LA LITURGIA DI DOMENICA 5 LUGLIO – CELEBRA LA MESSA L’ARCIVESCOVO MONS.AUGUSTO PAOLO LOJUDICE

Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del Corpuds Domini


La Liturgia di Domenica 5 Luglio 2020
XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Gesù prega. Si rivolge a suo Padre. La sua preghiera è un’azione di grazie. Egli loda suo Padre, non in quanto tale, ma per ciò che fa. Si meraviglia di vedere la spontaneità dei bambini e la gente senza cultura rispondere alla sua predicazione. Come, d’altra parte, si dispiace di vedere allontanarsi da sé coloro che avevano tutte le possibilità di riconoscerlo (Gv 9,40-41). Qui la gioia di Gesù esplode. Nessuno lo mette in discussione, nessuno lo fa passare al vaglio di una critica saccente. Vi sono anche coloro che lo accolgono semplicemente, che spontaneamente intuiscono che non si tratta di capire tutto, ma di accettare d’essere amati. È veramente necessario assomigliare a quei bambini che Gesù ama e accarezza (Mc 10,16), e che sono felici di essere amati, perché non sono discussi. È veramente necessario abbassare le armi davanti a lui, a rischio di passare di fianco al più bell’incontro che un uomo possa fare senza accorgersene. E per colui che lo accoglie in tal modo Gesù serba le rivelazioni più grandi, quelle che nessuno può conoscere (Mt 11,27) e che trattano del mistero di Dio stesso. C’è di più. Coloro che pregano ne fanno l’esperienza. Dio parla loro quando essi si confidano a lui. Essi comprendono quando non sono sulle difensive. Essi amano veramente quando accettano di essere amati, poiché Dio ci ama sempre per primo (1Gv 4,10) ma noi ci difendiamo, non vogliamo essere sensibili, e facciamo fatica a lasciarci andare. Noi ci complichiamo la vita spirituale. Cerchiamo il difficile dove le cose sono semplici. Il giogo del Signore è leggero, poiché egli lo porta per noi.
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SAN MINIATO ALLE SCOTTE – SABATO 27 GIUGNO – CINQUANT’ANNI DI MATRIMONIO “ARMANDO PARTINI E MARIA ROSA TABELLINI”

SABATO ALLA MESSA DELLE 18,30, ARMANDO E MARIA ROSA, HANNO RICEVUTO UNA NUOVA BENEDIZIONE DEGLI ANELLI E LE CONGRATULAZIONI DEI FAMILIARI, DEI CONOSCENTI, DEGLI AMICI E DEI PARROCCHIANI PRESENTI ALLA CERIMONIA, PER I CINQUANT’ANNI DI MATRIMONIO.
Maria Rosa contribuisce periodicamente, con una ricerca attenta e sapiente nella letteratura italiana ed estera, arricchendo il nostro sito con preziose poesie, che ci portano ad approfondire le letture inserite nella liturgia domenicale.
Da parte della Comunità parocchiale di San Miniato un grazie per la preziosa collaborazione.
Raggiungere le Nozze d’Oro è un privilegio di cui pochi eletti possono godere: che la salute e la fortuna possano accompagnarvi per tanti altri anni ancora. Congratulazioni.

La Comunità parrocchiale ed il parroco Don Sergio

LA LITURGIA DI DOMENICA 28 GIUGNO – Per la sicurezza, nella chiesa sono disponibili n. 79 posti a sedere.

Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del Corpus Domini


La Liturgia di Domenica 28 Giugno 2020
XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Commento
Tutto quello che Gesù ha detto all’orecchio, di nascosto e privatamente, sarà predicato pubblicamente sui tetti dei paesi
e delle città del mondo intero. Dopo la discesa dello Spirito Santo, gli apostoli hanno cominciato ad annunciare il Vangelo, chiaramente e coraggiosamente, quando hanno aperto le porte del cenacolo e sono andati verso i quattro punti cardinali dell’universo. Nonostante l’opposizione incontrata, il Vangelo è stato fatto conoscere sempre di più e sempre meglio e, quando la fine del mondo sarà ormai prossima, l’umanità tutta ne sarà a conoscenza. Gesù dice anche: “Non preoccuparti troppo della sorte del Vangelo, e non avere paura della gente. Non temere nessuno se non Dio. Non è la morte la più grande sventura, ma la dannazione”. Noi dobbiamo superare la paura della morte, così come le persecuzioni e le difficoltà di ogni giorno, mediante la fede nella divina Provvidenza, che protegge anche il più insignificante fra gli uccelli: il passero. La cosa più bella che l’uomo possa fare sulla terra, in mezzo a persecuzioni e sofferenze, è di essere testimone di Gesù. Anche se il martirio non è il destino di tutti i suoi discepoli, ognuno deve sempre e dovunque riconoscere la sua appartenenza a Cristo, con le parole e le azioni, la vita e il comportamento. E noi lo facciamo in special modo durante la messa, nella quale, in comunione con l’intera Chiesa, annunciamo le grandi opere di Dio.
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LA LITURGIA DI DOMENICA 21 GIUGNO – Per la sicurezza, nella chiesa sono disponibili n. 79 posti a sedere.


Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del Corpus Domini


La Liturgia di Domenica 21 Giugno 2020
XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Tutto quello che Gesù ha detto all’orecchio, di nascosto e privatamente, sarà predicato pubblicamente sui tetti dei paesi
e delle città del mondo intero. Dopo la discesa dello Spirito Santo, gli apostoli hanno cominciato ad annunciare il Vangelo, chiaramente e coraggiosamente, quando hanno aperto le porte del cenacolo e sono andati verso i quattro punti cardinali dell’universo. Nonostante l’opposizione incontrata, il Vangelo è stato fatto conoscere sempre di più e sempre meglio e, quando la fine del mondo sarà ormai prossima, l’umanità tutta ne sarà a conoscenza. Gesù dice anche: “Non preoccuparti troppo della sorte del Vangelo, e non avere paura della gente. Non temere nessuno se non Dio. Non è la morte la più grande sventura, ma la dannazione”. Noi dobbiamo superare la paura della morte, così come le persecuzioni e le difficoltà di ogni giorno, mediante la fede nella divina Provvidenza, che protegge anche il più insignificante fra gli uccelli: il passero. La cosa più bella che l’uomo possa fare sulla terra, in mezzo a persecuzioni e sofferenze, è di essere testimone di Gesù. Anche se il martirio non è il destino di tutti i suoi discepoli, ognuno deve sempre e dovunque riconoscere la sua appartenenza a Cristo, con le parole e le azioni, la vita e il comportamento. E noi lo facciamo in special modo durante la messa, nella quale, in comunione con l’intera Chiesa, annunciamo le grandi opere di Dio.

Antifona d’ingresso
Il Signore è la forza del suo popolo
e rifugio di salvezza per il suo Cristo.
Salva il tuo popolo, Signore,
benedici la tua eredità,
e sii la sua guida per sempre. (Sal 28,8-9)

Colletta
Dona al tuo popolo, o Padre,
di vivere sempre nella venerazione e nell’amore
per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:
O Dio, che affidi alla nostra debolezza
l’annunzio profetico della tua parola,
sostienici con la forza del tuo Spirito,
perché non ci vergogniamo mai della nostra fede,
ma confessiamo con tutta franchezza
il tuo nome davanti agli uomini,
per essere riconosciuti da te nel giorno della tua venuta.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Ger 20,10-13)
Ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.
Dal libro del profeta Geremìa

Sentivo la calunnia di molti:
«Terrore all’intorno!
Denunciatelo! Sì, lo denunceremo».
Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:
«Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori vacilleranno
e non potranno prevalere;
arrossiranno perché non avranno successo,
sarà una vergogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto,
che vedi il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore,
lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 68)
Rit: Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.

Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.

Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza.

Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brùlica in essi.

SECONDA LETTURA (Rm 5,12-15)
Il dono di grazia non è come la caduta.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 15,26.27)
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito della verità darà testimonianza di me,
dice il Signore,
e anche voi date testimonianza.
Alleluia.

VANGELO (Mt 10,26-33)
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Gesù ci ha chiesto di perseverare nella fede, anche di fronte alle difficoltà della vita. Chiediamo al Padre di sostenerci perché, consapevoli dei nostri limiti, sappiamo che senza il suo aiuto non sappiamo essere coerenti con il credo che professiamo.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa sia segno della presenza del Risorto nel mondo, e sappia annunciare a tutti gli uomini Cristo salvatore, senza paure e scoraggiamenti. Preghiamo.
2. Perché i giovani che si riconoscono cristiani sappiano testimoniare la propria fede senza arrossire, ma con la consapevolezza di chi crede di aver trovato il tesoro prezioso, il senso della propria vita. Preghiamo.
3. Per i cristiani che subiscono vessazioni e oltraggi e persecuzioni, in vari Paesi del mondo, perché le loro sofferenze per la giustizia e la fede siano semi di vita nuova e di un mondo migliore. Preghiamo.
4. Per coloro che hanno dimenticato Dio e inseguono sicurezze materiali e piaceri mondani, perché riscoprano la bellezza della fede e trovino in Cristo il significato e la pienezza della loro vita. Preghiamo.
5. Perché la nostra comunità parrocchiale non si lasci tentare dall’abitudine impolverata di una religiosità spenta, ma si lasci abitare dalla sana inquietudine che porta ad annunciare con franchezza il Vangelo. Preghiamo.

Padre buono, che vedi nel segreto dei cuori, ascolta le nostre preghiere, sia quelle che abbiamo espresso sia quelle che tu solo conosci: dacci il coraggio di una fede sincera. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, la nostra offerta:
questo sacrificio di espiazione e di lode
ci purifichi e ci rinnovi,
perché tutta la nostra vita
sia bene accetta alla tua volontà.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Gli occhi di tutti, Signore, si volgono a te fiduciosi,
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo. (Sal 145,15)

Oppure:
Dice il Signore: “Io sono il buon pastore,
e dò la mia vita per le mie pecore”. (Gv 10,11.15)

Oppure:
“Perfino i capelli del vostro capo sono contati;
non abbiate timore: voi valete di più di molti passeri!”,
dice il Signore. (Mt 10,30-31)

Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai rinnovati
con il corpo e sangue del tuo Figlio,
fa’ che la partecipazione ai santi misteri
ci ottenga la pienezza della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

La Liturgia da “La Chiesa,it”

L’ESPERIENZA IN AFRICA DEL DOTT. GIANLUCA MARTONE – COME NASCE “…A RIVEDER LE STELLE…”

 

07 febbraio 2020

OCULISTI CHE MISSIONE – Dr. MARTONE

Il Dr. Gianluca Martone, specialista in oftalmologia, dirigente medico dell’ospedale Misericordia di Grosseto ci racconta la sua esperienza in missione per la rubrica Oculisti che Missione!

Come è nata la sua esperienza in Africa?

In realtà “la mia esperienza” è nata casualmente durante un intervento chirurgico che stavo effettuando in anestesia locale a un sacerdote, Don Sergio, con il quale ho un rapporto carissimo e che mi ha visto crescere sin da piccolo. Proprio durante l’intervento condividevo le mie esperienze e missioni che avevo effettuato in Africa e raccontavo come queste fossero molto gratificanti e stimolanti sia dal punto di vista professionale che umano. Ma soprattutto mi e gli domandavo se queste “goccioline nell’oceano” fossero veramente utili considerando la durata limitata delle missioni. E soprattutto gli confidavo a malincuore come spesso l’arrivederci che diciamo sempre a fine missione sia in qualche modo una delusione e un fallimento della missione stessa, in quanto tutti consapevoli che fino alla successiva non ci sarà nessuno che si prenderà cura di loro. Ricordo allora che lo stesso Don Sergio, forse al controllo postoperatorio, mi disse di aver probabilmente trovato la possibilità di creare un progetto diverso e più duraturo, soprattutto con lo scopo di fare tutoraggio e formazione al personale locale. In poco tempo nasce una Onlus denominata “…a riveder le stelle – Onlus per l’Africa”, con il suo statuto e soprattutto con un gruppo di volontari che vorrei ringraziare per il supporto e l’aiuto che quotidianamente riescono a dare. Nel 2016, ci rechiamo un weekend a Bamako, un vero e proprio blitz, insieme al mio collaboratore ortottista Francesco Gronchi e Don Sergio stesso per verificare “la fattibilità” del progetto. È nato così il progetto Oculistico a Bamako. Continua a leggere “L’ESPERIENZA IN AFRICA DEL DOTT. GIANLUCA MARTONE – COME NASCE “…A RIVEDER LE STELLE…””

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE PULIZIA CHIESA AIUTO!!!!

PULIZIA CHIESA AIUTO!!!!

CHI PUO’ VENGA A DARCI UNA MANO
SABATO 20 GIUGNO 2020
DALLE ORE 8,00
ANCHE MEZZ’ORA SARA PREZIOSA!!!
VINCENZO (CELL.347 0132848)
PROGRAMMAZIONE: (CHI PUO’ DARE UNA MANO CHIAMI VINCENZO ANCHE TELEFONICAMENTE COSI’ DA PERMETTERGLI DI ORGANIZZARE AL MEGLIO LA PROGRAMMAZIONE FUTURA)
Il riferimento per tutti coloro che il secondo sabato di ogni mese, possono dedicare qualche momento (normalmente dalle ore 8,00 alle ore 10,00) é Vincenzo Millucci ( E-Mail:(vincenzo.millucci@gmail.com – tel. 347 0132848).
Grazie a tutti

LA LITURGIA DI DOMENICA 14 GIUGNO – SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO – Per la sicurezza, nella chiesa sono disponibili n. 79 posti a sedere.


Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del mCorpus Domini

La Liturgia di DOMENICA 14 GIUGNO
SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Bianco

Oggi festeggiamo il sacramento dell’Eucaristia che il Signore ci ha lasciato come segno della sua presenza, della sua realtà corporale, del suo sacrificio sulla croce e della vita eterna di cui ci ha reso partecipi. Gesù ce ne parla in termini di corpo e di cibo. La realtà del dono del Padre alla nostra umanità si esprime, dall’inizio alla fine, sotto forma di corpo. Si tratta dapprima della realtà carnale del corpo fatto di carne e sangue, che soffre e muore sulla croce. È questo corpo ferito che risorge e che Gesù dà da vedere e da toccare agli apostoli. Ma Gesù non si ferma qui. Suo corpo è anche la Chiesa (Col 1,18), corpo mistico di cui Cristo è la testa. Ed è infine questo corpo sacramentale che nutre coloro che lo mangiano: “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo!” (Mt 26,26).
Già i primi cristiani paragonarono il corpo spezzato di Cristo al grano, macinato in farina per diventare pane, dopo essere stato mischiato all’acqua della vita e passato nel fuoco dello Spirito.
Questo pane spirituale, fatto dal grano del campo che è Gesù (Gv 15,1), divenendo, come il vino dell’Eucaristia, nostro cibo, nutre in noi la vita divina, che è vita eterna. E Gesù, ancora una volta, afferma: “Io sono”. Qui dice: “Io sono il pane”. Gesù costituisce il solo nutrimento che possa dare la vita divina. Chi non mangia di questo pane non avrà la vita in lui (Gv 6,53). Ecco perché noi celebriamo oggi la realtà umana e divina del Verbo fatto carne e anche quella del corpo risorto; ed ecco perché ci dà davvero quanto promesso. Attraverso lui, siamo concretamente in comunione con il nostro Dio. Bisogna essere presenti alla sua presenza reale.
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PARROCCHIA SAN MINIATO ALLE SCOTTE – PER ENTRARE IN CHIESA E’ NECESSARIO L’USO DEL GEL POSTO ALL’INGRESSO

Roma, 8 giugno 2020 – I guanti non ci salvano dal Coronavirus. La ‘sentenza’ arriva dall’Organizzazione mondiale della sanità che nella sezione domande-risposte sul proprio sito chiarisce un punto su cui in molti hanno avanzato perplessità. L’Oms lo dice chiaramente: “Indossare guanti in spazi pubblici non sostituisce la necessità per l’igiene delle mani, né offre alcuna misura aggiuntiva di protezione contro il Covid-19 rispetto all’igiene delle mani”. 

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LA LITURGIA DI DOMENICA 7 GIUGNO – SANTISSIMA TRINITA’ – Per la sicurezza, nella chiesa sono disponibili n. 79 posti a sedere.

Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del Corpus Domini


La Liturgia di Domenica 7 Giugno 2020
SANTISSIMA TRINITA’ (ANNO A)


Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Bianco

Spesso ci si immagina un “Dio” lontano, astratto, ridotto quasi a un sistema di idee contorte o semplicissime, ma inesplicabili.
Soprattutto quando ci si accosta alla dottrina della Trinità, si ha l’impressione di essere di fronte a una sciarada beffarda.
E invece, l’essere concretissimo di Dio è comunione che liberamente si effonde. Anzi, ci chiama a varcare la soglia della sua vita intima e beatificante.
Non riusciamo a capire perché Dio si sia interessato di noi: più di quanto, forse, noi ci interessiamo a noi stessi.
Proprio mentre eravamo peccatori, il Padre ha mandato il suo Figlio per offrirci la vita nuova nello Spirito. Liberamente. Per amore. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”.
Cristo non si impone. Non costringe ad accettarlo. Si consegna alla nostra decisione.
È questa la vertigine della vita umana. Possiamo passare accanto al Signore Gesù che muore e risorge, senza degnarlo di uno sguardo nemmeno distratto.
E, tuttavia, non possiamo fare in modo che egli non esista come il Dio fatto uomo che perdona e salva. “Chi non crede è già stato condannato”.
Ma se ci apriamo alla sua dilezione...
Allora Cristo si rivela come colui che ha suscitato in noi tutte le attese più radicali. E colma a dismisura queste attese.
È la redenzione. È la grazia. È lo Spirito che abita in noi e ci conforma al Signore Gesù.
La vita nuova, che ci viene donata, apparirà in tutta la sua gloria oltre il tempo. Inizia qui, ed è la “vita eterna”.
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LA LITURGIA DI DOMENICA 31 GIUGNO – PENTECOSTE – Per la sicurezza, nella chiesa sono disponibili n. 79 posti a sedere. Grazie a tutti i fedeli nll’aiuto prestato per la riapertura della chiesa alle celebrazioni liturgiche del 23 Maggio.

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DO
MINI


La Liturgia di Domenica 31 Maggio 2020
DOMENICA DI PENTECOSTE – MESSA DEL GIORNO (ANNO A)

Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Bianco

Il Signore risorto è ritornato nella Galilea pagana. È qui che egli aveva cominciato ad annunciare la conversione e il Vangelo del Regno (cf. Mt 4,15.17.23). È qui, in questo luogo di frontiera, che egli aveva dato appuntamento ai suoi discepoli, che si erano dispersi quando egli, il pastore, era stato ferito (cf. Mt 28,8-10). È ritornato sui luoghi dell’inizio, per dare loro la pienezza: il Risorto è la luce decisiva che rischiara tutti coloro che camminano nelle tenebre e nell’ombra della morte.
Egli ha convocato i discepoli - in numero di undici - su una montagna, come all’inizio li aveva condotti sulla montagna, quando parlò loro per annunciare la via della felicità del regno dei cieli (cf. Mt 5,1). Dio ha anche convocato il popolo ai piedi del Sinai quando ha voluto fare di lui la sua “ekklesia” (cf. Es 19). Il Risorto è su questa montagna in Galilea, che simboleggia l’incontro tra il cielo e la terra, dichiarandosi, solennemente, come colui che ha ricevuto tutta l’autorità nei cieli e sulla terra (cf. Mt 28,18).
Da questa montagna egli invia i discepoli - e in loro, e con loro, noi tutti che li seguiamo lungo la storia - a convocare la Chiesa per riunirla dai quattro punti cardinali del mondo nel regno; nessuno è escluso dalla parola e dalla partecipazione alla vita della famiglia divina: la comunione del battesimo con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo (cf. Mt 28,19-20).
Oggi noi, come gli undici discepoli sulla montagna, lo adoriamo e riaffermiamo la nostra obbedienza al suo comando missionario. Egli sembra assente ma è in realtà sempre presente tra di noi (cf. Mt 28,20). È per questo che si è fatto uomo nel seno della Vergine Madre: per essere l’Emmanuele, il Dio con noi (cf. Mt 1,23), fino alla fine del mondo.
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Rinnovamento del sussidio dei canti per la liturgia – Integrato il repertorio già in uso. “Presentazione del maestro del Coro, Stefano Chini”

Sono passati ormai 26 anni, da quando è stato proposto dalla Diocesi di Siena, il sussidio dei canti per la liturgia, redatto in seguito al XXII Congresso Eucaristico Nazionale avvenuto a Siena nel 1994.

Durante questo periodo, nella nostra parrocchia, ai canti proposti dal repertorio, sono stati progressivamente aggiunti altri canti raccolti in un ulteriore sussidio. Adesso, è giunto il momento di presentare un nuovo libro dei canti omnicomprensivo ed aggiornato.

La sua realizzazione, vuole fornire a tutta l’assemblea parrocchiale, uno strumento utile ed essenziale affinchè si attui quella tanto sperata “actuosa partecipatio” voluta dal Concilio Vaticano II: “l’attiva partecipazione del popolo…. deve però essere anche esterna: e con questa manifestano la partecipazione interna attraverso i gesti e l’atteggiamento del corpo, le acclamazioni, le risposte e il canto ”.

Successivamente, anche l’istruzione Musicam Sacram, ha ribadito quanto sottolineato dal Concilio in merito all’attiva partecipazione attraverso il canto: “L’azione liturgica riveste una forma più nobile quando è celebrata in canto, con i ministri di ogni grado che svolgono il proprio ufficio, e con la partecipazione del popolo. In questa forma di celebrazione, infatti, la preghiera acquista un’espressione più gioiosa, il mistero della sacra Liturgia e la sua natura gerarchica e comunitaria vengono manifestati più chiaramente, l’unità dei cuori è resa più profonda dall’unità delle voci, gli animi si innalzano più facilmente alle cose celesti per mezzo dello splendore delle cose sacre, e tutta la celebrazione prefigura più chiaramente la liturgia che si svolge nella Gerusalemme celeste”

Anche le parole di Papa Benedetto XVI: “Il Popolo di Dio radunato per la celebrazione canta le lodi di Dio. La Chiesa, nella sua bimillenaria storia, ha creato, e continua a creare, musica e canti che costituiscono un patrimonio di fede e di amore che non deve andare perduto. Davvero, in liturgia non possiamo dire che un canto vale l’altro” (Sacramentum caritatis, n. 42) esprimono in modo sintetico la considerazione che la Chiesa ha sempre riservato al canto liturgico.

Il presupposto principale della scelta dei brani da inserire nel sussidio, guidata da quanto appreso durante i miei studi in Liturgia e Direzione di coro Liturgico, con il fruttuoso supporto di Don Sergio, del nostro Seminarista Alessio e dei nostri chitarristi Marco e Giulia per i canti accompagnati dalle chitarre, è stato quello di scegliere, fra i tanti canti possibili, quelli più appropriati alla liturgia e alla tipologia delle nostre assemblee, mantenendo numerosi canti già conosciuti nella nostra parrocchia ed inserendone nuovi, in modo da realizzare un Repertorio Parrocchiale di canti adatto a tutti e per tutti.

I circa 350 canti presenti, infatti, sono caratterizzati da diversi stili, diversi periodi di composizione e diverse sensibilità musicali. Nella stesura del sussidio abbiamo mantenuto un giusto equilibrio tra ciò che è più classico e ciò che è più moderno, ma senza venir meno all’appropriatezza liturgica, sia delle parole che della melodia dei canti proposti. Infatti, la nostra intenzione è stata quella, non tanto di introdurre l’uso indiscriminato di un qualsiasi canto, ma di permettere ad ognuno di riconoscersi in ciò che celebra ed avere la possibilità di partecipare attivamente ed essere pienamente coinvolto nella celebrazione.  

Uno spazio particolare è stato riservato anche al canto gregoriano, come ci ricorda Musicam Sacram: “Al canto gregoriano, come canto proprio della liturgia romana, si riservi, a parità di condizioni, il primo posto. Le melodie esistenti nelle edizioni tipiche si usino nel modo più opportuno (M.S.50).

Infatti, oltre ai testi dei canti in latino, al termine del repertorio è stata posta un’appendice che riporta in notazione quadrata (note “neumi” poste su uno spartito a 4 righi, tipica del canto gregoriano) alcuni canti gregoriani.

Nello specifico del repertorio, sono stati mantenuti circa il 70% dei canti già conosciuti, a cui sono stati aggiunti nuovi canti con accompagnamento di chitarre (RNS ed altri autori) e di organo, tra cui brani di Mons. A.Parisi, G. Durighello ecc.  

I testi consultati, oltre al vecchio repertorio sono stati: Il Repertorio Nazionale dei Canti per la Liturgia (edito dalla CEI), I canti per la Liturgia (Edizioni Diocesi di Pisa), Amen Maranatha (Patriarcato di Venezia), nella Casa del Padre (Elledici), Edizioni Paoline, Ruggimenti Editore, Ed. Carrara ed altre edizioni relative al canto nella liturgia.

Nella stesura del repertorio sono stati introdotti canti per: l’ordinario della messa, i vari tempi liturgici (Avvento, Natale, Tempo di Quaresima, Domenica delle Palme, Triduo Pasquale e Tempo di Pasqua, Festività Mariane, feste dei Santi, Tempo Ordinario) le Esequie, il Tempo Ordinario, Canti Eucaristici, canti e messe Gregoriane ecc.

Noi tutti speriamo di inaugurare quanto prima il repertorio; una data plausibile potrebbe essere la Festa di Cristo Re, temine dell’attuale Anno Liturgico A, in modo da iniziare il percorso dell’Avvento con il nuovo libro.

Spero che questo nuovo sussidio possa essere utile e completo in modo che il canto e la musica possano esprimere la comunità riunita che canta, favorisca la fusione tra coro guida ed assemblea, dia fervore alla preghiera e come scritto negli Atti degli Apostoli (2,46): “Ogni giorno, tutti insieme frequentavano il tempio, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo”.

dal Maestro del Coro Stefano Chini.

L’AVIS DI SIENA – dona generi alimentari alla Caritas San Miniato – 20 Maggio 2020

Mercoledì 20 maggio, un bellissimo gruppo di giovani della sezione Avis di Siena, ha portato in dono alla Caritas della Parrocchia di San Miniato, molti generi alimentari, per le numerose famiglie, assistite settimanalmente.
Uniti ai volontari Caritas, hanno partecipato alla predisposizione dei pacchi viveri, alla cernita della frutta e verdura e nella giornata di Mercoledì alla consegna dei pacchi.
Grazie alla loro sensibilità, é stato possibile inserire prodotti nuovi e diversificati rispetto alla disponibilità normale, includendo l'igiene personale, sottoli, maionese, olio di oliva e di semi, caffé ed altro, che normalmente non sono considerati come viveri essenziali, ma graditi sempre come valore aggiunto.
Ricordiamo che all'AVIS possono aderire gratuitamente sia coloro che donano volontariamente e anonimamente il proprio sangue e sia coloro che, pur non potendo per motivi di inidoneità fare la donazione, collaborano però gratuitamente a tutte le attività di promozione, proselitismo e organizzazione.
È una Associazione che non ammette alcuna discriminazione ed esclude qualsiasi fine di lucro.
Grazie a questa preziosa ed altre iniziative di sostegno, ogni Mercoledì e Giovedì mattina, con il supporto dei volontari della Misericordia e di alcune contrade, prosegue la consegna dei pacchi viveri, oltre a fruttta e verdura, recuperati presso le "Grondaie".
Grazie quindi all'Avis Club ed alle iniziative locali, quali la spesa sospesa, grazie ai molti amici, simpatizzanti e parrocchiani che ci sostengono in questo difficile momento.
Ogni settimana registriamo un incremento di famiglie in stato di necessità alle quali dobbiamo rispondere "ci siamo".
Un grazie speciale ai numerosi e nuovi volontari della parrocchia che pur con tutte le precauzioni, non hanno mai fatto mancare il loro supporto indispensabile.
Tale supporto oltre che alla distribuzione dei viveri é ora a maggior ragione necessario, per una completa riorganizzazione dei locali parrocchiali, in vista dell'inizio delle opere di ristrutturazione, oltre che per giungere entro l'estate alla riapertura del salone posto sotto la chiesa.

Don Sergio

LA LITURGIA DI DOMENICA 24 MAGGIO – ASCENSIONE DEL SIGNORE – Per la sicurezza, nella chiesa sono disponibili n. 79 posti a sedere.

Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del Corpus Domini

La liturgia di domenica 24 maggio 2020
ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Bianco

“Ci sono molti modi di essere presenti. Se due alberi si trovano l’uno vicino all’altro, sono presenti l’uno all’altro, ma in un senso del tutto esteriore ed imperfetto. Non sanno nulla l’uno dell’altro, non si preoccupano l’uno dell’altro e, nonostante la loro vicinanza, rimangono estranei l’uno all’altro.
La presenza nel vero senso della parola comincia solo nel momento in cui due esseri si conoscono spiritualmente e si mettono l’uno di fronte all’altro consapevolmente. Ciò permette loro di avere interiormente una sorta di immagine l’uno dell’altro, per cui l’altro ha, per così dire, una seconda esistenza in colui con il quale è in rapporto. E se una presenza di questo genere è mantenuta nella maggior parte delle persone che si incontrano, essa può diventare una realtà potente in chi ci conosce e ci ama. L’immagine dell’altro che ognuno porta in sé è, per così dire, carica di realtà. Anche la solitudine può essere piena della presenza dell’altro” (Balthasar).
Gesù risponde alla tristezza dei discepoli, provocata dal suo annuncio che presto se ne sarebbe andato, con la promessa dello Spirito: “È bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore”. Mandando loro il suo Spirito, Gesù sarà presente in loro. Ma la sua presenza non sarà puramente esteriore. Con la discesa dello Spirito, la sua assenza si trasformerà in una forma di presenza più profonda, più reale.
Questa nuova forma della presenza di Gesù nei suoi, tramite lo Spirito, porterà a compimento la sua vittoria definitiva sul mondo.
Nel corso della sua vita terrena, Gesù era stato respinto dagli Ebrei e stava per essere condannato a morte. Lo Spirito rivisiterà questo avvenimento, provando ai discepoli che il peccato è dalla parte del mondo (perché non ha creduto in lui), che la giustizia è dalla parte di Gesù (poiché la sua vita non termina nel sepolcro, ma ritorna al Padre) e che è il principe del mondo ad essere condannato. Testimoniando questa vittoria, lo Spirito Paraclito diventa un antidoto alla tristezza che attanaglia i cuori dei discepoli nel momento in cui Gesù se ne sta andando e, nello stesso tempo, alla persecuzione che si scatenerà contro di loro.
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