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LA LITURGIA DI DOMENICA 5 LUGLIO – Per la sicurezza, nella chiesa sono disponibili n. 79 posti a sedere.

Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del Corpuds Domini


La Liturgia di Domenica 5 Luglio 2020
XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Gesù prega. Si rivolge a suo Padre. La sua preghiera è un’azione di grazie. Egli loda suo Padre, non in quanto tale, ma per ciò che fa. Si meraviglia di vedere la spontaneità dei bambini e la gente senza cultura rispondere alla sua predicazione. Come, d’altra parte, si dispiace di vedere allontanarsi da sé coloro che avevano tutte le possibilità di riconoscerlo (Gv 9,40-41). Qui la gioia di Gesù esplode. Nessuno lo mette in discussione, nessuno lo fa passare al vaglio di una critica saccente. Vi sono anche coloro che lo accolgono semplicemente, che spontaneamente intuiscono che non si tratta di capire tutto, ma di accettare d’essere amati. È veramente necessario assomigliare a quei bambini che Gesù ama e accarezza (Mc 10,16), e che sono felici di essere amati, perché non sono discussi. È veramente necessario abbassare le armi davanti a lui, a rischio di passare di fianco al più bell’incontro che un uomo possa fare senza accorgersene. E per colui che lo accoglie in tal modo Gesù serba le rivelazioni più grandi, quelle che nessuno può conoscere (Mt 11,27) e che trattano del mistero di Dio stesso. C’è di più. Coloro che pregano ne fanno l’esperienza. Dio parla loro quando essi si confidano a lui. Essi comprendono quando non sono sulle difensive. Essi amano veramente quando accettano di essere amati, poiché Dio ci ama sempre per primo (1Gv 4,10) ma noi ci difendiamo, non vogliamo essere sensibili, e facciamo fatica a lasciarci andare. Noi ci complichiamo la vita spirituale. Cerchiamo il difficile dove le cose sono semplici. Il giogo del Signore è leggero, poiché egli lo porta per noi.
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SAN MINIATO ALLE SCOTTE – SABATO 27 GIUGNO – CINQUANT’ANNI DI MATRIMONIO “ARMANDO PARTINI E MARIA ROSA TABELLINI”

SABATO ALLA MESSA DELLE 18,30, ARMANDO E MARIA ROSA, HANNO RICEVUTO UNA NUOVA BENEDIZIONE DEGLI ANELLI E LE CONGRATULAZIONI DEI FAMILIARI, DEI CONOSCENTI, DEGLI AMICI E DEI PARROCCHIANI PRESENTI ALLA CERIMONIA, PER I CINQUANT’ANNI DI MATRIMONIO.
Maria Rosa contribuisce periodicamente, con una ricerca attenta e sapiente nella letteratura italiana ed estera, arricchendo il nostro sito con preziose poesie, che ci portano ad approfondire le letture inserite nella liturgia domenicale.
Da parte della Comunità parocchiale di San Miniato un grazie per la preziosa collaborazione.
Raggiungere le Nozze d’Oro è un privilegio di cui pochi eletti possono godere: che la salute e la fortuna possano accompagnarvi per tanti altri anni ancora. Congratulazioni.

La Comunità parrocchiale ed il parroco Don Sergio

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LA LITURGIA DI DOMENICA 28 GIUGNO – Per la sicurezza, nella chiesa sono disponibili n. 79 posti a sedere.

Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del Corpus Domini


La Liturgia di Domenica 28 Giugno 2020
XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Commento
Tutto quello che Gesù ha detto all’orecchio, di nascosto e privatamente, sarà predicato pubblicamente sui tetti dei paesi
e delle città del mondo intero. Dopo la discesa dello Spirito Santo, gli apostoli hanno cominciato ad annunciare il Vangelo, chiaramente e coraggiosamente, quando hanno aperto le porte del cenacolo e sono andati verso i quattro punti cardinali dell’universo. Nonostante l’opposizione incontrata, il Vangelo è stato fatto conoscere sempre di più e sempre meglio e, quando la fine del mondo sarà ormai prossima, l’umanità tutta ne sarà a conoscenza. Gesù dice anche: “Non preoccuparti troppo della sorte del Vangelo, e non avere paura della gente. Non temere nessuno se non Dio. Non è la morte la più grande sventura, ma la dannazione”. Noi dobbiamo superare la paura della morte, così come le persecuzioni e le difficoltà di ogni giorno, mediante la fede nella divina Provvidenza, che protegge anche il più insignificante fra gli uccelli: il passero. La cosa più bella che l’uomo possa fare sulla terra, in mezzo a persecuzioni e sofferenze, è di essere testimone di Gesù. Anche se il martirio non è il destino di tutti i suoi discepoli, ognuno deve sempre e dovunque riconoscere la sua appartenenza a Cristo, con le parole e le azioni, la vita e il comportamento. E noi lo facciamo in special modo durante la messa, nella quale, in comunione con l’intera Chiesa, annunciamo le grandi opere di Dio.
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LA LITURGIA DI DOMENICA 21 GIUGNO – Per la sicurezza, nella chiesa sono disponibili n. 79 posti a sedere.


Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del Corpus Domini


La Liturgia di Domenica 21 Giugno 2020
XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Tutto quello che Gesù ha detto all’orecchio, di nascosto e privatamente, sarà predicato pubblicamente sui tetti dei paesi
e delle città del mondo intero. Dopo la discesa dello Spirito Santo, gli apostoli hanno cominciato ad annunciare il Vangelo, chiaramente e coraggiosamente, quando hanno aperto le porte del cenacolo e sono andati verso i quattro punti cardinali dell’universo. Nonostante l’opposizione incontrata, il Vangelo è stato fatto conoscere sempre di più e sempre meglio e, quando la fine del mondo sarà ormai prossima, l’umanità tutta ne sarà a conoscenza. Gesù dice anche: “Non preoccuparti troppo della sorte del Vangelo, e non avere paura della gente. Non temere nessuno se non Dio. Non è la morte la più grande sventura, ma la dannazione”. Noi dobbiamo superare la paura della morte, così come le persecuzioni e le difficoltà di ogni giorno, mediante la fede nella divina Provvidenza, che protegge anche il più insignificante fra gli uccelli: il passero. La cosa più bella che l’uomo possa fare sulla terra, in mezzo a persecuzioni e sofferenze, è di essere testimone di Gesù. Anche se il martirio non è il destino di tutti i suoi discepoli, ognuno deve sempre e dovunque riconoscere la sua appartenenza a Cristo, con le parole e le azioni, la vita e il comportamento. E noi lo facciamo in special modo durante la messa, nella quale, in comunione con l’intera Chiesa, annunciamo le grandi opere di Dio.

Antifona d’ingresso
Il Signore è la forza del suo popolo
e rifugio di salvezza per il suo Cristo.
Salva il tuo popolo, Signore,
benedici la tua eredità,
e sii la sua guida per sempre. (Sal 28,8-9)

Colletta
Dona al tuo popolo, o Padre,
di vivere sempre nella venerazione e nell’amore
per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:
O Dio, che affidi alla nostra debolezza
l’annunzio profetico della tua parola,
sostienici con la forza del tuo Spirito,
perché non ci vergogniamo mai della nostra fede,
ma confessiamo con tutta franchezza
il tuo nome davanti agli uomini,
per essere riconosciuti da te nel giorno della tua venuta.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Ger 20,10-13)
Ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.
Dal libro del profeta Geremìa

Sentivo la calunnia di molti:
«Terrore all’intorno!
Denunciatelo! Sì, lo denunceremo».
Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:
«Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori vacilleranno
e non potranno prevalere;
arrossiranno perché non avranno successo,
sarà una vergogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto,
che vedi il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore,
lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 68)
Rit: Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.

Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.

Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza.

Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brùlica in essi.

SECONDA LETTURA (Rm 5,12-15)
Il dono di grazia non è come la caduta.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 15,26.27)
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito della verità darà testimonianza di me,
dice il Signore,
e anche voi date testimonianza.
Alleluia.

VANGELO (Mt 10,26-33)
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Gesù ci ha chiesto di perseverare nella fede, anche di fronte alle difficoltà della vita. Chiediamo al Padre di sostenerci perché, consapevoli dei nostri limiti, sappiamo che senza il suo aiuto non sappiamo essere coerenti con il credo che professiamo.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa sia segno della presenza del Risorto nel mondo, e sappia annunciare a tutti gli uomini Cristo salvatore, senza paure e scoraggiamenti. Preghiamo.
2. Perché i giovani che si riconoscono cristiani sappiano testimoniare la propria fede senza arrossire, ma con la consapevolezza di chi crede di aver trovato il tesoro prezioso, il senso della propria vita. Preghiamo.
3. Per i cristiani che subiscono vessazioni e oltraggi e persecuzioni, in vari Paesi del mondo, perché le loro sofferenze per la giustizia e la fede siano semi di vita nuova e di un mondo migliore. Preghiamo.
4. Per coloro che hanno dimenticato Dio e inseguono sicurezze materiali e piaceri mondani, perché riscoprano la bellezza della fede e trovino in Cristo il significato e la pienezza della loro vita. Preghiamo.
5. Perché la nostra comunità parrocchiale non si lasci tentare dall’abitudine impolverata di una religiosità spenta, ma si lasci abitare dalla sana inquietudine che porta ad annunciare con franchezza il Vangelo. Preghiamo.

Padre buono, che vedi nel segreto dei cuori, ascolta le nostre preghiere, sia quelle che abbiamo espresso sia quelle che tu solo conosci: dacci il coraggio di una fede sincera. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, la nostra offerta:
questo sacrificio di espiazione e di lode
ci purifichi e ci rinnovi,
perché tutta la nostra vita
sia bene accetta alla tua volontà.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Gli occhi di tutti, Signore, si volgono a te fiduciosi,
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo. (Sal 145,15)

Oppure:
Dice il Signore: “Io sono il buon pastore,
e dò la mia vita per le mie pecore”. (Gv 10,11.15)

Oppure:
“Perfino i capelli del vostro capo sono contati;
non abbiate timore: voi valete di più di molti passeri!”,
dice il Signore. (Mt 10,30-31)

Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai rinnovati
con il corpo e sangue del tuo Figlio,
fa’ che la partecipazione ai santi misteri
ci ottenga la pienezza della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

La Liturgia da “La Chiesa,it”

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L’ESPERIENZA IN AFRICA DEL DOTT. GIANLUCA MARTONE – COME NASCE “…A RIVEDER LE STELLE…”

 

07 febbraio 2020

OCULISTI CHE MISSIONE – Dr. MARTONE

Il Dr. Gianluca Martone, specialista in oftalmologia, dirigente medico dell’ospedale Misericordia di Grosseto ci racconta la sua esperienza in missione per la rubrica Oculisti che Missione!

Come è nata la sua esperienza in Africa?

In realtà “la mia esperienza” è nata casualmente durante un intervento chirurgico che stavo effettuando in anestesia locale a un sacerdote, Don Sergio, con il quale ho un rapporto carissimo e che mi ha visto crescere sin da piccolo. Proprio durante l’intervento condividevo le mie esperienze e missioni che avevo effettuato in Africa e raccontavo come queste fossero molto gratificanti e stimolanti sia dal punto di vista professionale che umano. Ma soprattutto mi e gli domandavo se queste “goccioline nell’oceano” fossero veramente utili considerando la durata limitata delle missioni. E soprattutto gli confidavo a malincuore come spesso l’arrivederci che diciamo sempre a fine missione sia in qualche modo una delusione e un fallimento della missione stessa, in quanto tutti consapevoli che fino alla successiva non ci sarà nessuno che si prenderà cura di loro. Ricordo allora che lo stesso Don Sergio, forse al controllo postoperatorio, mi disse di aver probabilmente trovato la possibilità di creare un progetto diverso e più duraturo, soprattutto con lo scopo di fare tutoraggio e formazione al personale locale. In poco tempo nasce una Onlus denominata “…a riveder le stelle – Onlus per l’Africa”, con il suo statuto e soprattutto con un gruppo di volontari che vorrei ringraziare per il supporto e l’aiuto che quotidianamente riescono a dare. Nel 2016, ci rechiamo un weekend a Bamako, un vero e proprio blitz, insieme al mio collaboratore ortottista Francesco Gronchi e Don Sergio stesso per verificare “la fattibilità” del progetto. È nato così il progetto Oculistico a Bamako. Continua a leggere “L’ESPERIENZA IN AFRICA DEL DOTT. GIANLUCA MARTONE – COME NASCE “…A RIVEDER LE STELLE…””

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PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE PULIZIA CHIESA AIUTO!!!!

PULIZIA CHIESA AIUTO!!!!

CHI PUO’ VENGA A DARCI UNA MANO
SABATO 20 GIUGNO 2020
DALLE ORE 8,00
ANCHE MEZZ’ORA SARA PREZIOSA!!!
VINCENZO (CELL.347 0132848)
PROGRAMMAZIONE: (CHI PUO’ DARE UNA MANO CHIAMI VINCENZO ANCHE TELEFONICAMENTE COSI’ DA PERMETTERGLI DI ORGANIZZARE AL MEGLIO LA PROGRAMMAZIONE FUTURA)
Il riferimento per tutti coloro che il secondo sabato di ogni mese, possono dedicare qualche momento (normalmente dalle ore 8,00 alle ore 10,00) é Vincenzo Millucci ( E-Mail:(vincenzo.millucci@gmail.com – tel. 347 0132848).
Grazie a tutti

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LA LITURGIA DI DOMENICA 14 GIUGNO – SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO – Per la sicurezza, nella chiesa sono disponibili n. 79 posti a sedere.


Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del mCorpus Domini

La Liturgia di DOMENICA 14 GIUGNO
SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Bianco

Oggi festeggiamo il sacramento dell’Eucaristia che il Signore ci ha lasciato come segno della sua presenza, della sua realtà corporale, del suo sacrificio sulla croce e della vita eterna di cui ci ha reso partecipi. Gesù ce ne parla in termini di corpo e di cibo. La realtà del dono del Padre alla nostra umanità si esprime, dall’inizio alla fine, sotto forma di corpo. Si tratta dapprima della realtà carnale del corpo fatto di carne e sangue, che soffre e muore sulla croce. È questo corpo ferito che risorge e che Gesù dà da vedere e da toccare agli apostoli. Ma Gesù non si ferma qui. Suo corpo è anche la Chiesa (Col 1,18), corpo mistico di cui Cristo è la testa. Ed è infine questo corpo sacramentale che nutre coloro che lo mangiano: “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo!” (Mt 26,26).
Già i primi cristiani paragonarono il corpo spezzato di Cristo al grano, macinato in farina per diventare pane, dopo essere stato mischiato all’acqua della vita e passato nel fuoco dello Spirito.
Questo pane spirituale, fatto dal grano del campo che è Gesù (Gv 15,1), divenendo, come il vino dell’Eucaristia, nostro cibo, nutre in noi la vita divina, che è vita eterna. E Gesù, ancora una volta, afferma: “Io sono”. Qui dice: “Io sono il pane”. Gesù costituisce il solo nutrimento che possa dare la vita divina. Chi non mangia di questo pane non avrà la vita in lui (Gv 6,53). Ecco perché noi celebriamo oggi la realtà umana e divina del Verbo fatto carne e anche quella del corpo risorto; ed ecco perché ci dà davvero quanto promesso. Attraverso lui, siamo concretamente in comunione con il nostro Dio. Bisogna essere presenti alla sua presenza reale.
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PARROCCHIA SAN MINIATO ALLE SCOTTE – PER ENTRARE IN CHIESA E’ NECESSARIO L’USO DEL GEL POSTO ALL’INGRESSO

Roma, 8 giugno 2020 – I guanti non ci salvano dal Coronavirus. La ‘sentenza’ arriva dall’Organizzazione mondiale della sanità che nella sezione domande-risposte sul proprio sito chiarisce un punto su cui in molti hanno avanzato perplessità. L’Oms lo dice chiaramente: “Indossare guanti in spazi pubblici non sostituisce la necessità per l’igiene delle mani, né offre alcuna misura aggiuntiva di protezione contro il Covid-19 rispetto all’igiene delle mani”. 

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LA LITURGIA DI DOMENICA 7 GIUGNO – SANTISSIMA TRINITA’ – Per la sicurezza, nella chiesa sono disponibili n. 79 posti a sedere.

Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del Corpus Domini


La Liturgia di Domenica 7 Giugno 2020
SANTISSIMA TRINITA’ (ANNO A)


Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Bianco

Spesso ci si immagina un “Dio” lontano, astratto, ridotto quasi a un sistema di idee contorte o semplicissime, ma inesplicabili.
Soprattutto quando ci si accosta alla dottrina della Trinità, si ha l’impressione di essere di fronte a una sciarada beffarda.
E invece, l’essere concretissimo di Dio è comunione che liberamente si effonde. Anzi, ci chiama a varcare la soglia della sua vita intima e beatificante.
Non riusciamo a capire perché Dio si sia interessato di noi: più di quanto, forse, noi ci interessiamo a noi stessi.
Proprio mentre eravamo peccatori, il Padre ha mandato il suo Figlio per offrirci la vita nuova nello Spirito. Liberamente. Per amore. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”.
Cristo non si impone. Non costringe ad accettarlo. Si consegna alla nostra decisione.
È questa la vertigine della vita umana. Possiamo passare accanto al Signore Gesù che muore e risorge, senza degnarlo di uno sguardo nemmeno distratto.
E, tuttavia, non possiamo fare in modo che egli non esista come il Dio fatto uomo che perdona e salva. “Chi non crede è già stato condannato”.
Ma se ci apriamo alla sua dilezione...
Allora Cristo si rivela come colui che ha suscitato in noi tutte le attese più radicali. E colma a dismisura queste attese.
È la redenzione. È la grazia. È lo Spirito che abita in noi e ci conforma al Signore Gesù.
La vita nuova, che ci viene donata, apparirà in tutta la sua gloria oltre il tempo. Inizia qui, ed è la “vita eterna”.
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LA LITURGIA DI DOMENICA 31 GIUGNO – PENTECOSTE – Per la sicurezza, nella chiesa sono disponibili n. 79 posti a sedere. Grazie a tutti i fedeli nll’aiuto prestato per la riapertura della chiesa alle celebrazioni liturgiche del 23 Maggio.

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DO
MINI


La Liturgia di Domenica 31 Maggio 2020
DOMENICA DI PENTECOSTE – MESSA DEL GIORNO (ANNO A)

Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Bianco

Il Signore risorto è ritornato nella Galilea pagana. È qui che egli aveva cominciato ad annunciare la conversione e il Vangelo del Regno (cf. Mt 4,15.17.23). È qui, in questo luogo di frontiera, che egli aveva dato appuntamento ai suoi discepoli, che si erano dispersi quando egli, il pastore, era stato ferito (cf. Mt 28,8-10). È ritornato sui luoghi dell’inizio, per dare loro la pienezza: il Risorto è la luce decisiva che rischiara tutti coloro che camminano nelle tenebre e nell’ombra della morte.
Egli ha convocato i discepoli - in numero di undici - su una montagna, come all’inizio li aveva condotti sulla montagna, quando parlò loro per annunciare la via della felicità del regno dei cieli (cf. Mt 5,1). Dio ha anche convocato il popolo ai piedi del Sinai quando ha voluto fare di lui la sua “ekklesia” (cf. Es 19). Il Risorto è su questa montagna in Galilea, che simboleggia l’incontro tra il cielo e la terra, dichiarandosi, solennemente, come colui che ha ricevuto tutta l’autorità nei cieli e sulla terra (cf. Mt 28,18).
Da questa montagna egli invia i discepoli - e in loro, e con loro, noi tutti che li seguiamo lungo la storia - a convocare la Chiesa per riunirla dai quattro punti cardinali del mondo nel regno; nessuno è escluso dalla parola e dalla partecipazione alla vita della famiglia divina: la comunione del battesimo con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo (cf. Mt 28,19-20).
Oggi noi, come gli undici discepoli sulla montagna, lo adoriamo e riaffermiamo la nostra obbedienza al suo comando missionario. Egli sembra assente ma è in realtà sempre presente tra di noi (cf. Mt 28,20). È per questo che si è fatto uomo nel seno della Vergine Madre: per essere l’Emmanuele, il Dio con noi (cf. Mt 1,23), fino alla fine del mondo.
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Rinnovamento del sussidio dei canti per la liturgia – Integrato il repertorio già in uso. “Presentazione del maestro del Coro, Stefano Chini”

Sono passati ormai 26 anni, da quando è stato proposto dalla Diocesi di Siena, il sussidio dei canti per la liturgia, redatto in seguito al XXII Congresso Eucaristico Nazionale avvenuto a Siena nel 1994.

Durante questo periodo, nella nostra parrocchia, ai canti proposti dal repertorio, sono stati progressivamente aggiunti altri canti raccolti in un ulteriore sussidio. Adesso, è giunto il momento di presentare un nuovo libro dei canti omnicomprensivo ed aggiornato.

La sua realizzazione, vuole fornire a tutta l’assemblea parrocchiale, uno strumento utile ed essenziale affinchè si attui quella tanto sperata “actuosa partecipatio” voluta dal Concilio Vaticano II: “l’attiva partecipazione del popolo…. deve però essere anche esterna: e con questa manifestano la partecipazione interna attraverso i gesti e l’atteggiamento del corpo, le acclamazioni, le risposte e il canto ”.

Successivamente, anche l’istruzione Musicam Sacram, ha ribadito quanto sottolineato dal Concilio in merito all’attiva partecipazione attraverso il canto: “L’azione liturgica riveste una forma più nobile quando è celebrata in canto, con i ministri di ogni grado che svolgono il proprio ufficio, e con la partecipazione del popolo. In questa forma di celebrazione, infatti, la preghiera acquista un’espressione più gioiosa, il mistero della sacra Liturgia e la sua natura gerarchica e comunitaria vengono manifestati più chiaramente, l’unità dei cuori è resa più profonda dall’unità delle voci, gli animi si innalzano più facilmente alle cose celesti per mezzo dello splendore delle cose sacre, e tutta la celebrazione prefigura più chiaramente la liturgia che si svolge nella Gerusalemme celeste”

Anche le parole di Papa Benedetto XVI: “Il Popolo di Dio radunato per la celebrazione canta le lodi di Dio. La Chiesa, nella sua bimillenaria storia, ha creato, e continua a creare, musica e canti che costituiscono un patrimonio di fede e di amore che non deve andare perduto. Davvero, in liturgia non possiamo dire che un canto vale l’altro” (Sacramentum caritatis, n. 42) esprimono in modo sintetico la considerazione che la Chiesa ha sempre riservato al canto liturgico.

Il presupposto principale della scelta dei brani da inserire nel sussidio, guidata da quanto appreso durante i miei studi in Liturgia e Direzione di coro Liturgico, con il fruttuoso supporto di Don Sergio, del nostro Seminarista Alessio e dei nostri chitarristi Marco e Giulia per i canti accompagnati dalle chitarre, è stato quello di scegliere, fra i tanti canti possibili, quelli più appropriati alla liturgia e alla tipologia delle nostre assemblee, mantenendo numerosi canti già conosciuti nella nostra parrocchia ed inserendone nuovi, in modo da realizzare un Repertorio Parrocchiale di canti adatto a tutti e per tutti.

I circa 350 canti presenti, infatti, sono caratterizzati da diversi stili, diversi periodi di composizione e diverse sensibilità musicali. Nella stesura del sussidio abbiamo mantenuto un giusto equilibrio tra ciò che è più classico e ciò che è più moderno, ma senza venir meno all’appropriatezza liturgica, sia delle parole che della melodia dei canti proposti. Infatti, la nostra intenzione è stata quella, non tanto di introdurre l’uso indiscriminato di un qualsiasi canto, ma di permettere ad ognuno di riconoscersi in ciò che celebra ed avere la possibilità di partecipare attivamente ed essere pienamente coinvolto nella celebrazione.  

Uno spazio particolare è stato riservato anche al canto gregoriano, come ci ricorda Musicam Sacram: “Al canto gregoriano, come canto proprio della liturgia romana, si riservi, a parità di condizioni, il primo posto. Le melodie esistenti nelle edizioni tipiche si usino nel modo più opportuno (M.S.50).

Infatti, oltre ai testi dei canti in latino, al termine del repertorio è stata posta un’appendice che riporta in notazione quadrata (note “neumi” poste su uno spartito a 4 righi, tipica del canto gregoriano) alcuni canti gregoriani.

Nello specifico del repertorio, sono stati mantenuti circa il 70% dei canti già conosciuti, a cui sono stati aggiunti nuovi canti con accompagnamento di chitarre (RNS ed altri autori) e di organo, tra cui brani di Mons. A.Parisi, G. Durighello ecc.  

I testi consultati, oltre al vecchio repertorio sono stati: Il Repertorio Nazionale dei Canti per la Liturgia (edito dalla CEI), I canti per la Liturgia (Edizioni Diocesi di Pisa), Amen Maranatha (Patriarcato di Venezia), nella Casa del Padre (Elledici), Edizioni Paoline, Ruggimenti Editore, Ed. Carrara ed altre edizioni relative al canto nella liturgia.

Nella stesura del repertorio sono stati introdotti canti per: l’ordinario della messa, i vari tempi liturgici (Avvento, Natale, Tempo di Quaresima, Domenica delle Palme, Triduo Pasquale e Tempo di Pasqua, Festività Mariane, feste dei Santi, Tempo Ordinario) le Esequie, il Tempo Ordinario, Canti Eucaristici, canti e messe Gregoriane ecc.

Noi tutti speriamo di inaugurare quanto prima il repertorio; una data plausibile potrebbe essere la Festa di Cristo Re, temine dell’attuale Anno Liturgico A, in modo da iniziare il percorso dell’Avvento con il nuovo libro.

Spero che questo nuovo sussidio possa essere utile e completo in modo che il canto e la musica possano esprimere la comunità riunita che canta, favorisca la fusione tra coro guida ed assemblea, dia fervore alla preghiera e come scritto negli Atti degli Apostoli (2,46): “Ogni giorno, tutti insieme frequentavano il tempio, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo”.

dal Maestro del Coro Stefano Chini.

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L’AVIS DI SIENA – dona generi alimentari alla Caritas San Miniato – 20 Maggio 2020

Mercoledì 20 maggio, un bellissimo gruppo di giovani della sezione Avis di Siena, ha portato in dono alla Caritas della Parrocchia di San Miniato, molti generi alimentari, per le numerose famiglie, assistite settimanalmente.
Uniti ai volontari Caritas, hanno partecipato alla predisposizione dei pacchi viveri, alla cernita della frutta e verdura e nella giornata di Mercoledì alla consegna dei pacchi.
Grazie alla loro sensibilità, é stato possibile inserire prodotti nuovi e diversificati rispetto alla disponibilità normale, includendo l'igiene personale, sottoli, maionese, olio di oliva e di semi, caffé ed altro, che normalmente non sono considerati come viveri essenziali, ma graditi sempre come valore aggiunto.
Ricordiamo che all'AVIS possono aderire gratuitamente sia coloro che donano volontariamente e anonimamente il proprio sangue e sia coloro che, pur non potendo per motivi di inidoneità fare la donazione, collaborano però gratuitamente a tutte le attività di promozione, proselitismo e organizzazione.
È una Associazione che non ammette alcuna discriminazione ed esclude qualsiasi fine di lucro.
Grazie a questa preziosa ed altre iniziative di sostegno, ogni Mercoledì e Giovedì mattina, con il supporto dei volontari della Misericordia e di alcune contrade, prosegue la consegna dei pacchi viveri, oltre a fruttta e verdura, recuperati presso le "Grondaie".
Grazie quindi all'Avis Club ed alle iniziative locali, quali la spesa sospesa, grazie ai molti amici, simpatizzanti e parrocchiani che ci sostengono in questo difficile momento.
Ogni settimana registriamo un incremento di famiglie in stato di necessità alle quali dobbiamo rispondere "ci siamo".
Un grazie speciale ai numerosi e nuovi volontari della parrocchia che pur con tutte le precauzioni, non hanno mai fatto mancare il loro supporto indispensabile.
Tale supporto oltre che alla distribuzione dei viveri é ora a maggior ragione necessario, per una completa riorganizzazione dei locali parrocchiali, in vista dell'inizio delle opere di ristrutturazione, oltre che per giungere entro l'estate alla riapertura del salone posto sotto la chiesa.

Don Sergio
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LA LITURGIA DI DOMENICA 24 MAGGIO – ASCENSIONE DEL SIGNORE – Per la sicurezza, nella chiesa sono disponibili n. 79 posti a sedere.

Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del Corpus Domini

La liturgia di domenica 24 maggio 2020
ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Bianco

“Ci sono molti modi di essere presenti. Se due alberi si trovano l’uno vicino all’altro, sono presenti l’uno all’altro, ma in un senso del tutto esteriore ed imperfetto. Non sanno nulla l’uno dell’altro, non si preoccupano l’uno dell’altro e, nonostante la loro vicinanza, rimangono estranei l’uno all’altro.
La presenza nel vero senso della parola comincia solo nel momento in cui due esseri si conoscono spiritualmente e si mettono l’uno di fronte all’altro consapevolmente. Ciò permette loro di avere interiormente una sorta di immagine l’uno dell’altro, per cui l’altro ha, per così dire, una seconda esistenza in colui con il quale è in rapporto. E se una presenza di questo genere è mantenuta nella maggior parte delle persone che si incontrano, essa può diventare una realtà potente in chi ci conosce e ci ama. L’immagine dell’altro che ognuno porta in sé è, per così dire, carica di realtà. Anche la solitudine può essere piena della presenza dell’altro” (Balthasar).
Gesù risponde alla tristezza dei discepoli, provocata dal suo annuncio che presto se ne sarebbe andato, con la promessa dello Spirito: “È bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore”. Mandando loro il suo Spirito, Gesù sarà presente in loro. Ma la sua presenza non sarà puramente esteriore. Con la discesa dello Spirito, la sua assenza si trasformerà in una forma di presenza più profonda, più reale.
Questa nuova forma della presenza di Gesù nei suoi, tramite lo Spirito, porterà a compimento la sua vittoria definitiva sul mondo.
Nel corso della sua vita terrena, Gesù era stato respinto dagli Ebrei e stava per essere condannato a morte. Lo Spirito rivisiterà questo avvenimento, provando ai discepoli che il peccato è dalla parte del mondo (perché non ha creduto in lui), che la giustizia è dalla parte di Gesù (poiché la sua vita non termina nel sepolcro, ma ritorna al Padre) e che è il principe del mondo ad essere condannato. Testimoniando questa vittoria, lo Spirito Paraclito diventa un antidoto alla tristezza che attanaglia i cuori dei discepoli nel momento in cui Gesù se ne sta andando e, nello stesso tempo, alla persecuzione che si scatenerà contro di loro.
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LA CHIESA DEL CORPUS DOMINI IN SAN MINIATO ALLE SCOTTE RIAPRE ALLE S.MESSE – LUNEDI 18 MAGGIO 2020. MESSA FERIALE DELLE ORE 18,00 – Regole di accesso valide anche per le Chiese di Basciano e Vagliagli

1) L’ingresso, presieduto da un volontario sarà contingentato in base alla capienza massima dell’edificio secondo le regole del distanziamento;
2) Ci saranno più ingressi, uno di entrata e uno riservato all’uscita.
3) Non si potranno creare assembramenti sia all’interno dell’edificio, sia sul sagrato e pertanto sarà necessario rispettare il distanziamento sociale di almeno 1,50 metri tra fedele e fedele.
4) È necessario indossare le mascherine, anche durante la celebrazione.
Non saranno ammesse le mascherine con il filtro in quanto proteggono chi la indossa ma non chi gli è accanto.Al fedele che non la possiede sarà offerta dall’accoglienza.
5) All’ingresso gli addetti all’accoglienza forniranno alcune gocce di gel per le mani che ogni fedele obbligatoriamente dovrà usare. All’interno della chiesa altri addetti distribuiranno i foglietti della messa ed aiuteranno i fedeli ad individuare i posti disponibili.
6) Non è consentito l’accesso a chi ha sintomi influenzali/respiratori o con temperatura superiore a 37,5, come anche a coloro che hanno avuto contatto con persone positive a COVID 19.
7) Sarà favorito l’ingresso a persone diversamente abili.
8) I posti disponibili per la seduta, sono indicati con cartellini di colore verde.
E’ vietato occupare altri spazi di seduta, oltre quelli contrassegnati. Per garantire il previsto distanziamento sociale é stato scelto di alternare una panca vuota ad una con due possibili sedute opportunamente distanziate.
Saranno collocate delle sedie poste alla distanza di sicurezza di un metro e mezzo tra di loro e non dovranno in alcun modo essere spostate.
In questa fase sono stati individuati n. 48 posti a sedere nelle panche, circa n. 23 posti con le sedie, n° 8 posti presso il bancone in fondo alla chiesa, per complessivi circa n.79 posti a sedere.
In caso di necessità, a cura del servizio di accoglienza, saranno incrementati i posti a sedere, aggiungendo, opportunamente distanziate tra loro, le sedie disponibili.
Si chiede di non sedersi in ordine sparso, completando quando possibile i posti liberi a partire da quelli disponibili nella parte più vicina all’altare.
Ciò aiuta a collocare un maggior numero di fedeli e permette, anche in funzione della quantità dei fedeli che hanno assistito alla celebrazione, un’agevole igienizzazione del locale.
9) Durante la celebrazione sarà omesso lo scambio della pace.
10) Al momento della distribuzione dell’EUCARISTIA, per evitare la formazione di eventuali assembramenti, ogni fedele rimarrà presso la propria postazione e sarà il parroco, munito di mascherina ed eventualmente di guanti adeguatamente igienizzati, ad approssimarsi all’incontro con il fedele.
11) La questua non sarà fatta passando per le panche, ma a tale scopo presso l’uscita, sono collocati appositi raccoglitori per le offerte che i fedeli desiderano lasciare.
12) Alla fine della Santa Messa l’uscita dovrà avvenire in modo composto.
Usciranno per primi i fedeli che occupano i posti prossimi all’uscita, cui seguiranno tutti gli altri in ordine e rispettando le distanze. Ci saranno comunque i collaboratori volontari che vi guideranno in tal senso.
13) All’ingresso della Chiesa, nel portone centrale, un cartello riporta le indicazioni basilari che il fedele deve ottemperare per potervi accedere.
14) Per le messe feriali, visto che l’affluenza sarà certamente minore, saranno disponibili solo le due file di panche e sedie centrali, per le quali ed in generale rimangono le stesse regole sopra elencate.

Alla fine di ogni celebrazione gli ambienti e gli oggetti saranno igienizzati sempre grazie alle persone che si sono rese disponibili per aiutarmi in questo momento particolarmente delicato.
Non sarà facile abituarsi a tutto questo, come già detto, ma non é possibile fare altrimenti. Vi chiedo e vi chiediamo pertanto la massima pazienza e collaborazione affinché tutto possa svolgersi secondo i protocolli.
Se tutti faremo la nostra parte, sarà più facile anche per coloro che vi accompagneranno in questo turbinio di regole assolvere al loro compito.
Grazie di cuore a tutti i collaboratori che mi danno una mano e a tutti fedeli che parteciperanno alle celebrazioni.
DON SERGIO VOLPI.

ORARIO S.MESSE:
FERIALI: ore 18,00
PRE FESTIVE: ore 18,30
FESTIVE: ore 8,30 ed ore 11,15

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LA LITURGIA DI DOMENICA 17 MAGGIO 2020 – VI DOMENICA DI PASQUA

Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del Corpus Domini


La Liturgia di Domenica 17 Maggio 2020
VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)


Grado della Celebrazione: DOMENICA

Colore liturgico: Bianco


L’uomo vive d’amore dal suo primo respiro fino all’ultimo. Amato, si sente protetto ed accettato. Amando, sente di appartenere e trova un senso ad offrirsi. Poiché l’amore non può restare chiuso nel suo cuore; esso pervade il quotidiano. L’amore che si porta all’uomo spinge ad impegnarsi. L’amore che si porta a Dio si manifesta nella considerazione che si ha dei suoi comandamenti. Si manifesta anche nella giustizia, nel rispetto della vita, nell’azione per la riconciliazione dei popoli e per la pace. Le conseguenze dell’amore che si porta a Dio possono prendere l’aspetto di un lavoro, perfino di una lotta.
Lavoro e lotta sembrano spesso esigere troppo dall’uomo e superare le sue forze. Egli vede le sue debolezze ed ha voglia di rinunciare, ma quando lavoro e lotta sono le conseguenze dell’amore, conferiscono all’esistenza un respiro profondo, mettono la vita in un contesto più vasto e la rendono importante tanto sulla terra quanto in cielo.
Cose apparentemente infime acquistano un significato quando sono il risultato dell’amore per Dio. Ogni buona azione, anche quella che facciamo senza pensare a Dio, è in relazione all’amore che gli portiamo.
Ogni atto di amore, anche quando sembra minimo - come quando si porge un bicchiere d’acqua a qualcuno che ha sete - assume un significato per l’eternità.
Noi ci chiediamo spesso: che cosa rimarrà del nostro mondo?
È vero che crediamo di poter vivere e risuscitare grazie all’amore di Dio, con tutto ciò che è esistito grazie a questo amore che non si è accontentato di restare sentimento: contatti, relazioni, avvenimenti, cose. Quando risusciteremo, tutto un mondo risusciterà con noi, un mondo fatto di amore responsabile. Sarà magnifico: una “terra nuova”, che abbiamo il diritto di chiamare anche un “cielo nuovo”.
Antifona d'ingresso
Con voce di giubilo date il grande annunzio,
fatelo giungere ai confini del mondo:
il Signore ha liberato il suo popolo. Alleluia. (cf. Is 48,20)
Colletta
Dio onnipotente,
fa’ che viviamo con rinnovato impegno
questi giorni di letizia in onore del Cristo risorto,
per testimoniare nelle opere
il memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
O Dio, che ci hai redenti nel Cristo tuo Figlio
messo a morte per i nostri peccati
e risuscitato alla vita immortale,
confermaci con il tuo Spirito di verità,
perché nella gioia che viene da te,
siamo pronti a rispondere
a chiunque ci domandi ragione
della speranza che è in noi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (At 8,5-8.14-17)
Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 65)
Rit: Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!

A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini.

Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno.

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia.
SECONDA LETTURA (1Pt 3,15-18)
Messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.

Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.
VANGELO (Gv 14,15-21)
Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore
Credo o simbolo apostolico
Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen,
*(Il Credo o Simbolo degli apostoli (Symbolum apostolorum) è un'antichissima formula di fede della religione cristiana.
Preghiera dei fedeli
Eleviamo al Padre le nostre preghiere, chiedendogli il dono dello Spirito, perché animati dalla sua forza possiamo essere cristiani fedeli e coerenti.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa sappia annunciare al mondo il Vangelo di Gesù Cristo con parole convincenti, ma soprattutto con la carità verso tutti. Preghiamo.
2. Perché il Papa e i Vescovi siano sostenuti nel loro ministero magisteriale dallo Spirito Santo e sappiano guidare il popolo di Dio sulle vie del Signore. Preghiamo.
3. Perché coloro che occupano posti di responsabilità sappiano impegnarsi con decisione per la promozione della dignità umana. Preghiamo.
4. Perché i cristiani si amino con l’amore di Cristo, perdonandosi a vicenda e cercando sempre la comunione fraterna e l’unità dei cuori. Preghiamo.
5. Perché sappiamo riconoscere, nella nostra comunità, la presenza dello Spirito che anima la Storia e la guida secondo i piani di Dio. Preghiamo.

Ascolta, o Padre, le nostre preghiere e donaci il dono del Consolatore, perché in ogni situazione della vita sappiamo rendere ragione della speranza che è in noi. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
Preghiera sulle offerte
Accogli Signore, l’offerta del nostro sacrificio,
perché, rinnovati nello spirito,
possiamo rispondere sempre meglio
all’opera della tua redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
PREFAZIO PASQUALE I, II, III, IV, V
Antifona di comunione
“Se mi amate, osservate i miei comandamenti”,
dice il Signore.
“Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore,
che rimanga con voi in eterno”. Alleluia. (Gv 14,15-16)

Preghiera dopo la comunione
Dio grande e misericordioso,
che nel Signore risorto
riporti l’umanità alla speranza eterna,
accresci in noi l’efficacia del mistero pasquale
con la forza di questo sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

La Liturgia da La Chiesa.it

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10 MAGGIO 2020 – V DOMENICA DI PASQUA – LE RIFLESSIONI DI DON SERGIO –

Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.
Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.

Parola di Dio
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
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LA LITURGIA DI DOMENICA 10 MAGGIO – V DOMENICA DI PASQUA

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI

La Liturgia di domenica 10 Maggio
V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Bianco
Le ultime parole che si pronunciano alla fine della vita hanno un carattere particolare. Riassumono il mistero di un essere. Platone fa parlare il suo maestro Socrate di immortalità prima di morire. Il condannato a morte consola quelli che restano.
Le ultime parole possono essere molto pragmatiche. La madre di Goethe diede istruzioni di non mettere troppa uva passa nel dolce preparato per la sua sepoltura. Alcuni esortano i loro figli a sostenersi a vicenda. I patriarchi della Bibbia muoiono benedicendo la loro discendenza.
Anche nel nostro Vangelo si tratta di ultime parole. Parla uno che è consapevole di stare per morire. E colui che ne ha preso nota è convinto che quel morto è ancora in vita.
Non leggete queste parole come un discorso ben costruito e coerente. Immaginate delle pause. Prendetele piuttosto come parole pronunciate in un profondo silenzio, come parole indirizzate a uomini prigionieri, “tutt’orecchi”, in qualche modo. Noi potremmo ascoltarle anche come si ascolta una goccia d’acqua cadere in una grotta. Bisogna che chi ascolta sia assolutamente silenzioso per lasciar entrare in sé queste parole. Se noi ascoltiamo veramente, sentiamo parole di consolazione: “Non sia turbato il vostro cuore”. Parole di speranza: “Nella casa del Padre mio vi sono molti posti”. Parole di maestà: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. Parole di vocazione esigente: “Chi crede in me compirà le opere che io compio”.
Non è facile per noi capire immediatamente queste parole. I discepoli che interrompono il Signore fanno delle domande smarrite. Non hanno ancora capito, eppure è già l’ora dell’addio. Sapremo noi capire meglio?

Antifona d’ingresso
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi;
a tutti i popoli ha rivelato la salvezza. Alleluia. (Sal 98,1-2)

Colletta
O Padre,
che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo,
guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione,
perché a tutti i credenti in Cristo
sia data la vera libertà e l’eredità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:
O Padre,
che ti riveli in Cristo maestro e redentore,
fa’ che, aderendo a lui, pietra viva,
rigettata dagli uomini,
ma scelta e preziosa davanti a te,
siamo edificati anche noi
in sacerdozio regale, popolo santo,
tempio della tua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (At 6,1-7)
Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 32)
Rit: Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate.

Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

SECONDA LETTURA (1Pt 2,4-9)
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.
Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 14,6)
Alleluia, alleluia.

Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Alleluia.

VANGELO (Gv 14,1-12)
Io sono la via, la verità e la vita.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Chiediamo al Padre di inondarci con la sua grazia, perché possiamo essere degni del ritorno di Cristo, quando egli verrà e ci prenderà con sé, per portarci dove è lui.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa non ceda alle tentazioni del successo e del potere, ma abbia in Gesù, umile e servo, il suo unico Signore. Preghiamo.
2. Perché i diaconi permanenti, accolti nelle nostre comunità come ministri ordinati, si pongano con passione e impegno al servizio delle necessità della Chiesa. Preghiamo.
3. Perché i cristiani seguano Gesù, la via, fra le tentazioni del mondo, per giungere alla vita eterna e alla beatitudine celeste. Preghiamo.
4. Perché ciascuno di noi si senta pietra viva necessaria all’edificazione della Chiesa, realizzando la missione che Dio ci ha affidato. Preghiamo.
5. Perché nella nostra comunità si vivano l’amore gratuito, l’ascolto e l’aiuto reciproco, nella consapevolezza della presenza del Signore Gesù in mezzo a noi. Preghiamo.

Ascolta o Padre le nostre preghiere, perché seguendo la via tracciata da Gesù possiamo sempre meglio conoscere il tuo amore e abbracciare la tua volontà. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
O Dio, che in questo scambio di doni
ci fai partecipare alla comunione con te,
unico e sommo bene,
concedi che la luce della tua verità
sia testimoniata dalla nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO PASQUALE V
Cristo sacerdote e vittima

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
Offrendo il suo corpo sulla croce,
diede compimento ai sacrifici antichi,
e donandosi per la nostra redenzione
divenne altare, vittima e sacerdote.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo…

Antifona di comunione
“Io sono la via, la verità e la vita”,
dice il Signore. Alleluia. (Gv 14,6)

Preghiera dopo la comunione
Assisti, Signore, il tuo popolo,
che hai colmato della grazia di questi santi misteri,
e fa’ che passiamo dalla decadenza del peccato
alla pienezza della vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.

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03 MAGGIO 2020 – IV DOMENICA DI PASQUA – LE RIFLESSIONI DI DON SERGIO –

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Parola del Signore
 Il battesimo, dunque, rende tutti i cristiani sacerdoti in quanto li unisce, li innesta nel corpo di Cristo, li consacra perché con la loro presenza nel mondo assicurino la manifestazione continua della comunione fra Dio e l’umanità. Il popolo di Dio, ci ricorda l’intervento di L.Sartori, è il primo depositario dell’investitura sacerdotale di Cristo, in quanto partecipe della sua missione di profeta, sacerdote e re. Potremmo dire che i cristiani sono inviati da Cristo per prolungare la sua azione sacerdotale nella storia: la chiesa in questa azione vive il suo essere sacramento della comunione che unisce Dio all’umanità e l’umanità a Dio, comunicando al mondo quella vita divina di cui è essa stessa fruisce per grazia.
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LA LITURGIA DI DOMENICA 3 MAGGIO 2020 – IV DOMENICA DI PASQUA

Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del Corpus Domini

La Liturgia di Domenica 3 maggio 2020
IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Bianco

Gesù si presenta come il Mediatore tra Dio e gli uomini. Egli è “la porta” dell’ovile.
Non ci è dato di incontrare Dio in modo immediato. Non possiamo stabilire noi il modo in cui comunicare con lui.
Dio si rivela e si dona a noi attraverso il Cristo che vive nella Chiesa. Raggiungiamo la comunione con lui mediante la strumentalità della Chiesa in cui è presente e opera Cristo.
Gesù non è soltanto il Mediatore del disvelarsi e dell’offrirsi di Dio a noi. È la realtà stessa del Verbo divino che ci raggiunge, ci illumina con la fede, ci trasforma con la grazia, ci guida con la sua parola, i suoi sacramenti e la sua autorità.
Egli è la “porta” e il “Pastore” che “cammina innanzi” alle pecore.
Gesù, come Buon Pastore, ci conosce per nome, ci ama e per noi offre la propria vita in una dilezione che si spinge sino alla fine.
Noi credenti siamo chiamati ad “ascoltare la sua voce” e a “seguirlo” senza porre condizioni.
Egli ci conduce al “pascolo”. È la croce, dopo la quale, però, giunge la gioia senza limiti e senza fine: una gioia che ha le sue anticipazioni anche nell’esistenza terrena.

Antifona d’ingresso
Della bontà del Signore è piena la terra;
la sua parola ha creato i cieli. Alleluia. (Sal 33,5-6)

Colletta
Dio onnipotente e misericordioso,
guidaci al possesso della gioia eterna,
perché l’umile gregge dei tuoi fedeli
giunga con sicurezza accanto a te,
dove lo ha preceduto il Cristo, suo pastore.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

Oppure:
O Dio, nostro Padre,
che nel tuo Figlio ci hai riaperto
la porta della salvezza,
infondi in noi la sapienza dello Spirito,
perché fra le insidie del mondo
sappiamo riconoscere la voce di Cristo,
buon pastore,
che ci dona l’abbondanza della vita.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

PRIMA LETTURA (At 2,14.36-41)
Dio lo ha costituito Signore e Cristo.
Dagli Atti degli Apostoli

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».
All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?».
E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 22)
Rit: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

SECONDA LETTURA (1Pt 2,20-25)
Siete tornati al pastore delle vostre anime.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché,
non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti.
Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore
e custode delle vostre anime.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 10,14)
Alleluia, alleluia.

Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.

Alleluia.

VANGELO (Gv 10,1-10)
Io sono la porta delle pecore.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Preghiamo il Signore perché ci doni la grazia di seguire Gesù, buon pastore, lungo le strade che egli ci indica con la sua parola e il suo esempio.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché il Papa, i Vescovi e i sacerdoti, pastori del popolo di Dio, ci conducano sulle vie indicate da Cristo, dando testimonianza di fedeltà al Signore. Preghiamo.
2. Perché coloro che guidano le nazioni si spendano per la pace e la giustizia, vivendo con onestà e passione la ricerca del bene comune. Preghiamo.
3. Perché i cristiani sappiano resistere alle tentazioni degli idoli e confessino Gesù Cristo come unico Signore della loro vita. Preghiamo.
4. Perché i giovani trovino, nella comunità dei credenti, adulti nella fede che li sappiano accompagnare in un’esperienza profonda di incontro con Cristo. Preghiamo.
5. Perché la nostra comunità sia un luogo dove la voce di Gesù viene ascoltata, amata e seguita. Preghiamo.

O Padre, ascolta le nostre preghiere e rendici attenti alla chiamata del tuo Figlio, perché seguendo la sua voce possiamo trovare la comunione con te. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
O Dio, che in questi santi misteri
compi l’opera della nostra redenzione,
fa’ che questa celebrazione pasquale
sia per noi fonte di perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO PASQUALE IV
La restaurazione dell’universo per mezzo del mistero pasquale

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
In lui, vincitore del peccato e della morte,
l’universo risorge e si rinnova,
e l’uomo ritorna alle sorgenti della vita.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo…

Antifona di comunione
È risorto il buon Pastore,
che ha dato la vita per le sue pecorelle,
e per il suo gregge è andato incontro alla morte. Alleluia.

Oppure:
“Io sono il buon pastore e offro la vita per le pecore”,
dice il Signore. Alleluia. (Gv 10,14.15)

Preghiera dopo la comunione
Custodisci benigno, o Dio nostro Padre,
il gregge che hai redento
con il sangue prezioso del tuo Figlio,
e guidalo ai pascoli eterni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

La Liturgia da: La Chiesa.it

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EMERGENZA EPIDEMIA COVID 19- SOLIDARIETA’ ALIMENTARE

Con atto Dirigenziale n. 830 del 27-04-2020, il Comune di Siena, riapre i termini per consentire l’erogazione di buoni spesa, ad ulteriori famiglie disagiate che vivono nel territorio del Comune di Siena.
La Caritas di San Miniato (attraverso la Parrocchia San Miniato-Scotte) é stata inserita tra le cinque Associazioni di volontariato del Terzo Settore, che nel rispetto dei requisiti già approvati dal Comune, possono presentare alla Direzione Welfare e Promozione del Benessere del Comune di Siena, la richiesta di assegnazione del buono viveri a nuclei familiari disagiati.
Questo potrà avvenite fino a concorrenza dei residui fondi disponibili.
A tal fine invita tutti i parrocchiani a far pervenire notizie in merito a quanto sopra, affinché possano essere valutate eventuali situazioni familiari, che a causa del Covid 19, si trovano momentaneamente, in condizioni di particolare e documentabile disagio.
La Caritas di San Miniato ed il Parroco don Sergio, rimangono a disposizione per valutare situazioni familiari disagiate ed avanzare richiesta di sostegno al Comune.

Riferimenti utili: (si possono inviare richieste tramite il Sito)
E-Mail: sanminiatoscotte@gmail.com
Telefono Caritas: 0577 573781 (Ogni Mercoledì e Giovedì dalle ore 9,00 alle ore 12,00).
Parrocchia: 0577 330163

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DOMENICA 26 APRILE – III DI PASQUA – LE RIFLESSIONI DI DON SERGIO – L’AFRICA DI IVO

Dal Vangelo di Luca 24,13-36
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
La scena di Emmaus è un capolavoro di catechesi liturgica e missionaria. Vi è descritto l’itinerario di due discepoli che lasciano Gerusalemme illusi e delusi e vi ritornano per ripartire gioiosi e fiduciosi verso la testimonianza, perché sono stati incontrati dal Crocifisso-Risorto, spiegazione di tutta la Scrittura e presenza perenne tra i suoi nel sacramento del “pane spezzato”.
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LA LITURGIA DI DOMENICA 26 APRILE 2020 – III DOMENICA DI PASQUA

Parrocchia di San Miniato alle Scotte
Chiesa del Corpus Domini

La Liturgia di Domenica 26 Aprile 2020
III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Bianco

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Bianco
AP030 ;

La scena di Emmaus è un capolavoro di catechesi liturgica e missionaria. Vi è descritto l’itinerario di due discepoli che lasciano Gerusalemme illusi e delusi e vi ritornano per ripartire gioiosi e fiduciosi verso la testimonianza, perché sono stati incontrati dal Crocifisso-Risorto, spiegazione di tutta la Scrittura e presenza perenne tra i suoi nel sacramento del “pane spezzato”.
L’inizio del cammino è un allontanarsi dal Crocifisso. La crisi della croce sembra aver seppellito ogni speranza. Colui che l’ha fatta nascere, l’ha portata con sé nella tomba. Non bastano voci di donne per farla rinascere. Gesù raggiunge i due subito a questo inizio e chiede di spartire con loro domande e scandalo.
Ecco la prima tappa, quella del problema posto ad ogni persona dall’evento Gesù, il Crocifisso.
L’appello di Cristo ci raggiunge sulla strada della nostra fede incompiuta e della sua domanda.
Gesù non arriva di faccia, ma da dietro, come dice il testo greco, e cammina a fianco, da forestiero.
Il passaggio al riconoscimento ha bisogno della spiegazione delle Scritture. Solo il Risorto ne è l’interprete adeguato.
Il cuore riscaldato e riaperto dal segno della Parola spiegata implora il viatico di un segno più intimo, quello del pane spezzato. Gesù, però, sparisce.
La Chiesa non può trattenere Gesù nella visibilità storica di prima. Deve sapere e credere che egli è vivo con essa e la vivifica nell’Eucaristia. I discepoli capiscono e tornano a Gerusalemme per condividere con gli apostoli la testimonianza.
Emmaus è un capolavoro di dialogo confortante. Emmaus assicura tutti che, quando ascoltano la Scrittura nella liturgia della Parola e partecipano allo spezzare del pane nella liturgia eucaristica, sono realmente incontrati da Cristo e ritrovano fede e speranza.

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DOMENICA 19 APRILE – II DI PASQUA – LE RIFLESSIONI DI DON SERGIO

Dalla prima lettura degli Atti degli Apostoli (At 2,42-47)
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune.
Quelli che erano stati battezzati] erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere.
Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.

Le Riflessioni per accostarsi ai sacramenti – Don Sergio
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IL TEMPO PASQUALE – DOMENICA 12 APRILE 2020 – OMELIA DI DON SERGIO VOLPI

Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

AUGURI DA TUTTO LO STAF DI OLTRE 30 VOLONTARI CHE NEI VARI SETTORI, DEDICANO IL TEMPO LIBERO ALLE MOLTE ATTIVITA’ IN SUPPORTO AL PARROCO, NELLE TRE PARROCCHIE DI BASCIANO, SAN MINIATO E VAGLIAGLI.
AUGURI ED UN RINGRAZIAMENTO AI MOLTI VOLONTARI DELLE CONTRADE E DELLA MISERICORDIA, CHE IN QUESTO MOMENTO COSI’ DIVERSO, PERMETTONO ALLA CARITAS, DI PROSEGUIRE CON L’ASSISTENZA ALLE PERSONE MENO FORTUNATE.
AUGURI ED UN RINGRAZIAMENTO ALLA DISPONIBILITA E COLLABORAZIONE DELLA CARITAS DIOCESANA.
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La Resurrezione nei versi di Mario Luzi – di Maria Rosa Tabellini

Dal sepolcro la vita è deflagrata.
La morte ha perduto il duro agone.
Comincia un’era nuova:
l’uomo riconciliato nella nuova
alleanza sancita dal tuo sangue
ha dinanzi a sé la via.
Difficile tenersi in quel cammino.
La porta del tuo regno è stretta.
Ora sì, o Redentore, che abbiamo bisogno del tuo aiuto,
ora che invochiamo il tuo soccorso,
tu, guida e presidio, non ce lo negare.
L’offesa del mondo è stata immane.
Infinitamente più grande è stato il tuo amore.
Noi con amore ti chiediamo amore.

(Mario Luzi, da La Passione, 1999)

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TRIDUO PASQUALE 2020 – OMELIA DI DON SERGIO – VENERDI’ SANTO

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.

Dal libro del profeta Isaìa
Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente.
Come molti si stupirono di lui – tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo –,così si meraviglieranno di lui molte nazioni; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito.
Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?
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TRIDUO PASQUALE 2020 – OMELIA DI DON SERGIO – GIOVEDI’ SANTO

Gesù Cristo ha fatto di noi un regno e ci ha costituiti sacerdoti per il suo Dio e Padre; a lui gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amen. (Ap 1,6)

Dal libro del profeta Isaìa
Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore, il giorno di vendetta del nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti, per dare agli afflitti di Sion una corona invece della cenere,
olio di letizia invece dell’abito da lutto, veste di lode invece di uno spirito mesto.
Voi sarete chiamati sacerdoti del Signore, ministri del nostro Dio sarete detti.
Io darò loro fedelmente il salario, concluderò con loro un’alleanza eterna.
Sarà famosa tra le genti la loro stirpe, la loro discendenza in mezzo ai popoli.
Coloro che li vedranno riconosceranno che essi sono la stirpe benedetta dal Signore.
Parola di Dio
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DON SERGIO RINGRAZIA ED INVIA GLI AUGURI DI BUONA PASQUA

Isolato come tutti, don Sergio, non potendolo fare direttamente, ringrazia i parrocchiani e gli amici che in questi giorni hanno risposto con generosità alla richiesta di aiuto della parrocchia.
Grazie di cuore, auguri per una serena pasqua e fiducia per il prossimo futuro.

AUGURI PER UNA SERENA E SANTA PASQUA
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LA LITURGIA DI DOMENICA 12 APRILE 2020 – PASQUA

PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI

La Liturgia di Domenica 12 Aprile
DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

Che cos’è che fa correre l’apostolo Giovanni al sepolcro? Egli ha vissuto per intero il dramma della Pasqua, essendo molto vicino al suo maestro. Ci sembra perciò inammissibile un’affermazione del genere: “Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura”. Eppure era proprio così: non meravigliamoci allora di constatare l’ignoranza attuale, per molti versi simile. Il mondo di Dio, i progetti di Dio sono così diversi che ancor oggi succede che anche chi è più vicino a Dio non capisca e si stupisca degli avvenimenti.
“Vide e credette”. Bastava un sepolcro vuoto perché tutto si risolvesse? Credo che non fu così facile. Anche nel momento delle sofferenze più dure, Giovanni rimane vicino al suo maestro. La ragione non comprende, ma l’amore aiuta il cuore ad aprirsi e a vedere. È l’intuizione dell’amore che permette a Giovanni di vedere e di credere prima di tutti gli altri. La gioia di Pasqua matura solo sul terreno di un amore fedele. Un’amicizia che niente e nessuno potrebbe spezzare. È possibile? Io credo che la vita ci abbia insegnato che soltanto Dio può procurarci ciò. È la testimonianza che ci danno tutti i gulag dell’Europa dell’Est e che riecheggia nella gioia pasquale alla fine del nostro millennio.
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CHIESA DEL CORPUS DOMINI IN SAN MINIATO ALLE SCOTTE – SIENA VIA A. MORO “RICEVERE L’EUCARISTIA”

CHIESA DEL CORPUS DOMINI – COME RICEVERE L’EUCARISTIA

RICEVERE L’EUCARISTIA

La chiesa di San Miniato é aperta tutti i giorni, dalle ore 9,00 am. alle ore 19,30 pm, per consentire la preghiera e riflessione personale.
Poiché é difficile fissare un appuntamento, chi entra in chiesa, può affacciarsi alla porta posta sul lato destro che comunica con la sacrestia e locali parrocchiali, chiamando don Sergio. La porta é chiusa a chiave solamente per assenza del parroco.

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DOMENICA 5 APRILE – OMELIA DI DON SERGIO – I^ PARTE – “DOMENICA DELLE PALME”

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési (Fil 2,6-11)
Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.

Dal libro del profeta Isaìa
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato.
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Monsignor Augusto Paolo LOJUDICE – Lettera alle Famiglie – Una “Chiesa domestica”

La lettera alle famiglie che ha scritto il nostro Arcivescovo Mons. Augusto Paolo Lojudice

Domenico Zipoli – esecutore Lonardo Agnelli – musica sacra (clicca per accompagnamento musicale)
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L’AVO AIUTA LA CARITAS DI SAN MINIATO –

Come riportato nel giornale la Nazione di Siena del 3 Aprile 2020, l’Associazione Volontari Ospedalieri, prima in assoluto, ha fatto una donazione alla Caritas della Parrocchia di San Miniato, per l’acquisto di generi alimentari destinati alle numerose famiglie bisognose.
La Caritas ringrazia l’Associazione e sarà presente e disponibile per tutte le preziose iniziative che attuano, nell’ambito delle strutture ospedaliere e non solo.

Estratto da “La nazione Siena del 3 Aprile 2020”

Nell’ultima settimana sono pervenute nuove richieste di supporto e fornitura dei pacchi alimentari.
I volontari Caritas riescono a confezionare ogni Mercoledì e Giovedì, n. 30 pacchi di alimenti a lunga conservazione e se possibile n.30 pacchi contenenti frutta e verdura.
La Caritas non ha risorse proprie, ma fino ad oggi era operativa grazie alle donazioni di beni, alle raccolte alimentari ed alle forniture di prodotti in scadenza.
Ora, non potendo fare raccolte alimentari, può proseguire la propria attività attraverso la generosità di chi può donare.
IBAN CARITAS: IT 72 T 01030 14204 000000 262287

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Domenica delle Palme 5 Aprile 2020 -“Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina… (Mt 21,5)” Poesia commentata da Maria Rosa Tabellini Partini

Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina… (Mt 21,5)

Nel vasto e vario zoo compreso nella Bibbia (dal lupo all’agnello, dal serpente alla vacca, dal corvo alla colomba, alle creature fantastiche come il leviatano), l’asino è uno degli animali più spesso nominati. Compagno di lavoro dell’uomo, cavalcatura per tutti senza distinzione sociale, l’asino rappresenta l’umiltà e il servizio, ma anche la saggezza (l’asino di Balaam riconosce infatti prima del suo padrone la presenza dell’Angelo di Dio sulla strada, come si legge in Numeri 22,21-33). L’asino accompagna inoltre la vita di Gesù scandendone i passaggi fondamentali, dalla fuga in Egitto fino all’ingresso in Gerusalemme tra una folla festante (ma che ben presto avrebbe mostrato i propri mutevoli umori). Francesco volle metterlo infine nel presepe accanto a Gesù, consacrandone il significato cristiano.
Francis Jammes (1868 – 1938), poeta francese appartenente alla corrente del simbolismo ma alieno dalla visionarietà allucinata di Baudelaire, ha composto poesie incentrate sulla contemplazione della natura, tra cui alcune in forma di preghiera serena e “umana”, senza pretese di misticismo. Come questa, in cui esprime il suo desiderio di «andare in Paradiso con gli asini»: in Paradiso, certo, ma non confidando su meriti speciali, bensì per forza di cose, «ché non c’è inferno al paese di Dio». Ed è infatti un Paradiso mite, in cui si contempla «l’umile, la dolce povertà», degno di quegli animali che «abbassano la testa / dolcemente, e fermandosi congiungono /dignitosi e strazianti i piccoli piedi». (Maria Rosa Tabellini)

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LA LITURGIA DI DOMENICA 5 APRILE 2020 – DOMENICA DELLE PALME

LA LITURGIA DI DOMENICA 5 APRILE 2020
DOMENICA DELLE PALME (ANNO A)

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Rosso
Scheda Agiografica:DOMENICA DELLE PALME

Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme
ANTIFONA

Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
è il Re d’Israele.
Osanna nell’alto dei cieli. (Mt 21,9)

Il sacerdote saluta il popolo con queste parole:

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
l’amore di Dio Padre
e la comunione dello Spirito Santo
sia con tutti voi.

R. E con il tuo spirito.

Quindi rivolge al popolo una breve esortazione, per illustrare il significato del rito e per invitarlo a una partecipazione attiva e consapevole:

Fratelli carissimi,
questa assemblea liturgica è preludio alla Pasqua del Signore, alla quale ci stiamo preparando con la penitenza e con le opere di carità fin dall’inizio della Quaresima.
Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e risurrezione.
Accompagniamo con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo ingresso nella città santa, e chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce, per essere partecipi della sua risurrezione.

Dopo questa esortazione, il sacerdote dice a mani giunte una delle orazioni seguenti:

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
benedici + questi rami [di ulivo],
e concedi a noi tuoi fedeli,
che accompagniamo esultanti il Cristo,
nostro Re e Signore,
di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Oppure:
Preghiamo.
Accresci, o Dio, la fede di chi spera in te,
e concedi a noi tuoi fedeli,
che rechiamo questi rami
in onore di Cristo trionfante,
di rimanere uniti a lui,
per portare frutti di opere buone.
Per Cristo nostro Signore.

E senza nulla dire, asperge i rami con l’acqua benedetta.

Segue la proclamazione del Vangelo dell’ingresso del Signore.

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PARROCCHIA DI SAN MINIATO – COMUNICAZIONI DEL PARROCO – 1 Aprile 2020

Quotidianamente a porte chiuse, celebro la Santa Messa e mi rivolgo a nostro Signore perché aiuti, in particolare la nostra frastornata comunità a superare in fede e pazienza questo particolare momento.

PARROCCHIA
IMPORTANTE: Le offerte raccolte durante le celebrazioni liturgiche, erano e sono interamente dedicate a coprire i costi di gestione e manutenzione dei locali parrocchiali.
Le spese forse si attenuano, ma non si fermano, pertanto mi rivolgo a tutti coloro, che nel limite delle loro personali possibilità hanno contribuito settimanalmente alla copertura delle stesse.
Chi vuole può inserire le offerte nel contenitore delle candele, presso la madonna, oppure fare offerte a Don Sergio, oppure tramite versamenti direttamente nel c.c. della Parrocchia:
IBAN – IT32A0103014204000000065020.

CARITAS
OGNI DONAZIONE A QUESTO FINE E’ IMPORTANTE ED OGNUNO HA LE GIUSTE SENSIBILITA’ – MI PARE DOVEROSO INFORMARE CHE NELLA PARROCCHIA (PICCOLE GOCCE NEL MARE DELLA DISPERAZIONE) ASSISTIAMO N. 30 ATTUALI FAMIGLIE CON PACCHI SETTIMANALI.
(SOLO OGGI NE ABBIAMO AGGIUNTE 3 ED UN’ALTRA FAMIGLIA CI HA FATTO RICHIESTA).
SONO FAMIGLIE A NOI CONOSCIUTE, CHE NEL TEMPO AVEVANO RINUNCIATO AI PACCHI, POICHE’ FINALMENTE AVEVANO TROVATO LAVORO.
ORA SI RITROVANO IN DIFFICOLTA’ ED ANCHE SE PROVVISORIAMENTE ABBIAMO DECISO DI SUPPORTARLE CON LE NOSTRE PICCOLE POSSIBILITA’,
QUESTO, ANCHE COME GESTO DI VICINANZA DELLA PARROCCHIA.
ABBIAMO FATTO UN PO’ DI VERIFICHE, PER GARANTIRE A TUTTE L’INDISPENSABILE DI BASE NE ABBIAMO PER DUE/TRE SETTIMANE. QUESTO POICHE’ NON E’ PRUDENTE E POSSIBILE FARE LE CONSUETE RACCOLTE ALIMENTARI, IN QUEL CASO CHIEDIAMO SOLO A CHI CAPITA E CHI VUOLE (FUORI DALLA PARROCCHIA).
ORA PURTROPPO DOBBIAMO, A MALINCUORE CHIEDERE UN SOSTEGNO A CHI CI CONOSCE ED AI PARROCCHIANI.
COLGO L’OCCASIONE PER RINGRAZIARE L’AVO DI SIENA (GRUPPO VOLONTARI DELL’OSPEDALE) E SIMPATIZZANTI DELLA PARROCCHIA CHE PRONTAMENTE SI SONO FATTI AVANTI CON UN SOSTEGNO ECONOMICO.
IBAN CARITAS:IT 72 T 01030 14204 000000 262287


ATTIVITA’ IN PARROCCHIA
Grazie a tutta la comunità, la speranza é che presto usciamo da questo limbo per riprendere le celebrazioni eucaristiche e tutte le attività di supporto ai più bisognosi, che con devozione ed altruismo sono normalmente condotte in parrocchia.
ATTIVITA’ IN AFRICA
In tale ambito, ricordo che prosegue, in silenzio, l’attività della Onlus, che ogni mese corrisponde l’assistenza all’ambulatorio in Camerun e si prepara, anche mediante nuove apparecchiature appena acquistate, a tornare nel mese di Novembre nell’Ospedale di Bamako.
Qualora necessario, siamo pronti ad intervenire quì, qualora dilaghi l’infezione da Coronavirus (che sembra stia entrando prepotentemente anche in Africa, (solo 5.000,00 contagi solo in Mali).

Ps. In parrocchia ci siamo abituati per oltre 9 anni alla mancanza della chiesa, siamo rimasti uniti, abbiamo fiducia, riusciremo ad uscirne più forti.

A conclusione della seconda riflessione sulla Resurrezione di Lazzaro é stata trasmessa una bellissima canzone americana We Shall Overcome, che risale agli anni 60.
Ricorderete che era il canto degli Afro-Americani guidati da Martin Luther King che pacificamente chiedevano la parità di diritti nei confronti della popolazione bianca, che poi faticosamente si sta realizzando.
La cantavamo moltissimo anche in Italia; é una bella melodia che esprime vicinanza, fraternità e fiducia nella bontà umana.
Questo clima di sentimento e di volontà spero tanto che sia presente anche nell’attuale e difficile momento che stiamo attraversando.
E allora coraggio: WE SHALL OVERCAME, Noi ce la faremo!

Un augurio di cuore, Don Sergio

INFORMAZIONI
Per tutte le attività parrocchiali o di informazione, é opportuno adoperare il canale digitale. Mail sanminiatoscotte@gmail.com, sito della parrocchia, tel. 0577 330163o tel. 0577 573781, wattsapp, a cui sono collegato.
Ogni proposta che giunge sarà a mia conoscenza e comunicherò le iniziative adottate o da adottare.

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E-Mail: Parrrocchiaminiatoscotte@alice.it
E-Mail: Sanminiatoscotte@gmail.com
Pec: sanminiatosiena@pec.it
Tel. 0577330163
Tel. 0577c573781
Cell.(Wattsapp: 334 1359982)
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DOMENICA 29 MARZO OMELIA DI DON SERGIO – II^ PARTE – “RESURREZIONE DI LAZZARO” (Gv. 11,46-12,8)

Prosegue l’omelia di Don Sergio, alla lettura del Vangelo di Giovanni di Domenica 29 Marzo. (Gv. 11,46-12

1Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. 2E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. 3Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. 4Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: 5«Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». 6Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. 7Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura. 8I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».

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DOMENICA 29 MARZO OMELIA DI DON SERGIO – I^ PARTE – “RESURREZIONE DI LAZZARO” (Gv. 11,1-45)

VANGELO (Gv 11,1-45)
Io sono la risurrezione e la vita
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

I^ PARTE – NEL SUCCESSIVO VIDEO, LA PRIMA PARTE DELL’OMELIA PUBBLICATA SABATO 28 MARZO – LA SECONDA PARTE E’ PUBBLICATA DOMENICA 29 MARZO.

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.

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LA LITURGIA DI DOMENICA 29 MARZO 2020 – FILMATO DI QUARESIMA INCORPORATO


PARROCCHIA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE
CHIESA DEL CORPUS DOMINI

La Liturgia di Domenica 29 Marzo
V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Viola
AQ050 ;

Il racconto della risurrezione di Lazzaro è una delle “storie di segni” che racconta san Giovanni. Si tratta qui di presentare Gesù, vincitore della morte. Il racconto culmina nella frase di Gesù su se stesso: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me non morrà in eterno” (vv. 25-26).
Che Dio abbia il potere di vincere la morte, è già la convinzione dei racconti tardivi dell’Antico Testamento. La visione che ha Ezechiele della risurrezione delle ossa secche – immagine del ristabilimento di Israele dopo la catastrofe dell’esilio babilonese – presuppone questa fede (Ez 37,1-14). Nella sua “Apocalisse”, Isaia si aspetta che Dio sopprima la morte per sempre, che asciughi le lacrime su tutti i volti (Is 25,8). E, per concludere, il libro di Daniele prevede che i morti si risveglino – alcuni per la vita eterna, altri per l’orrore eterno (Dn 12,2). Ma il nostro Vangelo va oltre questa speranza futura, perché vede già date in Gesù “la risurrezione e la vita” che sono così attuali. Colui che crede in Gesù ha già una parte di questi doni della fine dei tempi. Egli possiede una “vita senza fine” che la morte fisica non può distruggere. In Gesù, rivelazione di Dio, la salvezza è presente, e colui che è associato a lui non può più essere consegnato alle potenze della morte.

LA QUARESIMA DEL POPOLO ITALIANO
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OMELIA DI DON SERGIO MERCOLEDI’ 25 MARZO “ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE”

Ciò che colpisce, nell’Annunciazione, è che una “religione pura” esige un dialogo vivente e costante fra Dio e ogni uomo. Qui Dio ha pronunciato la sua ultima Parola a Maria, perché si compissero le parole che, nella storia di Israele, erano state dette ad Abramo, a Mosé e ai profeti. Essi avevano ascoltato e obbedito; lasciarono entrare nella loro vita la Parola di Dio, la fecero parlare nelle loro azioni e la resero feconda nel loro destino.
I profeti sostituirono alle loro proprie idee la Parola di Dio; anche Maria lasciò che la Parola di Dio si sostituisse a quelle che erano le sue convinzioni religiose. Di fronte alla profondità e all’estensione di questa nuova Parola, Maria “rimase turbata”. L’avvicinarsi del Dio infinito deve sempre turbare profondamente la creatura, anche se, come Maria, è “piena di grazia”.

OMELIA DI DON SERGIO – 25 MARZO “ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE”
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DON SERGIO – CENNI STORICI ALLA I^ LETTURA DI MERCOLEDI' 25 MARZO – ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE

CENNI STORICI ALLA PRIMA LETTURA DELLA LITURGIA DI MERCOLED’ 25 Marzo 2020 – Annunciazione del Signore
Dal I^ Libro del profeta Isaia
In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz: “Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto”.
Ma Acaz rispose: “Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore”.
Allora Isaia disse: “Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele, perché Dio é con noi”.

DOMANI “ANUNCIAZIONE DEL SIGNORE” – ORE 12,00 IL PADRENOSTRO, UNITI AL PAPA – CHI PUO’ ANCHE CON ALESSIO CHE SI COLLEGA PER FACEBOOK
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PARROCCHIA DI SAN MINIATO – COMUNICAZIONI DEL PARROCO


In questo momento particolare é necessario che la comunità parrocchiale resti viva ed unita, ma é opportuno adottare tutte le misure necessarie ed obbligatorie, per rispettare ed aiutare chi ogni giorno svolge le proprie attività primarie ed indispensabili alla popolazione.
Nel rispetto di tutte queste persone, ognuno di noi deve essere ligio nei comportamenti evitando i contatti diretti non indispensabili.
Per questo, pur non potendo celebrare le Sante Messe, ogni giorno la Chiesa di San Miniato resterà aperta per consentire un momento di riflessione e preghiera personale.
All’ingresso della chiesa (nell’atrio prospicente i due accessi laterali alla chiesa) ho posizionato la statua della madonna a cui ci rivolgiamo devotamente affinché ci protegga e ci guidi in questo difficile momento.
– Le attività parrocchiali, sono ovviamente ridotte alle essenziali:
– la caritas predispone i pacchi ogni Mercoledì mattina, fin quando sarà possibile, contenenti prodotti di lunga conservazione, oltre a frutta e verdura, dati in abbondanza.
Per non creare assembramenti, il Mercoledì con l’aiuto di volontari delle contrade, il Giovedì con la Misericordia, i pacchi predisposti, saranno consegnati a domicilio, tutte le settimane.
– le attività di studio (con i bimbi delle scuole), raccolta e distribuzione dei vestiti, sono tutte sospese. Continua a leggere “PARROCCHIA DI SAN MINIATO – COMUNICAZIONI DEL PARROCO”

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DON SERGIO VOLPI – "LETTURE" ED OMELIA – IV DOMENICA DI QUARESIMA – LAETARE (ANNO A)

Il racconto della guarigione del cieco è una “storia di segni” caratteristica di san Giovanni. Essa mette in evidenza che Gesù è “la luce del mondo” (v. 5, cf. 8, 12), che egli è la rivelazione in persona e la salvezza di Dio – offerte a tutti.Chi segue me non ha le tenebre ma ha la luce della vita

Cliccare nell’immagine e poi Play in basso a sinistra
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FEBBRAIO 2020 – IN TERRASANTA CON DON BENEDETTO ROSSI

Dal 20 al 28, con la guida saggia ed impeccabile di Don Benedetto Rossi, don Sergio, un gruppo di trenta parrocchiani e conoscenti di Don Benedetto, hanno partecipato al pellegrinaggio in Terrasanta.

Il giorno 20 Febbraio, arrivo a Nazareth ove in notturna, con l’emozione che ha cancellato la stanchezza, è stato possibile visitare la Basilica inferiore che accoglie la parte scavata, della “Grotta dell’Annunciazione”.

Il giorno 21 febbraio, alle ore 6,30 partenza per il Monte Tabor, luogo della Trasfigurazione di Gesù (Lc. 9,28-36), acquisito dai cristiani nel 1631, poi Korazim (Gesù insegna e guarisce Mt. 4,23), il Monte della Beatitudini (Mt. 5,1-12) e Tabga con il luogo in cui si svolsero due episodi dei Vangeli: la moltiplicazione dei pani e il terzo incontro di Gesù con i suoi discepoli dopo la Resurrezione (Mc 6,30-44; Mt 28,16-20). (Foto, cortile della Chiesa della Moltiplicazione).

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COMUNICAZIONE DELL’ARCIVESCOVO DI SIENA – AUGUSTO PAOLO – SOSPENSIONE DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE

8 marzo 2020

Carissimi sacerdoti, come tutti ormai sapete questa notte la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha emanato un altro decreto, in vigore fino al 3 aprile, che sostituisce i precedenti, sulle norme di comportamento da adottare per limitare la diffusione dell’ infezione del Coronavirus che sta affliggendo il nostro paese.

In particolare il testo che ci interessa è all’articolo 2, paragrafo v, dove si legge che l’apertura dei luoghi di culto “viene condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone…”. Quindi si parla solo di “apertura delle chiese”, sottintendendo “per la preghiera personale” e non per le celebrazioni liturgiche. Viene poi, infatti, immediatamente ribadito che “sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri”. Continua a leggere “COMUNICAZIONE DELL’ARCIVESCOVO DI SIENA – AUGUSTO PAOLO – SOSPENSIONE DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE”

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VERNACOLIERE DEL CURATO Barzellette di aggiornamento

GENNAIO 2020

Gesù ed il Cavaliere

Gesù, a capo di una delegazione, un giorno, in paradiso, si presenta di fronte al “Cavaliere” per protestare:
. ” ma quì in Paradiso, noi ci annoiamo, abbiamo la nostra nuvoletta, suoniamo l’arpa tutto il giorno, ma insomma, basta questa monotonia, mi pare meglio all’inferno, almeno li si mangiano, si picchiano, si bruciano…fanno qualcosa”.
Il Cavaliere dopo varie trattative cerca un compromesso: “guarda che tra qualche giorno é la festa del Papà, quindi può essere l’occasione di fare un pò di festa, di allegria. Piuttosto tu da quanto tempo non vedi Giuseppe? Potrebbe essere l’occasione di fargli un regalino”.
Allora Gesù entusiata,  si mette alla ricerca di Giuseppe, chiede in giro, ma nessuno sa dargli delle indicazioni precise.
Commina cammina, ad un certo punto, in lontananza vede una candelina accesa, si avvicina e riconosce in un angolo la presenza di Giuseppe, gli va incontro e tutto contento gli grida: “Giuseppe, Giuseppe finalmente”
Giuseppe tutto raggiante gli va incontro: ” Pinocchio, che piacere vederti dopo tanto tempo!”

Il Compagno Tarabucchi Continua a leggere “VERNACOLIERE DEL CURATO Barzellette di aggiornamento”