LA LITURGIA DI DOMENICA 27 SETTEMBRE 2020

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI


La Liturgia di Domenica 27 Settembre 2020
XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

C’è una frase conclusiva, comune alle due parabole della XXVI e XXVII domenica, che svela il segreto intendimento del discorso complessivo di Gesù: “Perciò vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare” (Mt 21,41).
La domanda posta da Gesù è la seguente: “Chi è allora il vero destinatario della promessa, il vero credente?”. Anche la parabola dei due figli deve essere letta in questa prospettiva.
Molte volte, infatti, può verificarsi una forma di sintonia solo apparente, perché ultimamente interessata, tra la nostra volontà e quella del Padre. Siamo capaci di dirgli dei “sì” speciosi e superficiali, non maturati al sole di quella vera obbedienza interiore, che può solamente essere il frutto di una profonda conversione a Dio. Una forma di obbedienza disobbediente perché non tocca le radici del nostro cuore e non cambia la nostra esistenza.
In questa ipotesi è vero che, pur immersi in una vita ancora disordinata, coloro che hanno deciso di seguire Cristo, senza reticenze e senza cercare in ultima analisi il loro interesse, si riscatteranno e avranno la precedenza nel regno dei cieli.
La parabola ci fa capire quanto sia anche per noi reale il pericolo di partecipare, con apparente docilità, durante tutta la nostra vita, alle celebrazioni liturgiche e alle attività della Chiesa, senza mai diventare veri cristiani.
Continua a leggere LA LITURGIA DI DOMENICA 27 SETTEMBRE 2020

LA LITURGIA DI DOMENICA 20 SETTEMBRE 2020

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI


La Liturgia di DOMENICA 20 SETTEMBRE 2020
XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

PER MOTIVI INERENTI LA SICUREZZA, NEL PERIODO DI COMPLETAMENTO DEI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE DEI LOCALI PARROCCHIALI E DELLA CANONICA, LA CHIESA, SIA NEI GIORNI FERIALI CHE FESTIVI, RIMARRA’ APERTA SOLO DURANTE LE CELEBRAZIONI LITURGICHE. L’INIZIO DEI LAVORI E’ PROGRAMMATO PER IL PROSSIMO 21 SETTEMBRE.

Gesù ci svela quanto la sua logica sia diversa dalla nostra e la superi.
Nella sua vigna c’è spazio per tutti e ogni ora può essere quella giusta. Così come ogni nostra situazione di vita deve essere la vigna che ci è affidata per curarla e metterla in grado di portare molto frutto e questo non per rinchiuderci egoisticamente in un ambito ristretto ma per riconoscerci, a partire dal concreto dell’esistenza, “lanciati sulle frontiere della storia”, per essere cioè veri evangelizzatori e missionari.
Siamo tutti pronti a riconoscerci tra gli operai che hanno accettato l’invito della prima ora, ma quale potrà essere la chiamata che il Signore ci riserva per l’ultima ora, per la sera della nostra vita?
Riconoscersi tra i chiamati alla salvezza deve significare renderci disponibili ad accogliere ogni chiamata, anche la meno gratificante, la più difficile e dolorosa.
Continua a leggere LA LITURGIA DI DOMENICA 20 SETTEMBRE 2020

COOP SAN MINIATO – KIT SCUOLA PER BAMBINI – ATTIVO DAL 12 AL 19 SETTEMBRE

Dal 12 al 19 Settembre, presso la Coop di San Miniato é attivo il servizio “Dona la spesa”
Acquistando prodotti didattici e materiale di cancelleria, lasciati nell’appposito carrello vicino alle casse, la Sezione Soci della Coop di Siena, donerà un Kit ogni 50 Euro di prodotti raccolti.

Continua a leggere COOP SAN MINIATO – KIT SCUOLA PER BAMBINI – ATTIVO DAL 12 AL 19 SETTEMBRE

LA LITURGIA DI DOMENICA 13 SETTEMBRE 2020

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI


La Liturgia di Domenica 13 Settembre 2020
XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Quante volte devo perdonare? Buon senso, opportunità, giustizia umana sono termini insufficienti per comprendere adeguatamente la morale cristiana; e non solo perché Cristo è venuto a perfezionare la legge. “Occhio per occhio e dente per dente”, come fu detto agli antichi è una norma che Cristo, nella sua autorità di legislatore supremo, dichiara superata. Ma c’è qualche cosa di più. Dopo la morte redentiva di Cristo l’uomo si trova in una situazione nuova: l’uomo è un perdonato. Il debito gli è stato rimesso, la sua condanna cancellata. “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio” (2Cor 5,21). Il Padre ormai ci vede in Cristo: figli giustificati. Il mio peccato può ancora indebolire il mio rapporto filiale con il Padre, ma non può eliminarlo. Più che dal suo peccato l’uomo è determinato dal perdono infinitamente misericordioso di Dio: “Il peccato dell’uomo è un pugno di sabbia - così san Serafino di Sarov - la misericordia divina un mare sconfinato”. La miseria umana s’immerge nell’accoglienza purificatrice di Dio. Se questa è la novità portata da Cristo, anche il perdono umano deve adeguarsi ai parametri divini: “Siate misericordiosi come misericordioso è il Padre vostro” (Lc 6,36). Se il Padre guarda l’uomo come perdonato in Cristo, io non lo posso guardare come un condannato. Se il Padre ci accoglie in Cristo così come siamo per trasfigurarci in lui, l’accoglienza benevola diventa un bisogno della vita, una beatitudine. La comunità cristiana non pretende di essere una società di perfetti, ma vuole essere un luogo di perdono, una società di perdonati che ogni giorno gusta la gioia della benevolenza paterna e desidera renderla manifesta nel perdono reciproco.

Antifona d’ingresso
Da’, o Signore, la pace a coloro che sperano in te;
i tuoi profeti siano trovati degni di fede;
ascolta la preghiera dei tuoi fedeli
e del tuo popolo, Israele. (cf. Sir 36,15-16)

Colletta
O Dio, che hai creato e governi l’universo,
fa’ che sperimentiamo la potenza della tua misericordia,
per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:
O Dio di giustizia e di amore,
che perdoni a noi se perdoniamo ai nostri fratelli,
crea in noi un cuore nuovo
a immagine del tuo Figlio,
un cuore sempre più grande di ogni offesa,
per ricordare al mondo come tu ci ami.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Sir 27,33-28,9)
Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.
Dal libro del Siràcide

Rancore e ira sono cose orribili,
e il peccatore le porta dentro.
Chi si vendica subirà la vendetta del Signore,
il quale tiene sempre presenti i suoi peccati.
Perdona l’offesa al tuo prossimo
e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.
Un uomo che resta in collera verso un altro uomo,
come può chiedere la guarigione al Signore?
Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile,
come può supplicare per i propri peccati?
Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore,
come può ottenere il perdono di Dio?
Chi espierà per i suoi peccati?
Ricòrdati della fine e smetti di odiare,
della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti.
Ricorda i precetti e non odiare il prossimo,
l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 102)
Rit: Il Signore è buono e grande nell’amore.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.

SECONDA LETTURA (Rm 14,7-9)
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore.
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 13,34)
Alleluia, alleluia.
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Alleluia.

VANGELO (Mt 18,21-35)
Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Parola del Signore

Credo o simbolo apostolico
Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen,
*(Il Credo o Simbolo degli apostoli (Symbolum apostolorum) è un’antichissima formula di fede della religione cristiana.

Preghiera dei fedeli
Cristo, il santo dei santi, ha operato tra l’incomprensione e le opposizioni. Chiediamo con fiducia al Padre di non lasciarci intimorire dalle opposizioni e dalle difficoltà, ma di testimoniare con coraggio la nostra fede, dicendo:
Donaci, o Padre, la forza del tuo Spirito.

1. Sostieni la Chiesa nel suo compito profetico di richiamare gli uomini al vero Dio e di abbandonare i falsi valori del mondo. Noi ti invochiamo:
2. Concedi al Papa e ai vescovi la luce per riconoscere le necessità del nostro tempo, e dona loro una grande sollecitudine verso i poveri. Noi ti invochiamo:
3. Aiuta i perseguitati e i prigionieri politici, incarcerati per la ricerca di verità e libertà, perché si sentano confortati da Cristo crocifisso. Noi ti invochiamo:
4. Guida le famiglie del nostro paese verso rapporti di vero amore, che rafforzi la libertà interiore dei loro componenti. Noi ti invochiamo:
5. Donaci la capacità di correggerci l’un l’altro fraternamente, senza cedere alla critica maligna e alla condanna del prossimo. Noi ti invochiamo:
6. Per le famiglie colpite da disgrazie e da lutti. Perché siamo consapevoli dell’immenso valore della messa.

O Padre nostro e nostro Signore, ti presentiamo con piena confidenza le necessità di tutti gli uomini e il nostro sforzo di costruire una società più umana: vieni a salvarci con la tua grazia onnipotente perché ci accostiamo al tuo Cristo, perfetto sacrificio per i secoli eterni. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli con bontà, Signore,
i doni e le preghiere del tuo popolo,
e ciò che ognuno offre in tuo onore
giovi alla salvezza di tutti.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Quanto è preziosa la tua misericordia, o Dio!
Gli uomini si rifugiano all’ombra delle tue ali. (Sal 36,8)

Oppure:
Il calice della benedizione che noi benediciamo
è comunione con il sangue di Cristo;
e il pane che spezziamo è comunione
con il corpo di Cristo. (cf. 1Cor 10,16)

Oppure:
“Il Padre mio non perdonerà a voi,
se non perdonerete di cuore al vostro fratello”. (cf. Mt 18,35)

Preghiera dopo la comunione
La potenza di questo sacramento, o Padre,
ci pervada corpo e anima,
perché non prevalga in noi il nostro sentimento,
ma l’azione del tuo Santo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.

La Liturgia da “La Chiesa.it”

12 SETTEMBRE, PRESSO LA COOP DELLE GRONDAIE, RACCOLTA DELLA CARITAS E MISERICORDIA AL FINE DI RACCOGLIERE MATERIALE PER LA “SCUOLA”

Il prossimo 12 Settembre, presso la Coop delle Grondaie, in collaborazione con la Caritas Diocesana e la Misericordia, partecipiamo alla raccolta “tutto per la scuola”.
Lo scopo é aiutare le famiglie già assisite con i viveri ed i vestiti, fornendo il materiale scolastico necessario, ai bambini delle elementari e scuole medie.
Chiunque può partecipare lasciando al banco di raccolta (presenti i volontari), i prodotti che saranno indicati o direttamente donando due ore di disponibilità per aiutarci nell’accoglienza di tutti coloro che vorranno lasciare il proprio contributo.
E-Mail: sanminiatoscotte@gmail.com

Grazie

LA LITURGIA DI DOMENICA 6 SETTEMBRE 2020

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI


La Liturgia Domenica 6 Settembre 2020
XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

In questa pagina del Vangelo di Matteo vengono riferiti alcuni “loghia”, ossia alcune parole o sentenze, così come furono autenticamente pronunciate da Gesù. Esse sono poste all’interno del discorso elaborato da Matteo sul modo di comportarsi dei cristiani in seno alla comunità. Per comprenderlo, questo discorso deve essere collegato alla frase conclusiva della sezione precedente, in cui si afferma: “Dio non vuole che neppure uno di questi piccoli si perda”.
È un monito a chi dirige la comunità, di non escludere nessuno, senza prima aver tentato ogni mezzo per correggerlo dal suo errore o dal suo peccato. Niente, infatti, è più delicato della correzione fraterna. La regola data da Cristo per la vita e la conduzione della comunità è quella di tenere presente la gradualità del procedere. Ognuno deve lasciarsi guidare dalla preoccupazione di salvaguardare, con ogni cura, la dignità della persona del fratello.
Il primato è dato, perciò, alla comunione. Deve essere salvata ad ogni costo, perché la comunione è tale solo se mette in opera ogni tentativo atto a convertire il peccatore.
Se il fratello persiste nell’errore, non sarà il giudizio della comunità in quanto tale a condannarlo, bensì il fatto che lui stesso si autoesclude dall’assemblea dei credenti. Così avviene nella scomunica pronunciata dalla Chiesa; essa non fa altro che constatare una separazione già avvenuta nel cuore e nel comportamento di un cristiano.
Continua a leggere LA LITURGIA DI DOMENICA 6 SETTEMBRE 2020

LA LITURGIA DI DOMENICA 30 AGOSTO 2020

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI


La Liturgia di Domenica 30 Agosto 2020
XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

“Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”. Pietro scopre così la vera identità di Gesù. Egli fa l’incredibile scoperta che questo carpentiere di Nazaret non è altro che il Cristo, l’unto di Israele, la realizzazione dell’attesa, lunga duemila anni, del suo popolo. Ma Pietro interpreta la missione di Gesù in termini politici. Gesù ben se ne rende conto e spiega che tipo di Messia sarà: andrà a Gerusalemme per soffrire, essere messo a morte e risorgere il terzo giorno. Ciò è troppo per Pietro: nel suo spirito, l’idea di sofferenza e l’idea di Messia sono semplicemente incompatibili fra loro.
“Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”. Se Pietro potesse solo rendersene conto, sarebbe pervaso dalla gioia! Il Messia, che si sarebbe immerso nella sofferenza, che avrebbe incontrato l’ostilità degli uomini e che avrebbe subito tutte le conseguenze dell’ingratitudine secolare di Israele verso il Dio dell’Alleanza, era proprio lì! Davanti a lui c’era finalmente colui che avrebbe sconfitto Satana in uno scontro decisivo e che avrebbe, in questo modo, portato a compimento il piano divino di salvezza per l’umanità.
Poiché Pietro “cominciò a protestare dicendo: Dio te ne scampi, Signore, questo non ti accadrà mai”, Gesù gli disse: “Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”. Voltaire scrisse argutamente: “Dio fece l’uomo a sua immagine e somiglianza e l’uomo gliela rese proprio bene!”.
Nella nostra tendenza innata a resistere a Dio, noi deformiamo la sua immagine, ci rifiutiamo di lasciare che Dio sia come vuole essere. Il nostro Dio è troppo piccolo, troppo fragile e troppo limitato, mentre il Dio di Gesù Cristo è letteralmente troppo bello per essere vero. Gesù si affretta a percorrere la via che porta a Gerusalemme per svelarcelo sulla croce.
Sulla croce, infatti, Gesù rivelerà l’ultimo ritratto di Dio nel dramma della misericordia che vince il peccato, dell’amore che supera la morte e della fedeltà divina che cancella il tradimento.
Chi avrebbe mai immaginato, sia pure in sogno, che Dio sarebbe intervenuto nella nostra storia in questo modo?
Sfortunatamente, per molti, Gesù è davvero troppo bello per essere vero. “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!” (Gv 4,10).

Continua a leggere LA LITURGIA DI DOMENICA 30 AGOSTO 2020

L’UNIVERSITA’ A SAN MINIATO – IL SALONE “A NORMA”PER LE LEZIONI IN AULA

Sensibile alle richieste di nuovi locali da utilizzare per le aule scolastiche, don Sergio, avendone condiviso l’obiettivo con l’Arcivescovo Mons. Augusto Paolo Lojudice, si é reso disponibile con l’università agli studi di Siena, affinché possano valutare l’impiego, ad uso didattico del salone posto sotto la Chiesa parrocchiale.

Continua a leggere L’UNIVERSITA’ A SAN MINIATO – IL SALONE “A NORMA”PER LE LEZIONI IN AULA

LA LITURGIA DI DOMENICA 23 AGOSTO 2020

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI

LA MESSA DELLE 8,30 SARA’ CELEBRATA ALLE ORE 8,45


LA LITURGIA DI DOMENICA 23 AGOSTO
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Commento
Quando Gesù chiese ai suoi discepoli: “La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”, le loro risposte rispecchiarono le diverse teorie e speculazioni riguardo Gesù diffuse nella loro cultura.
Se la stessa domanda fosse posta da Gesù oggi, le risposte sembrerebbero forse più colte, ma sarebbero molto simili. Invece di evocare Elia, Giovanni Battista o Geremia, si evocherebbero forse le speculazioni dell’ultimo convegno sulla cristologia, oppure ancora i risultati di un recente sondaggio. Possiamo immaginare che Gesù ascolterebbe gentilmente, forse sorridendo. Poi però giunge la vera e propria domanda: “Voi chi dite che io sia?”. Non possiamo più rifugiarci dietro ad opinioni di altri, siano essi teologi o conduttori di dibattiti televisivi. Gesù vuole la nostra risposta personale. Dobbiamo prendere posizione personalmente nei suoi confronti.
È quello che succede con l’atto di fede. Gesù lancia una sfida a ogni uomo e a ogni donna direttamente e personalmente: “Tu, chi dici che io sia?”.
La nostra risposta possa essere quella di Pietro: “Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente”. La nostra risposta possa essere quella della Chiesa, che fu fondata da Cristo su Pietro come su una pietra, affinché il “credo” diventasse un “crediamo”: Crediamo in Dio, Padre onnipotente..., in un solo Signore Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio..., per opera dello Spirito Santo... incarnato nel seno della Vergine Maria.
Continua a leggere LA LITURGIA DI DOMENICA 23 AGOSTO 2020

LA LITURGIA DI DOMENICA 16 AGOSTO 2020 – ORARI DELLE LITURGIE NEL PERIODO DI FERRAGOSTO

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI

LE LITURGIE NEL PERIODO DAL 14 AL 16 DI AGOSTO AVRANNO I SEGUENTI ORARI:
VENERDI’ 14 AGOSTO: NON CI SARA’ LA MESSA FERIALE;
SABATO 15 AGOSTO: ORARIO MESSE – ORE 8,30 ED ORE 11,15 ;
DOMENICA 16 AGOSTO: ORARIO MESSE – ORE 8,30 ED ORE 11,15

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Dio viene a noi, ma noi non sempre gli andiamo incontro. Si manifesta in molti modi diversi, ma non sempre viene riconosciuto e accolto dal suo popolo. A volte, tuttavia, viene accolto in luoghi e modi sorprendenti. Nel Vangelo di oggi, vediamo Gesù partire verso un luogo inatteso: la regione fra Tiro e Sidone, abitata da pagani. Il suo arrivo non passa inosservato: gli va incontro una donna cananea, qualcuno, dunque, che non apparteneva ad Israele.
La donna è spinta verso Gesù dai suoi bisogni, non dalla fede. Quali siano i suoi bisogni e quali quelli della figlia è chiaro, tanto più che la donna li esprime a gran voce, con una violenta insistenza: implora la pietà di Gesù, grida perché egli la aiuti e, soprattutto, non desiste. La donna, tuttavia, non esprime solo e soprattutto i propri bisogni: riconosce, infatti, Gesù come Signore, come figlio di Davide. Il suo grido di disperazione si purifica così diventando preghiera. Del resto, quando a Messa diciamo o cantiamo: “Signore, abbi pietà”, non ripetiamo, in un certo senso, le parole e la venerazione della donna cananea?
Continua a leggere LA LITURGIA DI DOMENICA 16 AGOSTO 2020 – ORARI DELLE LITURGIE NEL PERIODO DI FERRAGOSTO

LA LITURGIA DI SABATO 15 AGOSTO 2020 – ORARI DELLE LITURGIE NEL PERIODO DI FERRAGOSTO

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI

LE LITURGIE NEL PERIODO DAL 14 AL 16 DI AGOSTO AVRANNO I SEGUENTI ORARI:
VENERDI’ 14 AGOSTO: NON CI SARA’ LA MESSA FERIALE;
SABATO 15 AGOSTO: ORARIO MESSE – ORE 8,30 ED ORE 11,15 ;
DOMENICA 16 AGOSTO: ORARIO MESSE – ORE 8,30 ED ORE 11,30


Grado della Celebrazione: SOLENNITA'

Colore liturgico: Bianco

Scheda Agiografica: ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA 

Dopo l’annuncio, Maria è partita verso la montagna di Giudea per andare a trovare Elisabetta. Colma dello Spirito Santo, Elisabetta l’ha benedetta. L’ha proclamata “Madre del mio Signore”. Fonte di gioia. Beatitudine vivente della fede. Maria ha risposto con il cantico del Magnificat . Parole ispirate, che lasciano intravedere il suo cuore. Esse sono per noi il suo “testamento spirituale”. Identificandosi con Maria, la Chiesa di tutti i tempi continua a cantare tutti i giorni il Magnificat come suo proprio cantico.
Celebriamo oggi il mistero dell’Assunzione. Alla fine del suo passaggio sulla terra, la Madre del Redentore, preservata dal peccato e dalla corruzione, è stata elevata nella gloria in corpo e anima vicino a suo Figlio, nel cielo. La tomba vuota di Maria, immagine della tomba vuota di Gesù, significa e prelude alla vittoria totale del Dio della vita sulla morte, quando alla fine del mondo farà sorgere in vita eterna la morte corporale di ognuno di noi unita a quella di Cristo. L’Apocalisse ci mostra “un segno grandioso del cielo”: la Donna che ha il sole per mantello, e una corona di stelle. Invincibile con la grazia di Dio di fronte al nemico primordiale. “Figura e primizia della Chiesa”. Primizia nel dolore della maternità al servizio della Redenzione. Primizia nel destino della gloria. Da lì, nel focolare della Trinità, Maria ci aspetta tutti per vivere e cantare con lei la nostra riconoscenza alla Grazia di Dio. La beatitudine divina e umana della Salvezza. Il suo eterno Magnificat.
Continua a leggere LA LITURGIA DI SABATO 15 AGOSTO 2020 – ORARI DELLE LITURGIE NEL PERIODO DI FERRAGOSTO

COMMENTO POETICO ALLE LETTURE DI DOMENICA 9 AGOSTO – RIFLESSIONI DI FERRAGOSTO

Immergersi e camminare sull’acqua: l’esperienza di Ungaretti

«Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!”» (Mt 14, 30).

Pietro, che è un pescatore e pertanto conosce le insidie delle onde, a un tratto perde la fiducia nel prodigio di cui lui stesso è protagonista mentre cammina sulle acque verso il Cristo, e comincia ad affondare tra le onde del lago sferzato dal vento. «Signore, salvami!»: com’è umana la sua paura!
Dei quattro elementi che la fisica antica considerava i componenti del cosmo – acqua, aria, terra e fuoco – solo uno appartiene all’uomo: la terra.
Affidarsi alle onde, infatti, a partire dall’Odissea, è stato sempre considerato come un azzardo pericoloso, se pur affascinante. Lo sa bene l’Ulisse di Dante, che, spinto dalla sete della conoscenza ma senza il sostegno della fede, viene inghiottito con tutta la sua nave da un turbine sorto dal mare, poco dopo avere avvistato una montagna che non sa (né saprà mai) essere la montagna del Purgatorio.
Anche quando il viaggio per mare diviene allegoria della vita umana, come in Petrarca, esso è costellato di rischi, e la nave del poeta è in costante balia dei marosi.
È solo a partire dall’Ottocento che il «naufragare» può esprimere una sensazione di sovrumana dolcezza: tutti abbiamo in mente la conclusione dell’Infinito di Leopardi: «e il naufragar m’è dolce in questo mare». Ma è soprattutto nel Novecento che il “naufragio” assume una connotazione salvifica.
È ciò che esprime Ungaretti in questa poesia formulata nei toni di una «Preghiera»:

G. Ungaretti

PREGHIERA
Quando mi desterò dal barbaglio della promiscuità
in una limpida e attonita sfera
Quando il mio peso mi sarà leggero
Il naufragio concedimi Signore
di quel giovane giorno al primo grido
(da Allegria di naufragi, 1919)

Dopo l’esperienza della guerra del 15-18, vissuta di propria volontà da soldato in trincea, perennemente a contatto con la morte, di continuo in viaggio attraverso gli inganni e la «promiscuità» della Storia, il poeta invoca il Signore perché gli conceda di risvegliarsi innocente in un nuovo giorno, libero dal proprio peso, in «una limpida e attonita sfera».
La poesia rappresenta pertanto non più la realtà immediata della trincea, ma la speranza in un rinnovamento che appare come il recupero di un tempo originario, «giovane», non intaccato dall’orrore del male.
Il rinnovamento si attua per il poeta appunto nel «naufragio» che permette di riapprodare all’innocenza, abbandonando la propria individualità e la dimensione angosciante dell’attimo presente. In uno scritto di stampo filosofico dal titolo Innocenza e memoria, Ungaretti aveva scritto:
«Il nostro attimo di tempo non è perduto nell’eternità, è una goccia nel gran fiume».
Il poeta, che era nato ad Alessandria d’Egitto, aveva dimestichezza con l’acqua, coi porti, coi fiumi.
E l’esperienza dell’immersione, così come quella del “camminare sull’acqua”, non gli era insolita: nella poesia I fiumi, ripensando a un bagno mattutino nell’Isonzo, in un momento di riposo dalla guerra, si rappresenta nell’atto di camminare «come un acrobata / sull’acqua». Sono evocazioni che rimandano al senso di sacralità cui il poeta aspira in nome di una generale condizione di armonia.

La poesia Preghiera, scritta nel 1919, chiude la raccolta Allegria di naufragi, ma fu rivista dal poeta per l’ultima edizione del libro, uscito nel 1931 col titolo cambiato in L’Allegria a sottolineare il tema dell’energia vitale.  Preghiera segna quindi il congedo dai “versicoli” spezzati che avevano contraddistinto la prima stagione poetica ungarettiana: i versi adesso si ricompongono in modo regolare, preannunciando il “secondo tempo” della poesia di Ungaretti. In questa prospettiva “a posteriori”, la lirica suona anche come una sorta di anticipazione della conversione – o, meglio, del recupero – di Ungaretti alla dimensione religiosa: il «naufragio» permette all’individuo di sentirsi «goccia nel gran fiume», in cui può rigenerarsi per riprendere il cammino, ma, questa volta, sorretto dalla fede.

Maria Rosa Tabellini

LE ATTIVITA’ DELLA CARITAS DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE – DOCUMENTO

Nonostante il Coronavirus, proseguono le attività settimanali della Caritas di San Miniato alle Scotte.
Grazie alla disponibilità di molti volontari e la sensibilità di tanti amici, per il lavoro che quotidianamente svolge don Sergio.

NELLA PARROCCHIA: “…a riveder le stelle – Onlus per l’Africa
Donaci (nella denuncia dei redditi ) il 5×1000.
BASTA INDICARE IL C.F. DELLA ONLUS: 920069790522
PUOI ANDARE NEL SITO:
https://arivederlestelle.blog/,