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PASQUA 2022 – BENEDIZIONE DELLE CASE E DELLE FAMIGLIE

Secondo la Liturgia, é antica tradizione che la Benedizione
delle Famiglie e delle loro Case, sia portata dopo la Liturgia 
Pasquale, durante la quale vengono rinnovate le promesse Pasquali
- La Benedizione con "l'Acqua Lustrale" é il segno del Battesimo.

Le boccettine con l'Acqua Santa e le immagini con le parole
da pronunciare (qui riportate sotto la dicitura "Benedizione 
Pasquale"), saranno disponibili per coloro che hanno già 
interamente utilizzato la stessa acqua lustrale per la Pasqua 2021.
Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino le donne si recarono al sepolcro. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro, ma entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.
Un angelo apparve loro in vesti sfolgoranti e disse loro : “ perché cercate fra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. Presto, andate ad annunciarlo ai suoi discepoli”
Un angelo apparve loro in vesti sfolgoranti e disse loro : “ perché cercate fra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato.  Presto, andate ad annunciarlo ai suoi discepoli”

BENEDIZIONE DI PASQUA
In famiglia

Pace a questa casa e a noi che ci abitiamo.
Ci benedica il Signore e ci custodisca.
Il Signore faccia risplendere per noi
il suo volto e ci doni la sua grazia.
Il Signore rivolga a noi il suo volto e ci conceda la pace.

PADRE NOSTRO………

Preghiamo
Signore, Padre santo, manda dal cielo il tuo angelo che visiti, conforti, protegga e illumini nostra casa e ci custodisca nel tuo amore.

(Benedizione con l’acqua santa, dicendo) :
Ravviva in noi, Signore, nel segno di quest’acqua benedetta la grazia del Santo Battesimo e la nostra adesione a Cristo Signore crocifisso e risorto per la nostra salvezza. Amen

BENEDICIAMO IL SIGNORE.
RENDIAMO GRAZIE A DIO

Nonostante i recenti disagi, le privazioni e le necessarie limitazioni a causa del virus, da affrontare ancora con prudenza, auguro di cuore serenità, pazienza fiducia e pace; niente ci privi della gioia di una
“SANTA PASQUA”

Sostenere la nostra Parrocchia, lo si può fare mediante bonifico presso il MPS filiale di San Miniato con il seguente IBAN : IT320103014204000000065020

Grazie e cari fraterni auguri
Don Sergio

ITINERARIO AVVENTO 2021 Pastorale Giovanile Siena – Colle di Val D’Elsa – Montalcino

Eccoci anche quest’anno con il cammino di PG per il tempo d’Avvento. “Sala d’attesa” ci porta a considerare che l’Avvento non è solo la dimensione temporale ma è anche un luogo.
È la sala dove siamo chiamati ad assumere gli atteggiamenti giusti per prepararci all’incontro con Lui.
Cinque sono allora gli atteggiamenti che vogliamo offrirvi in queste pagine: 1. VEGLIA – rappresentata da Zaccaria nel Santo dei Santi e della folla che prega fuori dal Tempio 2. ASCOLTO – rappresentata dalle annunciazioni a Zaccaria, Maria e Giuseppe 3. LODE – rappresentata dei cantici di Zaccaria e Maria 4. AZIONE – rappresentata dalla visitazione di Maria a Elisabetta e dal viaggio di Maria e Giuseppe verso Betlemme 5. CONTEMPLAZIONE – rappresentata dall’adorazione del Natale “Sala d’attesa” ci porta così ad uscire dallo schema del classico sussidio ed offre delle schede capaci di diversificare gli appuntamenti di preparazione al Natale non solo nei contenuti ma anche nella forma.
È proprio il caso di dirlo… è il tutorial che non ti aspetti.
Buon cammino a tutti ed un ringraziamento speciale all’Ufficio Famiglia e alla nostra illustratrice Domitilla Marzuoli

DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE

Perché in un Itinerario per i pre-adolescenti una parte è dedicata ai genitori? Dopo questo tempo di pandemia che ci ha messi alla prova e di fronte a un futuro che non conosciamo ancora, possiamo dire che gli adolescenti hanno bisogno di noi e che noi abbiamo bisogno di loro. Tanto nella società quanto nella Chiesa.
Una Chiesa che ha ricevuto in dono un messaggio da trasmettere “di generazione in generazione”.
La comunità da una parte si impegna a trasmettere agli adolescenti quello che ha conosciuto (1Gv 1,14) e dall’altra si mette in cammino con loro per scoprire ciò che solo i loro occhi possono vedere.
Specialmente questo tempo di preparazione al Natale è un tempo in cui ripartire, per seminare largo e a piene mani, è tempo di gratuità e presa in carico.
È un nuovo tempo dello Spirito. Tutta la comunità cristiana è spinta dal desiderio di camminare insieme agli adolescenti per condividere il dono del Vangelo, per promuovere in loro l’incontro con Gesù, per accompagnarli e sostenerli nella loro crescita.

Clicca nel Link per seguire il cammino

Itinerario Avvento PG 2021

POESIA PER I NONNI (m.r.t.)

DOMENICA 25 – GIORNATA MONDIALE DEI NONNI E DEGLI ANZIANI

Una poesia per i vecchi che un tempo furono giovani pieni di vita, e che adesso si specchiano nello sguardo e nella memoria dei loro cari.

Il poeta è passato a trovare suo padre in una casa di riposo di una piccola città di montagna. Nella poesia lo ripensa giovane, pieno di forze e di futuro come gli altri vecchi che, insieme a lui, furono ragazzi «liberi e scalzi» e con «le tasche piene di sassi».

La poesia gravita intorno ai nomi dei personaggi che hanno determinato la microstoria di Chiusaforte, un paese in cima a un colle nella punta estrema nord-orientale d’Italia. Il poeta conferisce un’importanza particolare alla parola precisa, e cita ad uno ad uno i nomi di coloro che stanno in una casa di riposo «raccolti come le foglie nel parco»: elenca nomi comuni di persone comuni, anche i nomi “anonimi” di quelli che, «sono stati bambini che hanno detto domani». Tutti sono fissati in un gesto minimo che ne ha caratterizzato l’esistenza, e tutti hanno una propria sacralità atavica, a rappresentare una coralità di vivi e di morti. Questa poesia, così intensa di affetto e di memoria, vorrei fosse intesa come un piccolo risarcimento per i tanti anziani morti durante la pandemia, i cui nomi sono stati sostituiti dai numeri delle statistiche. 

I VOSTRI NOMI

Ieri sono passato a trovarti, papà,
la luce in questi giorni non è tagliata dall’ombra
negli alberi senza vento c’è l’odore secco dell’aria
per come posso, ti ho portato il racconto dei temporali, l’odore di inverno sulle tempie
a Chiusaforte è nevicato, nevica sempre
e le fontane sono ghiacciate
penso, per qualche momento, che tu sia ancora lassù ad accatastare legna con cura
e non in luoghi come questi
la casa di riposo con la pista per le bocce
dove state raccolti come le foglie nel parco
uniti nell’attesa, lontani dalle città assediate.

Dicevate domani, dicevate questo è il figlio e con il silenzio del fischio nella bufera
i vostri nomi sono andati via
voi che siete stati popolo e ombra remissione e forza
il tuo nome, papà, e quello di Bruno, che non era un’antilope
e tirava sassate al pettirosso sul ramo più alto
o quello di Giordano, o quello di Cesare, o quello di Alfredo, l’artigliere
o quello di quelli che, come te, sono stati bambini che hanno detto domani.
E adesso non è troppo dire
quanto poche sono le foglie cadute
sui giorni di novembre
per dire cos’è l’inverno negli occhi mentre viene
tutto il poco possibile è qui,
nei vostri corpi piegati come l’ulivo
sulle vostre facce di monete graffiate
in questo spazio, in questo tempo confusi
come il cielo e la terra quando nevica,
e se c’è un’uscita, papà, anche se non posso dire domani, la sua luce sulla soglia
è questo stare dei tuoi occhi dentro i miei
questo pensarvi vivi, liberi e scalzi
le tasche piene di sassi, la memoria di voi
che trema in noi
come una stella incoronata di buio.

Pierluigi Cappello

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VIAGGIO IN TERRA SANTA CON DON BENEDETTO E DON SERGIO – UN POETA “RENATO” LA RACCONTA A MODO SUO

20-28  FEBBRAIO 2020 – PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA

Signori pellegrini un momento di attenzione
mi chiamo RENATO PRATESI,per la presentazione
e mi è venuta voglia di scrivere, ma voglia tanta
del nostro pellegrinaggio in Giordania e Terra Santa

Se tutto quello che scrivo non è perfetto
chiedo scusa, in anticipo, a Don Benedetto!;
per gli errori ti prego di non farmi la predica,
ma prendili, piuttosto, come licenza poetica.

Il 20 Febbraio del duemilaventi
siamo partiti puntuali e tutti erano presenti;
il primo pensiero è stato per nostro Signore
con una breve preghiera, recitata con ardore.

Mentre il pulman prendeva la strada per Fiumicino
quasi tutti hanno ripreso il da poco interrotto sonnellino

All' Aeroporto eravamo tra i primi, era sicuro!
E come accoglienza ci hanno messi tutti al muro;
poi la sicurezza israeliana, come da tradizione,
ha voluto sapere tutto di tutte le persone.
Quindi ci hanno imbarcati senza lamentele
per Tel Aviv aeroporto in Israele.

Arrivo a Nazaret e subito a cena senza esitazione
e dopo con don Benedetto alla Grotta dell' Annunciazione;
e qui l' “eletto popolo” per definizione
ha capito che don Benedetto ha un passo da campione.

La mattina dopo, per la precisione,
partenza alle 6,45 dopo aver fatto colazione;
allora abbiamo capito tutti, cosa strana,
che questo era l'orario di tutta la settimana.

Primi sul monte Tabor “della Trasfigurazione”
poi con il pulman al lago di Tiberiade,che emozione!
Qui dove secondo il Vangelo di Luca, scritto in prosa
avvenne il miracolo della pesca miracolosa.

Dopo a Cafarnao alla casa di Pietro,e cosa strana,
era protetta da una struttura” tipo Men Sana”!;
qui Gesù fu ospite di Pietro e della sua famiglia
e noi ci abbiamo celebrato messa, che meraviglia!.

Poi in pulman, con grande effetto,
si forma un “gruppo Viola”, a capo don Benedetto
il quale citando i Sacri Testi in modo sopraffino:
“Barabba era un ladro, quindi era Juventino”!.

I 22 Febbraio, presto, alla nostra maniera
attraversiamo di Israele la frontiera;
tutto va bene, siamo perfetti
ma un urlo dal pulman: 
”fermi mancano un passaporto e 2 zainetti”!.

Ad Amman dopo cena un gruppo di volenterosi
si avvia, con don Sergio, verso il centro città: che valorosi!
Dopo pochi passi, un tonfo appena attutito
due caduti a terra, ma nessun ferito.

Petra sarà la prossima destinazione;
pranzo eppoi con i Pic-Up nel deserto l'escursione;
manca un Pic- Up ed il guidatore
poi arriva un beduino: alto, aitante sembra un attore;
Antonella e le sue 2 giovani amiche sono estasiate
e devo intervenire io per squotere  le sciagurate.

Il 24 Febbraio a Petra tutti quanti,
è una bella giornata, siamo felici e pimpanti
e come in questi casi sempre avviene
foto di gruppo come si conviene.

Il pranzo è un avvenimento:
polpette di ceci fritte fuori, nel momento!
Qualcuno, molto attento, ha osservato
don Benedetto molto indaffarato;
andava avanti e indietro, mamma mia,
a prendere polpette di ceci dalla friggitoria.

Il giorno dopo sul monte  Nebo siamo arrivati
pioveva, c'era nebbia e molti erano ”intossicati”,
perchè a Petra avevamo fatto una bella camminata
ed in pulman abbiamo trovato l'aria condizionata!.

Dal monte Nebo Mosè vide la Palestina  per un pochino
e dopo pochi giorni, il poveretto, tirò il calzino.
A questo punto mi viene di fare una considerazione:
al povero Mosè è stata data una fregatura, in conclusione;
Dio lo ha fatto campare fino a 120 anni
e se prorogava la morte di poco non faceva danni!:
gli ha fatto vedere il giocattolino
e poi gliel'ha tolto, come si fa ad un bambino.

La brutta tosse di alcuni dava preoccupazione
perché in Italia il Corona Virus era in espansione;
mentre ci si avvicinava al rientro in Terra Santa
la paura che ci controllassero a fondo era tanta.

Il 25 sera siamo a Gerusalemme, finalmente
a Porta Sion siamo sistemati molto dignitosamente.
A Betlemme nella Grotta della Natività
don Sergio ha celebrato con i 15 più avanti per età;
Io ero tra i 15 e sono molto contento
perchè ho provato dentro un vero sentimento.

Il Santo Sepolcro è stato il fulcro del giorno 27
col la Santa Messa al Golgota dopo le 7;
visita del Tempio alla Spianata
e via Crucis al Golgota effettuata.

Ma la sera prima di cena arriva la sentenza:
voli chiusi per l'Italia ed annullata la partenza!
Ma don Benedetto e la sua Agenzia si mettono al lavoro
ed in poco tempo trovano chi ci porterà a Roma: grazie a loro!!
mentre la compagnia israeliana con poca dignità
se n'è fregata di noi con scarsa professionalità.

Arrivati a Roma, in quattro e quattrotto,
abbiamo ritirato i bagagli ed abbiamo fatto fagotto;
riunito il gruppo con grande celerità
siamo partiti per Siena: Che Felicità!!.


Scritto da Renato Pratesi ai primi di Marzo 2020

SEGUE MONTAGGIO VIDEO DELL’ESPERIENZA . PARTE PRIMA E PARTE SECONDA

TERRA SANTA – PARTE PRIMA CAFARNAO – TABGA – PETRA – DESERTO WADI RAM – MONTE DEGLI ULIVI
TERRA SANTA – PARTE SECONDA BETLEMME – EIN KAREIN – SPIANATA DELLE MOSCHEE – CENACOLO

EPIFANIA DEL SIGNORE – “DAVID M. TUROLDO” (m.r.t.)

EPIFANIA DEL SIGNORE

Una poesia di David Maria Turoldo per il 6 gennaio

EPIFANIA

Eran partiti da terre lontane:
in carovane di quanti e da dove?
Sempre difficile il punto d’avvio,
contare il numero è sempre impossibile.

Lasciano case e beni e certezze,
gente mai sazia dei loro possessi,
gente più grande, delusa, inquieta:
dalla Scrittura chiamati sapienti!

Le notti che hanno vegliato da soli,
scrutando il corso del tempo insondabile,
seguendo astri, fissando gli abissi
fino a bruciarsi gli occhi del cuore!

Naufraghi sempre in questo infinito,
eppure sempre a tentare, a chiedere,
dietro la stella che appare e dispare,
lungo un cammino che è sempre imprevisto.

Magi, voi siete i santi più nostri,
i pellegrini del cielo, gli eletti,
l’anima eterna dell’uomo che cerca,
cui solo Iddio è luce e mistero.

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IL NATALE FERROVIARIO DI ANDRÉ FRÉNAUD (da Tabellini Maria Rosa)

IL NATALE FERROVIARIO DI ANDRÉ FRÉNAUD

San Giuseppe non aveva mai visto locomotiva
e aveva paura di perdere i biglietti.
Era una sera di grandi partenze, la stazione febbrile
di folla e di fischi, di luci.
Giunti troppo presto, s’erano gingillati al buffet…
Non avevano prenotato i posti,
e ci fu anche chi disse che avessero sbagliato treno.

Nessuno ad augurargli buon viaggio.
Gli amici non erano stati avvertiti.
Vomitando fumo giallo e turchino come un drago
il treno cambiava binario agli scambi,
e ancora cambia, va più svelto, va.
Scompaiono i sobborghi e i segnali.

In piedi nel corridoio. Chi avrà compassione
d’una donna incinta e così bella e che geme?

Nello scompartimento vicino alcuni zeloti
s’accapigliarono spartendosi le provviste.
Dei richiamati facevano i finti tonti.
Un pubblicano tronfio d’esose esazioni
e la sua signora, una negra bellissima,
occupavano i posti d’angolo sul corridoio.
Un gran sacerdote faceva finta di leggere.

Un treno passa fragoroso e il bambino
già ne sbigottisce nella notte materna.
Via dritti per la gran distesa, nevica, piove, che importa,
fa caldo sui ponti rumoreggianti
quando rinfresca l’aria il fiume attraversato.
Già il tempo s’addormenta e le città diradano.
Foreste son superate e borghi, la valle rimonta.
Alle stazioni sconosciute le sbarre
s’abbassano e si rialzano nella campagna
arrotondata di lassù dalla volta stellata.
il canto degli angeli attutito dalle nuvole
non ce la fa a trapassare i boati del vagone.
La Vergine chiude gli occhi contro il vetro, vede.

– Tutti scendono – Albeggia.
San Giuseppe ha radunato le valigie.
Il ferroviere apre gli sportelli.
Sul marciapiede l’asino e il bue
son pronti e già parlottano.
Ah, dice Maria, umilmente
è qui che ha da compiersi la parola.

(da A. Frénaud, “Il silenzio di Genova e altre poesie”, Einaudi, Torino 1967, traduzione di Giorgio Caproni)

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POESIE PER NATALE – IOSIF BRODSKI

Mariarosa Tabellini

POESIE PER NATALE
IOSIF BRODSKIJ

24 DICEMBRE 1971

Siamo tutti a Natale, un po’ Re Magi.
Negli empori, fanghiglia e affollamento.
La gente, carica di mucchi di pacchetti,
mette un bancone sotto accerchiamento
per un po’ di croccante al gusto di caffè
così ciascuno è cammello e insieme re.
Reticelle, sacchetti, borse della spesa,
colbacchi e cravatte che vanno di traverso.
Effluvi di vodka, odori di pino e baccalà
e di cannella, mandarini e mele.
Marea di volti, e per via del vento misto a neve
il sentiero verso Betlemme non si vede.
Quelli che portano i modesti doni
saltano sui mezzi, sfondano i portoni,
spariscono negli abissi dei cortili,
eppure sanno che la grotta è vuota:
niente greppia, né un bue con l’asinello,
o Colei che circonfusa è da un aureo anello.
Il vuoto. Ma basta immaginarlo con la mente,
e dal nulla, di colpo un guizzo luminoso.
Deve saperlo Erode che quanto più è potente,
tanto più certo, ineludibile è il prodigioso evento.
La costanza di tale affinità è il meccanismo fondante della Natività
E adesso ovunque festeggiano
il Suo avvento, mettendo tutti i tavoli vicino.
Ancora non serve la stella nel turchino,
ma già si può vedere da lontano
la buona volontà di ogni figlio d’Adamo,
mentre i pastori attizzano i falò
Fiocca la neve: non fumano i comignoli
sui tetti, squillano invece. I volti come macchie.
Erode beve. Le donne nascondono i piccini.
Chi sta giungendo – non si sa mai:
ignoriamo i presagi, e il cuore sull’istante
potrebbe non ravvisar un forestiero nel viandante.
Ma quando, nel gelo della porta spalancata,
una figura avvolta nello scialle emerge
dalla foschia fitta della notte,
senti esistere in te senza vergogna
il Bambino e lo Spirito Santo;
poi guardi il cielo ed eccola, la Stella.

(da Poesie di Natale, Adelphi, Milano 2004 – Traduzione di Anna Raffetto) Continua a leggere