{"id":3889,"date":"2018-12-23T11:38:44","date_gmt":"2018-12-23T11:38:44","guid":{"rendered":"http:\/\/parrocchiasanminiato.com\/?p=3889"},"modified":"2019-02-03T21:50:51","modified_gmt":"2019-02-03T21:50:51","slug":"gianriccardo-piccoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/parrocchiasanminiato.com\/?p=3889","title":{"rendered":"Gianriccardo Piccoli &#8211; Autore dei pannelli laterali all&#8217;Abside &#8220;elaborano il tema del Corpus Domini nella circolarit\u00e0 della Carne che si fa pane e il pane che \u00e8 Ges\u00f9 si fa carne&#8221;"},"content":{"rendered":"<strong>Parrocchia di San Miniato alle Scotte (Siena) \u2013 Chiesa del Corpus Domini<\/strong>\n<pre><strong><span style=\"color:#ff0000;\">Pannelli laterali all\u2019Abside, di Gianriccardo Piccoli<\/span><\/strong><\/pre>\n<p style=\"text-align:justify;\"><em><span style=\"color:#000000;\">Nella chiesa del Corpus Domini in San Miniato alle Scotte, le opere poste ai lati dell\u2019Abside, elaborano il tema del Corpus Domini nella circolarit\u00e0 della Carne che si fa pane e il pane che \u00e8 Ges\u00f9 si fa carne.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><em><span style=\"color:#000000;\">Sono immagini speculari nella ripetizione dei rossi che a destra e sinistra evidenziano il tema della Eucaristia.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><em><span style=\"color:#000000;\">A sinistra &#8211; Il Tabernacolo, presenza verso il mondo di Ges\u00f9, Dio, il Padre suo prende \u201cVolto\u201d nei volti delle donne e degli uomini che incontra, (raffigurati in alto nell\u2019opera).<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><em><span style=\"color:#000000;\">A destra \u2013 <\/span>Centrale \u00e9 la figura protagonista, Ges\u00f9, che ci appare venendoci incontro a braccia aperte, sta a noi scoprirla.<span style=\"color:#000000;\"> I Santi: San Miniato la corona, Santa Chiara l\u2019ostensorio, Santa Caterina i gigli, San Francesco le stigmate, San Michele la bilancia, raffigurati in alto nell\u2019opera.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><em><span style=\"color:#000000;\">Il tutto \u00e8 governato da una proposta di spazio e di colore che la garza ricopre come un santo velario.<\/span><\/em><\/p>\n<strong><span style=\"color:#ff0000;\">Chi \u00e9 Gianriccardo Piccoli<\/span><\/strong>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Gianriccardo Piccoli<\/strong> \u00e8 nato a Milano nel 1941. Si \u00e8 diplomato all\u2019Accademia di Brera \u2013 sotto la guida di Pompeo Borra \u2013 nel 1964 (anno in cui inizia a risiedere a Sarnico, sulla sponda bergamasca del lago d\u2019Iseo).<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>1963\u20131970<\/strong> La prima mostra personale, di soli disegni, si inserisce nel clima della \u2018figurazione esistenziale\u2019 (1963, Milano, Galleria Celiberti). Nell\u2019esposizione alla Permanente di Milano, del 1966, interpreta in modo originale la pittura informale lombarda ponendo al centro delle proprie riflessioni l\u2019oggetto, che: <em>\u201cper quanto venisse dissolto e lacerato, non abbandonava mai la sua presenza, non si accontentava di lasciar l\u2019ombra o la traccia, ma rimaneva come un cuore a battere dentro il quadro; ed \u00e8 rimasto poi come qualcosa d\u2019inalienabile, un\u2019assunzione preliminare, quasi il pegno della realt\u00e0\u201d<\/em> (Roberto Tassi, 1974).<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>1970-1980<\/strong> Nel corso degli anni \u201970 approfondisce l\u2019indagine degli oggetti del quotidiano e del paesaggio, temi e soggetti ricorrenti nella sua produzione futura (risultano importanti, in questo momento, le esposizioni a San Secondo Parmense \u2013 1974; alla Galleria Mosaico di Chiasso \u2013 1976; e alla Galleria Correggio di Parma \u2013 1976).<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>1980-1990<\/strong> Nel decennio successivo si registra il riconoscimento pubblico del suo lavoro, attraverso il premio Feltrinelli nel 1984, la personale al Teatro Sociale di Bergamo e la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1986; oltre a una mostra negli spazi pubblici di Wiesbaden nel 1988 (Brunnenkolonnaden am Kurhaus); e le due antologiche del \u201990: a Tenero (in Svizzera, presso la Galleria Matasci) e a Monza (Musei Civici al Serrone di Villa Reale).<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Nell\u2019esposizione di Bergamo, sono esposte opere di ampie dimensioni, caratterizzate da un \u2018fare grande\u2019 che conferisce al lavoro una nuova dimensione epica e visionaria, insieme. La vasta antologica di Tenero (dove sono raccolte opere che si scalano dal 1964 al 1990) svela, nel lavoro pi\u00f9 recente, il volto drammatico della sua produzione, nella serie nera e bituminosa liberamente ispirata a Arnold B\u00f6cklin. Nell\u2019esposizione di Villa Reale a Monza le opere si dilatano ulteriormente, dialogando con gli ambienti storici del palazzo; si schiarisce la tavolozza e progrediscono le sperimentazioni di nuovi materiali: garza, carta e collage (il monumentale <em>Trittico del centro<\/em>, perno dell\u2019esposizione, sar\u00e0 successivamente collocato nella sede storica della UBI Bergamo).<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Il disegno indipendente \u00e8 una presenza costante del suo lavoro, come emerge dall\u2019esposizione curata da Mario De Micheli per la Galleria delle Ore a Milano (1983) e dall\u2019ampia selezione raccolta in volume da Stefano Crespi (1962-1987).<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Il nuovo corso della sua stagione espressiva \u00e8 influenzato dal viaggio negli Stati Uniti (1984) e dalla riflessione su alcuni episodi del passato, che comprende la tradizione seicentesca lombarda e l\u2019immaginario di B\u00f6cklin: queste indagini sono testimoniate da un folto gruppo di disegni, destinati a giocare un ruolo centrale nelle opere degli anni novanta.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>1990-2000<\/strong> Nella personale di Basilea del \u201991, organizzata dalla Galleria Carzaniga + Ueker (che sar\u00e0 l\u2019occasione per inaugurare un duraturo rapporto di amicizia con Arnaldo Carzaniga), \u00e8 avviato un nuovo corso di sperimentazione tecnica, di ricerca sui materiali (con l\u2019abbondante uso delle garze e degli acetati) e di studio sulla luce. Piccoli realizza dipinti di grande formato sovrapponendo sulla tela garze e acetati, utilizzando colori industriali, oltre ai pi\u00f9 tradizionali olio e tempera, dando vita a immagini di grande impatto visivo, ma anche di imprevedibile leggerezza.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Espone in personali a Parma (1993, Galleria Sanseverina), a Milano (1994, Studio Reggiani), a D\u00fcsseldorf (citt\u00e0 dove si trasferisce nel 1995, in occasione della mostra alla Galerie Winkelmann).<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Nel corso degli anni novanta si intensifica l\u2019indagine sulla luce, lucidamente avvertita dall\u2019autore: \u201c<em>La luce \u00e8 sempre stata un elemento portante del mio lavoro: dalla naturale trasparenza dei pastelli d\u2019interni, alla radiografica diversificazione degli spessori materici dei dittici. Essa ha diretto la pittura fino alla orchestrazione esclusiva delle ultime tele; \u00e8 un ripensamento luministico in senso classico come assoluto valore di immaterialit\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Nella chiesa di Sant\u2019Agostino a Bergamo sono esposte, nel 1995, le 14 tele e garze dedicate alle stazioni della Via Crucis (in un allestimento curato da Mario Botta). Due anni dopo nella citt\u00e0 di Bologna sono organizzate, in contemporanea, due esposizioni monografiche: la prima dedicata alle Porte (Galleria Otto), la seconda alle carte e alle incisioni (Stamparte). Nelle due mostre bolognesi si intrecciano temi e contenuti che procedono da una riflessione sui materiali di recupero (rappresentati dai \u201cserramenti della memoria\u201d), fino a includere i soggetti dei Bersagli, che riecheggiano la vicina tragedia dei Balcani.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">L\u2019esperienza maturata nel ciclo delle Porte \u00e8 condivisa con i pazienti della Fondazione Emilia Bosis di Bergamo (istituzione votata alla cura di patologie legate alle malattie mentali), tramite un\u2019intensa attivit\u00e0 di laboratorio. Il risultato di questa collaborazione \u00e8 esposto al Teatro Sociale di Bergamo nel 1997. Due anni dopo diventa materia di una mostra allestita nella chiesa di Santo Stefano a Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>2000-2010<\/strong> In occasione del Giubileo del 2000 la Diocesi di Bergamo gli commissiona un\u2019opera monumentale, esibita nel corso di quell\u2019anno in Sant\u2019Alessandro in Cattedrale.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">A partire dal 2003 sono varati nuovi materiali, cera vergine, filo di ferro, rame, inseriti in orchestrazioni pittoriche che riassumono i temi di una vita: \u201c<em>Tento di ricomporre il tutto in una fragile trama di luce, impregnando la garza con una cera naturale e lasciando aperte alcune parti della tela perch\u00e9 affiorino i ricordi\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Nel corso del 2007 la Galleria dello Scudo di Verona organizza una personale sulle sue opere recenti (2001-2007) e il Museo Adriano Bernareggi di Bergamo lo invita a inaugurare un nuovo spazio dedicato all\u2019arte contemporanea (ex oratorio di San Lupo). Nell\u2019occasione l\u2019artista, confrontandosi con il testo biblico di Qoelet, realizza un\u2019opera site specific (Vanitas Vanitatum).<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Nell\u2019estate del 2009 Villa Panza a Varese allestisce un\u2019ampia personale, intitolata <em>Stanze per Villa Panza<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Nel quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio la chiesa dei Santi Bartolomeo e Alessandro a Roma ospita la mostra <em>Gianriccardo Piccoli. 1610 Roma 2010. Omaggio a Caravaggio<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">2010-2016<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Nel 2011 Electa pubblica un volume monografico che raccoglie il suo intero percorso artistico.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Negli ultimi anni si \u00e8 confrontato, in maniera pi\u00f9 sistematica, con gli antichi maestri. In questa traiettoria si inseriscono le mostre: <em>Il tempo ritrovato<\/em> (Palazzo del Credito Bergamasco, 2012) e <em>L\u2019ultimo studio. Meditazioni su Lotto<\/em> (Museo Antico Tesoro della Santa Casa a Loreto e Palazzo della Ragione a Bergamo, 2015). Anche i temi di soggetto sacro sono al centro dei suoi interessi pi\u00f9 recenti, documentati dalla commissione della chiesa di Portoviejo in Ecuador (intitolata <em>Pentecost\u00e9s<\/em>, 2011). In questa linea va menzionata anche la personale <em>Ex-voto<\/em> (M.A.C.S., Romano di Lombardia, 2017) e, soprattutto, le opere incluse nella nuova chiesa di Cavernago, consacrata nel 2018 (Via Crucis, Pala d\u2019altare, Tabernacolo e Battistero).<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Nel 2013 la Galleria Forni di Bologna gli ha dedicato una personale: <em>Inside. Tracce da un filo<\/em>. L\u2019ultima di una numerosa serie di mostre presso la Galerie Carzaniga a Basilea ha avuto come soggetto il libro di Erasmo da Rotterdam<em> Elogio della follia<\/em> (2016).<\/p>\n<!-- \/wp:post-content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parrocchia di San Miniato alle Scotte (Siena) \u2013 Chiesa del Corpus Domini Pannelli laterali all\u2019Abside, di Gianriccardo Piccoli Nella chiesa del Corpus Domini in San Miniato alle Scotte, le opere poste ai lati dell\u2019Abside, elaborano il tema del Corpus Domini nella circolarit\u00e0 della Carne che si fa pane e il pane che \u00e8 Ges\u00f9 si 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