l’ora in cui verrà il Signore”. (cf. Mt 25,13)

Preghiera dopo la comunione
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre;
la forza dello Spirito Santo,
che ci hai comunicato in questi sacramenti,
rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

La Liturgia da “La Chiesa.it”