{"id":5978,"date":"2020-06-13T12:56:00","date_gmt":"2020-06-13T12:56:00","guid":{"rendered":"http:\/\/parrocchiasanminiato.com\/?p=5978"},"modified":"2020-06-13T09:30:59","modified_gmt":"2020-06-13T09:30:59","slug":"lesperienza-in-africa-del-dott-gianluca-martone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/parrocchiasanminiato.com\/?p=5978","title":{"rendered":"L\u2019ESPERIENZA IN AFRICA DEL DOTT. GIANLUCA MARTONE \u2013 COME NASCE \u201c\u2026A RIVEDER LE STELLE\u2026\u201d"},"content":{"rendered":"<div class=\"container-fluid\">\n<div class=\"navbar-header\"><a class=\"navbar-brand\" href=\"https:\/\/www.thea.it\/\">&nbsp;<\/a><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"container-fluid\">\n<div id=\"navbar\" class=\"collapse navbar-collapse\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"content-wrapper\" class=\"news\">\n<div class=\"banner\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.thea.it\/media\/1461\/img_5fe8d050c4d6-1.jpeg?w=780&#038;ssl=1\"><\/div>\n<div class=\"container\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul class=\"breadcrumb\">\n<li class=\"active\">#7 OCULISTI CHE MISSIONE &#8211; Dr MARTONE<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div class=\"container\">\n<p><span class=\"date pull-right\">07 febbraio 2020<\/span><\/p>\n<h1>OCULISTI CHE MISSIONE &#8211; Dr. MARTONE<\/h1>\n<\/div>\n<div class=\"umb-grid\">\n<div class=\"grid-section\">\n<div>\n<div class=\"container\">\n<div class=\"row clearfix\">\n<div class=\"col-md-12 column\">\n<div>\n<p style=\"text-align:justify;\">Il Dr. Gianluca Martone, specialista in oftalmologia, dirigente medico dell\u2019ospedale Misericordia di Grosseto ci racconta la sua esperienza in missione per la rubrica Oculisti che Missione!<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata la sua esperienza in Africa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">In realt\u00e0 \u201cla mia esperienza\u201d \u00e8 nata casualmente durante un intervento chirurgico che stavo effettuando in anestesia locale a un sacerdote, Don Sergio, con il quale ho un rapporto carissimo e che mi ha visto crescere sin da piccolo. Proprio durante l\u2019intervento condividevo le mie esperienze e missioni che avevo effettuato in Africa e raccontavo come queste fossero molto gratificanti e stimolanti sia dal punto di vista professionale che umano. Ma soprattutto mi e gli domandavo se queste \u201cgoccioline nell\u2019oceano\u201d fossero veramente utili considerando la durata limitata delle missioni. E soprattutto gli confidavo a malincuore come spesso l\u2019arrivederci che diciamo sempre a fine missione sia in qualche modo una delusione e un fallimento della missione stessa, in quanto tutti consapevoli che fino alla successiva non ci sar\u00e0 nessuno che si prender\u00e0 cura di loro. Ricordo allora che lo stesso Don Sergio, forse al controllo postoperatorio, mi disse di aver probabilmente trovato la possibilit\u00e0 di creare un progetto diverso e pi\u00f9 duraturo, soprattutto con lo scopo di fare tutoraggio e formazione al personale locale. In poco tempo nasce una Onlus denominata <strong>\u201c&#8230;a riveder le stelle \u2013 Onlus per l\u2019Africa\u201d<\/strong>, con il suo statuto e soprattutto con un gruppo di volontari che vorrei ringraziare per il supporto e l\u2019aiuto che quotidianamente riescono a dare. Nel 2016, ci rechiamo un weekend a Bamako, un vero e proprio blitz, insieme al mio collaboratore ortottista Francesco Gronchi e Don Sergio stesso per verificare \u201cla fattibilit\u00e0\u201d del progetto. \u00c8 nato cos\u00ec il progetto Oculistico a Bamako.<!--more--><\/p>\n<p><strong>Che cosa l\u2019ha particolarmente colpita del paese?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">In realt\u00e0 i Paesi e soprattutto le capitali africane sono molto simili fra di loro. \u00c8 abbastanza comune avvertire sempre un senso di confusione, povert\u00e0 e arretratezza, soprattutto quando si passa dai quartieri pi\u00f9 \u201cricchi\u201d a quelli pi\u00f9 poveri. Anche Bamako \u00e8 caotica, invasa dai motorini e con le strade affollate di gente, piene di vita e colori. Quello che per\u00f2 mi ha colpito di Bamako sono indubbiamente due cose: il bellissimo panorama e colore del fiume Niger all\u2019alba e la sensazione di un paese dove si respira una certa cultura e un\u2019importante storia passata.<\/p>\n<p><strong><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.thea.it\/media\/1468\/img_2808.jpg?resize=780%2C585&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"780\" height=\"585\"><\/strong><\/p>\n<p><strong>Come vivono gli abitanti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Le persone hanno poco di che vestirsi e ognuno cerca di vendere i pochi prodotti della terra per procurarsi il cibo per la giornata. Ma soprattutto la problematica pi\u00f9 grossa \u00e8 quella dell\u2019acqua. A tal proposito ricordo come una sera siamo andati in un villaggio poco distante da Bamako dove la Onlus ha donato un pozzo e tutti gli abitanti ci hanno accolto in modo commovente. Il capo villaggio ci ha spiegato come da quando sia arrivata l\u2019acqua nel villaggio, la vita fosse completamente cambiata in meglio per tutti gli abitanti. Vederli gioire e ripeterci tante volte \u201cGrazie\u201d e la consapevolezza di aver fatto qualcosa di buono per questa gente che ha cos\u00ec poco, \u00e8 stato veramente emozionante. Comunque ci\u00f2 che stupisce sempre \u00e8 la dignit\u00e0 di queste persone ed i bambini che seppur nella loro povert\u00e0 sono sempre pronti a regalarti un sorriso.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.thea.it\/media\/1475\/2020-02-07_08h34_54.png?w=780&#038;ssl=1\" alt=\"\"><\/p>\n<p><strong>Quali sono le principali problematiche?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Per spiegare le problematiche e le situazioni che abbiamo di fronte quando andiamo in Africa non basta un trattato. Per introdurre quello che riguarda la mia attivit\u00e0 lavorativa, \u00e8 facilmente comprensibile come l\u2019assistenza sanitaria in questi Paesi sia modestissima e per moltissime persone una pura utopia. A ci\u00f2 si aggiungono mancanza di beni alimentari e possibilit\u00e0 di nutrizione.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">E quindi in questi Paesi dove vivere in condizioni decorose \u00e8 gi\u00e0 complicato, farlo in condizioni di cecit\u00e0 diventa un dramma non solo per i diretti interessati, ma anche per le persone vicine determinando una serie di effetti a catena, come per esempio l\u2019incapacit\u00e0 a sostenere la famiglia quando l\u2019interessato \u00e8 in et\u00e0 lavorativa o la necessit\u00e0 che i familiari si prendano cura della persona non pi\u00f9 autonoma. La povert\u00e0, la mancanza di sanit\u00e0 pubblica e le distanze spesso proibitive fanno s\u00ec che il destino \u00e8 quello di rimanere ciechi finch\u00e9 non giunge sul posto una qualche missione umanitaria.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.thea.it\/media\/1474\/2020-02-07_08h34_12.png?w=780&#038;ssl=1\" alt=\"\"><\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 stata la difficolt\u00e0 maggiore durante la missione umanitaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Per quanto mi riguarda, una delle difficolt\u00e0 maggiori \u00e8 stata la lingua in quanto il Mali \u00e8 francofono e io non parlo una parola di francese. Ma per fortuna con l\u2019aiuto di una carissima amica che di professione fa la guida turistica a Siena e che \u00e8 venuta con noi a Bamako, abbiamo superato queste difficolt\u00e0 linguistiche. Anzi immaginatevi la scena quando nei primi interventi la mia amica, per la prima volta in sala operatoria, era costretta a una tripla traduzione bambar\u00e0-francese-italiano e viceversa di termini oculistici per lei sconosciuti.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.thea.it\/media\/1484\/sala-op.jpg?resize=321%2C652&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"321\" height=\"652\"><\/p>\n<p><strong>Quali i maggiori problemi incontrati dal punto di vista tecnologico, operativo e ambientale? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">La prima missione in Mali \u00e8 stata particolarmente impegnativa in quanto aveva come obiettivo l\u2019allestimento di un ambulatorio oculistico e di una sala operatoria da utilizzare per la chirurgia oculare presso l\u2019Hopital de Gavardo di Bamako. I primi due giorni di lavoro a ritmi serrati sono stati dedicati a inventariare, sistemare, predisporre e organizzare tutti gli strumenti ed i materiali (alcuni gi\u00e0 presenti in Mali in quanto spediti nelle settimane precedenti, altri trasportati direttamente da noi) con l\u2019obiettivo di preparare gli ambienti per svolgere attivit\u00e0 clinica e chirurgica. Dopo circa due giorni sono iniziate sia le visite, e non vi dico l\u2019enorme affluenza dei pazienti, sia i primi interventi chirurgici.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.thea.it\/media\/1473\/2020-02-07_08h30_53.png?resize=578%2C436&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"436\"><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Come tutte le missioni in Africa, all\u2019inizio si fa fatica ad organizzare la risposta ad una tale mole di visite e lavorare in questi contesti obbliga ad una notevole duttilit\u00e0 ed elasticit\u00e0. Non \u00e8 facile passare dalle atmosfere dei nostri ambulatori italiani a questo mondo dove la percezione della malattia, della sofferenza e della povert\u00e0 ti aggredisce e non ti d\u00e0 tempo di pensare. Un aspetto sicuramente positivo \u00e8 che le persone appaiono molto pazienti, aspettano anche un\u2019intera giornata per essere visitate o operate e accettano le cattive notizie senza fare una piega. Comunque la prima operazione di cataratta a Bamako con facoemulsificatore \u00e8 stata un\u2019emozione, anche per me. Tutto funzionava\u2026 dopo due anni di preparazione. In tutta la missione poi sono state svolte numerosissime visite e interventi chirurgici della cataratta e delle palpebre.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Quali le cose sulle quali bisogna ancora, e con maggiore urgenza, intervenire?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Tante sono ancora le cose da fare, soprattutto per rendere il progetto duraturo e continuativo. E\u2019 necessario garantire la fornitura continua di beni strumentali per consentire a personale specializzato di lavorare a buoni livelli, allestire altri ambulatori e sale operatorie oculistiche, anche in periferia a distanza dalla capitale Bamako. Inoltre \u00e8 importantissimo coinvolgere ulteriore personale medico e sanitario sia per il reclutamento e selezione dei pazienti e dei casi clinici, chirurgici e non, pi\u00f9 complicati da sottoporre poi alla valutazione dei volontari durante le prossime missioni, sia per una pi\u00f9 corretta gestione postoperatoria dei pazienti che sono comunque stati sottoposti a una chirurgia \u201ccomplicata\u201d.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.thea.it\/media\/1478\/2020-02-07_09h48_03.png?w=780&#038;ssl=1\" alt=\"\"><\/p>\n<p><strong>Quante missioni ha compiuto? C\u2019erano altri colleghi con lei?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Ho partecipato ad una decina di missioni in Kenya, nella Repubblica Democratica del Congo e infine in Mali. In questi missioni ho avuto la fortuna di conoscere e lavorare con colleghi preparatissimi e personale sanitario molto motivato. Spesso sono andato con mia moglie, la Dott.ssa Patrizia Pichierri anche lei oculista, e con alcune ferriste \u201cstoriche\u201d come Chimena e Mary che mi hanno visto \u201cnascere e crescere\u201d come chirurgo in Italia.<\/p>\n<p><strong>Cosa pensano di voi i medici locali? Ha trovato dei talenti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">In Mali le attivit\u00e0 cliniche e di chirurgia si sono svolte sempre in affiancamento e collaborazione con il personale locale. Sono riuscito a fare tutoraggio chirurgico ad un collega oculista del Mali il quale si \u00e8 dimostrato molto entusiasta, motivato e volenteroso di imparare la tecnica \u201cmoderna\u201d mini-invasiva della chirurgia della cataratta ed \u00e8 riuscito a portare a termine da solo diversi interventi di facoemulsificazione. Ricordo a proposito un episodio di un intervento che ha avuto una complicazione intraoperatoria (una fuga della rexi importante ed improvvisa) per la quale la facoemulsificazione \u00e8 stata convertita in ECCE in modo perfetto e rapidissimo dal mio collega, molto pi\u00f9 abituato di me ad eseguire questa tecnica. Questo episodio mi ha fatto capire, se ce ne fosse stato bisogno, che tutti noi abbiamo sempre da imparare dai nostri colleghi per crescere professionalmente.<\/p>\n<p><strong><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.thea.it\/media\/1476\/2020-02-07_08h35_30.png?resize=490%2C368&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"490\" height=\"368\"><\/strong><\/p>\n<p><strong>Ha un aneddoto da raccontarmi che le \u00e8 rimasto particolarmente impresso?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Di episodi da raccontare ce ne sono moltissimi. Rimango sempre colpito quando andiamo nei villaggi e veniamo accolti da centinaia di persone che arrivano anche da villaggi lontani. Inoltre mi stupisce come ancora nel 2020 i bambini che vedono per la prima volta l\u2019uomo \u201cbianco\u201d siano all\u2019inizio timorosi e diffidenti.&nbsp;Un episodio che vorrei raccontare, anche perch\u00e9 sia di insegnamento a noi ed a i nostri pazienti, \u00e8 quando siamo andati un giorno al dispensario di un villaggio vicino a Bogouni, al confine con il Bourkina Faso, a circa 100 km da Bamako. Qui grazie all\u2019aiuto dell\u2019autorit\u00e0 locali insieme alla collaborazione di un medico oculista locale \u00e8 stata organizzata una giornata di ambulatorio oculistico con i pochi mezzi a disposizione. In un giorno sono state effettuate pi\u00f9 di 200 visite ma purtroppo non \u00e8 stato possibile visitare molti altri pazienti in attesa. Pazienti che avevano percorso anche molti km a piedi semplicemente per essere visitati 5 minuti da noi. Quando \u00e8 stato detto loro che non potevamo materialmente fare altre visite per mancanza di tempo, \u00e8 stata impressionante la loro reazione fatta di straordinaria dignit\u00e0, silenziosa compostezza e rispetto nei nostri confronti.<\/p>\n<p><strong>Come riesce a conciliare la professione, la vita privata e la sua attivit\u00e0 di volontariato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">In realt\u00e0 non \u00e8 assolutamente facile perch\u00e9 ogni minuto dedicato alla missione, anche in Italia nel periodo della preparazione, \u00e8 tempo che togli a te stesso, alla tua famiglia e al tuo lavoro. Mi ritengo fortunato perch\u00e9 ho un primario che mi sostiene in questa mia attivit\u00e0 e mi permette di riservarmi periodi di ferie dall\u2019ospedale per andare in Africa. \u00c8 chiaro che ogni missione determina uno svantaggio per la propria attivit\u00e0 in Italia ma ormai anche i miei pazienti italiani sono abituati alle mie assenze temporanee. La difficolt\u00e0 pi\u00f9 grosse sono quelle familiari poich\u00e9 spesso vado con mia moglie, anche lei oculista, per cui lasciamo soli i nostri figli. Sono comunque sicuro che quando saranno grandi capiranno le cause dei nostri viaggi e saranno orgogliosi dei loro genitori.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.thea.it\/media\/1472\/6ab8ceef-33b8-46ed-91a2-61a3e7270a81.jpg?resize=780%2C439&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"780\" height=\"439\"><\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><strong>Oltre al valore umano, cosa le ha insegnato dal punto di vista medico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Dal punto di vista professionale una missione in Africa \u00e8 senza dubbio un\u2019esperienza molto formativa. La nostra attivit\u00e0 prevalente \u00e8 chirurgica, facciamo soprattutto interventi di cataratta, che rappresenta in Africa una patologia oculare che d\u00e0 spesso cecit\u00e0. Molti casi operatori sono difficili. Si tratta spesso di cataratte con il grading pi\u00f9 alto a cui devi far fronte con le tue conoscenze e capacit\u00e0 chirurgiche sapendo che puoi sfruttare solo i mezzi a disposizione. Ciascun caso chirurgico \u00e8 spesso una sfida, direi anche molto stimolante. Inoltre impari a ragionare e lavorare in modo completamente diverso rispetto alla tua routine quotidiana quando, come chirurgo, sei abituato a una situazione di sala operatoria italiana dove la tecnologia impera, le apparecchiature diagnostiche e terapeutiche sono aggiornatissime, il materiale \u00e8 sempre di pi\u00f9 usa e getta, sempre nuovo, rigorosamente sterile e non riutilizzabile.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.thea.it\/media\/1477\/2020-02-07_09h15_44.png?w=780&#038;ssl=1\" alt=\"\"><\/p>\n<p><strong>Se avesse la possibilit\u00e0 di esprimere un desiderio per poterli aiutare ancora di pi\u00f9, cosa chiederebbe?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Ci sarebbero tante cose da fare e migliorare. Le priorit\u00e0 sono sicuramente quelle di formare il personale sanitario locale mediante l\u2019addestramento in loco promuovendo la sostenibilit\u00e0 e l\u2019autogestione delle strutture realizzate e l\u2019autonomia professionale. Inoltre mi piacerebbe organizzare nei dispensari, nelle scuole, nei villaggi periferici, progetti di screening dei deficit visivi soprattutto nei bambini in et\u00e0 pre- e scolare, utilizzando anche il personale scolastico locale ben addestrato.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 cambiata la sua visione dopo l\u2019esperienza in missione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">\u00c8 facile affermare che esperienze del genere ti cambiano dal punto di vista umano. Una delle cose che pi\u00f9 mi ha colpito durante la prima missione in Kenia \u00e8 che molti pazienti che si incontravano nei piccoli villaggi durante le visite ripetevano spesso due&nbsp;parole: <strong>HAKUNA MATATA<\/strong>. Hakuna matata \u00e8 una locuzione <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lingua_swahili\">swahili<\/a>, di uso estremamente comune nelle regioni dell&#8217;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Africa\">Africa<\/a> centro-orientale ed una possibile traduzione in lingua italiana \u00e8 &#8220;non ci sono problemi&#8221; o &#8220;senza pensieri&#8221;. La frase \u00e8 stata resa celebre dal <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Film\">film<\/a> \u2018Il re leone\u2019 dove in una celebre scena, viene insegnato a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Simba_(Disney)\">Simba<\/a> la filosofia hakuna matata: dimenticare i problemi del passato concentrandosi con ottimismo sul presente. \u00c8 una sorta di filosofia che sarebbe importante seguire anche in alcuni momenti della nostra quotidianit\u00e0. Essere \u201csenza pensieri\u201d \u00e8 molto difficile al giorno d\u2019oggi: scuola, lavoro, famiglia, amici e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta. Ma si potrebbe vivere la vita con maggiore leggerezza, avere un po\u2019 di autoironia e saper affrontare le sfide della vita con un sorriso e un po\u2019 di ottimismo, saper convivere con s\u00e9 stessi e con gli altri. Semplicemente saper riconoscere ci\u00f2 che veramente conta nella vita, senza rimanere imbrigliati nei problemi che la quotidianit\u00e0 ci presenta, guardando con ottimismo al presente e ancor di pi\u00f9 al futuro.<\/p>\n<p><strong>Quale, in conclusione, il bilancio di questa meritoria e, crediamo, gratificante esperienza?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Tutte le missioni si concludono con un abbraccio al personale locale e con un arrivederci presto. Pur sapendo di essere solo una goccia nel mare dell&#8217;Africa, la convinzione \u00e8 che ogni missione trasmette sempre un personale arricchimento di qualcosa non quantificabile, sempre diverso ed acquisito in profondit\u00e0, per cui vale sempre la pena ripartire.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"footer\">\n<div class=\"container-fluid\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-sm-12 col-md-6\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cookieprivacy\">\n<div class=\"container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-12 col-sm-3 col-md-2\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cookieprivacy\">\n<div class=\"container\">\n<div class=\"row\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"_atssh\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; #7 OCULISTI CHE MISSIONE &#8211; Dr MARTONE 07 febbraio 2020 OCULISTI CHE MISSIONE &#8211; Dr. MARTONE Il Dr. Gianluca Martone, specialista in oftalmologia, dirigente medico dell\u2019ospedale Misericordia di Grosseto ci racconta la sua esperienza in missione per la rubrica Oculisti che Missione! 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