{"id":3674,"date":"2018-12-13T18:14:08","date_gmt":"2018-12-13T18:14:08","guid":{"rendered":"http:\/\/parrocchiasanminiato.com\/?p=3674"},"modified":"2019-01-14T19:54:04","modified_gmt":"2019-01-14T19:54:04","slug":"antologia-di-testi-natalizi-di-mariarosa-tabellini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/parrocchiasanminiato.com\/?p=3674","title":{"rendered":"Antologia di testi Natalizi di Mariarosa Tabellini"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/wordpress.com\/comment\/parrocchiasanminiato.com\/74\">13\/12\/2018<\/a><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">IL NATALE DICEVA PABLO\u2026<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Giorgio Caproni<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-audio AUDIO NATALE\"><audio src=\"https:\/\/parrocchiasanminiato.com\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/In-notte-placida.mp3\" preload=\"auto\" controls=\"controls\"><\/audio><\/figure>\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\"><strong>PICCOLA ANTOLOGIA DI TESTI PER IL NATALE 2018<\/strong>. <em>Quarta parte.<\/em><br \/>Cadeva di quando in quando una zolla di neve dagli alberi (forse un superstite riccio di castagna, appesantito dalla neve), e mentre quel soffice e leggero tonfo rendeva ancor pi\u00f9 augusto, sotto una luna fredda come una moneta d\u2019argento, il silenzio della notte, Pablo, in quella lontana notte del \u201943 (o del \u201944: \u00e8 difficile, ahim\u00e9, ricordare con esattezza quegli anni), Pablo era l\u2019unico ad aver voglia di parlare.<br \/><strong>\u2013 Di tutte le feste dell\u2019anno<\/strong> \u2013 diceva,<strong> il Natale \u00e8\u2026<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><!--more--><br \/>Senonch\u00e9 nessuno stava ad ascoltare le sue parole. Stavano tutti e quattro a sentire quei morbidi tonfi (ogni zolla cadeva, come una molle eco, in corrispondenza d\u2019un lontano ovattato boato di mortaio), e se tutti e quattro avevano piacere che Pablo continuasse a parlare, era soltanto per veder la nuvola di vapore che, nell\u2019albore lunare, usciva dalla sua bocca: era soltanto per vedere (giacch\u00e9 non lo potevano sentire, mentre le loro dita gelavano reggendo lo \u201csten\u201d) un poco d\u2019umano tepore.<br \/>\u2013 <strong>Il Natale,<\/strong> \u2013 diceva\u2026<br \/>Ma il Natale non era sotto quegli alberi vetrificati di gelo e di luna. Non era nemmeno gi\u00f9 a valle, dove una Trebbia ridotta in enormi lastroni di ghiaccio, color bottiglia sotto la luna, non scorreva pi\u00f9 accanto al paese che teneva spenti tutti i suoi lumi, e nemmeno era in citt\u00e0: non era pi\u00f9 in nessuna parte della terra, forse, o almeno non era pi\u00f9 in nessuna parte della terra dov\u2019erano entrati \u00abloro\u00bb, quelli che allora si chiamavano i tedeschi, anche se non era giusto chiamarli cos\u00ec, non essendo vero che tutti i tedeschi fossero \u00abloro\u00bb.<br \/>I mortai battevano remoti e velati (erano \u00abloro\u00bb che stavano ritirandosi, e seminando a caso la morte), e quasi ad ogni colpo, forse mentre qualcuno (un bambino, una ragazza, una madre) moriva per via di quel colpo sotto le macerie di un muro, di nuovo una zolla di neve si staccava dagli alberi, e cadeva soffice proprio mentre Pablo continuava a parlare, e qualcuno moriva.<br \/>\u2013<strong> Il Natale,<\/strong> \u2013 diceva Pablo\u2026<br \/>Sotto, a fondo valle, brillava di ghiaccio e di luna il paese, con tutti i suoi lumi spenti, e se ne vedeva, velato anch\u2019esso di ghiaccio e di luna, il campanile. Ma mentre le campane tacevano, e nemmeno un lume era acceso, Pablo perch\u00e9 continuava a parlare (in quella notte fra il 24 e il 25 dicembre) del Natale che ormai non esisteva pi\u00f9 nemmeno l\u00ec, a pochi chilometri, nel paese?<br \/>\u2013 <strong>Il Natale,<\/strong> \u2013 diceva Pablo\u2026<br \/>Ma ora Athos non lo ascoltava pi\u00f9: non guardava pi\u00f9, nemmeno, la nuvola di vapore tepido che usciva dalla sua bocca, e s\u2019era messo a pensare al viso di Lumarzo, al viso di Pantera, di Sardegna, che la sera prima, con quei nomi finti (nemmeno i nomi potevano pi\u00f9 essere veri), avevano visto morti proprio l\u00ec gi\u00f9, in paese, con sotto gli occhi lividi dei calcagni di \u00abloro\u00bb (di quelli che allora si chiamavano \u00abi tedeschi\u00bb), i quali dopo averli uccisi avevano spaccato le ossa di quei visi montandoci sopra coi loro calcagni ferrati.<br \/>\u2013 <strong>Il Natale<\/strong>, \u2013 diceva Pablo\u2026<br \/><strong><em>Ma il Natale, pensava ora Athos, che altro mai era il Natale, se non il nome vero di quei compagni morti, e morti proprio anche perch\u00e9 il loro nome, appunto come il Natale, ridiventasse vero sulla terra?<\/em><\/strong><br \/>Continuavano a cadere soffici, le zolle di neve agli echi remoti dei mortai, e chi pu\u00f2 pi\u00f9 ricordare, ora, se quella era una notte del \u201943, o del \u201944? Era una notte, questo \u00e8 certo: una notte dell\u2019anno e dell\u2019uomo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora un Natale di guerra in questo racconto di Giorgio Caproni, che riporta il ricordo drammatico e insieme malinconico di una notte di Natale vissuta durante la Resistenza, tra la neve delle montagne in Val Trebbia.<\/p>\n\n<p class=\"has-text-color has-bright-red-color wp-block-paragraph\"><strong>mariarosa tabellini<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"has-text-color has-bright-blue-color wp-block-paragraph\"><br \/>***<br \/>NOTA. Il testo fa parte della sezione dei \u201cRacconti partigiani\u201d, tutti ambientati in Alta Valle Trebbia, dove Caproni fece il maestro elementare nei primi anni di insegnamento e dove pass\u00f2 poi sempre l\u2019estate (e dove volle essere sepolto). Sono storie di sofferenza, di sangue, di gelo e di solitudine, talvolta di speranza, che si inseriscono nel filone della letteratura ispirata alla storia della Resistenza, rivissuta nel ricordo tragico ma ancora caldo di affetti. Anche in questi racconti in apparenza marginali, risaltano le qualit\u00e0 tipiche della poesia di Caproni: l\u2019esattezza delle parole, la ricerca di un ritmo che viene dal di dentro ed \u00e8 capace di toccare il lettore nell\u2019intimo.<br \/>MRT<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>13\/12\/2018 IL NATALE DICEVA PABLO\u2026 di Giorgio Caproni PICCOLA ANTOLOGIA DI TESTI PER IL NATALE 2018. 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