LA LITURGIA DI DOMENICA 3 LUGLIO 2022

La Liturgia di Domenica 3 Luglio 2022
XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)


Commento
Non ci si fa da sé discepoli di Gesù. Si ricevono da lui la missione e la grazia necessaria per compierla. Si è mandati. Vi è dunque un doppio compito: ascoltare Dio per ricevere da lui la nostra missione particolare (e ciò attraverso il ministero della Chiesa, nella maggior parte dei casi) e pregare, pregare senza sosta, perché Dio mandi operai nella sua messe. Ma non bisogna mai perdere di vista il fatto che la missione è quella di Gesù; e che noi non siamo che i suoi inviati. È necessario che ci rendiamo trasparenti perché si possa riconoscere, attraverso di noi, ovunque ci troviamo, la persona di Gesù.
Di qui le molteplici raccomandazioni che sono altrettanti mezzi di conformarsi al maestro, mezzi che ci faranno acquistare una libertà sovrana rispetto alle cose materiali e permetteranno alle realtà spirituali di rendersi visibili in noi.
E per vivere ciò, bisognerà domandare senza sosta la grazia di essere discepoli: pregare sempre, pregare perché Dio abiti in noi e possa trasparire da noi, affinché altri uomini, incontrandoci, possano incontrarlo.

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde Continua a leggere

PARROCCHIA DI SAN MINIATO – Mese di Luglio – CAMPI ESTIVI PRESSO I LOCALI PARROCCHIALI – 4-15 Luglio

CAMPI ESTIVI PARROCCHIA DI SAN MINIATO DAL 13 AL 24 GIUGNO

L’Associazione “Il Mondo di Gabri” nel favorire le attività ricreative presso la Parrocchia di San Miniato, ha organizzato. nei locali parrocchiali i Campi estivi (gratuiti) per i bambini delle scuole elementari dal 13 al 24 Giugno  (Grest), e prossimamente organizzerà altre due settimane dal 4 al 15 di Luglio 2022
I campi si svolgeranno dal lunedì al venerdì.
In caso di un numero elevato di richieste sarà data precedenza ai bambini che abitano nella parrocchia o zone limitrofe,
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GIOVEDI 7 APRILE ORE 18,00 NELLA CHIESA DI SAN MINIATO – SIENA – RIFLESSIONE SUL SINODO

GIOVEDI 7 APRILE ORE 18,00
IN CHIESA
INCONTRO DI RIFLESSIONE SUL SINODO

Sinodo = parola greca SYN+ODOS: (SYN – Insieme) (ODOS- cammino): percorrere insieme la strada
Chiesa = parola greca ECCLESIA: Assemblea, comunità, che percorre insieme la strada
Insieme, non come un plotone di soldati o un parlamento democratico
La Chiesa percorre la strada al seguito di Cristo Gesù e del suo vangelo. Pastori e popolo siamo tutti discepoli di Gesù
Matteo 23,1-11: Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: uno solo é il vostro maestro “il Cristo”. E voi siete tutti fratelli. Il più grande fra voi sia il vostro servo
Il nostro mondo (occidentale?) vive un grande cambiamento d’epoca; le cose importanti, gli interessi, estensione di rapporti, qualità di rapporti sociali, diritti, doveri, bene comune; superamento di emarginazioni e pregiudizi, atteggiamenti liberi e spontanei, sensibilità ecologica.
Un effetto massiccio nei battezzati è l’allontanamento, l’abbandono della vita ecclesiale; non c’è ostilità, ma una
Tranquilla indifferenza.
Il mondo è decisamente laico.
Non esiste più la “Cristianità”

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CARITAS DELLA PARROCCHIA DEL CORPUS DOMINI IN SAN MINIATO ALLE SCOTTE – PROGRAMMA AIUTI EUROPEI

Comunicazione Art. 19 Reg. 223/2014 da pubblicare nel proprio sito web necessaria ad evidenziare il sostegno finanziario ricevuto dall’Unione Europea:

(Presso questa sede), l’organizzazione non profit/organismo pubblico CARITAS DELLA PARROCCHIA DEL CORPUS DOMINI partecipa al Programma di Aiuti Europei agli Indigenti (PO I FEAD) in qualità di Organizzazione partner Territoriale (OpT), provvedendo alla distribuzione di aiuti alimentari cofinanziati dal Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti (FEAD) e all’erogazione di misure di accompagnamento per orientare e sostenere le persone in condizione di bisogno. Nell’anno 2021 l’OpT CARITAS DELLA PARROCCHIA ha distribuito n. 2.279 pacchi alimentari per un totale di n.145 persone aiutate attraverso il sostegno finanziario del PO I FEAD. Continua a leggere

VENERDI’ 25 MARZO 2022 – SOLENNITA’ DELL’ANNUNCIAZIONE -ATTO DI CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA DELLA RUSSIA E DELL’UCRAINA

Venerdì 25 marzo 2022
Solennità dell’Annunciazione

ATTO DI CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA DELLA RUSSIA E DELL’UCRAINA

In comunione con il Santo Padre Francesco e tutta la Chiesa universale, venerdì 25 Marzo,
Solennità dell’Annunciazione, alle ore 16.30, prima delle celebrazioni dell’antico Capodanno Senese, il nostro Arcivescovo, S. Em. Card. Augusto Paolo Lojudice, sosterà in preghiera in Cattedrale, presso la Cappella della Madonna del Voto, per affidare, con atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, all’umanità intera, ed in particolare la Russia e l’Ucraina.

Il Santo Padre Francesco celebrerà nella Basilica Vaticana una liturgia penitenziale a partire dalle ore 17.00; l’atto di consacrazione è previsto intorno alle ore 18.30 .

Lettera del Pontefice ai Vescovi

Si richiede a tutte le parrocchie, comunità religiose e associazioni ecclesiali dell’Arcidiocesi di vivere, nei luoghi e nei modi che si riterranno opportuni, lo stesso affidamento magari integrando la preghiera del Rosario o la traccia che l’ufficio liturgico diocesano sta preparando. Continua a leggere

LE UOVA PASQUALI DELL’ASSOCIAZIONE TRIBU DEL MONDO -UN SOSTEGNO PER GLI ORFANI OSPITI DI CASA MARISA IN CONGO

Sono arrivate le uova di Pasqua di Tribu del Mondo ❤️👶🏿!!!
😃Sono artigianali, buonissime e davvero speciali perché sostengono l’Associazione Tribù del Mondo che da 10 anni contribuisce a garantire alloggio, cibo, acqua, medicine, istruzione e protezione a 120 bambini ospiti all’orfanotrofio Casa Marisa a Kinshasa, in Congo.
Sono bambini che hanno alle spalle storie di povertà, abbandono, violenze. Bambini privati del bene più importante: l’amore di una famiglia che li protegga e li aiuti a crescere❤️.

Anche quest’anno, dopo il grandissimo successo 😍 della Pasqua scorsa, insieme alle uova TdM ripropone anche Le Marise simpaticissime bamboline fatte a mano, tutte diverse, piene di colori – da regalare per un pensiero speciale💝👧🏾.
Con una donazione minima di 8€ potete acquistare un uovo di cioccolata artigianale (latte/fondente); con una donazione di 13€ potete invece avere un uovo di cioccolato + Marisa e l’intera somma raccolta andrà all’orfanotrofio di Kinshasa. ❤️Un uovo di cioccolato è pur sempre un uovo di cioccolato ma scegliere dove comprarlo può diventare l’occasione di un gesto concreto di aiuto e solidarietà verso bambini che vivono ogni giorno difficoltà molto più grandi di loro🤗.

😃UN GRAZIE GIGANTE dai bambini di Casa Marisa!! 
Per le ordinazioni e prenotazioni:
FEDERICA 3206992049
GIULIA 3357059133
GERARDINA 3496339610
CRISTIANA 3397170401
Prenotate le portiamo a casa, ma chi vuole può ritirarle direttamente in un ufficio aperto dalle 8,30 alle 19,00, presso la rotonda della Coop delle Grondaie, VIA DE BOSIS N. 16 (GNT CONTABILITA’) Vicino al gommaio.
Grazie ed Auguri per una prossima Serena e Santa Pasqua

L’ASSOCIAZIONE IL MONDO DI GABRI AIUTA LA CARITAS DI SAN MINIATO

L’Associazione “IL MONDO DI GABRI” porta aiuto alla Caritas di San Miniato, con biscotti, confetture, legumi, igiene personale e per la casa.
Grazie, ne avevamo davvero una gran necessità.

In questo momento in cui il nostro pensiero é rivolto all’Ucraina, ringraziamo tutti coloro che intervengono quotidianamente, lasciando alla Coop di San Miniato o portandoli in Parrocchia, generi alimentari a lunga conservazione, da distribuire agli attuali n.45 famiglie sfortunate, provenienti da varie nazioni, compresa l’Ucraina.
Rimane costante l’impegno della Caritas, nella preparazione di pacchi alimentari per l’Ucraina, predisposti ogni Mercoledì e Giovedì e portati al centro raccolta della Caritas di Arbia.
Ad oggi ne abbiamo portati n.70, contenenti prodotti vari, quali medicine (scatole nuove), indumenti d’igiene personale (appena acquistati), prodotti alimentari per bimbi, pannolini, indumenti pesanti (non li prendiamo più, non richiesti)

DOMENICA 3 APRILE 2022 – PRANZO RACCOLTA FONDI PER L’UCRAINA – CIRCOLO ARCI DI ROSIA ORE 13,00

La sezione Soci Coop di San Miniato, insieme ad altre Sezioni della zona senese, é impegnata per la raccolta di aiuti per la popolazione dell’Ucraina, duramente colpita dalle conseguenze della guerra in corso.

DOMENICA 3 APRILE ORE 13,00 CIRCOLO ARCI ROSIA – PRANZO DI RACCOLTA FONDI A SOSTEGNO DELLA CAMPAGNA CoopForUcraina

PRENOTAZIONI TEL. 0577 345092

Diamo il nostro contributo

EMERGENZA UCRAINA – ATTIVITA’ CARITAS

In questo momento così difficile per il popolo Ucraino, l’attività delle Caritas prosegue con aiuti e supporto alle famiglie che chiedono aiuto.
Così faremo anche con le famiglie Ucraine che saranno segnalate o si presenteranno per ottenere, nel nostro caso, viveri, vestiti e/o medicinali.
A tal fine raccogliamo viveri,  medicinali e collaboreremo con ogni iniziativa che proporrà la Diocesi.
Eventuali donazioni, possono essere corrisposte direttamente nel c.c. della Caritas Diocesana specificando ‘Progetto Ucraina’ sul conto corrente bancario 631748.86 presso Monte dei Paschi di Siena Iban IT24Q0103014216000063174886.
Ogni eventuale donazione che perverrà alla Caritas della Parrocchia con l’indicazione “PROGETTO UCRAINA” SARA’ COMUNQUE DEVOLUTO NEL C.C. DELLA CARITAS DIOCESANA
La Caritas di San Miniato é comunque aperta, continuativamente nei giorni di Mercoledì e Giovedì mattina dalle ore 8,30 alle ore 12,30 e Giovedì pomeriggio dalle ore 16,00 alle ore 18,00.
Grazie
PS. Per inviare o portare medicinali, viveri o indumenti potete seguire le indicazioni inviateci dalla Caritas Diocesana, sotto riportate ESCLUDENDO VESTITI GENERICI O ALTRI OGGETTI NON INDICATI.

Il cappellano della comunità ucraina di Siena don Tarash ha avviato anche una raccolta di materiale sanitario per il pronto intervento per ferite (garze, cerotti, disinfettante), salviette disinfettanti e igienizzante, materiale per l’igiene personale e casalingo, fazzoletti di carta, pannolini per bambini, alimenti di lunga conservazione, latte in polvere. Abbigliamento termico.

La Caritas di Siena avvia una raccolta fondi per le missioni Don Orione in Ucraina

MERCOLEDI 2 MARZO 2021 “MERCOLEDI DELLE CENERI”

Colore liturgico: Viola
Scheda Agiografica: Mercoledì delle Ceneri
EQ003 ;
Il mercoledì delle Ceneri, la cui liturgia è marcata storicamente dall’inizio della penitenza pubblica, che aveva luogo in questo giorno, e dall’intensificazione dell’istruzione dei catecumeni, che dovevano essere battezzati durante la Veglia pasquale, apre ora il tempo salutare della Quaresima.
Lo spirito comunitario di preghiera, di sincerità cristiana e di conversione al Signore, che proclamano i testi della Sacra Scrittura, si esprime simbolicamente nel rito della cenere sparsa sulle nostre teste, al quale noi ci sottomettiamo umilmente in risposta alla parola di Dio. Al di là del senso che queste usanze hanno avuto nella storia delle religioni, il cristiano le adotta in continuità con le pratiche espiatorie dell’Antico Testamento, come un “simbolo austero” del nostro cammino spirituale, lungo tutta la Quaresima, e per riconoscere che il nostro corpo, formato dalla polvere, ritornerà tale, come un sacrificio reso al Dio della vita in unione con la morte del suo Figlio Unigenito. È per questo che il mercoledì delle Ceneri, così come il resto della Quaresima, non ha senso di per sé, ma ci riporta all’evento della Risurrezione di Gesù, che noi celebriamo rinnovati interiormente e con la ferma speranza che i nostri corpi saranno trasformati come il suo.
Il rinnovamento pasquale è proclamato per tutta l’umanità dai credenti in Gesù Cristo, che, seguendo l’esempio del divino Maestro, praticano il digiuno dai beni e dalle seduzioni del mondo, che il Maligno ci presenta per farci cadere in tentazione. La riduzione del nutrimento del corpo è un segno eloquente della disponibilità del cristiano all’azione dello Spirito Santo e della nostra solidarietà con coloro che aspettano nella povertà la celebrazione dell’eterno e definitivo banchetto pasquale. Così dunque la rinuncia ad altri piaceri e soddisfazioni legittime completerà il quadro richiesto per il digiuno, trasformando questo periodo di grazia in un annuncio profetico di un nuovo mondo, riconciliato con il Signore.

BILANCIO 2021 RESOCONTO PARROCCHIA DI SAN MINIATO – SIENA

A chiusura del bilancio, si ringraziano tutti i parrocchiani e gli amici che hanno contribuito nel corso dell’anno 2021 con il loro sensibile sostegno.
Con il supporto costante donato, oltre a mantenere in buono stato i locali della parrocchia (con interventi continui ed a completamento del restauro complessivo e rinforzo strutturale della chiesa e della canonica), é stato possibile tra l’altro proseguire nell’aiuto alle molte famiglie in difficoltà.
Il resoconto distingue infatti e mette in evidenza le entrate ed uscite della Caritas da quelle della parrocchia (sotto la voce Curia, alla quale viene corrisposto un sostegno annuale, pari al 2 per cento delle offerte).
Un grazie anche a tutti coloro che potendone disfarsi in altro modo, garantiscono alla Caritas la possibilità di mettere a disposizione abiti usati, che sono distribuiti ogni martedì e venerdì pomeriggio da un gruppo di volontarie, mentre quelli in eccesso sono ceduti all’esterno ed il ricavato consente, unitamente ad altrettante donazioni, di aiutare le popolazioni del Mali e del Camerun (la cui gestione sarà evidenziata nel Bilancio della Onlus “a riveder le stelle”)
E’ l’occasione per ringraziare coloro che nella parrocchia operano per tutte le attività fondamentali, quali il catechismo, il coro, il doposcuola e tutte quelle di supporto per mantenere puliti, ordinati ed abbellire i locali e la chiesa.
Tramite il link riportato é possibile accedere al resoconto dettagliato per l’anno2021.
Grazie.
Don Sergio
2022 02 Resoconto Parrocchia anno 2021

VENERDI’ 11 FEBBRAIO – XXX Giornata Mondiale del Malato

Carissimi,
vi ricordiamo che il prossimo 11 Febbraio 2022 si celebrerà la XXX Giornata Mondiale del Malato.
Di seguito riportiamo gli appuntamenti diocesani della giornata:
 Venerdì 4 febbraio:
–   Alle ore 16,00  Adorazione Eucaristica e preghiera per tutti gli operatori sanitari presso la Cappella Ospedaliera del Policlinico “Le Scotte”.
–  Alle ore 16,30 Celebrazione Eucaristica, presso la Cappella Ospedaliera del Policlinico “Le Scotte”.

      Venerdì 11 febbraio:
–    Alle ore 14,30  Benedizione dei Malati al Policlinico ‘Le Scotte’.
–    Alle ore 16,00  Celebrazione Eucaristica, Duomo di Siena, presieduta dal ns. Arcivescovo.
La celebrazione sarà trasmessa da: Canale 3, Rete IVO, Pagina Fb della Diocesi e MIA Radio.

Per la Domenica 13 febbraio, suggeriamo che alla fine di ogni S. Messa parrocchiale, come già ampiamente fatto gli scorsi anni, venga comunitariamente recitata la Preghiera del Malato, reperibile sul retro delle immaginette della Giornata .
Inviamo anche in formato digitale, il materiale già spedito alle Parrocchie ed alle Residenze.
Un caro saluto.
Servizio Diocesano per la Pastorale Sanitaria

Lettera Papa 2022
Commento Teologico-Pastorale
Preghiera della Giornata
SchedaLiturgica
Locandina.Manifesto

ASSOCIAZIONE ” A RIVEDER LE STELLE – ONLUS PER L’AFRICA” – DESTINAZIONE DEL 5 PER MILLE RICEVUTO DALLA ONLUS ANNI FINANZIARI 2018 – 2019 – 2020

ANNO FINANZIARIO 2018 – PERVENUTO IN DATA 16-11-2020
PROGETTO: Mali – Corso di formazione per infermiere già tecnico senior in oftalmologia –
BENEFICIARIO: Vincent De Paul
2021 Pubblicazione sito 5 x mille Mali Vincent de Paul_0001

ANNO FINANZIARIO 2019 – PERVENUTO IN DATA 6-11-2020
PROGETTO: Camerun – Realizzazione di un pozzo presso Douala
BENEFICIARIO: Villaggio presso la Capitale (referente don Simon Biboun)
2021 Pubblicazione sito 5 x mille Camerun Pozzo Douala

ANNO FINANZIARIO 2020 – PERVENUTO IN DATA 29-10-2021
PROGETTO: Mali – Realizzazione di un pozzo presso il Villaggio di Koulouba
BENEFICIARIO: Villaggio presso la Capitale Bamako (referente don Jean Joseph Fane)
2021 Pubblicazione sito 5 x mille Mali Pozzo Koulouba

DONACI IL 5 X 1000 C.F. “…a riveder le stelle…” C.F.92069790522.

UN GRAZIE DAI VOLONTARI DELLA PARROCCHIA DEL CORPUS DOMINI IN SAN MINIATO ALLE SCOTTE

Don Sergio e tutti i Volontari e Volontarie della parrocchia, in chiusura dell’anno trascorso,
sentono la necessità di ringraziare per le incredibili e spesso inattese sensibilità dimostrate,
sia all’interno che all’esterno della stessa, per le molteplici attività svolte nell’ambito parrocchiale.
Inoltre, con il supporto di tante persone, possono proseguire nell’aiuto alle molte famiglie in difficoltà,
fornire indumenti, organizzare il doposcuola per i bambini, proseguire con progetti di sostegno alle popolazioni
del Mali e del Camerun.
Piccole gocce, forse, che trovano comunque sempre un riscontro di gioia e gratitudine.

Come ci suggerisce Papa Francesco, anche per noi come in ogni famiglia, tre sono le parole che non vogliamo dimenticare:
PERMESSO
perché vorremmo portare conforto con discrezione
GRAZIE
a tutti voi che avete donato col cuore
SCUSA.
se siamo stati invadenti.

I volontari e volontarie, (Caritas, Catechismo, Coro e quelli impegnati per le Liturgie)
ringraziamo per avergli permesso di essere prossimi ai bisognosi e attenti che in questo momento difficile
si sentissero considerati e trovassero sempre un riferimento nella parrocchia e nel suo Parroco.
Ancora grazie a tutti!
Auguri di Buon Natale e Buon Anno.

POESIA DI NATALE “BORIS PASTENAK” ( Maria Rosa)

Natale 2021.

Una poesia che è come un presepio disteso ad abbracciare tutti i tempi  a venire, compreso
il nostro disorientato e ingrigito.
Aleggia su questa lirica l’atmosfera gelida dell’inverno nella steppa russa, la stessa aria gravida di neve che si respira in tante pagine del romanzo: ma forse è proprio questo freddo che rende i personaggi ancor più desiderosi del calore degli affetti.    [Maria Rosa Tabellini]


BO
RIS PASTERNAK

La stella di Natale

Era pieno inverno.
Soffiava il vento dalla steppa.
E aveva freddo il neonato nella grotta
sul pendio della collina.

L’alito del bue lo riscaldava.
Animali domestici
stavano nella grotta,
sulla culla vagava un tiepido vapore.

Scossi dalle pelli le paglie del giaciglio
e i grani di miglio,
dalle rupi guardavano
assonnati i pastori gli spazi della mezzanotte.

Lontano, la pianura sotto la neve, e il cimitero
e recinti e pietre tombali
e stanghe di carri confitte nella neve,
e sul cimitero il cielo tutto stellato.

E lì accanto, mai vista sino allora,
più modesta d’un lucignolo
alla finestrella d’un capanno,
traluceva una stella sulla strada di Betlemme.

Bruciava come un pagliaio, in disparte
dal cielo e da Dio,
come il riverbero di un incendio,
come una fattoria a fuoco e le fiamme in un granaio.

Si levava come un’infiammata bica
di paglia e di fieno
in mezzo a tutto l’universo
inquieto per quella nuova stella.

Un sempre più acceso bagliore rosseggiava
su di lei, intenso di presagio,
e accorrevano tre astrologi
all’appello dei fuochi sconosciuti.

Li seguivano cammelli che portavano doni.
E asinelli bardati, uno più piccolo
dell’altro, a passettini calavano dal monte.
E, in una strana visione dei tempi venturi,
appariva in lontananza ogni cosa che poi avvenne.
Tutti pensieri dei secoli, tutti i sogni, i mondi,
tutto il futuro delle fate, tutte le opere dei maghi,
tutti gli alberi di Natale al mondo, tutti i sogni dei bambini.

Tutto il tremolio delle candele accese, tutti i festoni,
tutta la magnificenza del variopinto luccichio…
… sempre più aspro e furioso soffiava il vento della steppa…
… tutte le mele e i globi dorati…

Una parte dello stagno era dietro gli ontani,
ma l’altra anche di là si scorgeva,
oltre i nidi dei corvi e le cime degli alberi.
E potevano distinguere i pastori
gli asini e i cammelli lungo l’argine.
“Andiamo anche noi, inchiniamoci al prodigio”,
dissero legandosi le pelli.

Camminare nella neve li aveva riscaldati.
Tracce di piedi nudi, come foglie di mica,
guidavano alla capanna per la pianura luminosa.
Contro quelle tracce, come alla fiamma d’un moccolo,
ringhiavano i cani alla luce della stella.

La notte di gelo somigliava a una fiaba:
dai monti nevosi, lungo tutto il cammino
scendeva, invisibile, qualcuno fra loro.
I cani esitavano, guardavano inquieti
E, in paurosa attesa, si stringevano ai pastori.

Per quella stessa via, per le stesse contrade
degli angeli andavano, mescolati alla folla.
L’incorporeità li rendeva invisibili,
ma a ogni passo lasciavano l’impronta d’un piede.

Una folla di popolo si accalcava presso la rupe.
Albeggiava. Apparivano i tronchi dei cedri.
E a loro, “chi siete? ” domandò Maria.
“Noi, stirpe di pastori e inviati del cielo,
siamo venuti a cantare lodi a voi due”.
“Non si può, tutti insieme. Aspettate alla soglia”.

Nella foschia di cenere, che precede il mattino,
battevano i piedi mulattieri e allevatori.
Gli appiedati imprecavano contro quelli a cavallo;
e accanto al tronco cavo dell’abbeverata
mugliavano i cammelli, scalciavano gli asini.

Albeggiava. Dalla volta celeste l’alba spazzava,
come granelli di cenere, le ultime stelle.
E della innumerevole folla solo i Magi
Maria lasciò entrare nell’apertura rocciosa.

Lui dormiva, splendente, in una mangiatoia di quercia,
come un raggio di luna dentro un albero cavo.
Invece di calde pelli di pecora,
le labbra d’un asino e le nari d’un bue.

I Magi, nell’ombra, in quel buio di stalla
sussurravano, trovando a stento le parole.
A un tratto qualcuno, nell’oscurità,
con una mano scostò un poco a sinistra
dalla mangiatoia uno dei tre Magi;
e quello si voltò: dalla soglia, come in visita,
alla Vergine guardava la stella di Natale.

(Da Boris Pasternak, Il dottor Živago, traduzione di P. Zveteremich, traduzione delle poesie di Mario Socrate, Feltrinelli, Milano 2005)

Boris Pasternak (1890-1960) scrisse un solo romanzo: Il dottor Živago, e lo scrisse nella solitudine della sua dacia presso Mosca, dove poteva preservare la sua arte dall’ingerenza dell’autorità politica. Pasternak era un uomo schivo, e la sua produzione letteraria era ben poco in sintonia con la propaganda sovietica, tant’è che la sua opera fu sempre circondata dal gelo ufficiale. A nulla valse l’eco profonda che il suo romanzo suscitò nel mondo non appena venne pubblicato da Feltrinelli nel 1957, né gli giovò il premio Nobel che gli fu conferito nel 1958: Pasternak non uscì dal suo isolamento né la casta dei letterati di regime si curò di fare ammenda della propria ottusità. Il dottor Živago è un grande romanzo in cui la tradizione narrativa russa si mescola con la poesia. Il protagonista è appunto un medico che coltiva la passione per la poesia, e La stella di Natale è uno dei ventiquattro testi poetici che compongono la silloge posta a chiusura del romanzo sotto il titolo Poesie di Jurij Živago.

IL PRESEPIO 2021 DELLA PARROCCHIA DEL CORPUS DOMINI IN SAN MINIATO SIENA

PRESEPIO – Questa Santa notte:  il Verbo eterno apparve visibilmente nella nostra carne, cominciò ad esistere nel tempo e venne ad abitare in mezzo a noi.
Nel 2021 Gesù trova tante persone di buona volontà che, in forza di senso umanitario e di carità cristiana, realizzano tante opere di bene.

TROVA ANCHE TANTE PROBLEMATICHE.

Quelle più gravi.

– Il flagello del COVID che perseguita genti di ogni paese.
– Il grave problema dell’inquinamento.
– L’inqualificabile trattamento riservato alle donne, sottoposte a violenza ed uccisione.

 

 

– La tragedia di tanti profughi che tentano di traversare il mare per raggiungere l’Europa.

 

.

Gesù risani le ferite della vita presente, attraverso l’opera di persone civili e coraggiose.

Dio ci benedica . BUON NATALE
Don Sergio.

BABBO NATALE E “NOI SIENA” CON LA CARITAS DI SAN MINIATO – FESTA CON I BAMBINI

Grazie all’aiuto della Onlus “Il Mondo di Gabri” ed all’Associazione ” Noi Siena”, Babbo Natale è arrivato con numerosi doni per i Bambini. Grazie alle loro famiglie che si sono unite nella festa, con la Caritas di San Miniato.

Nel salone rinnovato della Parrocchia genitori e Bambini si ritrovano finalmente tutti insieme ad accogliere Babbo Natale.

Un sentito Grazie alle due Associazioni ed a tutti i loro volontari che in silenzio hanno contribuito alla raccolta dei doni.
La Caritas di San Miniato é sorpresa dal loro contributo,  indispensabile per poter fare festa con tutti coloro che si presentano a chiedere conforto.
Grazie alle famiglie ed amici della Parrocchia per la presenza attiva e costante.

 A TUTTI AUGURI PER UN SANTO E SERENO NATALE

DOMENICA 12 DICEMBRE DALLE ORE 16 NEL SALONE DELLA PARROCCHIA, FEDERICA OLLA PRESENTA IL SUO DIARIO DI VIAGGIO ” PELLEGRINA SULLA FRANCIGENA”

Era nato come album fotografico.
Nulla più.
L’autrice pensò di aggiungere “un po’ di testo” alle foto, giusto per contestualizzare le immagini.
Ma il percorso prese immediatamente una rotta diversa. Una genesi non programmata, dall’esito imprevisto. Un caso, si potrebbe definire. Le fu necessario, urgente, fissare quel fiume di ricordi che impetuosamente si riversò sulla tastiera.

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ITINERARIO AVVENTO 2021 Pastorale Giovanile Siena – Colle di Val D’Elsa – Montalcino

Eccoci anche quest’anno con il cammino di PG per il tempo d’Avvento. “Sala d’attesa” ci porta a considerare che l’Avvento non è solo la dimensione temporale ma è anche un luogo.
È la sala dove siamo chiamati ad assumere gli atteggiamenti giusti per prepararci all’incontro con Lui.
Cinque sono allora gli atteggiamenti che vogliamo offrirvi in queste pagine: 1. VEGLIA – rappresentata da Zaccaria nel Santo dei Santi e della folla che prega fuori dal Tempio 2. ASCOLTO – rappresentata dalle annunciazioni a Zaccaria, Maria e Giuseppe 3. LODE – rappresentata dei cantici di Zaccaria e Maria 4. AZIONE – rappresentata dalla visitazione di Maria a Elisabetta e dal viaggio di Maria e Giuseppe verso Betlemme 5. CONTEMPLAZIONE – rappresentata dall’adorazione del Natale “Sala d’attesa” ci porta così ad uscire dallo schema del classico sussidio ed offre delle schede capaci di diversificare gli appuntamenti di preparazione al Natale non solo nei contenuti ma anche nella forma.
È proprio il caso di dirlo… è il tutorial che non ti aspetti.
Buon cammino a tutti ed un ringraziamento speciale all’Ufficio Famiglia e alla nostra illustratrice Domitilla Marzuoli

DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE

Perché in un Itinerario per i pre-adolescenti una parte è dedicata ai genitori? Dopo questo tempo di pandemia che ci ha messi alla prova e di fronte a un futuro che non conosciamo ancora, possiamo dire che gli adolescenti hanno bisogno di noi e che noi abbiamo bisogno di loro. Tanto nella società quanto nella Chiesa.
Una Chiesa che ha ricevuto in dono un messaggio da trasmettere “di generazione in generazione”.
La comunità da una parte si impegna a trasmettere agli adolescenti quello che ha conosciuto (1Gv 1,14) e dall’altra si mette in cammino con loro per scoprire ciò che solo i loro occhi possono vedere.
Specialmente questo tempo di preparazione al Natale è un tempo in cui ripartire, per seminare largo e a piene mani, è tempo di gratuità e presa in carico.
È un nuovo tempo dello Spirito. Tutta la comunità cristiana è spinta dal desiderio di camminare insieme agli adolescenti per condividere il dono del Vangelo, per promuovere in loro l’incontro con Gesù, per accompagnarli e sostenerli nella loro crescita.

Clicca nel Link per seguire il cammino

Itinerario Avvento PG 2021

INSIEME A PAPA FRANCESCO PER PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI – 8 novembre 2021 |17:00 -19:00 Siena, Parrocchia del Corpus Domini in San Miniato alle Scotte

Insieme a Papa Francesco
per passare dalle parole ai fatti

Il 25 maggio 2021, al termine dell’Anno Speciale indetto da Papa Francesco nel quinto anniversario della storica Enciclica Laudato Si’, il Santo Padre ha invitato ogni cittadino responsabile a partecipare con impegni concreti alla sempre più urgente transizione ecologica alla quale tutta l’umanità è chiamata.
La Piattaforma di Iniziative Laudato Si’ è una collaborazione unica tra il Vaticano, una coalizione internazionale
di organizzazioni cattoliche, e “tutti gli uomini e le donne di buona volontà”. (LS 3)

 Adottando un approccio veramente dal basso, è radicata nei punti di forza e nelle realtà delle comunità di tutto il mondo, consentendo a tutti di intraprendere un’azione decisiva, qui e ora” mentre camminiamo insieme verso un futuro migliore. (LS 161)


Papa Francesco lancia quindi un appello a tutti noi: Famiglie e Persone, Diocesi e Parrocchie, Comunità religiose e Istituzioni educative, Centri di assistenza sanitaria e Operatori economici, Organizzazioni e Gruppi.

Ci invita a comprendere che il tempo a nostra disposizione è ormai pochissimo; ad agire per il bene dell’umanità e del pianeta; per non essere ricordati come l’ultima generazione che poteva correre ai ripari e non l’ha fatto.

Papa Francesco offre una nuova straordinaria opportunità per fare la nostra parte e unire gli sforzi di ognuno di noi a quelli che verranno fatti in tutto il mondo attraverso la Piattaforma d’Azione Laudato Si’, realizzata dal Dipartimento “Ecologia e Creato” del Dicastero Pontificio per i Servizi dello Sviluppo Umano Integrale.

Un’opportunità questa per fare massa critica; per diventare quell’unica famiglia umana che con uno splendido scatto d’orgoglio ha finalmente trovato la forza di: rispondere al grido della terra; rispondere al grido dei poveri; rendere ecologica l’economia; adottare stili di vita sostenibili; dare ai nostri figli un’istruzione ecologica; rendere partecipative le nostre comunità; trovare nell’ecologia la fonte della nostra spiritualità universale.

Chiamate dalla Santa Sede a dare un contributo il più possibile pragmatico a questo progetto di Papa Francesco, le organizzazioni civili Earth Day Italia ed ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) hanno creato il progetto “Obiettivo 2030 Laudato Si’” che, attraverso le Diocesi più sensibili, porterà nei territori italiani una migliore conoscenza di tutti quegli strumenti oggi a nostra disposizione per passare dalle parole ai fatti.

Attraverso eventi, campagne informative e uno sportello informatico gratuito- disponibile al link www.obiettivo2030.it – tutti potranno conoscere (o chiedere di approfondire) temi come: i finanziamenti disponibili, le soluzioni tecnologiche ed energetiche, le opportunità imprenditoriali, le occasioni per risparmiare rispettando il pianeta … insomma la cassetta degli attrezzi grazie alla quale costruire una nuova ‘cultura del fare’ capace di trasformare in azioni concrete la tanta sensibilità generata dalla Laudato Si’ e dal Magistero di Papa Francesco.

Si comincia dalla splendida città di Siena, l’8 novembre, con un primo evento sull’agricoltura sostenibile e sulle comunità energetiche.
Ma è solo l’inizio di un cammino luminoso che migliorerà le nostre vite e quelle dei nostri figli.
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COOP SAN MINIATO 16 OTTOBRE – OTTIMA RACCOLTA ALIMENTARE DELLA CARITAS PARROCCHIALE

Il 16 Ottobre 2021 alla Coop di San Miniato, l’ottima raccolta ottenuta, é stata una sorpresa.
Sia la mattina che nel tardo pomeriggio, fino quasi alla chiusura, abbiamo ottenuto una rispondenza positiva, valutabile nel 90% dei clienti, come non era mai successo.
Grazie per la sensibilità e per il buon lavoro svolto sia al ricevimento che all’accoglienza, abbiamo superato abbondantemente i ql. 10 di generi alimentari a lunga conservazione.
Le famiglie assistite permangono a quota n.41, cui si aggiungono, settimanalmente altre famiglie, che se pur non assistiti in continuità, bussano alla Caritas per ottenere viveri e vestiti.
Per questi ultimi (vestiti), la Caritas é aperta ogni Martedì e Venerdì pomeriggio, dalle ore 15,30 alle ore 17,00, previa prenotazione per prevenire assembramenti.
Purtroppo abbiamo dovuto sospendere la distribuzione di frutta e verdura, poiché, almeno per ora dalla Coop delle Grondaie, non é possibile recuperare parte dei prodotti ortofrutticoli.
Chiunque vuole può contribuire, in qualunque forma, per assicurare, almeno periodicamente la disponibilità di frutta e/o verdura.

Grazie

Finalmente nei locali della Parrocchia ha inizio il catechismo a partire da Mercoledì 13 e Giovedì 14 Ottobre

Inizio del catechismo in preparazione della 1^ Comunione
Finalmente, nei locali della Parrocchia, a partire da:
-Mercoledì 13 Ottobre
e
– Giovedì 14 Ottobre

IL CATECHISMO INIZIA DALL’ETA’ DI ANNI 8

2021MODULO COVID DA COMPILARE E CONSEGNARE ALLE CATECHISTE.

GIORNI DI CATECHISMO 
Presso i locali parrocchiali, con accesso da P.za Togliatti, 19.

  •  Primo anno di catechismo – ETA’ 8 ANNI – Incontri: Giovedì ore 18,00 – 19,00.
  • Secondo anno di catechismo – ETA’ 9 ANNI – Incontri: Mercoledì ore 18,30 – 19,30.

Riferimeno – Contatti:
Per  il primo anno Daniela (cell. 338 8719637).
Per il secondo anno Teresa (cell. 339 4165302);

Informazioni: per ulteriori informazioni, dal menu scegli contatta la parrocchia

IL MONDO DI GABRI – L’ASSOCIAZIONE CONSEGNA MATERIALE SCOLASTICO E LIBRI AD 11 BIMBI DELLA PARROCCHIA

Il mondo di Gabri nasce dalla volontà dei familiari e degli amici di Gabriella Schiatti, non solo di ricordare, ma soprattutto di mantenere vivo e forte interesse e sentimento che lei provava per bambini e ragazzi
Gabry aveva il raro dono di far sentire tutti a proprio agio, la sua simpatia e sensibilità le consentivano di entrare in sintonia con qualunque persona. 

14 Settembre 2021 – L’Associazione ha voluto iniziare la sua attività con la Parrocchia di San Miniato, fornendo  materiale scolastico ad 11 bambini delle scuole elementari, superiori e medie.
Nell’occasione sono intervenute le famiglie ed i bambini a cui é stato offerto un piccolo rinfresco di benvenuto ed augurio per l’anno scolastico, appena iniziato.

 

L’Associazione il Mondo di Gabry aspira quindi a fornire a bambini e ragazzi momenti di serenità e di crescita nello spirito giocoso ed accogliente che caratterizzava Gabriella grazie alla quale l’Associazione prende vita.

 

GRAZIE A SANDRO, CHE FORTEMENTE HA VOLUTO TUTTO QUESTO, ED ALLE AMICHE DI GABRIELLA CHE LO SUPPORTANO.

Grazie, la Parrocchia vi accoglierà sempre con un sorriso

CARITAS DI SAN MINIATO – RACCOLTA ALIMENTARE 11 SETTEMBRE 2021

Grazie alla disponibilità dei volontari, sabato 11 Settembre abbiamo potuto realizzare la raccolta alimentare presso il Supermercato Carrefour di Viale Toselli, raccogliendo ql. 10,20 di derrate a lunga conservazione.
Nonostante fosse l’ultima domenica prima dell’ingresso a scuola, ed in concomitanza di corse ciclistiche per le nostre terre, abbiamo trovato attenzione e disponibilità, in buona parte dei clienti, .
Considerato il momento difficile questo non sempre é possibile darlo per scontato ma siamo riconoscenti a chi può darci una mano.
Vista dall’esterno, non é per tutti facile capire le diverse situazioni familiari che ci vengono rappresentate, sia dalla Caritas Diocesana che dai Servizi Sociali e per le quali cerchiamo di adottare, nell’ambito delle poche disponibilità, percorsi alternativi di approvvigionamento.
Questo grazie al supporto costante di alcuni benefattori, piccole ma importanti donazioni, contributi con beni di prima necessità e prodotti in scadenza rilevati presso i Supermercati.
Ci sono tanti prodotti pronti per essere scartati, noi li recuperiamo e dopo averli selezionati riusciamo ad aiutare le persone svantaggiate che si presentano ogni mercoledì e giovedì, composto ad oggi da n.40 nuclei familiari e n. 130 persone.
Grazie a tutti coloro che ci supportano, grazie ai volontari, grazie al Comitato di San Miniato e grazie a chi si ricorda di noi e vuole aiutarci.

Ricordiamo che é attivo un gruppo di insegnanti che predispongono lezioni di doposcuola, ogni Lunedì e Venerdì.
E’ attivo il gruppo che seleziona i vestiti ed ogni Martedì e Venerdì é disponibile (su prenotazione) a fornire indumenti e scarpe recuperate.
x Don Sergio Presidente – Lo staff Caritas

IL CONCISTORO DEL MANGIA ASSEGNA LA MEDAGLIA D’ORO A DON SERGIO PER LA SUA ATTIVITA’ CIVICA

15 Settembre 2021 – Il Concistoro del Mangia nel dì dell’Assunta in cielo Regina e Patrona di Siena, consegna la Medaglia d’oro, per civica riconoscenza alla sua molteplice attività di aiuto agli ultimi a Don Sergio Volpi, Parroco delle Parrocchie: del Corpus Domini in San Miniato, San Cristoforo in Vagliagli e San Giovanni Evangelista in Basciano.

Le tre Parrocchia e la Contrada della Lupa si sono ritrovate attorno al Parroco per festeggiare la consegna della medaglia d’oro di civica riconoscenza per le attività di aiuto ai più bisognosi, negli oltre 50 anni di Sacerdozio.

Una poesia di David Maria Turoldo per gioire insieme (m.r.t.)

DAVID MARIA TUROLDO
Lo dirò con un sorriso
Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.

 
I
Andrò in giro per le strade
zufolando, così,
fino a che gli altri dicono: è pazzo!
E mi fermerò soprattutto coi
bambini a giocare in periferia,
e poi lascerò un fiore
ad ogni finestra dei poveri
e saluterò chiunque incontrerò sulla via
inchinandomi fino a terra.
E poi suonerò con le mie mani
le campane sulla torre
a più riprese
finché non sarò esausto.
E a chiunque venga
anche al ricco dirò:
siediti pure alla mia mensa,
(anche il ricco è un povero uomo) (…).
II
Tutto è un suo dono
eccetto il nostro peccato.
Ecco gli darò un’icona
dove lui bambino guarda
agli occhi di sua madre:
così dimenticherà ogni cosa.
Gli raccoglierò dal prato
una goccia di rugiada
è già primavera
ancora primavera
una cosa insperata
non meritata
una cosa che non ha parole!
e poi gli dirò d’indovinare
se sia una lacrima
o una perla di sole
o una goccia di rugiada (…).

I II
Non credo più neppure alle lacrime,
e queste gioie sono tutte povere:
metterò un garofano rosso sul balcone
canterò una canzone
tutta per lui solo.
Andrò nel bosco questa notte
e abbraccerò gli alberi
e starò in ascolto dell’usignolo,
quell’usignolo che canta sempre solo
da mezzanotte all’alba.
E poi andrò a lavarmi nel fiume
e all’alba passerò sulle porte
di tutti i miei fratelli
e dirò a ogni casa: “pace!”
e poi cospargerò la terra
d’acqua benedetta in direzione
dei quattro punti dell’universo,
poi non lascerò mai morire
la lampada dell’altare
e ogni domenica mi vestirò di bianco.
IV
Io vorrei donare una cosa sola al Signore,
ma non so che cosa.
E non piangerò più
non piangerò più inutilmente;
dirò solo: avete visto il Signore?
“E dirò a tutti: PACE!”
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso,
poi non dirò più niente.

(David Maria Turoldo, O sensi miei… Poesie 1948-1988, Rizzoli, Milano 1996)

Da Maria Rosa Tabellini

 

POESIA PER I NONNI (m.r.t.)

DOMENICA 25 – GIORNATA MONDIALE DEI NONNI E DEGLI ANZIANI

Una poesia per i vecchi che un tempo furono giovani pieni di vita, e che adesso si specchiano nello sguardo e nella memoria dei loro cari.

Il poeta è passato a trovare suo padre in una casa di riposo di una piccola città di montagna. Nella poesia lo ripensa giovane, pieno di forze e di futuro come gli altri vecchi che, insieme a lui, furono ragazzi «liberi e scalzi» e con «le tasche piene di sassi».

La poesia gravita intorno ai nomi dei personaggi che hanno determinato la microstoria di Chiusaforte, un paese in cima a un colle nella punta estrema nord-orientale d’Italia. Il poeta conferisce un’importanza particolare alla parola precisa, e cita ad uno ad uno i nomi di coloro che stanno in una casa di riposo «raccolti come le foglie nel parco»: elenca nomi comuni di persone comuni, anche i nomi “anonimi” di quelli che, «sono stati bambini che hanno detto domani». Tutti sono fissati in un gesto minimo che ne ha caratterizzato l’esistenza, e tutti hanno una propria sacralità atavica, a rappresentare una coralità di vivi e di morti. Questa poesia, così intensa di affetto e di memoria, vorrei fosse intesa come un piccolo risarcimento per i tanti anziani morti durante la pandemia, i cui nomi sono stati sostituiti dai numeri delle statistiche. 

I VOSTRI NOMI

Ieri sono passato a trovarti, papà,
la luce in questi giorni non è tagliata dall’ombra
negli alberi senza vento c’è l’odore secco dell’aria
per come posso, ti ho portato il racconto dei temporali, l’odore di inverno sulle tempie
a Chiusaforte è nevicato, nevica sempre
e le fontane sono ghiacciate
penso, per qualche momento, che tu sia ancora lassù ad accatastare legna con cura
e non in luoghi come questi
la casa di riposo con la pista per le bocce
dove state raccolti come le foglie nel parco
uniti nell’attesa, lontani dalle città assediate.

Dicevate domani, dicevate questo è il figlio e con il silenzio del fischio nella bufera
i vostri nomi sono andati via
voi che siete stati popolo e ombra remissione e forza
il tuo nome, papà, e quello di Bruno, che non era un’antilope
e tirava sassate al pettirosso sul ramo più alto
o quello di Giordano, o quello di Cesare, o quello di Alfredo, l’artigliere
o quello di quelli che, come te, sono stati bambini che hanno detto domani.
E adesso non è troppo dire
quanto poche sono le foglie cadute
sui giorni di novembre
per dire cos’è l’inverno negli occhi mentre viene
tutto il poco possibile è qui,
nei vostri corpi piegati come l’ulivo
sulle vostre facce di monete graffiate
in questo spazio, in questo tempo confusi
come il cielo e la terra quando nevica,
e se c’è un’uscita, papà, anche se non posso dire domani, la sua luce sulla soglia
è questo stare dei tuoi occhi dentro i miei
questo pensarvi vivi, liberi e scalzi
le tasche piene di sassi, la memoria di voi
che trema in noi
come una stella incoronata di buio.

Pierluigi Cappello

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DOMENICA 25 LUGLIO 2021 – GIORNATA MONDIALE DEI NONNI E DEGLI ANZIANI

Il prossimo 25 luglio, vigilia della festa dei santi Anna e Gioacchino, si terrà la prima giornata mondiale dei nonni e degli anziani. Si tratta di un appuntamento fortemente voluto da Papa Francesco che più volte ha citato l’importanza dei nonni e degli anziani nelle famiglie e nelle comunitá.

Come si evince dalla comunicazione del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, quest’anno la festa non può che avere una caratteristica parrocchiale data l’emergenza:

“Abbiamo scelto di privilegiare la celebrazione locale della Giornata per fare in modo che il suo messaggio di festa possa raggiungere effettivamente ogni nonno ed ogni anziano, anche i più isolati. In questa prospettiva, sarebbe significativo se nell’approssimarsi della Giornata, il messaggio che oggi è stato reso noto, dal titolo “Io sono con te ogni giorno” (cfr. Mt 28,20), fosse consegnato da ogni nipote al proprio nonno e dai giovani agli anziani soli della propria comunità. Domenica 25 luglio, inoltre, nell’approssimarsi del la memoria dei santi Gioacchino ed Anna, nonni di Gesù, ogni parrocchia potrebbe dedicare una delle messe domenicali ai nonni ed agli anziani. Sicuro che ogni diocesi, con creatività pastorale, troverà il modo per celebrare la Giornata nella maniera più adatta al proprio contesto”.


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VIAGGIO IN TERRA SANTA CON DON BENEDETTO E DON SERGIO – UN POETA “RENATO” LA RACCONTA A MODO SUO

20-28  FEBBRAIO 2020 – PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA

Signori pellegrini un momento di attenzione
mi chiamo RENATO PRATESI,per la presentazione
e mi è venuta voglia di scrivere, ma voglia tanta
del nostro pellegrinaggio in Giordania e Terra Santa

Se tutto quello che scrivo non è perfetto
chiedo scusa, in anticipo, a Don Benedetto!;
per gli errori ti prego di non farmi la predica,
ma prendili, piuttosto, come licenza poetica.

Il 20 Febbraio del duemilaventi
siamo partiti puntuali e tutti erano presenti;
il primo pensiero è stato per nostro Signore
con una breve preghiera, recitata con ardore.

Mentre il pulman prendeva la strada per Fiumicino
quasi tutti hanno ripreso il da poco interrotto sonnellino

All' Aeroporto eravamo tra i primi, era sicuro!
E come accoglienza ci hanno messi tutti al muro;
poi la sicurezza israeliana, come da tradizione,
ha voluto sapere tutto di tutte le persone.
Quindi ci hanno imbarcati senza lamentele
per Tel Aviv aeroporto in Israele.

Arrivo a Nazaret e subito a cena senza esitazione
e dopo con don Benedetto alla Grotta dell' Annunciazione;
e qui l' “eletto popolo” per definizione
ha capito che don Benedetto ha un passo da campione.

La mattina dopo, per la precisione,
partenza alle 6,45 dopo aver fatto colazione;
allora abbiamo capito tutti, cosa strana,
che questo era l'orario di tutta la settimana.

Primi sul monte Tabor “della Trasfigurazione”
poi con il pulman al lago di Tiberiade,che emozione!
Qui dove secondo il Vangelo di Luca, scritto in prosa
avvenne il miracolo della pesca miracolosa.

Dopo a Cafarnao alla casa di Pietro,e cosa strana,
era protetta da una struttura” tipo Men Sana”!;
qui Gesù fu ospite di Pietro e della sua famiglia
e noi ci abbiamo celebrato messa, che meraviglia!.

Poi in pulman, con grande effetto,
si forma un “gruppo Viola”, a capo don Benedetto
il quale citando i Sacri Testi in modo sopraffino:
“Barabba era un ladro, quindi era Juventino”!.

I 22 Febbraio, presto, alla nostra maniera
attraversiamo di Israele la frontiera;
tutto va bene, siamo perfetti
ma un urlo dal pulman: 
”fermi mancano un passaporto e 2 zainetti”!.

Ad Amman dopo cena un gruppo di volenterosi
si avvia, con don Sergio, verso il centro città: che valorosi!
Dopo pochi passi, un tonfo appena attutito
due caduti a terra, ma nessun ferito.

Petra sarà la prossima destinazione;
pranzo eppoi con i Pic-Up nel deserto l'escursione;
manca un Pic- Up ed il guidatore
poi arriva un beduino: alto, aitante sembra un attore;
Antonella e le sue 2 giovani amiche sono estasiate
e devo intervenire io per squotere  le sciagurate.

Il 24 Febbraio a Petra tutti quanti,
è una bella giornata, siamo felici e pimpanti
e come in questi casi sempre avviene
foto di gruppo come si conviene.

Il pranzo è un avvenimento:
polpette di ceci fritte fuori, nel momento!
Qualcuno, molto attento, ha osservato
don Benedetto molto indaffarato;
andava avanti e indietro, mamma mia,
a prendere polpette di ceci dalla friggitoria.

Il giorno dopo sul monte  Nebo siamo arrivati
pioveva, c'era nebbia e molti erano ”intossicati”,
perchè a Petra avevamo fatto una bella camminata
ed in pulman abbiamo trovato l'aria condizionata!.

Dal monte Nebo Mosè vide la Palestina  per un pochino
e dopo pochi giorni, il poveretto, tirò il calzino.
A questo punto mi viene di fare una considerazione:
al povero Mosè è stata data una fregatura, in conclusione;
Dio lo ha fatto campare fino a 120 anni
e se prorogava la morte di poco non faceva danni!:
gli ha fatto vedere il giocattolino
e poi gliel'ha tolto, come si fa ad un bambino.

La brutta tosse di alcuni dava preoccupazione
perché in Italia il Corona Virus era in espansione;
mentre ci si avvicinava al rientro in Terra Santa
la paura che ci controllassero a fondo era tanta.

Il 25 sera siamo a Gerusalemme, finalmente
a Porta Sion siamo sistemati molto dignitosamente.
A Betlemme nella Grotta della Natività
don Sergio ha celebrato con i 15 più avanti per età;
Io ero tra i 15 e sono molto contento
perchè ho provato dentro un vero sentimento.

Il Santo Sepolcro è stato il fulcro del giorno 27
col la Santa Messa al Golgota dopo le 7;
visita del Tempio alla Spianata
e via Crucis al Golgota effettuata.

Ma la sera prima di cena arriva la sentenza:
voli chiusi per l'Italia ed annullata la partenza!
Ma don Benedetto e la sua Agenzia si mettono al lavoro
ed in poco tempo trovano chi ci porterà a Roma: grazie a loro!!
mentre la compagnia israeliana con poca dignità
se n'è fregata di noi con scarsa professionalità.

Arrivati a Roma, in quattro e quattrotto,
abbiamo ritirato i bagagli ed abbiamo fatto fagotto;
riunito il gruppo con grande celerità
siamo partiti per Siena: Che Felicità!!.


Scritto da Renato Pratesi ai primi di Marzo 2020

SEGUE MONTAGGIO VIDEO DELL’ESPERIENZA . PARTE PRIMA E PARTE SECONDA

TERRA SANTA – PARTE PRIMA CAFARNAO – TABGA – PETRA – DESERTO WADI RAM – MONTE DEGLI ULIVI
TERRA SANTA – PARTE SECONDA BETLEMME – EIN KAREIN – SPIANATA DELLE MOSCHEE – CENACOLO

MEDAGLIA DI CIVICA RICONOSCENZA A DON SERGIO VOLPI – COMMENTO DELL’ARCIVESCOVO A SIENA NEW


Ufficio Stampastampa@comune.siena.itt Berlinghieri, Il Campo n° 753100 Siena

Stamani l’Ufficio Stampa del Comune di Siena invia ai giornali il comunicato sul premio mangia e le medaglie, tra cui quella a Don Sergio.

Motivazione
Medaglia di civica riconoscenza a Don Sergio Volpi, proposto dalla Contrada della Lupa, per il suo impegno profuso nell’aiutare il prossimo, portando avanti progetti di volontariato e solidarietà tanto a Siena quanto in Africa. Correttore della Lupa e Rettore del Collegio dei Correttori delle 17 Consorelle, è stato ordinato sacerdote nel 1969. Ha vissuto quegli anni di rinnovamento ecclesiale del Concilio Vaticano II, interessandosi anche ai drammi internazionali con l’intento di servire gli “ultimi” e i più bisognosi. La sua vita presbiteriale si è svolta in varie parrocchie della provincia di Siena dedicandosi intensamente alla cura degli aspetti socio-aggregativi e caritatevoli. Oltre all’opera spirituale, inizia ad organizzare raccolte di materiali di ogni tipo fino ai prodotti alimentari da consegnare direttamente in parrocchia alle persone in difficoltà, contattate personalmente. Nel 1995 accoglie profughi e nei dieci anni successivi si reca a Valona portando medicinali, materiale scolastico ed altri generi di conforto. Dal 2010 l’attenzione di Don Sergio si sposta anche in Africa e nel 2017 viene costituita la Onlus per l’Africa “…a riveder le stelle”, la quale, grazie alle donazioni, consente di sostenere le attività in Mali e in Camerun. Moltissime le opere che Don Sergio avvia e promuove personalmente per dare una migliore qualità della vita a intere popolazioni in Africa, tra cui la fornitura di acqua pulita e la costruzione di un ambulatorio medico al villaggio di Kay Liang, nonché un impianto fotovoltaico che a breve porterà energia elettrica nella zona.

UN CARO ABBRACCIO AD ALESSIO DALLA COMUNITA’ DELLA PARROCCHIA DEL CORPUS DOMINI – SIENA

Domenica 6 Giugno 2021, giornata dedicata alle comunioni dei nostri ragazzi, Alessio ha terminato il periodo di avvicinamento all’ordinazione diaconale, svolta presso la nostra Parrocchia.
Con l’ordinazione a Diacono, da parte dell’Arcivescovo, inizierà il percorso conclusivo per l’ordinazione presbiterale.

La Comunità parrocchiale lo ha salutato, con affetto. Mariangela (emozionata) a nome di tutta la comunità parrocchiale ha letto il saluto che riportiamo.

Caro Alessio… eccoci qua!!! Sono trascorsi quasi tre anni dal giorno in cui, per la prima volta, sei entrato in quella piccola stanza che con fatica, ma con gioia, abbiamo cercato di renderla degna per accogliere le nostre celebrazioni.
Nello scandire del tempo, passati i due anni canonici, ti confidiamo che tutti abbiamo sperato che tu potessi continuare il tuo cammino in mezzo a noi.
E’ vero, dobbiamo ammetterlo, siamo tristi perché il rapporto di servizio con la nostra comunità è giunto ormai al suo termine, ma, allo stesso tempo, siamo felici perché, dietro questo trasferimento, ci sarà l’avvicinarsi del traguardo finale a cui sei stato chiamato.

Ti ringraziamo per l’aiuto costante che hai rivolto a Don Sergio con dedizione e tanto entusiasmo che sei riuscito a trasmettere a tutti coloro che sono ruotati intorno a te: gruppi accoglienza, catechisti, chierichetti, coro, liturgia e, consentici la battuta, anche traslochi vari dove la fatica veniva superata grazie alle risate nate con le tue battute e la tua ironia.

Sei riuscito, con la tua dinamicità, a suscitare l’attenzione su ogni aspetto liturgico che fino ad ora, per mancanza di tempo e per la poca preparazione di noi collaboratori, erano stati trascurati.
Questo pensiero di ringraziamento è rivolto anche ai periodi dei lockdown dovuti alla pandemia durante i quali, insieme al nostro parroco, ci hai tenuto compagnia con momenti di preghiera e di riflessione virtuali.
Non ti ha spaventato il caos dei lavori che perennemente hanno regnato e continuano a regnare nella nostra Chiesa!
Ci auguriamo però che tutto ciò sia servito anche a te per poter rafforzare la tua ossatura vocazionale.
Anche per questo e non soltanto speriamo vivamente che, quando un giorno arriverai al traguardo del tuo cammino, possiamo entrare anche noi a far parte della tua valigia dei ricordi.
Immaginiamo che non ti siano mancate e forse non mancheranno fatiche, dubbi, talvolta qualche lacrima, certo!

Ma, se tutto è vissuto nella consapevolezza che il Padre ama ciascuno di noi come figli e ci chiama tutti per nome, allora non c’è ostacolo troppo grande.
Alessio: affidati sempre a Colui che ti ha chiamato perché, con amore di Padre, non ti lascerà mai solo. Dunque… buon cammino!
Ciao carissimo! Con affetto, ti porteremo sempre nel cuore.
La comunità di San Miniato

Ti dedichiamo la poesia, scelta da Maria Rosa Tabellini - di David Maria Turoldo . Canta il sogno del mondo
Ama
saluta la gente
dona
perdona
ama ancora e saluta.
Dai la mano
aiuta
comprendi
dimentica
e ricorda solo il bene.

E del bene degli altri
godi e fai godere…
E vai, leggero dietro il vento
e il sole
e canta…
canta il sogno del mondo:
che tutti i paesi
si contendano
d'averti generato.
(da “O sensi miei”)
Grazie Alessio ancora una volta, per la tua significativa peculiarità.
Dopo essere stato per dieci anni alla polvere del salone, svegliato ogni tanto da Stefano, sei riuscito, almeno per i profani della musica, a far sembrare nuovo l'organo della nostra chiesa, come se dopo anni di servizio ed abbandono non fosse messo così male come sembra (ultimo respiro!?).
Con Stefano, impegnato in questa passione che vi accomuna, crediamo che ci aiuterai, quando sarà possibile, a trovarne uno adeguato ad accompagnare il coro e le liturgie della nostra bella chiesa.
UN ABBRACCIO VIRTUALE DALLA COMUNITA' PARROCCHIALE SEMPRE
 PRESENTE O CHE TI SEGUE NEI TUOI POST......... CHE LEGGEREMO ED ASCOLTEREMO QUANDO I TUOI NUOVI IMPEGNI TE LO PERMETTERANNO.... GRAZIE!


CARITAS DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE – RACCOLTE ALIMENTARI – 8 MAGGIO 2021


Grazie alla disponibilità dei volontari, sabato 8 Maggio abbiamo potuto realizzare due raccolte alimentari.
La prima presso il Supermercato Carrefour di Viale Toselli, la seconda con il nutrito contributo del Comitato di San Miniato, presso lo stesso Supermercato del quartiere.
Nonostante fosse la prima vera giornata primaverile, abbiamo trovato, molta attenzione e disponibilità per le esigenze che manifestiamo; considerato il momento difficile questo non sempre é possibile darlo per scontato.
Grazie a tutti coloro che si interessano e chiedono approfondimenti per l’attività che svolgiamo.

Vista dall’esterno, non é per tutti facile capire le diverse situazioni familiari che ci vengono rappresentate, sia dalla Caritas Diocesana che dai Servizi Sociali e per le quali cerchiamo di adottare, nell’ambito delle poche disponibilità, percorsi alternativi di approvvigionamento.
Questo grazie al supporto costante di alcuni benefattori, piccole ma importanti donazioni, contributi con beni di prima necessità e prodotti in scadenza rilevati presso i Supermercati.
Ci sono tanti prodotti pronti per essere scartati, noi li recuperiamo e dopo averli selezionati riusciamo ad aiutare le persone svantaggiate che si presentano ogni mercoledì e giovedì e facenti parte di un nucleo, in costante crescita, composto ad oggi da n.45 nuclei familiari e n. 142 persone.
Grazie a tutti coloro che ci supportano, grazie ai volontari, grazie al Comitato di San Miniato e grazie a chi si ricorda di noi e vuole aiutarci.

Ricordiamo che é attivo un gruppo di insegnanti che predispongono lezioni di doposcuola, ogni Lunedì e Venerdì.
E’ attivo il gruppo che seleziona i vestiti ed ogni Martedì e Venerdì é disponibile (su prenotazione) a fornire indumenti e scarpe recuperate.
x Don Sergio Presidente – Lo staff Caritas

LA COLDIRETTI DONA VIVERI

In questo momento difficile e di necessità, la Caritas di San Miniato assiste n.42 famiglie, con pacchi settimanali, inserendo prodotti donati o pervenuti, quando possibile tramite raccolta alimentare.

Il giorno 6 Aprile 2021, la Coldiretti, con il patrocinio di vari Enti ed attività locali consegna pacchi viveri alle associazioni di volontariato.
La caritas di San Miniato riceve n.7 pacchi alimentari di cui n. 2 sono lasciati alla Caritas della Diocesi.

Grazie ar tutti coloro che collaborano a queste iniziative, con tante gocce, possiamo raggiungere l’obiettivo di dare un minimo supporto alle famiglie più disagiate.

UN RICORDO DI DON DOMENICO POETA – I MIGRANTI ALBANESI

Riceviamo e pubblichiamo con piacere un ricordo di Don Poeta, della tragica migrazione, verso l’Italia delle migliaia di Albanesi, che trent’anni fa approdavano a Bari. Questo anche per ricordare i circa n. 60 viaggi che a Valona, con vari volontari della Parrocchia di San Miniato, ha compiuto, in quel periodo, Don Sergio.

La nave dolce Vlora e noi

L’8.8.1991, trent’anni fa, la nave Vlora approdava a Bari con un carico di molte migliaia di albanesi a torto o a ragione in fuga da una terra di privazioni e in cerca di una vita migliore.

Ho vissuto di riflesso l’arrivo dell’ondata di giovani albanesi come parroco di un piccolo villaggio della provincia di Siena e, come dappertutto, il primo impatto fu difficile, del tipo “mamma li turchi”. Ero un giovane prete di ventisei anni e qualche volta mi ero anche stufato di perseverare almeno in quel tipo di vita, in un piccolo villaggio sempre più scarso di fedeli, di giovani, di vita, tipo il giovane prete del film La messa è finita di Nanni Moretti.

L’arrivo massiccio di giovani albanesi mi costrinse a una brusca conversione.

Come diceva spesso don Oreste Benzi: “I poveri ci convertono”. E così fu. La casa parrocchiale si affollò sempre più di giovani che avevano bisogno soprattutto di un alloggio e di documenti. Per il lavoro spesso arrivavano con il problema già risolto tra di loro perché in quel momento erano molto richiesti. Poi ci furono da fare le pratiche per i ricongiungimenti, poi le cosiddette sanatorie del 1992, 1998, 2002 e un manipolo di giovani volontari si unirono nella missione migranti con esperienze anche molto intense. Vidi ad una ad una le mogli dei ragazzi arrivare spaesate, timide, alcune un po’ impaurite da una cultura molto diversa e non sempre accogliente. Alcuni giovani si sposarono tra italiani e albanesi. A distanza di trent’anni possiamo dire che è difficile trovare un albanese che non lavora. Spesso li porto come esempio di integrazione. Ci sono voluti trent’anni ma oggi possiamo dire con soddisfazione che gli albanesi non solo si sono ben integrati in Italia ma sono anche uno dei popoli più amici degli italiani.

Accogliere, accompagnare, integrare, sono tre verbi con pesi diversi.

Accogliere è bellissimo e si può risolvere in fretta, con uno spazio abitativo e umano dignitoso.

Accompagnare è un’azione con cui ci carichiamo delle tante fatiche di un percorso di inserimento culturale, lavorativo, relazionale, umano.

Integrare è una sorta di risultato finale di cui gli albanesi spesso ci mostrano la via con successo.

Siamo diventati amici, nonostante l’esordio talvolta disarmante, e la forza di questa relazione profonda ha distrutto i pregiudizi, le frontiere culturali, i luoghi comuni, le reciproche ristrettezze mentali con cui non potevamo costruire un’Italia delle culture.

Alcune volte ci siamo recati in Albania con gruppi di volontari e con amici.

Nessuno di noi sapeva dove ci avrebbe portato il viaggio della nave dolce Vlora. Adesso, a distanza di trent’anni lo sappiamo e ne siamo oltremodo felici. Un mese fa camminavo a piedi per strada, in città, si fermò un camion della spazzatura e l’autista scese per salutarmi con calorosi baci e abbracci tra gli insulti degli automobilisti che si trovavano in fila dietro al camion fermo. Era uno degli albanesi arrivati in quel periodo e che avevo ospitato in casa parrocchiale. Una volta ho pianto amaramente per le difficoltà che trovavamo nell’integrare il grande numero di albanesi che era arrivato in seguito alla seconda crisi politica, quella del 1997, con la caduta del governo di Sali Berisha.

oggi più che mai possiamo dire che i ragazzi dell’Albania sono i nostri ragazzi. Scrivo qui di seguito, col suo consenso, le parole con cui una bambina di quella seconda ondata mi ha scritto ultimamente, a più di vent’anni di distanza. Non posso dimenticare il popolo albanese, gli sarò grato per sempre, più che dare ho ricevuto da loro. Grazie ragazzi, siete un popolo giovane e meraviglioso. 

 A. K. Siena 3 novembre 2020

Caro don Domenico,

conversando ad una cena mi hanno informato che lei si trova a San Rocco e mi ha fatto molto piacere sapere di poterla contattare.

Innanzitutto il motivo di questo contatto è per ringraziarla. Non so se lo ricorda ma, ventitre anni fa, io e la mia famiglia ci spostammo dal campo profughi in una casa vuota, senza letti e senza nulla. Io mi ricordo ancora quella sera invernale in cui lei venne e portò letti, coperte e cibo, insieme ai carabinieri i quali a loro volta portarono candele e lampade a gas per permetterci di studiare.

Ebbene, io e mio fratello abbiamo studiato davvero. Questa è una lettera di gratitudine. Io oggi sono laureata e sono diventata avvocato grazie anche al contributo di persone come lei…

Siena, 5.04.2021,

don Domenico Poeta

Mobile 3885826292

e-mail dondomenicopoeta@gmail.com

LA CARITAS DELLA PARROCCHIA AUGURA UNA SERENA PASQUA E DONA IL PACCO PASQUALE SPECIALE – GRAZIE PER GLI AIUTI RICEVUTI

Anche per Pasqua, non potendo effettuare raccolte alimentari, in un momento difficilissimo per la nostra caritas,, grazie all’aiuto dei parrocchiani e degli amici, abbiamo predisposto un pacco augurale, acquistando n. 39 colombe, caffe’ ed uova di Pasqua (queste per le famiglie con bambini).

Diciamo sempre, con Don Sergio di avere fiducia nella provvidenza, ed ecco che nella settimana santa, si presenta l’Associazione di donne “ International Inner Wheel Club Siena” consentendoci di arricchire il pacco Pasquale con 40 buoni del valore di €.50,00 che ogni assistito potrà utilizzare ad una Coop.

Mentre organizzavamo i pacchi, di nuovo arriva la telefonata di “Noi Siena” che ci fornisce n.40 meravigliose confezioni di ovetti, arricchita da un coniglietto fatto a mano da una meravigliosa signora.

GRAZIE DI CUORE A TUTTI COLORO CHE SI INTERESSANO E CREDONO NEGLI STESSI VALORI CHE SPRIGIONA DON SERGIO.
Non ci vergogniamo a dire che in questo momento, tutte queste attenzioni ci consentono di nascondere le difficoltà che riscontriamo, ogni mercoledì e giovedì, nel cercare di dare un piccolo sostegno (con ciò che raccogliamo), alle numerose famiglie assistite.

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TEMPO DI QUARESIMA – LE RIFLESSIONI DI DON SERGIO- ” IL BUON SAMARITANO” PARTE III^

«  Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Ama il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti »   (Matteo 22,37-40)

L’Apostolo san Paolo lo richiama: « Chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. Infatti, il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso. L’amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l’amore » (Rm 13,8-10).

UNA POESIA AUGURALE PER LA PASQUA . da Maria Rosa

PER PASQUA: AUGURI A UN POETA (Carlo Betocchi )

a Giorgio Caproni

Giorgio, quante croci sui monti, quante,
fatte d’un po’ di tutto, di filagne
che inclinate si spaccano, di scarti,

ma croci che respirano nell’aria,
in vetta alle colline, dove i poveri
hanno anch’essi un colore d’azzurro,

la simile cred’io l’ebbe Gesù,
non già di prima scelta, rimediata
tra’ rimasugli d’un antro artigiano,

commessa con cavicchi raccattati,
eppure estrosa, ed alta, ed indomabile
e tentennante com’è la miseria:

ecco la nostra Pasqua onde ti manda
il mio libero cuore quest’auguri
pensando che non è per l’occasione

ma per quella di sempre, che si salva
dalle occasioni, del cuor che non soffre
che del non amare, e sempre sta in croce

con un cartiglio fradicio che in vetta
dice: È un poveraccio, questi che vuole
ciò che il mondo non vuole, solo amore.

(C. Betocchi, “L’Estate di San Martino”, Mondadori, Milano 1961)

Il Prof. Giuseppe Langella, in questo pillola per Poetando, propone una poesia di Carlo Betocchi inviata come messaggio augurale all’amico poeta Giorgio Caproni nel periodo pasquale. Buon ascolto

lto.

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TEMPO DI QUARESIMA – LE RIFLESSIONI DI DON SERGIO- ” IL BUON SAMARITANO” PARTE II^

«  Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Ama il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti »   (Matteo 22,37-40)

Al tempo di Gesù, l’ostilità fra giudei e Samaritani è ancora viva, i samaritani vengono considerati scismatici, se non veri e propri pagani. Gesù stesso (Matteo 10,5) proibisce ai suoi discepoli di predicare in città samaritane, trattandole come ostili a priori.

Ma è proprio per questo motivo che Gesù, raccontando la parabola del buon samaritano, sceglie uno di loro come esempio per spiegare l’attenzione che bisogna avere verso il prossimo (Luca 10,25-37), mostrando che è preferibile un “eretico” “senzadio” come un samaritano, ma che si comporta con amore verso il prossimo, di quanto non siano dei sacerdoti e dei leviti, le cui convinzioni siano del tutto ortodosse ma che si comportano senza alcuna carità verso il loro prossimo. Il vero credente, per questa parabola, è chi nelle azioni segue l’esempio di Cristo, e non chi si reca al culto nel tempio più “ortodosso”.

Canto dell’esodo UNA POESIA DI SALVATORE QUASIMODO (m.r.t.)

LA LITURGIA DI DOMENICA 14 MARZO 2021

Il canto degli esuli nella poesia di Quasimodo

Sui fiumi di Babilonia, / là sedevamo piangendo / al ricordo di Sion. / Ai salici di quella terra / appendemmo le nostre cetre. Là ci chiedevano parole di canto /coloro che ci avevano deportato, / canzoni di gioia, i nostri oppressori: / «Cantateci canti di Sion!». / Come cantare i canti del Signore / in terra straniera? (Salmo 136, 1-4). Il salmo che si legge nella liturgia di domenica 14 marzo esprime drammaticamente il dolore dei deportati dalla Città Santa, dopo che era stata conquistata e distrutta dai Babilonesi. Tornati a Gerusalemme, tra le macerie della città, gli Israeliti ricordano la tristezza e le umiliazioni subite durante l’esilio in Babilonia.

Del salmo 136 Salvatore Quasimodo riprende motivi e immagini adattandoli al presente in una poesia celebre, pubblicata nel 1947 nella raccolta Giorno dopo giorno, che segna il passaggio del poeta all’impegno civile. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale e la caduta del fascismo, i poeti che avevano preferito rifugiarsi nella raffinatezza formale e antistorica dell’Ermetismo erano satati criticati per essere rimasti in silenzio di fronte agli orrori della dittatura e della guerra. Quasimodo risponde alla critica rivendicando il valore di quel silenzio: non era un segno di vigliaccheria, ma una scelta consapevole e critica.

ALLE FRONDE DEI SALICI

E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

(S. Quasimodo, Poesie e discorsi sulla poesia, Mondadori, Milano 1983)

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LA LITURGIA DI DOMENICA 14 MARZO 2021 – LE RIFLESSIONI DI DON SERGIO (del Mercoledì di Quaresima)

PARROCCHIA DEL “CORPUS DOMINI”
IN SAN MINIATO ALLE SCOTTE
(Capienza massima partecipanti n. 118)

Nel periodo quaresimale, ogni Venerdì alle ore 17,00, prima della messa feriale, si ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Gesù Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota.

PER LE LITURGIE PASQUALI SARA’ NECESARIA LA PRENOTAZIONE

TEMPO PASQUALE
I MERCOLEDI’ DI DON SERGIO

Messe Feriali ore 17,30

Prefestivi ore 18,30

Il Santo Rosario, é recitato alle ore 18,00



Messe Festive ore 8,30 ed ore 11,15
L’accesso alla Chiesa é consentito con anteposta misurazione della temperatura corporea, acquisizione del gel mani ed indosso di mascherina, i fedeli, tra loro, devono mantenere la distanza di ml.1,50.
Accoglienza famiglie numerose.
Due interi settori di panche, sono prioritariamente riservate ai nuclei familiari costituiti da almeno tre persone.
Tutti i posti disponibili sono contrassegnati da un cartellino verde.


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TEMPO DI QUARESIMA – LE RIFLESSIONI DI DON SERGIO- ” IL BUON SAMARITANO”

«  Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Ama il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti »   (Matteo 22,37-40)

«E chi è il mio prossimo?». 30 Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31 Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. 32 Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. 33 Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. 34 Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. 35 Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. 36 Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». 37 Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ lo stesso».»

Al tempo di Gesù, l’ostilità fra giudei e Samaritani è ancora viva, i samaritani vengono considerati scismatici, se non veri e propri pagani. Gesù stesso (Matteo 10,5) proibisce ai suoi discepoli di predicare in città samaritane, trattandole come ostili a priori.

Ma è proprio per questo motivo che Gesù, raccontando la parabola del buon samaritano, sceglie uno di loro come esempio per spiegare l’attenzione che bisogna avere verso il prossimo (Luca 10,25-37), mostrando che è preferibile un “eretico” “senzadio” come un samaritano, ma che si comporta con amore verso il prossimo, di quanto non siano dei sacerdoti e dei leviti, le cui convinzioni siano del tutto ortodosse ma che si comportano senza alcuna carità verso il loro prossimo. Il vero credente, per questa parabola, è chi nelle azioni segue l’esempio di Cristo, e non chi si reca al culto nel tempio più “ortodosso”.

TEMPO DI QUARESIMA -LE RIFLESSIONI DI DON SERGIO – ” AMERAI IL PROSSIMO TUO”

“Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più importante di questo » (Mc 12,29-31).

Piuttosto che rendere “un occhio per occhio”, Gesù ci incoraggia a resistere al male, perché dare la nostra attenzione al male invita solo più male nella nostra vita. Allo stesso modo, se qualcuno dovesse colpirci, piuttosto che vendicarci e quindi rimanere invischiati in una battaglia, Gesù ci incoraggia a “porgere l’altra guancia”. Questo non è (come alcuni potrebbero aver interpretato) un modo che permetta ad un assalitore di colpire un’altra persona, ma indica che voltarsi e allontanarsi dalla potenziale aggressione è l’unico modo per ottenere un risultato positivo e simile al comportamento di Cristo. La violenza genera più violenza.

Il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». Aveva appena detto questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?»” (Gv 18,12-23).

LA LITURGIA DI DOMENICA 28 MARZO 2021 – ANTEPRIMA “LA SACRA FAMIGLIA” di Pierluigi olla.

PARROCCHIA DEL “CORPUS DOMINI”
IN SAN MINIATO ALLE SCOTTE
(Capienza massima partecipanti n. 114)

Nel periodo quaresimale, ogni Venerdì alle ore 17,00, prima della messa feriale, si ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Gesù Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota.

Messe Feriali ore 17,30
Prefestivi ore 18,30Il Santo Rosario, é recitato alle ore 18,00
Messe Festive ore 8,30 ed ore 11,15
L’accesso alla Chiesa é consentito con anteposta misurazione della temperatura corporea, acquisizione del gel mani ed indosso di mascherina, i fedeli, tra loro, devono mantenere la distanza di ml.1,50.
Accoglienza famiglie numerose.
Due interi settori di panche, sono prioritariamente riservate ai nuclei familiari costituiti da almeno tre persone.
Tutti i posti disponibili sono contrassegnati da un cartellino verde.



La Liturgia di Domenica 28 Febbraio 2021
II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)

Commento
La trasfigurazione occupava un posto importante nella vita e nell’insegnamento della Chiesa primitiva. Ne sono testimonianze le narrazioni dettagliate dei Vangeli e il riferimento presente nella seconda lettera di Pietro (2Pt 1,16-18).
Per i tre apostoli il velo era caduto: essi stessi avevano visto ed udito. Proprio questi tre apostoli sarebbero stati, più tardi, al Getsemani, testimoni della sofferenza di nostro Signore.
L’Incarnazione è al centro della dottrina cristiana. Possono esserci molti modi di rispondere a Gesù, ma per la Chiesa uno solo è accettabile. Gesù è il Figlio Unigenito del Padre, Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero. La vita cristiana è una contemplazione continua di Gesù Cristo. Nessuna saggezza umana, nessun sapere possono penetrare il mistero della rivelazione. Solo nella preghiera possiamo tendere a Cristo e cominciare a conoscerlo.
“È bello per noi stare qui”, esclama Pietro, il quale “non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento”. La fede pone a tacere la paura, soprattutto la paura di aprire la nostra vita a Cristo, senza condizioni. Tale paura, che nasce spesso dall’eccessivo attaccamento ai beni temporali e dall’ambizione, può impedirci di sentire la voce di Cristo che ci è trasmessa nella Chiesa.

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PASQUA 2021 – PARROCCHIA DEL “CORPUS DOMINI” IN SAN MINIATO ALLE SCOTTE (Stessa procedura per Basciano e Vagliagli)

SANTA PASQUA 2021

Secondo la Liturgia, é antica tradizione che la Benedizione delle Famiglie e delle loro Case, sia portata dopo la Liturgia Pasquale, durante la quale vengono rinnovate le promesse Pasquali - La Benedizione con "l'Acqua Lustrale" é il segno del Battesimo.
Le boccettine con l'Acqua Santa e le immagini con le parole da pronunciare (qui riportate sotto la dicitura "Benedizione Pasquale"), saranno disponibili dalla sera del 3 Aprile fino all'Ascensione.

CHIESA DEL CORPUS DOMINI
IN SAN MINIATO ALLE SCOTTE

Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino le donne si recarono al sepolcro. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro, ma entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.
Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino le donne si recarono al sepolcro. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro, ma entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.
Un angelo apparve loro in vesti sfolgoranti e disse loro : “ perché cercate fra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato.  Presto, andate ad annunciarlo ai suoi discepoli”
Un angelo apparve loro in vesti sfolgoranti e disse loro : “ perché cercate fra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato.  Presto, andate ad annunciarlo ai suoi discepoli”

BENEDIZIONE DI PASQUA
In famiglia

Pace a questa casa e a noi che ci abitiamo.
Ci benedica il Signore e ci custodisca.
Il Signore faccia risplendere per noi
il suo volto e ci doni la sua grazia.
Il Signore rivolga a noi il suo volto e ci conceda la pace.

PADRE NOSTRO………

Preghiamo
Signore, Padre santo, manda dal cielo il tuo angelo che visiti, conforti, protegga e illumini nostra casa e ci custodisca nel tuo amore.

(Benedizione con l’acqua santa, dicendo) :
Ravviva in noi, Signore, nel segno di quest’acqua benedetta la grazia del Santo Battesimo e la nostra adesione a Cristo Signore crocifisso e risorto per la nostra salvezza. Amen

BENEDICIAMO IL SIGNORE.
RENDIAMO GRAZIE A DIO

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CHIESA DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE – LA SACRA FAMIGLIA – del Maestro Pierluigi Olla

Il 6 Giugno 1994, fu inaugurata e benedetta questa chiesa. Quell’anno era l’anno dedicato alla famiglia; questa circostanza é stata scritta in una delle campane.

Le immagini di Gesù arrivano ai 12 anni, quando fu ritrovato dai genitori nel tempio di Gerusalemme; le immagini successive cominciano con il battesimo di Gesù al fiume Giordano.

Nel piccolo villaggio di Nazaret quella famiglia conduceva una vita normale e semplice.
Giuseppe, avrà lavorato anche come falegname, ma la piccola Nazaret non offriva gran quantità di lavoro.
Con tutta probabilità Giuseppe era un pendolare, andando e tornando da Sefforis, notevole centro urbano a circa 6 kilometri di distanza, che offriva lavoro nell’edilizia.

Crescendo anche Gesù condivideva il lavoro di Giuseppe, rappresentato con una sporta in mano contenente gli attrezzi.
Bellissimo il gioco di sguardi; Gesù ha un sorriso sereno e gli occhi che guardano lontano
Giuseppe, guardando Gesù, ha un sorriso radioso; contempla compiaciuto quel Figlio che Dio gli ha affidato.
Maria ha un gesto tenero e protettivo con la mano appoggiata alla spalla di Gesù.
Qui é rappresentato Gesù all’età di 17 anni circa; fra l’adolescenza e la giovinezza

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27 GENNAIO “IL GIORNO DELLA MEMORIA” VITTORIO SERENI (m.r.t.)

Il 27 gennaio 1945 è il giorno in cui, alla fine della seconda guerra mondiale – i cancelli di Auschwitz vengono abbattuti dalla 60esima armata dell’esercito sovietico. Il complesso di campi di concentramento che conosciamo come Auschwitz non era molto distante da Cracovia, in Polonia, e si trovava nei pressi di quelli che erano all’epoca i confini tra la Germania e la Polonia. Con l’avvicinarsi dell’Armata Rossa, già intorno alla metà di gennaio, le SS iniziarono ad evacuare  il complesso: circa 60.000 prigionieri vennero fatti marciare prima dell’arrivo dei russi. Di questi prigionieri, si stima che tra 9000 e 15000 sarebbero morti durante il tragitto, in gran parte uccisi dalle SS perché non riuscivano a reggere i ritmi mostruosi della marcia. Altri prigionieri, circa 9000, erano stati lasciati nel complesso di campi di Auschwitz perché malati o esausti: le SS intendevano liquidarli, ma non ebbero il tempo necessario per farlo prima dell’arrivo dei sovietici.     

UNA POESIA PER IL GIORNO DELLA MEMORIA: AMSTERDAM DI VITTORIO SERENI

Amsterdam

A portarmi fu il caso tra le nove
e le dieci d’una domenica mattina
svoltando a un ponte, uno dei tanti, a destra
lungo il semigelo d’un canale. E non
questa è la casa, ma soltanto  
– mille volte già vista –
sul cartello dimesso: «Casa di Anna Frank».

Disse più tardi il mio compagno: quella
di Anna Frank non dev’essere, non è
privilegiata memoria. Ce ne furono tanti 
che crollarono per sola fame
senza il tempo di scriverlo.
Lei, è vero, lo scrisse.
Ma a ogni svolta a ogni ponte lungo ogni canale
continuavo a cercarla senza trovarla più
ritrovandola sempre.
Per questo è una e insondabile Amsterdam
nei suoi tre quattro variabili elementi
che fonde in tante unità ricorrenti, nei suoi
tre quattro fradici acerbi colori   
che quanto è grande il suo spazio perpetua,
anima che s’irraggia ferma e limpida
su migliaia d’altri volti, germe
dovunque e germoglio di Anna Frank.
Per questo è sui suoi canali vertiginosa Amsterdam.

(da V. Sereni, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1986)        

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PARROCCHIA SAN MINIATO ALLE SCOTTE – RESOCONTO -ANNO 2020-

DI SEGUITO E’ PUBBLICATO IL RESOCONTO DELLA GESTIONE E CONDUZIONE DELLE ATTIVITA’ PARROCCHIALI PER L’ANNO 2020.
E’ STATO UN ANNO DIFFICILE E LA GESTIONE GENERALE DEGLI ONERI PARROCCHIALI E’ STATA POSSIBILE SOLO GRAZIE ALLA GENEROSITA’ DELLA COMUNITA’……………………………………………………………………………………. “SORELLE E FRATELLI TUTTI”.
NELLA PRIMA PARTE SONO RIPORTATE LE ENTRATE E LE USCITE PER LA GESTIONE ORDINARIA DELLA PARROCCHIA.
UNA COLONNA A PARTE E’ DEDICATA ALLE ATTIVITA’ DELLA CARITAS.
(Per la privatezza sono oscurate le quote derivanti dalle donazioni, riportate nel totale, sia per la Caritas che per la Parrocchia.)
NELLA ULTIMA PARTE SONO RIPORTATI GLI ONERI SOSTENUTI PER IL COMPLETAMENTO DEI LOCALI CARITAS E PER L’ADEGUAMENTO DEL SALONE SOTTOSTANTE ALLA CHIESA.
Grazie di Cuore…….Don Sergio

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LA GRATITUDINE A DON SERGIO CON UNA POESIA DI JORGE LUIS BORGES (da Maria Rosa Tabellini)

Non sarà mai troppo grande la gratitudine nostra per Don Sergio, e per tutti coloro che lo circondano e aiutano nei diversi rivoli della generosità. Persone giuste, che potrebbero ben essere comprese nell’elenco che Borges fa nella pacata e ottimistica poesia che copio qui di seguito, come augurio. (Maria Rosa Tabellini)

I GIUSTI di JORGE LUIS BORGES

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere un’etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina, che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

Don Sergio ringrazia “Sorelle, Fratelli” “Tutti” ed Amici, per il sostegno ricevuto dalla Parrocchia nell’anno 2020

Per ringraziare tutti gli amici e parrocchiani che hanno aiutato la Parrocchia nel corso dell’anno 2020, dovrei scrivere per giorni.

” Un sentitissimo grazie e grande gioia per tanta generosità che permette d’intervenire per piccole e grandi cose”

Ps. Ovviamente saranno compilati i bilanci consuntivi e preventivi

Buon Anno 2021
Abbasso il virus
Don Sergio

EPIFANIA 2021 – LA CARITAS DI SAN MINIATO, GRAZIE ALLE DONAZIONI, CONSEGNA CALZE E ZAINETTI AI BAMBINI DELLE FAMIGLIE ASSISTITE –

Zainetti dell’Associazione Tribù del Mondo, preparati con cura da volontari ……….kit igienico, spazzole, felpe, calzini, libri, dolcetti, peluche…….

Strappiamo un sorriso ai nostri bimbi ed un pensiero ai molti bimbi abbandonati.

Donate le calze dell’Epifania e tanti regali (“i regali sospesi”) dall’Associazione “Noi Siena

Le calze sono state realizzate dall’Associazione “Crea e Dimostra” presieduta da Anna Carciofali

La Caritas di San Miniato ringrazia, a nome del Presidente Don Sergio Volpi, le Associazioni i Volontari e tutti coloro che nel corso dell’anno 2020, hanno aiutato in questo particolare momento, consentendoci di superare le nefaste circostanze e sostenere le attuali n.38 famiglie in difficoltà.
Grazie per averci permesso di ottenere un “sorriso in più”.

EPIFANIA DEL SIGNORE – “DAVID M. TUROLDO” (m.r.t.)

EPIFANIA DEL SIGNORE

Una poesia di David Maria Turoldo per il 6 gennaio

EPIFANIA

Eran partiti da terre lontane:
in carovane di quanti e da dove?
Sempre difficile il punto d’avvio,
contare il numero è sempre impossibile.

Lasciano case e beni e certezze,
gente mai sazia dei loro possessi,
gente più grande, delusa, inquieta:
dalla Scrittura chiamati sapienti!

Le notti che hanno vegliato da soli,
scrutando il corso del tempo insondabile,
seguendo astri, fissando gli abissi
fino a bruciarsi gli occhi del cuore!

Naufraghi sempre in questo infinito,
eppure sempre a tentare, a chiedere,
dietro la stella che appare e dispare,
lungo un cammino che è sempre imprevisto.

Magi, voi siete i santi più nostri,
i pellegrini del cielo, gli eletti,
l’anima eterna dell’uomo che cerca,
cui solo Iddio è luce e mistero.

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IL NATALE FERROVIARIO DI ANDRÉ FRÉNAUD (da Tabellini Maria Rosa)

IL NATALE FERROVIARIO DI ANDRÉ FRÉNAUD

San Giuseppe non aveva mai visto locomotiva
e aveva paura di perdere i biglietti.
Era una sera di grandi partenze, la stazione febbrile
di folla e di fischi, di luci.
Giunti troppo presto, s’erano gingillati al buffet…
Non avevano prenotato i posti,
e ci fu anche chi disse che avessero sbagliato treno.

Nessuno ad augurargli buon viaggio.
Gli amici non erano stati avvertiti.
Vomitando fumo giallo e turchino come un drago
il treno cambiava binario agli scambi,
e ancora cambia, va più svelto, va.
Scompaiono i sobborghi e i segnali.

In piedi nel corridoio. Chi avrà compassione
d’una donna incinta e così bella e che geme?

Nello scompartimento vicino alcuni zeloti
s’accapigliarono spartendosi le provviste.
Dei richiamati facevano i finti tonti.
Un pubblicano tronfio d’esose esazioni
e la sua signora, una negra bellissima,
occupavano i posti d’angolo sul corridoio.
Un gran sacerdote faceva finta di leggere.

Un treno passa fragoroso e il bambino
già ne sbigottisce nella notte materna.
Via dritti per la gran distesa, nevica, piove, che importa,
fa caldo sui ponti rumoreggianti
quando rinfresca l’aria il fiume attraversato.
Già il tempo s’addormenta e le città diradano.
Foreste son superate e borghi, la valle rimonta.
Alle stazioni sconosciute le sbarre
s’abbassano e si rialzano nella campagna
arrotondata di lassù dalla volta stellata.
il canto degli angeli attutito dalle nuvole
non ce la fa a trapassare i boati del vagone.
La Vergine chiude gli occhi contro il vetro, vede.

– Tutti scendono – Albeggia.
San Giuseppe ha radunato le valigie.
Il ferroviere apre gli sportelli.
Sul marciapiede l’asino e il bue
son pronti e già parlottano.
Ah, dice Maria, umilmente
è qui che ha da compiersi la parola.

(da A. Frénaud, “Il silenzio di Genova e altre poesie”, Einaudi, Torino 1967, traduzione di Giorgio Caproni)

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Dinanzi al Bambin Gesù, pensando ai troppi innocenti che nascono, derelitti, nel mondo – “Giorgio Caproni (m.r.t.)

La nascita di Gesù nella prospettiva dolente di Giorgio Caproni

Il racconto della nascita di Gesù è patrimonio di tutti e come tale non smette di fornire spunti di riflessione per artisti e poeti anche al di fuori della prospettiva propriamente religiosa, grazie alla forte carica di umanità che si sprigiona dalla storia di quel bambino nato nel silenzio caldo e umile di una stalla, come ci è stato tramandato dai Vangeli.

Riflessa nella figura del bambino Gesù, Caproni, da agnostico tormentato qual era, riconosceva l’immagine desolata dei tanti bambini che nascono nella povertà, nel gelo e nel timore, in questa Terra guastata all’ingiustizia e dall’indifferenza.

a Valerio Volpini
Nel gelo del disamore…
senza asinello né bue…
Quanti, con le stesse sue
fragili membra, quanti
suoi simili, in tremore,
nascono ogni giorno in questa Terra guasta!…
Soli
e indifesi, non basta
a salvarli il candore
del sorriso.
La Bestia
è spietata. Spietato
l’Erode ch’è in tutti noi.
Vedi tu, che puoi
avere ascolto. Vedi
almeno tu, in nome
del piccolo Salvatore
cui, così ardentemente, credi
d’invocare per loro
un grano di carità.

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Don Benedetto Rossi – Appunti dalla relazione alla 2 giorni biblica 2020 – Discorso sulle parabole: INSEGNAVA LORO MOLTE COSE CON PARABOLE (Mc 4,2) I^ Scheda

Dal Centro Pastorale ci vengono inviate le relazioni della 2 giorni biblica.
Carissimi,trovate in allegato le relazioni di cui alla “2Giorni Biblica diocesana” e due schede esplicative sul Vangelo di Marco che ci accompagnerà per tutto il prossimo Anno Liturgico.

(Mc. 4,2) Di nuovo si mise a insegnare lungo il mare. E si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare, mentre la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un'altra cadde fra i sassi, dove non c'era molta terra, e subito spuntò perché non c'era un terreno profondo; ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò. Un'altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. E un'altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per intendere intenda!».
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La Caritas coinvolta nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione. ” I Giovani sempre pronti ad accogliere la generosità”

Il giorno 17 Ottobre, nell’ambito della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, le Caritas hanno avuta la possibilità di organizzare raccolte di prodotti di prima necessità, unitamente ad altre Associazioni presenti nel territorio.
Come Caritas siamo stati impegnati, con un primo gruppo presso la Coop di San Miniato ed un secondo gruppo a sostegno della Caritas diocesana, presso la Coop “Le Grondaie”, ove la Unicoop Firenze e Fondazione “Il cuore si scioglie” hanno invitato Soci e clienti a donare generi alimentari.

Per chi vuole aiutare la caritas della Parrocchia di San Miniato alle Scotte, forniamo  IBAN:                                        IT72T0103014204000000262287

 Attualmente ( 30/10/2020) assistiamo n. 38 famiglie, fornendo settimanalmente un pacco viveri, frutta e verdura disponibile.

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Celebrazioni con il popolo – Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana

Rispondendo a diverse richieste di chiarimento dei colleghi giornalisti legate al DPCM del 13 ottobre 2020, il Direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, Vincenzo Corrado, precisa quanto segue:

“Il Dpcm del 13 ottobre 2020 sulle misure di contrasto e contenimento dell’emergenza Covid-19 lascia invariato quanto previsto nel Protocollo del 7 maggio circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo, a titolo esemplificativo:
Guanti non obbligatori per il ministro della Comunione che però deve igienizzarsi accuratamente le mani;
Celebrazione delle Cresime assicurando il rispetto delle indicazioni sanitarie (in questa fase l’unzione può essere fatta usando un batuffolo di cotone o una salvietta per ogni cresimando), la stessa attenzione vale per le unzioni battesimali e per il sacramento dell’Unzione dei malati;
Reintroduzione dei cori e cantori, i cui componenti dovranno mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti (tali distanze possono essere ridotte solo ricorrendo a barriere fisiche, anche mobili, adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.
– Durante la celebrazione del matrimonio gli sposi possono non indossare la mascherina;
– Durante lo svolgimento delle funzioni religiose, non sono tenuti all’obbligo del distanziamento interpersonale i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione ( persone, non legate da vincolo di parentela, di affinità o di coniugio, che condividono abitualmente gli stessi luoghi dove svolgono vita sociale in comune.


La Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana assicura un’interlocuzione costante con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Interni e il Comitato tecnico-scientifico, per monitorare il quadro epidemiologico e l’evoluzione della pandemia”.

LA WIRLPOOL DONA DUE FRIGO/FRISER ALLA CARITAS DI SAN MINIATO ALLE SCOTTE

Con la sola speranza di trovare sensibilità alla nostra attività, abbiamo ottenuto un riscontro inatteso.
Poteva essere una delle tante richieste e solo grazie all’interessamento di una dipendente e ad una sensibile gestione dell’Azienda ove opera, ha trovato esito per noi indispensabile
Un grazie di cuore ed un augurio di buon lavoro.
Don Sergio

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L’UNIVERSITA’ A SAN MINIATO – IL SALONE “A NORMA”PER LE LEZIONI IN AULA

Sensibile alle richieste di nuovi locali da utilizzare per le aule scolastiche, don Sergio, avendone condiviso l’obiettivo con l’Arcivescovo Mons. Augusto Paolo Lojudice, si é reso disponibile con l’università agli studi di Siena, affinché possano valutare l’impiego, ad uso didattico del salone posto sotto la Chiesa parrocchiale.

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SIENAMBIENTE dona olio d’oliva extra vergine toscana alla Caritas – 2 Luglio 2020

SIENAMBIENTE, nell’ambito di una vasta e nuova attività di supporto alle associazioni di volontariato che sono impegnate nell’assistenza alle famiglie che in questo momento hanno maggiormente subito le conseguenze del Covid-19, é stata promotrice di una donazione alla Caritas della Dicoesi ed in particolare alla caritas di San Miniato.

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MARIA ROSA E ARMANDO PARTINI – Per il loro cinquantesimo di matrimonio

Maria Rosa ed il marito Armando Partini, sabato 27 Giugno hanno festeggiato i cinquant’anni di matrimonio. Maria Rosa ringrazia per gli auguri della Comunità parrocchiale come gli é più congeniale.
” desidero ringraziarLa personalmente, insieme a mio marito, per il pensiero affettuoso che è stato rivolto a noi, sposi “cinquantenni”, nel nostro anniversario di matrimonio. È stata una sorpresa che ci ha commossi”

L’AVIS DI SIENA – dona generi alimentari alla Caritas San Miniato – 20 Maggio 2020

Mercoledì 20 maggio, un bellissimo gruppo di giovani della sezione Avis di Siena, ha portato in dono alla Caritas della Parrocchia di San Miniato, molti generi alimentari, per le numerose famiglie, assistite settimanalmente.
Uniti ai volontari Caritas, hanno partecipato alla predisposizione dei pacchi viveri, alla cernita della frutta e verdura e nella giornata di Mercoledì alla consegna dei pacchi.
Grazie alla loro sensibilità, é stato possibile inserire prodotti nuovi e diversificati rispetto alla disponibilità normale, includendo l'igiene personale, sottoli, maionese, olio di oliva e di semi, caffé ed altro, che normalmente non sono considerati come viveri essenziali, ma graditi sempre come valore aggiunto.
Ricordiamo che all'AVIS possono aderire gratuitamente sia coloro che donano volontariamente e anonimamente il proprio sangue e sia coloro che, pur non potendo per motivi di inidoneità fare la donazione, collaborano però gratuitamente a tutte le attività di promozione, proselitismo e organizzazione.
È una Associazione che non ammette alcuna discriminazione ed esclude qualsiasi fine di lucro.
Grazie a questa preziosa ed altre iniziative di sostegno, ogni Mercoledì e Giovedì mattina, con il supporto dei volontari della Misericordia e di alcune contrade, prosegue la consegna dei pacchi viveri, oltre a fruttta e verdura, recuperati presso le "Grondaie".
Grazie quindi all'Avis Club ed alle iniziative locali, quali la spesa sospesa, grazie ai molti amici, simpatizzanti e parrocchiani che ci sostengono in questo difficile momento.
Ogni settimana registriamo un incremento di famiglie in stato di necessità alle quali dobbiamo rispondere "ci siamo".
Un grazie speciale ai numerosi e nuovi volontari della parrocchia che pur con tutte le precauzioni, non hanno mai fatto mancare il loro supporto indispensabile.
Tale supporto oltre che alla distribuzione dei viveri é ora a maggior ragione necessario, per una completa riorganizzazione dei locali parrocchiali, in vista dell'inizio delle opere di ristrutturazione, oltre che per giungere entro l'estate alla riapertura del salone posto sotto la chiesa.

Don Sergio

LA CHIESA DEL CORPUS DOMINI IN SAN MINIATO ALLE SCOTTE RIAPRE ALLE S.MESSE – Regole di accesso valide anche per le Chiese di Basciano e Vagliagli

1) L’ingresso, presieduto da un volontario sarà contingentato in base alla capienza massima dell’edificio secondo le regole del distanziamento;
2) Ci saranno più ingressi, uno di entrata e uno riservato all’uscita.
3) Non si potranno creare assembramenti sia all’interno dell’edificio, sia sul sagrato e pertanto sarà necessario rispettare il distanziamento sociale di almeno 1,50 metri tra fedele e fedele.
4) È necessario indossare le mascherine, anche durante la celebrazione.
Non saranno ammesse le mascherine con il filtro in quanto proteggono chi la indossa ma non chi gli è accanto.Al fedele che non la possiede sarà offerta dall’accoglienza.
5) All’ingresso gli addetti all’accoglienza forniranno alcune gocce di gel per le mani che ogni fedele obbligatoriamente dovrà usare. All’interno della chiesa altri addetti distribuiranno i foglietti della messa ed aiuteranno i fedeli ad individuare i posti disponibili.
6) Non è consentito l’accesso a chi ha sintomi influenzali/respiratori o con temperatura superiore a 37,5, come anche a coloro che hanno avuto contatto con persone positive a COVID 19.
7) Sarà favorito l’ingresso a persone diversamente abili.
8) I posti disponibili per la seduta, sono indicati con cartellini di colore verde.
E’ vietato occupare altri spazi di seduta, oltre quelli contrassegnati. Per garantire il previsto distanziamento sociale é stato scelto di alternare una panca vuota ad una con due possibili sedute opportunamente distanziate.
Saranno collocate delle sedie poste alla distanza di sicurezza di un metro e mezzo tra di loro e non dovranno in alcun modo essere spostate.
In questa fase sono stati individuati n. 48 posti a sedere nelle panche, circa n. 23 posti con le sedie, n° 8 posti presso il bancone in fondo alla chiesa, per complessivi circa n.79 posti a sedere.
In caso di necessità, a cura del servizio di accoglienza, saranno incrementati i posti a sedere, aggiungendo, opportunamente distanziate tra loro, le sedie disponibili.
Si chiede di non sedersi in ordine sparso, completando quando possibile i posti liberi a partire da quelli disponibili nella parte più vicina all’altare.
Ciò aiuta a collocare un maggior numero di fedeli e permette, anche in funzione della quantità dei fedeli che hanno assistito alla celebrazione, un’agevole igienizzazione del locale.
9) Durante la celebrazione sarà omesso lo scambio della pace.
10) Al momento della distribuzione dell’EUCARISTIA, per evitare la formazione di eventuali assembramenti, ogni fedele rimarrà presso la propria postazione e sarà il parroco, munito di mascherina ed eventualmente di guanti adeguatamente igienizzati, ad approssimarsi all’incontro con il fedele.
11) La questua non sarà fatta passando per le panche, ma a tale scopo presso l’uscita, sono collocati appositi raccoglitori per le offerte che i fedeli desiderano lasciare.
12) Alla fine della Santa Messa l’uscita dovrà avvenire in modo composto.
Usciranno per primi i fedeli che occupano i posti prossimi all’uscita, cui seguiranno tutti gli altri in ordine e rispettando le distanze. Ci saranno comunque i collaboratori volontari che vi guideranno in tal senso.
13) All’ingresso della Chiesa, nel portone centrale, un cartello riporta le indicazioni basilari che il fedele deve ottemperare per potervi accedere.
14) Per le messe feriali, visto che l’affluenza sarà certamente minore, saranno disponibili solo le due file di panche e sedie centrali, per le quali ed in generale rimangono le stesse regole sopra elencate.

Alla fine di ogni celebrazione gli ambienti e gli oggetti saranno igienizzati sempre grazie alle persone che si sono rese disponibili per aiutarmi in questo momento particolarmente delicato.
Non sarà facile abituarsi a tutto questo, come già detto, ma non é possibile fare altrimenti. Vi chiedo e vi chiediamo pertanto la massima pazienza e collaborazione affinché tutto possa svolgersi secondo i protocolli.
Se tutti faremo la nostra parte, sarà più facile anche per coloro che vi accompagneranno in questo turbinio di regole assolvere al loro compito.
Grazie di cuore a tutti i collaboratori che mi danno una mano e a tutti fedeli che parteciperanno alle celebrazioni.
DON SERGIO VOLPI.

ORARIO S.MESSE:
FERIALI: ore 17,30
PRE FESTIVE: ore 18,30
FESTIVE: ore 8,30 ed ore 11,15

La Resurrezione nei versi di Mario Luzi – di Maria Rosa Tabellini

Dal sepolcro la vita è deflagrata.
La morte ha perduto il duro agone.
Comincia un’era nuova:
l’uomo riconciliato nella nuova
alleanza sancita dal tuo sangue
ha dinanzi a sé la via.
Difficile tenersi in quel cammino.
La porta del tuo regno è stretta.
Ora sì, o Redentore, che abbiamo bisogno del tuo aiuto,
ora che invochiamo il tuo soccorso,
tu, guida e presidio, non ce lo negare.
L’offesa del mondo è stata immane.
Infinitamente più grande è stato il tuo amore.
Noi con amore ti chiediamo amore.

(Mario Luzi, da La Passione, 1999)

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CHIESA DEL CORPUS DOMINI IN SAN MINIATO ALLE SCOTTE – SIENA VIA A. MORO “RICEVERE L’EUCARISTIA”

CHIESA DEL CORPUS DOMINI – COME RICEVERE L’EUCARISTIA

RICEVERE L’EUCARISTIA

La chiesa di San Miniato é aperta tutti i giorni, dalle ore 9,00 am. alle ore 19,30 pm, per consentire la preghiera e riflessione personale.
Poiché é difficile fissare un appuntamento, chi entra in chiesa, può affacciarsi alla porta posta sul lato destro che comunica con la sacrestia e locali parrocchiali, chiamando don Sergio. La porta é chiusa a chiave solamente per assenza del parroco.

L’AVO AIUTA LA CARITAS DI SAN MINIATO –

Come riportato nel giornale la Nazione di Siena del 3 Aprile 2020, l’Associazione Volontari Ospedalieri, prima in assoluto, ha fatto una donazione alla Caritas della Parrocchia di San Miniato, per l’acquisto di generi alimentari destinati alle numerose famiglie bisognose.
La Caritas ringrazia l’Associazione e sarà presente e disponibile per tutte le preziose iniziative che attuano, nell’ambito delle strutture ospedaliere e non solo.

Estratto da “La nazione Siena del 3 Aprile 2020”

Nell’ultima settimana sono pervenute nuove richieste di supporto e fornitura dei pacchi alimentari.
I volontari Caritas riescono a confezionare ogni Mercoledì e Giovedì, n. 30 pacchi di alimenti a lunga conservazione e se possibile n.30 pacchi contenenti frutta e verdura.
La Caritas non ha risorse proprie, ma fino ad oggi era operativa grazie alle donazioni di beni, alle raccolte alimentari ed alle forniture di prodotti in scadenza.
Ora, non potendo fare raccolte alimentari, può proseguire la propria attività attraverso la generosità di chi può donare.
IBAN CARITAS: IT 72 T 01030 14204 000000 262287

LA LITURGIA DI DOMENICA 26 GIUGNO 2022

 

La Liturgia di Domenica 26 Giugno 2022
XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)


Commento
C’è qualcosa di radicale nella vocazione a seguire Gesù (è una caratteristica di ogni cristiano autentico) che ci sconvolge. Si potrebbe essere tentati di invocare una particolarità di modo di pensare, perfino di linguaggio, per addolcire o stemperare gli argomenti del Vangelo. Eppure abbiamo ogni interesse a prendere il Vangelo per ciò che è, ed approfittare della sua freschezza, del suo vigore.
Seguire Cristo non è una cosa come un’altra, che si possa conciliare con esigenze parallele o contrarie. Chi intraprende questo cammino deve sapere fin dall’inizio che sarà il discepolo di un povero che non ha un luogo dove posare il capo, di un uomo che ha saputo non senza pericolo rompere certi legami, e che, una volta impegnatosi in una missione, non si è più guardato alle spalle.
Ci si abitua troppo facilmente a vedere i cristiani prendere e lasciare il messaggio evangelico; ora, questo disturba e deve disturbare il male che non cerca che di radicarsi in noi. Bisogna rinnovare il nostro impegno battesimale ricevendo per oggi le dure parole di Gesù, ed accettare coraggiosamente di essere dei discepoli che camminano sui suoi passi, sicuri di trovare, oltre il cammino pietroso, la felicità della vera vita.

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde Continua a leggere

LA LITURGIA DI DOMENICA 19 GIUGNO 2022

 

La Liturgia di Domenica 19 Giugno 2022
SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO C)


Commento
Onoriamo e adoriamo oggi il “Corpo del Signore”, spezzato e donato per la salvezza di tutti gli uomini, fatto cibo per sostenere la nostra “vita nello Spirito”. Gesù ha moltiplicato i pani e i pesci per nutrire la folla che lo seguiva: il cibo fisico agisce in me anche quando non ci penso, anche quando dormo si trasforma in carne, sangue, energie vitali. Il cibo spirituale è diverso: è efficace se io collaboro con Cristo, che vuole trasformare la mia vita nella sua.
L’Eucaristia è la festa della fede, stimola e rafforza la fede. I nostri rapporti con Dio sono avvolti nel mistero: ci vuole un gran coraggio e una grande fede per dire: “Qui c’è il Signore!”. Se guardo a me stesso, mi trovo sempre piccolo, imperfetto, peccatore, pieno di limiti. Eppure Dio mi ama, come ama tutti gli uomini, fino a farsi nostro cibo e bevanda per comunicarci la sua vita divina, farci vivere la sua vita di amore.
L’Eucaristia non è credibile se rimane un rito, il ricordo di un fatto successo duemila anni fa. È invece una “scuola di vita”, una proposta di amore che coinvolge tutta la mia vita: deve rendermi disponibile ad amare il prossimo, fino a dare la mia vita per gli altri. Secondo l’esempio che Gesù ci ha lasciato

Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Bianco Continua a leggere

LA LITURGIA DI DOMENICA 12 GIUGNO 2012 – SANTISSIMA TRINITA’

 

La Liturgia di Domenica 12 Giugno 2022
SANTISSIMA TRINITA’ (ANNO C)


Commento
Il giorno di Pentecoste Gesù comunica se stesso ai discepoli per mezzo dell’effusione dello Spirito Santo. La piena rivelazione di Dio come Padre, Figlio e Spirito Santo si ha nel mistero della Pasqua, quando Gesù dona la vita per amore dei suoi discepoli. Bisognava che questi sperimentassero innanzitutto il supremo dono dell’amore compiuto da Gesù per comprendere la realtà di Dio Amore che dona tutto se stesso. Egli, oltre a perdonare i peccati e a riconciliare l’uomo con sé, lo chiama ad una comunione piena di vita (“In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me ed io in voi”: Gv 14,20); gli rivela la ricchezza dei suoi doni e della speranza della gloria futura (Ef 1,17-20); li chiama ad una vita di santità e di donazione nell’amore al prossimo (“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati”: Gv 15,12). Anch’essi sull’esempio del loro maestro sono chiamati a dare la vita per i fratelli (“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”: Gv 15,13). Per ora essi sono incapaci di accogliere e accettare tali realtà. Lo Spirito Santo farà entrare nel cuore degli apostoli l’amore di Cristo crocifisso e risuscitato per loro, li consacrerà a lui in una vita di santità e d’amore, li voterà alla salvezza delle anime. Non saranno più essi a vivere, ma Gesù in loro (cf. Gal 2,20). Ogni cristiano nel corso del suo cammino è chiamato ad arrendersi all’amore e allo Spirito di Cristo crocifisso e risorto. Oggi è il giorno della decisione.
Grado della Celebrazione: SOLENNITA’

Colore liturgico: Bianco

Antifona d’ingresso
Sia benedetto Dio Padre
e l’unigenito Figlio di Dio
e lo Spirito Santo;
perché grande è il suo amore per noi.

Si dice il Gloria.

Colletta
O Dio Padre,
che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Parola di verità,
e lo Spirito santificatore
per rivelare agli uomini il mistero ineffabile della tua vita,
fa’ che nella confessione della vera fede
riconosciamo la gloria della Trinità
e adoriamo l’unico Dio in tre persone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure (Anno C):
Padre santo e misericordioso,
che nel tuo Figlio ci hai redenti
e nello Spirito ci hai santificati,
donaci di crescere nella speranza che non delude,
perché abiti in noi la tua sapienza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (Pr 8,22-31)
Prima che la terra fosse, già la Sapienza era generata.

Dal libro dei Proverbi

Così parla la Sapienza di Dio:
«Il Signore mi ha creato come inizio della sua attività,
prima di ogni sua opera, all’origine.
Dall’eternità sono stata formata,
fin dal principio, dagli inizi della terra.
Quando non esistevano gli abissi, io fui generata,
quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua;
prima che fossero fissate le basi dei monti,
prima delle colline, io fui generata,
quando ancora non aveva fatto la terra e i campi
né le prime zolle del mondo.
Quando egli fissava i cieli, io ero là;
quando tracciava un cerchio sull’abisso,
quando condensava le nubi in alto,
quando fissava le sorgenti dell’abisso,
quando stabiliva al mare i suoi limiti,
così che le acque non ne oltrepassassero i confini,
quando disponeva le fondamenta della terra,
io ero con lui come artefice
ed ero la sua delizia ogni giorno:
giocavo davanti a lui in ogni istante,
giocavo sul globo terrestre,
ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 8)
Rit: O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi?

Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi.

Tutte le greggi e gli armenti
e anche le bestie della campagna,
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
ogni essere che percorre le vie dei mari.

SECONDA LETTURA (Rm 5,1-5)
Andiamo a Dio per mezzo di Cristo, nella carità diffusa in noi dallo Spirito.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, giustificati per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio.
E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza.
La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Ap 1,8)
Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio, che è, che era e che viene.
Alleluia.

VANGELO (Gv 16,12-15)
Tutto quello che il Padre possiede è mio; lo Spirito prenderà del mio e ve lo annuncerà.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore ci chiede di non rimanere in noi stessi, ma di metterci sempre in relazione con lui. Come cristiani siamo chiamati ad essere consapevoli che la grandezza di questa relazione non si esaurisce mai.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, dacci il desiderio di conoscerti.

1. Perché sappiamo credere veramente che da sempre tu ci ami, preghiamo.
2. Perché la nostra relazione con te sia stimolo e modello per costruire relazioni con i nostri fratelli, preghiamo.
3. Perché sulla tua parola sappiamo affrontare le difficoltà e i momenti di morte, ricordandoci che il tuo silenzio non è sinonimo della tua assenza, preghiamo.
4. Perché sappiamo sempre camminare sulla strada della comprensione del tuo annuncio, sapendo che essa non è mai una nostra conquista, ma sempre un tuo dono, preghiamo.

O Padre, il tuo mistero è profondo e, nel tuo Figlio Gesù, tramite l’azione dello Spirito Santo tu ci chiedi di esplorarlo e prima ancora di amarlo. Aiutaci ad essere all’altezza di questo compito infinito. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Santifica, Signore nostro Dio,
i doni del nostro servizio sacerdotale
sui quali invochiamo il tuo nome,
e per questo sacrificio
fa’ di noi un’offerta perenne a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO
Il mistero della Santissima Trinità

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Con il tuo Figlio unigenito e con lo Spirito Santo
sei un solo Dio, un solo Signore,
non nell’unità di una sola persona,
ma nella Trinità di una sola sostanza.
Quanto hai rivelato della tua gloria, noi lo crediamo,
e con la stessa fede, senza differenze,
lo affermiamo del tuo Figlio
e dello Spirito Santo.
E nel proclamare te Dio vero ed eterno,
noi adoriamo la Trinità delle persone,
l’unità della natura,
l’uguaglianza nella maestà divina.
Gli Angeli e gli Arcangeli,
i Cherubini e i Serafini
non cessano di esaltarti
uniti nella stessa lode: Santo, …

Antifona di comunione
Voi siete figli di Dio:
egli ha mandato nei nostri cuori
lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: «Abbà! Padre!». (Cf. Gal 4,6)

Oppure:
Quando verrà lo Spirito della verità,
vi guiderà alla verità tutta intera. (Gv 16,13)

Preghiera dopo la comunione
Signore Dio nostro,
la comunione al tuo sacramento
e la professione della nostra fede in te,
unico Dio in tre persone,
siano per noi pegno di salvezza dell’anima e del corpo.
Per Cristo nostro Signore.

 

Commento
Il giorno di Pentecoste Gesù comunica se stesso ai discepoli per mezzo dell’effusione dello Spirito Santo. La piena rivelazione di Dio come Padre, Figlio e Spirito Santo si ha nel mistero della Pasqua, quando Gesù dona la vita per amore dei suoi discepoli. Bisognava che questi sperimentassero innanzitutto il supremo dono dell’amore compiuto da Gesù per comprendere la realtà di Dio Amore che dona tutto se stesso. Egli, oltre a perdonare i peccati e a riconciliare l’uomo con sé, lo chiama ad una comunione piena di vita (“In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me ed io in voi”: Gv 14,20); gli rivela la ricchezza dei suoi doni e della speranza della gloria futura (Ef 1,17-20); li chiama ad una vita di santità e di donazione nell’amore al prossimo (“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati”: Gv 15,12). Anch’essi sull’esempio del loro maestro sono chiamati a dare la vita per i fratelli (“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”: Gv 15,13). Per ora essi sono incapaci di accogliere e accettare tali realtà. Lo Spirito Santo farà entrare nel cuore degli apostoli l’amore di Cristo crocifisso e risuscitato per loro, li consacrerà a lui in una vita di santità e d’amore, li voterà alla salvezza delle anime. Non saranno più essi a vivere, ma Gesù in loro (cf. Gal 2,20). Ogni cristiano nel corso del suo cammino è chiamato ad arrendersi all’amore e allo Spirito di Cristo crocifisso e risorto. Oggi è il giorno della decisione.

LA LITURGIA DI DOMENICA 5 GIUGNO 2022 – DOMENICA DI PENTECOSTE

 

La Liturgia di Domenica 5 Giugno 2022
DOMENICA DI PENTECOSTE – MESSA DEL GIORNO (ANNO C)


Commento
Lo Spirito Santo è lo Spirito di Cristo ed è la Persona divina che diffonde nel mondo la possibilità di imitare Cristo, dando Cristo al mondo e facendolo vivere in noi.
Nell’insegnamento e nell’opera di Cristo, nulla è più essenziale del perdono. Egli ha proclamato il regno futuro del Padre come regno dell’amore misericordioso. Sulla croce, col suo sacrificio perfetto, ha espiato i nostri peccati, facendo così trionfare la misericordia e l’amore mediante – e non contro – la giustizia e l’ordine. Nella sua vittoria pasquale, egli ha portato a compimento ogni cosa. Per questo il Padre si compiace di effondere, per mezzo del Figlio, lo Spirito di perdono. Nella Chiesa degli apostoli il perdono viene offerto attraverso i sacramenti del battesimo e della riconciliazione e nei gesti della vita cristiana.
Dio ha conferito al suo popolo una grande autorità stabilendo che la salvezza fosse concessa agli uomini per mezzo della Chiesa!
Ma questa autorità, per essere conforme al senso della Pentecoste, deve sempre essere esercitata con misericordiae con gioia, che sono le caratteristiche di Cristo, che ha sofferto ed è risorto, e che esulta eternamente nello Spirito Santo.

Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Rosso

Antifona d’ingresso
Lo Spirito del Signore riempie l’universo;
egli, che tutto abbraccia,
conosce ogni linguaggio. Alleluia. (Cf. Sap 1,7)

Oppure:
L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori
per mezzo dello Spirito Santo che abita in noi.
Alleluia. (Cf. Rm 5,5;8,11)

Si dice il Gloria.

Colletta
O Dio, che nel mistero della Pentecoste
santifichi la tua Chiesa
in ogni popolo e nazione,
diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo,
e rinnova anche oggi nel cuore dei credenti
i prodigi che nella tua bontà
hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (At 2,1-11)
Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.

Dagli Atti degli Apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 103)
Rit: Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.

SECONDA LETTURA (Rm 8,8-17)
Quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete. Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio.
E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

Parola di Dio

SEQUENZA
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

Canto al Vangelo ()
Alleluia, alleluia.
Vieni, Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Alleluia.

VANGELO (Gv 14,15-16.23-26)
Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore ci ricorda il suo annuncio ogni giorno con la voce dello Spirito. Tuttavia, ascoltare ed obbedire alla sua parola, vivendola, rimane il frutto di una nostra libera scelta.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore rendici voce dello Spirito.

1. Perché abbiamo sempre il coraggio di modificare il nostro linguaggio per mantenere la sostanza del tuo messaggio. Preghiamo.
2. Perché l’ascolto della tua parola ci spinga a coinvolgerci interamente in ciò che facciamo ogni giorno, senza mai alienarci da noi stessi. Preghiamo.
3. Perché il nostro corpo sia sempre il tempio in cui dimora il tuo Spirito. Preghiamo.
4. Perché anche nell’imperfezione e nella miseria l’amore per te sia sempre una via sicura per essere liberi. Preghiamo.

O Padre, ogni giorno il mondo è un posto ricco sia di segni di speranza sia di cose orribili da accogliere e migliorare. Fa’ che il tuo Spirito ci aiuti a vedere sempre i primi per crescere nella speranza, e a non scoraggiarci di fronte alle seconde per saperle correggere. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Manda, o Padre,
lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio,
perché riveli pienamente ai nostri cuori
il mistero di questo sacrificio
e ci apra alla conoscenza della verità tutta intera.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DELLA PENTECOSTE
Il mistero della Pentecoste

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale,
e su coloro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio
hai effuso lo Spirito Santo,
che agli albori della Chiesa nascente
ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli
e ha riunito i linguaggi della famiglia umana
nella professione dell’unica fede.
Per questo mistero,
nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta senza fine l’inno della tua gloria: Santo, …

Nel Canone Romano, si dice il Communicántes proprio.
Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio della Pentecoste.

Antifona di comunione
Tutti furono ripieni di Spirito Santo
e proclamavano le grandi opere di Dio. Alleluia. (At 2,4.11)

Oppure:
“Come il Padre ha mandato me,
anch’io mando voi.
Ricevete lo Spirito Santo”. Alleluia. (Gv 20,21.22)

Preghiera dopo la comunione
O Dio, che doni alla tua Chiesa
la comunione ai beni del cielo,
custodisci in noi la tua grazia,
perché resti sempre vivo il dono dello Spirito Santo
che abbiamo ricevuto
e questo cibo spirituale giovi alla nostra salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

Benedizione solenne
Dio, sorgente di ogni luce,
che ha illuminato i discepoli
con l’effusione dello Spirito consolatore,
vi rallegri con la sua benedizione
e vi colmi sempre dei doni del suo Spirito. R. Amen.

Il Signore risorto
vi comunichi il fuoco dello Spirito
e vi illumini con la sua sapienza. R. Amen.

Lo Spirito Santo,
che ha riunito i popoli diversi nell’unica Chiesa,
vi renda perseveranti nella fede
e gioiosi nella speranza
fino alla visione beata nel cielo. R. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
discenda su di voi e con voi rimanga sempre. R. Amen.

Nel congedare l’assemblea, il diacono o, se assente, lo stesso sacerdote canta o dice:
Andate in pace. Alleluia, alleluia.

Oppure:
La Messa è finita: andate in pace. Alleluia, alleluia.

Oppure:
Portate a tutti la gioia del Signore risorto.
Andate in pace. Alleluia, alleluia.

R. Rendiamo grazie a Dio. Alleluia, alleluia.

Terminato il Tempo di Pasqua, è bene portare il cero pasquale nel battistero per conservarlo con il dovuto onore, affinché dal cero acceso, durante la celebrazione del Battesimo, si accendano le candele dei battezzati.

 

Commento
Lo Spirito Santo è lo Spirito di Cristo ed è la Persona divina che diffonde nel mondo la possibilità di imitare Cristo, dando Cristo al mondo e facendolo vivere in noi.
Nell’insegnamento e nell’opera di Cristo, nulla è più essenziale del perdono. Egli ha proclamato il regno futuro del Padre come regno dell’amore misericordioso. Sulla croce, col suo sacrificio perfetto, ha espiato i nostri peccati, facendo così trionfare la misericordia e l’amore mediante – e non contro – la giustizia e l’ordine. Nella sua vittoria pasquale, egli ha portato a compimento ogni cosa. Per questo il Padre si compiace di effondere, per mezzo del Figlio, lo Spirito di perdono. Nella Chiesa degli apostoli il perdono viene offerto attraverso i sacramenti del battesimo e della riconciliazione e nei gesti della vita cristiana.
Dio ha conferito al suo popolo una grande autorità stabilendo che la salvezza fosse concessa agli uomini per mezzo della Chiesa!
Ma questa autorità, per essere conforme al senso della Pentecoste, deve sempre essere esercitata con misericordiae con gioia, che sono le caratteristiche di Cristo, che ha sofferto ed è risorto, e che esulta eternamente nello Spirito Santo.

LA LITURGIA DI DOMENICA 29 MAGGIO 2022

 

La Liturgia di Domenica 29 Maggio 2022
ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO C)


Commento
La morte di Gesù ha costituito uno scandalo per i suoi discepoli, perché essi si erano plasmati un Cristo senza croce. Ma Gesù di Nazaret è il Messia; e non esiste altro Messia che il crocifisso e il glorificato. È attraverso la catechesi del Signore, risuscitato, che i discepoli capiscono che il Messia doveva soffrire e risuscitare dai morti. Era il disegno di Dio manifestato nelle Scritture. Il senso della croce e dell’accompagnamento dei discepoli sulla croce, si scontra con l’intelligenza, con il cuore e con i progetti dell’uomo.
Affinché i discepoli possano essere i testimoni autorizzati di Gesù Cristo, non solo devono comprendere la sua morte redentrice, ma anche ricevere lo Spirito Santo. Gesù si separa dai discepoli benedicendoli e affidandoli alla protezione di Dio Padre. Ascensione del Signore al cielo e invio dello Spirito Santo, per fare dei discepoli dei testimoni coraggiosi e per accompagnarli fino al ritorno di Gesù, sono strettamente collegati.
Lo Spirito Santo aumenterà la potenza della parola del predicatore e aprirà l’intelligenza degli ascoltatori. Della vita fragile del missionario egli farà una testimonianza eloquente di Gesù Cristo morto sulla croce e vivo per sempre. Nel mondo, al fianco dei discepoli, lo Spirito Santo sarà il grande Testimone di Gesù.

Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Bianco

Antifona d’ingresso
Alla Messa della vigilia:
Regni della terra, cantate a Dio, cantate inni al Signore,
che ascende nei cieli eterni.
Sopra le nubi splende la sua bellezza e la sua potenza. Alleluia.

Alla Messa della giorno:
Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?
Come l’avete visto salire al cielo,
così il Signore verrà. Alleluia. (Cf. At 1,11)

Si dice il Gloria.

Colletta
Alla Messa della vigilia:
O Padre, il tuo Figlio oggi è asceso alla tua destra
sotto gli occhi degli apostoli:
donaci, secondo la sua promessa,
di godere sempre della sua presenza accanto a noi sulla terra
e di vivere con lui in cielo.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Alla Messa della giorno:

Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre,
per il mistero che celebra in questa liturgia di lode,
poiché nel tuo Figlio asceso al cielo
la nostra umanità è innalzata accanto a te,
e noi, membra del suo corpo,
viviamo nella speranza di raggiungere Cristo,
nostro capo, nella gloria.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure:
Dio onnipotente,
concedi che i nostri cuori dimorino nei cieli,
dove noi crediamo che oggi è asceso
il tuo Unigenito, nostro redentore.
Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure (Anno C):
Padre santo,
che hai glorificato il tuo Figlio innalzato alla tua destra,
fa’ che il popolo da te redento formi una perfetta unità
nel vincolo del tuo amore,
perché il mondo creda in colui che tu hai mandato,
Gesù Cristo, Signore nostro.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (At 1,1-11)
Fu elevato in alto sotto i loro occhi.

Dagli Atti degli Apostoli

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 46)
Rit: Ascende il Signore tra canti di gioia.

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.

SECONDA LETTURA (Eb 9,24-28;10,19-23)
Cristo è entrato nel cielo stesso.

Dalla lettera agli Ebrei

Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte.
Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.
Fratelli, poiché abbiamo piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, e poiché abbiamo un sacerdote grande nella casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero, nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 28,19.20)
Alleluia, alleluia.
Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore,
ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo.
Alleluia.

VANGELO (Lc 24,46-53)
Mentre li benediceva veniva portato verso il cielo.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore è salito al cielo per portarci un giorno con lui. Nel frattempo ci lascia una missione tutt’altro che banale e scontata: essere prova viva del suo amore.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore aiutaci a compiere la nostra ascensione.

1. Perché la chiesa, chiamata a vivere il periodo di mezzo tra la tua venuta e il regno dei cieli, sappia sempre mantenere salde le sue radici e libero il suo sguardo verso il futuro. Preghiamo.
2. Perché l’impossibilità di aver vissuto nei tempi della tua venuta sulla terra non ci impedisca di essere tuoi discepoli oggi. Preghiamo.
3. Perché sappiamo riconoscere la realtà di ogni giorno come un dono. Preghiamo.
4. Perché la tua benedizione ci ricordi sempre che siamo amati, protetti e accolti come figli di Dio. Preghiamo.

O Padre, Tu hai mandato il tuo unico Figlio sulla terra per salvarci dal peccato. Nei giorni in cui la sua presenza è lontana da noi, ricordaci sempre che è il tuo amore che ci ha salvati. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Alla Messa della vigilia:
O Padre, il tuo Figlio unigenito, nostro Sommo Sacerdote,
sempre vivo, siede alla tua destra
per intercedere a nostro favore:
concedi a noi di accostarci con piena fiducia al trono della grazia
per ricevere la tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.

Alla Messa della giorno:
Accogli, o Padre, il sacrificio che ti offriamo
nella mirabile ascensione del tuo Figlio,
e per questo santo scambio di doni
fa’ che il nostro spirito si innalzi alla gioia del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DELL’ASCENSIONE DEL SIGNORE I
Il mistero dell’Ascensione

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Il Signore Gesù, re della gloria,
vincitore del peccato e della morte,
[oggi] è salito al cielo
contemplato dagli angeli.
Mediatore tra Dio e gli uomini,
giudice del mondo e Signore dell’universo,
ci ha preceduti nella dimora eterna
non per separarsi dalla nostra condizione umana,
ma per darci la serena fiducia che dove è lui,
capo e primogenito,
saremo anche noi, sue membra,
uniti nella stessa gloria.
Per questo mistero,
nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra
e le schiere degli angeli e dei santi
cantano senza fine l’inno della tua gloria: Santo, …

Oppure:
PREFAZIO DELL’ASCENSIONE DEL SIGNORE II
Il mistero dell’Ascensione

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo Signore nostro.
Dopo la risurrezione
egli si mostrò visibilmente a tutti i discepoli,
e sotto il loro sguardo salì al cielo,
perché noi fossimo partecipi
della sua vita divina.
Per questo mistero,
nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra
e le schiere degli angeli e dei santi
cantano senza fine l’inno della tua gloria: Santo, …

Nel Canone Romano, si dice il Communicántes proprio.
Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio dell’Ascensione.

Antifona di comunione
Alla Messa della vigilia:
Cristo, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati,
siede per sempre alla destra di Dio. Alleluia.

Alla Messa della giorno:
Nel nome del Signore Gesù predicate a tutti i popoli
la conversione e il perdono dei peccati. Alleluia. (Lc 24,47)

Preghiera dopo la comunione
Alla Messa della vigilia:
I doni che abbiamo ricevuto dal tuo altare, o Padre,
accendano nei nostri cuori il desiderio della patria del cielo
e ci conducano, seguendo le sue orme,
là dove ci ha preceduto il nostro Salvatore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Alla Messa della giorno:
Dio onnipotente ed eterno,
che alla tua Chiesa pellegrina sulla terra fai gustare i divini misteri,
suscita in noi il desiderio del cielo,
dove hai innalzato l’uomo accanto a te nella gloria.
Per Cristo nostro Signore.

Benedizione solenne
Dio, che nella risurrezione del suo Figlio unigenito
ci ha donato la grazia della redenzione
e ha fatto di noi i suoi figli,
vi dia la gioia della sua benedizione. R. Amen.

Il Redentore,
che ci ha donato la libertà senza fine,
vi renda partecipi dell’eredità eterna. R. Amen.

E voi, che per la fede in Cristo
siete risorti nel Battesimo,
possiate crescere in santità di vita
per incontrarlo un giorno nella patria del cielo. R. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
discenda su di voi e con voi rimanga sempre. R. Amen.

 

Commento
La morte di Gesù ha costituito uno scandalo per i suoi discepoli, perché essi si erano plasmati un Cristo senza croce. Ma Gesù di Nazaret è il Messia; e non esiste altro Messia che il crocifisso e il glorificato. È attraverso la catechesi del Signore, risuscitato, che i discepoli capiscono che il Messia doveva soffrire e risuscitare dai morti. Era il disegno di Dio manifestato nelle Scritture. Il senso della croce e dell’accompagnamento dei discepoli sulla croce, si scontra con l’intelligenza, con il cuore e con i progetti dell’uomo.
Affinché i discepoli possano essere i testimoni autorizzati di Gesù Cristo, non solo devono comprendere la sua morte redentrice, ma anche ricevere lo Spirito Santo. Gesù si separa dai discepoli benedicendoli e affidandoli alla protezione di Dio Padre. Ascensione del Signore al cielo e invio dello Spirito Santo, per fare dei discepoli dei testimoni coraggiosi e per accompagnarli fino al ritorno di Gesù, sono strettamente collegati.
Lo Spirito Santo aumenterà la potenza della parola del predicatore e aprirà l’intelligenza degli ascoltatori. Della vita fragile del missionario egli farà una testimonianza eloquente di Gesù Cristo morto sulla croce e vivo per sempre. Nel mondo, al fianco dei discepoli, lo Spirito Santo sarà il grande Testimone di Gesù.

LA LITURGIA DI DOMENICA 22 MAGGIO 2022

 

La Liturgia di Domenica 22 Maggio 2022
VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO C)


Commento
Un’antica leggenda racconta che san Giovanni evangelista, vecchio e ormai sul suo letto di morte, continuava a mormorare: “Figli miei, amatevi gli uni gli altri, amatevi gli uni gli altri…”. Questo testamento di Gesù, che egli ci ha trasmesso, era per lui molto importante. E, certamente, questo amore non era facile nemmeno in quei tempi. Non è mai così necessario parlare d’amore come là dove non ce n’è. È la stessa cosa che succede per la pace: non si è mai parlato tanto di pace come oggi, e intanto si continua a fare la guerra in moltissimi luoghi. Ma, proprio su questo punto, il Vangelo di Giovanni pone un’importante distinzione: c’è una pace di Gesù e un’altra pace, data dal mondo. San Giovanni attira la nostra attenzione sul fatto che noi non dobbiamo lasciarci accecare dalle parole, dobbiamo tenere conto soprattutto dello spirito nel quale esse sono dette. Dio ci ha mandato lo Spirito Santo per insegnarci la sua volontà. Il suo Spirito ci insegna anche a penetrare il senso delle parole. Possiamo allora rivolgerci a lui quando siamo disorientati, quando ci sentiamo deboli, quando non sappiamo più cosa fare. È un aiuto al quale possiamo ricorrere quando ci aspettano decisioni difficili da prendere. Egli ci aiuta!

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Bianco

Antifona d’ingresso
Con voce di gioia date l’annuncio,
fatelo giungere ai confini della terra:
il Signore ha riscattato il suo popolo. Alleluia. (Cf. Is 48,20)

Si dice il Gloria.

Colletta
Dio onnipotente,
fa’ che viviamo con intenso amore questi giorni di letizia
in onore del Signore risorto,
per testimoniare nelle opere il mistero che celebriamo nella fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure (Anno C):
O Dio, che hai promesso di stabilire la tua dimora
in coloro che ascoltano la tua parola
e la mettono in pratica,
manda il tuo santo Spirito,
perché ravvivi in noi la memoria
di tutto quello che Cristo ha fatto e insegnato.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (At 15,1-2.22-29)
È parso bene, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l’usanza di Mosè, non potete essere salvati».
Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.
Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli. E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agl’idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 66)
Rit: Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.

SECONDA LETTURA (Ap 21,10-14.22-23)
L’angelo mi mostrò la città santa che scende dal cielo.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino.
È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte.
Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
In essa non vidi alcun tempio:
il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello
sono il suo tempio.
La città non ha bisogno della luce del sole,
né della luce della luna:
la gloria di Dio la illumina
e la sua lampada è l’Agnello.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.

VANGELO (Gv 14,23-29)
Lo Spirito Santo vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore ci ama nel profondo e il nostro compito di cristiani è solo quello di aver fiducia in questo sguardo d’amore.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore prendi dimora in noi.

1. Perché il rapporto con te non si riduca ad un resoconto dei nostri fallimenti e delle nostre vittorie. Preghiamo.
2. Perché ci sia sempre continuità tra la nostra fede in te e la nostra partecipazione alla vita sociale. Preghiamo.
3. Perché la pace, condizione interiore prima che equilibrio esteriore, accompagni sempre il nostro cammino. Preghiamo.
4. Perché la tua voce ci ricordi sempre che siamo liberi figli di Dio e nulla di meno. Preghiamo.

O Padre, Tu ci chiedi solo di abbandonarci al tuo abbraccio paterno. Aiutaci a sopportare la nostra fragilità che ci tiene lontani da te e dal tuo amore. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Salgano a te, o Signore,
le nostre preghiere insieme all’offerta di questo sacrificio,
perché, purificati dal tuo amore,
possiamo accostarci al sacramento della tua grande misericordia.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO PASQUALE I, II, III, IV, V

Antifona di comunione
Se uno mi ama, osserverà la mia parola
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui
e prenderemo dimora presso di lui. Alleluia. (Gv 14,23)

Preghiera dopo la comunione
Dio onnipotente,
che nella risurrezione di Cristo
ci fai nuove creature per la vita eterna,
accresci in noi i frutti del sacramento pasquale
e infondi nei nostri cuori la forza di questo nutrimento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

Benedizione solenne
Dio, che nella risurrezione del suo Figlio unigenito
ci ha donato la grazia della redenzione
e ha fatto di noi i suoi figli,
vi dia la gioia della sua benedizione. R. Amen.

Il Redentore,
che ci ha donato la libertà senza fine,
vi renda partecipi dell’eredità eterna. R. Amen.

E voi, che per la fede in Cristo
siete risorti nel Battesimo,
possiate crescere in santità di vita
per incontrarlo un giorno nella patria del cielo. R. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
discenda su di voi e con voi rimanga sempre. R. Amen.

 

Commento
Un’antica leggenda racconta che san Giovanni evangelista, vecchio e ormai sul suo letto di morte, continuava a mormorare: “Figli miei, amatevi gli uni gli altri, amatevi gli uni gli altri…”. Questo testamento di Gesù, che egli ci ha trasmesso, era per lui molto importante. E, certamente, questo amore non era facile nemmeno in quei tempi. Non è mai così necessario parlare d’amore come là dove non ce n’è. È la stessa cosa che succede per la pace: non si è mai parlato tanto di pace come oggi, e intanto si continua a fare la guerra in moltissimi luoghi. Ma, proprio su questo punto, il Vangelo di Giovanni pone un’importante distinzione: c’è una pace di Gesù e un’altra pace, data dal mondo. San Giovanni attira la nostra attenzione sul fatto che noi non dobbiamo lasciarci accecare dalle parole, dobbiamo tenere conto soprattutto dello spirito nel quale esse sono dette. Dio ci ha mandato lo Spirito Santo per insegnarci la sua volontà. Il suo Spirito ci insegna anche a penetrare il senso delle parole. Possiamo allora rivolgerci a lui quando siamo disorientati, quando ci sentiamo deboli, quando non sappiamo più cosa fare. È un aiuto al quale possiamo ricorrere quando ci aspettano decisioni difficili da prendere. Egli ci aiuta!